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Elogio del cane piccolo

disasterdi VALERIA ROSSI – Dopo aver postato su FB la foto che vedete a sinistra, con il risultato di cinque minuti netti di Samba in action, e dopo aver dichiarato che “la prossima volta mi prendo un chihuahua”, ieri ho ricevuto un sacco di commenti che dicevano “ma noooo! Il chihuahua nooo!”.
E perché no, chiedo io?
Il cane piccolo (che poi non dev’essere rigorosamente chihuahua: potrei spingermi anche fino ai 5-6 chili di un pinscher nano o di un jack russell) ha troooppissime qualità rispetto al cagnone.
Per esempio:

a) non vuol salire in macchina? Lo prendi e ce lo lanci, ciao.
Nel tentativo di fare lo stesso con Samba, che un po’ la macchina la patisce e quindi non ci vorrebbe mai salire, tanto per cominciare mi sono procurata il colpo della strega. Dopodiché ho pensato bene di farla salire a rate: prima le metto due zampe sul pianale e poi le tiro su le altre due, prendendola per il culo (in senso letterale e non metaforico). Solo che lei, nel frattempo, ha ritirato giù le prime due zampe.
Allora, trovandomi il cane capottato (culo in macchina e testa giù), la spingo per il petto. E lei parte con i vari “pietà-pietà-la-macchina-no” che, non avendo la parola, esprime a slappate in faccia.
Provate a fare tutto questo con un qualsiasi sacchetto in mano, con un ombrello o anche solo con una borsetta… e poi mi direte se non vi prende uno sfrenato desiderio di chihuahua;

b) sul tavolo non ci arriva, punto.
Invece un cane grande sì. Ma non è che ci arrivi già a due mesi, quando faresti prestissimo ad insegnargli che “no, non si fa” perché a due mesi credono a tutto quello che gli dici: no, comincia ad arrivarci a cinque-sei mesi, quando ormai ha anche imparato che “non si fa” solo quando l’umano è presente e ti può cazziare. Ma se il gatto non c’è, i topi ballano (e i rottweiler si sbafano il prosciutto);

sedia_sambatac) i disastri li fa a misura di cane piccolo.
Tra i commenti di cui sopra ce n’era uno che diceva: “Ahahhahaha guarda il chihuahua non è da meno… mi ha fatto tutti gli angoli dei mobili…
Ecco, appunto: gli angoli.
Samba si fa i mobili per intero. Quella nella foto qui a destra è la sedia della mia scrivania, e credo che sia detto tutto.

d) se litiga, ha sempre ragione.
Basta leggere i giornali, eh.  Ma non solo: basta sentire i racconti delle Sciuremarie al parchetto.
Il cane piccolo è sempre, rigorosamente, assolutamente un piccolo angelo peloso; il cane grosso è sempre “quel brutto cagnaccio aggressivo”. Anche quando il brutto cagnoaccio aggressivo se ne andava tranquillo e sereno per la sua strada (al guinzaglio) ed è stato aggredito dal cane piccolo (sciolto, perché “tanto è piccolo, che male vuoi che faccia?”), la colpa è sempre e solo del cane grosso.

e) se ti piscia in casa, pulisci con un kleenex.
Se lo fa Samba (che pur avendo già sei mesi e sapendo ormai benissimo che in casa non la si fa, ogni tanto, se non scatto stile Bolt ai suoi “Pio-pio-portami fuori”, mi guarda con la faccia da “Ehhhhh ma sei lentaaaaaa!” e me la molla lì dove si trova), serve un rotolone Regina. Intero.
E poi devi ovviamente passare il Mocio, con il cane che da cucciolissimo tentava di giocarci: ma ormai ha imparato che non si fa, quindi si limita a saltargli tutt’attorno passando per benino sul bagnato e lasciando impronte ovunque.
Non parliamo poi della cacca: quella di un chihuahua sembra un fagiolo, quella di Samba il monte Everest.
Anche per raccoglierla fuori (la cacca in casa, fortunatamente, qui è un evento epocale: non l’ha quasi mai fatta, neanche da cucciolissima) ci vuole un sacco condominiale, altro che sacchettini nell’ossettino.
E vogliamo parlare di quando la fa a rate, e i sacchi – due, tre e in un’occasione anche quattro – non sai più dove ficcarteli?
No, perché finché sei in area cani, tutto va bene: c’è il cestino. Ma in questo cavolo di paese, i cestini dei rifiuti sembra che stiano proprio solo nelle aree cani. Quindi, se la fa per strada, ci manca solo che ti carichi sulle spalle il bastone da vagabondo con tutti i sacchetti appesi, vagando alla ricerca di un posto in cui buttarli.
Di solito io finisco per riportarmeli a casa, veleggiando felice tra aromi di Eau de merde finché non arrivo ai bidoni condominiali.
L’altro giorno di sacchetti ne avevo tre (due di Samba e uno della Bisturi) in una mano, più un guinzaglio: e l’altro guinzaglio nell’altra mano. A un certo punto le canesse hanno deciso di partire in direzioni opposte (lo fanno sempre: e avete presente l’antico modo di giustiziare i criminali attaccandoli a due cavalli che partivano uno di qua e uno di là, squartando il malcapitato? Ecco, u-gua-le): e siccome rischiavo di perdere un dito o due, non potendo mollare un cane ho mollato i sacchetti. Che si sono ovviamente squarciati, disseminando il contenuto. Dopodiché ho dovuto ri-raccogliere il tutto con due cani al guinzaglio, e vi assicuro che anche questo sarebbe un ottimo metodo per giustiziare qualcuno.

