venerdì , 24 novembre 2017
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I cinofobi mi stanno facendo perdere la fiducia nel mio cane

acquadi VALERIA ROSSI – Ho ricevuto un’email che mi ha reso un po’ triste. No, nessuna tragedia, niente cani malati o morti: solo le considerazioni di una proprietaria che credeva di poter vivere serenamente la sua condizione di neo-cinofila, ma che si è scontrata con l’ignoranza sempre più dilagante in materia di cani.
Ecco cosa mi scrive:

Sono al mio primo cane, ma nonostante questo ho passato cinque anni ad informarmi leggendo, guardando documentari sulla razza, sui cani in generale, sulla psicologia e sull’educazione prima di prenderne uno ed è da quando lei ha tre mesi e mezzo che abbiamo iniziato un bellissimo percorso di addestramento (prima educazione di base, poi agility).
Insomma, per non sbagliare con lei, ho deciso di non perdere tempo e rivolgermi subito a degli esperti che mi accompagnassero nel nostro percorso di crescita ed educazione. I risultati sono stati sorprendenti (alla faccia di tutti quelli che mi davano della pazza quando sapevano che avevo preso un Weimaraner!).
Ora, essendo appunto una neo-padrona, ho avuto un po’ di difficoltà per ciò che riguarda le “regole” da rispettare quando si va in giro con il cane.
Ogni giorno che scendo con lei, incontro gente terrorizzata che cambia marciapiede o che guarda schifata me e il cane, genitori che prendono i loro bambini e li spiaccicano al muro quando passiamo (ovviamente la mia sta sempre al guinzaglio!), addirittura una signora del mio palazzo, mentre uscivamo dall’ascensore, mi ha detto che sono una delinquente perché non metto la museruola al mio cane, perché il mio cane potrebbe mordere i bambini!
Visto che in fatto di leggi riguardanti museruola e guinzagli mi ero già informata, le ho risposto che la museruola se la doveva mettere lei (sì, forse ho esagerato, ma ero arrivata al limite!). E ti scrivo proprio perché sono arrivata al limite…
Premetto che la mia cucciolona non ha mai morso nessuno (certo, ciò non vuol dire che non lo farà mai), adora i bambini (passa moltissimo tempo con mia nipote di quattro anni che le fa di tutto e di più), è affettuosa con tutti e sempre pronta a giocare con gli altri cani (maschi o femmine che siano).
La mia domanda è questa: possibile che nel 2014, anziché andare avanti, con tutti i mezzi di informazione che abbiamo, stiamo regredendo in fatto di conoscenza dei cani? Possibile che la gente sia sempre di più impaurita dei nostri amici a quattro zampe e che addirittura i genitori riescano a trasmettere volutamente questa paura ai bambini (ho sentito madri dire “non lo toccare che morde!”)?
Io non ci credo che i bambini nascano con la paura dei cani, quando io ero piccola ne giravano tantissimi, liberi ovunque e io ne sono sempre uscita indenne! Perché?
Il problema è che vedendo la gente terrorizzata, la paura sta venendo anche a me.
Non mi sento più libera di godermi la mia piccola come vorrei, fare una passeggiata in serenità, senza dover stare attenta ad avvicinarmi alla gente a meno di un metro di distanza, perché hanno tutti paura… e sono sicura che lei tutto questo lo sente. Domanda stupida: non è che un giorno diventerà come tutti quei cani “aggressivi” che ci sono diventati a causa delle paure dei loro padroni? Io non voglio essere così…

cinofobi1Questa lettera mi ha intristito perché la stessa domanda, ultimamente, ho cominciato a farmela anch’io.
La mia Samba ha sei mesi, quindi è cucciola inside e come tale vorrebbe fare miliardi di feste a tutti quelli che incontra. Purtroppo, fino a pochi mesi fa, tutti quelli che incontravamo erano altrettanto ben disposti nei suoi confronti e ben felici di ricevere le sue attenzioni: ma ora non più.
Ormai si capisce che è un rottweiler, quindi qualcuno comincia a tenersi a distanza di sicurezza e qualcun altro comincia a borbottare di cani pericolosi, di museruole e così via.
Per evitare di mandare affanculo una trentina di persone al giorno, sono costretta a  trattenere il cane: dei trecentoventitremila “NO!” che le dico ogni giorno, almeno il settanta per cento ormai è teso ad impedire che faccia la feste a qualche sconosciuto (il restante trenta per cento è diviso tra scarpe, ciabatte, calze e affini). Ma ogni volta che la blocco mentre lei smania per andare a baciare in bocca il passante di turno, mi domando: “Non è che alla fine la farò diventare umanofoba?”
Fortunatamente, pensandoci a mente fredda… la risposta è “no”.
Comprendo perfettamente i dubbi e l’amarezza della lettrice, che teme che la sua weimaraner possa “sentire” il suo imbarazzo e il suo nervosismo di fronte alle orde di cinofobi che ormai si incontrano ad ogni piè sospinto… ma non dobbiamo perdere la fiducia nei nostri cani, perché loro non perderanno il loro amore per gli umani, se sono stati ben socializzati e che si sono convinti che tutti sono loro amici.
Personalmente ho l’immane fortuna di lavorare in un campo cinofilo, pieno di cinofili disposti a farsi saltuariamente ammazzare di baci e abbracci: ma anche il proprietario “normale” di cane riuscirà sicuramente a trovare qualche amico che possa mantenerne e consolidarne la socializzazione.

