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Elogio del cane grande

canegrande1di VALERIA ROSSI – Come promesso, dopo quello del cane piccolo e quello del cane medio, ecco – a completare la trilogia – l’elogio del cagnone: quello col faccione simpatico, ma anche quello sempre bistrattato da tutti.
Quello che, se per caso ne hai uno, vieni immediatamente identificato come il truzzotamarro di turno, anche se sei una ragazzina e pesi 45 chili. Anzi, se sei una ragazzina e pesi 45 chili, ti diranno anche che non sei in grado di gestirlo (restando peraltro fermissini nella convinzione che tu sia comunque truzzotamarra inside). E se tu gli fai vedere che  il tuo cane sa eseguire una condotta impeccabile, che al tuo richiamo scatta verso di te come se avesse i retrorazzi, che ignora cani, passanti, bambini e UFO perché la sua attenzione è costantemente fissata su di te… allora alzeranno il sopracciglio e ti diranno che sì, il cane è bravino, ma comunque dovresti mettergli la museruola.
Come credo ormai sappiano quasi tutti i miei lettori, io ho un cane grande: o almeno, un cane che si avvia a diventare tale. Per adesso è poco più che di media taglia, visto che ha solo sei mesi… ma lei – perché femmena – si comporta già come se fosse un cagnone (in altri momenti si comporta come se pesasse due chili, tipo quando mi salta in braccio con tutte e quattro le zampe: ma questa è un’altra storia).
Visto che ho un cane (quasi) grande e visti tutti i casini che mi combina, farne l’elogio sarà impresa abbastanza improba: perché mi verrebbe più da scrivere (e chissà, forse la scriverò) la critica del cane grande.
Però posso sempre tirare un bel respiro, immaginare Samba già adulta e bene educata, far finta di non vedere la ciabatta neo-distrutta e di non essere seduta su una sedia masticata fino all’intelaiatura.
Così, forse, ce la farò a dire che:

svacchetea) il cane grande è comodo
Non soltanto lui può svaccarsi in braccio a te: puoi svaccarti anche tu sopra di lui, senza timore di schiacciarlo e di fargli male.
E ci stai comodissimo, perché il cane grande è pure morbido: non ha ossicini che spuntano dappertutto ed è un cuscino perfetto.
E’ comodo anche da portare in macchina: con i piccoletti hai sempre il timore di sballonzolarli da una parte all’altra, mentre lui non si muove proprio, perché nel kennel ci resta incastrato. Anche sul sedile dietro è facile portarlo: lui si puntellerà egregiamente con la zampe anteriori su una portiera e le posteriori sull’altra. Nel frattempo ti sberleccherà anche il collo facendoti il solletico mentre guidi, ma vabbe’, questo è solo un segno d’amore. Vogliamo guarda’ er capello?
Last but non least, anzi comodità primaria e fondamentale… non ti devi chinare per accarezzarlo.

b) il cane grande non lo perdi facilmente
Quando vado per prati con Samba e la Bisturi, la staffy mi sparisce nell’erba alta (vabbe’, anche in quella media. Diciamo che resta visibile solo su un prato inglese) e non ho sempre ben presente la sua posizione.
La rott so sempre dov’è, perché per nascondere lei ci vorrebbe un sottobosco da foresta amazzonica.

c) del cane grande non perdi di vista neanche le cacche
E vi sembra una sciocchezzuola? Quando siamo al campo e la Bisturi si accovaccia (alla maggior distanza possibile dagli umani, perché lei per certe cosine vuole la privacy), io comincio a urlacchiare: “Qualcuno mi faccia il cacca-detector, per favoreeee!”.
Perché, se qualcuno non mi indica il punto, io giro per mezzora col sacchetto in mano, tipo Diogene che cerca l’uomo.
Un filino più prosaicamente, io cerco la merda: però abbiamo una cosa in comune, non li troviamo.
Quando si accovaccia Samba, no problem! Un monte Everest che si erge improvvisamente in mezzo a un prato non può sfuggire neppure ad una cecata come me.