divanoronff) sul divano, un chihuahua occupa un centimetro quadrato.
Samba occupa il divano. Tutto.

g) se vai a spasso col cane piccolo, a due mesi ti dicono “checcariiiino!”, a quattro mesi ti dicono “checcariiiiino!”, a cinque anni ti dicono “checcarriiiino!”.
Col cane grosso, a due mesi ti dicono “Checcariiiiinoooo!”, a quattro mesi partono con la manina allungata per accarezzarlo, ma intanto ti chiedono “Che cos’è?”, e quando rispondi “rottweiler” fanno un salto indietro.
A sei mesi fanno direttamente il salto indietro (o si lanciano dall’altra parte della strada, talora rischiando la vita perché hanno più paura del rottweiler che delle macchine) quando sei ancora a venti metri: e tu ti ritrovi il cane che tira e pigola disperato perché gli sta scappando via l’umano che avrebbe voluto corcare di baci e coccole.
A cinque anni non so cosa succederà perché non ci siamo ancora arrivate, ma posso immaginare (se tanto mi dà tanto, come minimo si faranno stirare dai TIR pur di non passarci vicino: quello che mi preoccupa è la forza con cui una Samba di cinque anni proverà ancora a raggiungere gli umani fuggiaschi. Perché lo so che ci proverà).
Anzi, diciamo che in generale:

h) se un cane piccolo tira al guinzaglio, te ne puoi pure infischiare.
Se Samba tira al guinzaglio, mi lussa una spalla (per fortuna non lo fa quasi mai. Ma quasi è la parola chiave).

chihua_cartaigienicaE potrei andare avanti con altri esempi, ma mi fermo qui. Tanto mi sembra ormai palese che prendersi un cane di grossa taglia è una vera follia (e se si ha una certa età, è proprio cosa da pazzi furiosi).
Ribadisco: la prossima volta (sempre ammesso che ci sia una prossima volta, visto che ho appunto un’età in cui devo cominciare a dire al figlio “se schiatto prima del cane ci pensi tu, veroooo?”) mi prendo un chihuahua.
E frega nulla se un’amica su FB mi ha postato la foto che vedete a destra: certo che un po’ di casino lo possono fa’ pure loro, ma è un casino di dimensioni contenute. Insomma, quello è soltanto un rotoluzzo di carta igienica: sembra tanta roba proprio perché il cane è piccolo.

passatasambaA casa mia quello che vedete nella foto a sinistra è il normale stato del pavimento.
Lo trovo così almeno quattro-cinque volte al giorno, e mi pare che non ci sia paragone.
No, no: è deciso. La prossima volta (se ci sarà) voglio un cane piccolo, piccolissimo, microscopico.
Diventerò anch’io una Sciuramaria di quelle che cercano il cane da attaccare al portachiavi.
Sono disposta a riprendermi un rottweiler solo se nel frattempo qualcuno si inventerà i rottweiler toy o teacup: altrimenti, chihuahua forever. Chihuahua MINITOY, se possibile.
E se non ci potrò fare UD, farò qualcos’altro: miniagility, dog dance, obedience… hai voglia, ormai ci sono più discipline cinofile che cani.
Basta, è deciso. Decisissimo!
… almeno fino a che non mi volto e non vedo la pregevole composizione artistica della foto sotto (indovinate di chi è la coda?): perché a quel punto comincio a ridere come una scema e a pensare che senza rottweiler (e pure senza staffy, anche se la Bisturi potrebbe quasi rientrare nel novero dei cani piccoli, se non si comportasse come un cinghiale) nun se po’ proprio sta’.
E sono fregata.

codaditroppo

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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