cinofobi3Per il resto, l’unica soluzione è utilizzare l’obbedienza per far sì che i nostri cuccioli capiscano che non è obbligatorio, per salutare qualcuno, mettergli le zampe in spalla e la lingua in bocca. Un “seduto, fermo” non avrà soltanto lo scopo di moderare le effusioni del cane, ma servirà anche a far pensare alla maggior parte dei cinofobi che un cane così ben educato non possa essere pericoloso. Insegnare al cane a salutare dando la zampa “fa simpatia” e cancella la paura.
Se poi proprio abbiamo a che fare con orde di cinofobi, insegnare al cane a portare la museruola (come scrissi già in questo articolo) non è difficile, non ammazza nessuno e neppure tortura nessun cane: è una piccola seccatura, sicuramente, ma spesso è sufficiente a far guardare al nostro amico a quattro zampe con maggior benevolenza.
Io sto insegnando a Samba ad indossarla senza drammi: siamo ancora al work in progress, ma presumo che quando lei la sopporterà senza problemi, se dovrò fargliela indossare, le metterò al collo anche un cartello con una scritta tipo: “Non porto la museruola perché mordo, ma per tranquillizzare quelli che hanno paura di me. Tutti gli altri sono pregati di coccolarmi, perché adoro le coccole”.
Chissà… forse se girassimo tutti con messaggi di questo genere, qualcuno potrebbe aprire gli occhi.
Qualcun altro, sicuramente, non lo farà mai e continuerà ad essere terrorizzato dai cani: ma sono cavoli suoi, non sa cosa si perde.

cinofobi4L’importante è che noi ci mettiamo in condizione di poter vivere sereni con i nostri cani, senza avere continuamente voglia di spedir gente a quel paese: perché è vero, non è bello, non ci fa vivere bene e probabilmente danneggia anche il nostro cane, che è empatico e quindi si accorge che siamo nervosi.
E’ vero, esistono cani che sono diventati aggressivi per colpa dei proprietari: ma quelli, di solito, non sentono la “paura” dei loro umani. Ne sentono proprio l’aggressività.
Se facciamo in modo di stare tranquilli noi, staranno tranquilli anche i nostri amici pelosi: e se questa tranquillità richiederà un piccolo sacrificio, facciamolo. Sì, facciamolo noi, perché l’idea della museruola dà molto più fastidio a noi che ai cani.
Il cane, una volta che ci si è abituato, alla museruola non ci pensa neppure più: basta che sia un modello che gli consente di respirare liberamente, la porterà con la massima disinvoltura: siamo noi a doverci convincere che non si tratta di un maltrattamento, e a dover superare i nostri blocchi mentali per accettare di usarla.
Se però proprio non ci riusciamo… allora non ci resta che evitare i luoghi in cui già sappiamo che incontreremo madri cretine, vecchiette isteriche e cuggini di vario grado. Purtroppo è vero che il mondo è ormai pieno di cinofobi (e rendiamo grazie a giornali e TV per lo splendido servizio che ci hanno reso con i loro titoloni ad effetto): ma cambiare il mondo è difficile. A volte è più facile (e sicuramente più rilassante) cambiare strada.

P.S.: c’è una nota stonata nella lettera della nostra amica. La frase “passa moltissimo tempo con mia nipote di quattro anni che le fa di tutto e di più” mi ha messo qualche brividino addosso.
Spero – anzi, sono quasi certa – che fosse solo un modo di dire, e che in realtà la bambina sia educata al rispetto per i cani: però mi fa un po’ paura questo genere di frasi, perché temo sempre che qualcuno possa prenderle alla lettera e permettere quindi ai bambini di dare il tormento ai cani, rendendoli in questo modo assai meno ben disposti verso di loro.
Una preghiera (per tutti, non soltanto per chi ha scritto la lettera): non usiamo più frasi come “il mio cane da mio figlio si lascia fare di tutto”.
E’ vero che è una frase fatta e che quel “di tutto” magari corrisponde solo a qualche coccola… ma per evitare che la gente comune abbia paura dei cani sarebbe bello, per esempio, che nessun cane si rigirasse mai contro un bambino.
Ed è vero che un tempo questo non succedeva, mentre oggi succede un po’ troppo spesso (e poi i media ingigantiscono anche la pinzatina… ma se non ci fosse stata neanche quella non ci sarebbe stato nulla da scrivere): ma un tempo non succedeva perché, semplicemente, ai bambini veniva insegnato a non infastidire i cani.
Proviamo a trasmettere gli stessi insegnamenti anche oggi, e non lasciamo mai pensare a nessuno che i bambini possano usare i cani come giocattoli: perché qualche giocattolo, a volte, si incazza e qualche bambino si prende un morso. Ma la gente comune non capisce che magari era un morso meritatissimo: lo vede come un abominio, punto e basta.
Se non vogliamo che la cinofobia continui a dilagare, dunque, cominciamo a pesare anche le parole: perché purtroppo è diventato necessario.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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