derapatad) il cane grande ha meno bisogno di moto rispetto a quelli piccoli e medi
Non tutti lo sanno: ma più grande è, meno il cane sentirà il bisogno di correre, saltare e così via. L’ottanta per cento almeno delle sue energie gli serve semplicemente per sopravvivere, quindi da spendere in corse e giochi gli resta solo il venti per cento.
Questo è stato il motivo per cui ho preso un rottweiler anziché un malinois (erano le due razze da lavoro che ancora mi mancavano): vista la mia veneranda età, e visto il fiato che mi ritrovo grazie a quel che mi fumo (inteso nel senso dei tre pacchetti quotidiani di Diana rosse, e non in quello di strane sostanze), ho optato per il cane meno impegnativo dal punto di vista fisico. E infatti Samba si muove proprio poco (non so se si capisce bene dalla foto, ma è in derapata…)

e) il cane grande non abbaia quasi mai
Qui parlo sul serio. Sul serissimo.
Personalmente, essendo sul nevrotico andante, io non potrei proprio vivere con qualcuno che mi abbaia freneticamente nelle orecchie tutto il giorno come fanno quasi immancabilmente barboncini, volpini, yorkshire e affini.
Il cane grande lo senti in rarissime occasioni, giusto se c’è da segnalare un pericolo: altrimenti se ne sta zitto e tranquillo.
Col cane grande raggiungi la pace di un senso (l’udito): e meno male che almeno quello sta in pace, perché la vista viene messa a dura prova ogni volta che ti alzi al mattino e trovi i disastri combinati nottetempo; il tatto ti si scompiscia quando il cane ti zompa addosso o ti si spalma addosso o ti prende a zampate in faccia; l’olfatto viene amabilmente sollecitato dall’Eau de chien in generale e dall’ Eau de chien mouillé in particolare.
Ah, ecco… anche il gusto normalmente se ne sta tranquillo: sempre che tu non abbia l’abitudine di mordere il cane, come fa mio figlio quando il cane morde lui (giocano, eh: però il figlio si fa delle splendide bocconate di pelo. Il cane no, visto che sulla testa del figlio rimane solo un vago ricordo di quelli che un tempo furono dei capelli).

yogaf) il cane grande rende superfluo l’acquisto di CD
Perché russa così forte da sovrastare qualsiasi musica (almeno, Samba sì).

g) col cane grande puoi fare praticamente qualsiasi attività
Anche lo yoga. O il contorsionismo.
O qualsiasi altra misteriosa disciplina stiano praticando i due scemi nella foto a destra.

h)  il cane grande ti fa sentire al sicuro
Insomma, diciamolo: questi non son mica bei tempi, specialmente per una donna. Stupri, aggressioni, rapine sono all’ordine del giorno: ed è evidente che un barboncino al guinzaglio non farebbe cambiare idea a nessun malintenzionato. Il rottweiler magari sì.
Ecco, adesso mi sembra di sentire una voce che mi grida da lontano: “‘a nonnettaaaa! Ma ando’ vai col ruzzvailer? Guarda che a te non ti si stupra nessuno manco se vai in giro senza mutandeeeee!”.
Però non sono mica tutte cariatidi come me, le donne.

AGGIUNTA POSTUMA: 

Dopo aver scritto questo articolo ho ricevuto in email, dall’amica Cristina, una letterina che conteneva le sue considerazioni sul cane grande. Anche se in un paio di punti somigliano un po’ alle mie (il che significa che avevo ragione, dopotutto!), ho deciso di pubblicarle integralmente, perché le ho trovate divertenti e perché le foto a corredo sono proprio belle.

***

ANNOTAZIONI SUL CANE GRANDE

di CRISTINA SALATI –  Il cane grande ha due versioni: indoor e outdoor. La versione indoor è senza dubbio simpatica, soprattutto perché la grandezza del cane dà all’ambiente non proprio smisurato di un appartamento uno stile allegro tipo casa della Barbie.
Il cane grande “riempie” e, in un certo senso, arreda. Il rapporto del cane grande con i mobili è 1:1,  lui si rapporta con ogni mobile di casa da pari a pari.

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La versione outdoor, invece, è magica e il rapporto del cane con l’ambiente diventa pieno di poesia.

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Le grandi dimensioni hanno molti vantaggi quando si sta all’aria aperta: nell’erba alta un cane piccolo scompare e rischi di non trovarlo più fino alla falciatura, mentre il cane grande lo vedi bene anche in lontananza. In montagna col cane grande si va appunto “alla grande” , nel senso che la salita diventa facile, specialmente se il cane tira un po’.

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Il discorso dell’erba alta vale anche per la neve, quindi possiamo affermare che il cane grande è un cane per tutte le stagioni.
Questi non saranno i motivi principali per cui ci si compera un cane grande, ma sono certa che contribuiscano alla gioia di averne uno.
E, a giudicare dalla foto sotto, credo che la gioia sia reciproca.
Quando mi guarda, gli brillano gli occhi!

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