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Segnali di calma e segnali di guerra: come spiegarli ai bambini

di VALERIA ROSSI – Mi scrive Domenico, che si dice molto interessato al tema “come insegnare ai bambini a rapportarsi con il cane”. In particolare, mi chiede:

Lei sottolinea l’importanza di distinguere tra segnali amichevoli, segnali di diffidenza/paura e segnali di aggressività vera e propria. Sono temi che ha già trattato mille volte ma mi chiedevo se non fosse il caso di riassumerli una volta per tutte in un unico articolo, in modo che il sciurmario di turno (mi ci metto anche io) sia certo di saperli riconoscerli e, quindi, anche di saperli spiegare ad un bambino!
Visto che effettivamente ho già parlato in diversi articoli sia dei segnali di calma che dei “segnali di guerra” (che avevo definito scherzosamente “incazzing signals“), ho pensato quindi di fare, sì, un piccolo riassunto, ma direttamente “a misura di bambino”, utilizzando una terminologia più semplice possibile.

segnalibambini5I PIU’ COMUNI SEGNALI DI CALMA
Sono gesti che il cane compie col corpo o con il muso, e che possono avere diversi scopi:
a) comunicare ad un altro cane, o ad un umano,  che non ha intenzione di litigare con lui. Il messaggio è più o meno questo: “Io vorrei continuare a farmi gli affari miei e non ho voglia di discutere con te. Tu come la pensi?”. Se l’altro cane (o l’uomo) risponde a sua volta con segnali di calma, i due possono fare amicizia. Se risponde con segnali “di guerra”, anche il primo cane potrebbe cambiare idea e potrebbe nascere uno scontro;
b) comunicare che non si trova proprio del tutto a suo agio, che è un po’ nervoso, che si sta stressando e che sarebbe bene che l’altro cane, o l’uomo, o l’ambiente che lo circonda gli mandassero segnali rassicuranti.
I più comuni segnali di calma sono:

1) avvicinarsi facendo una curva, e non andando dritti in faccia all’altro cane (o all’uomo).
Più ampia è la curva, più il cane ha intenzioni pacifiche.

2) non fissare negli occhi, girare la testa o tutto il corpo
Attenzione: se il cane distoglie lo sguardo e invece noi continuiamo a fissarlo dritto in faccia, lui si sentirà non solo sfidato, ma anche offeso. Un po’ come se lui ci dicesse “io non ho intenzione di litigare con te” e noi gli rispondessimo “io invece sì”.
Noi umani in realtà siamo abituati a considerare il “fissare negli occhi” come un segnale di franchezza e lealtà: soprattutto i bambini devono ricordare che invece i cani la considerano una sfida.

3)  sbadigliare
Lo sbadiglio è un segnale dai molti significati. Il cane può sbadigliare, come noi, per sonno o per noia: ma può farlo anche per comunicare che ha intenzioni pacifiche, avversario o che si trova in uno stato di tensione o stress.

4)  sbattere le palpebre, ammiccare, “fare l’occhiolino”

5) muoversi lentamente, sedersi o immobilizzarsi

segnalibambini46) leccarsi le labbra ed il naso, leccare a vuoto
non significa “voglio darti tanti bacini”, ma è un segnale di calma, usatissimo da tutti i cani.

7) “far finta di non vedere” l’altro cane
potrebbe sembrare pura maleducazione DOC, invece è un segnale di calma. Spesso un cane, avvicinato da un suo simile, si comporta come se proprio l’altro non esistesse. Annusa per terra, si guarda intorno, sembra avere il fumetto sulla testa con scritto: “Cane? Quale cane?”
In realtà è un segnale di calma molto forte.

I PIU’ COMUNI “SEGNALI DI GUERRA”

a)  – il ringhio
Un cane che ringhia è un cane nervoso, poco disposto a fare amicizia, che sta minacciando di mordere. A volte il cane ringhia anche quando sta giocando, ma i bambini non devono assolutamente toccare e neppure avvicinarsi a un cane che ringhia.

segnalibambini1b) l’abbaio
Il cane abbaia ad altri cani solo per manifestare eccitazione (anche giocosa) o aggressività: invece abbaia all’uomo per un’infinità di motivi, che vanno dalla richiesta di attenzioni alla voglia di giocare, dal disagio alla minaccia. Il cane abbaia all’uomo quando pensa di dover “alzare la voce” perché l’uomo non ha capito quello che cercava di dirgli. I bambini non devono avvicinarsi a un cane che abbaia, perché non è sempre facile capire le sue reali intenzioni e quindi non bisogna rischiare.

c) lo sguardo fisso e il corpo rigido
Questa combinazione di segnali significa “non mi toccare, non avvicinarti, vattene altrimenti ti mordo”.

d) il movimento lento e rigido della coda.
Non sempre un cane che scodinzola vuol fare amicizia. Il cane può scodinzolare (quasi sempre lentamente e con la coda tenuta molto rigida) anche quando si prepara ad un attacco.

I SEGNALI DI TIMORE/DIFFIDENZA/PAURA

segnalibambini6a) coda tra le gambe
il cane, quando è sicuro di sè e/o vuole fare amicizia con qualcuno, tiene la coda alta – e scodinzola allegramente – perché in questo modo l’altro può sentire gli odori che provengono da certe ghiandole che stanno proprio alla base della coda, e che possono comunicare un sacco di informazioni: se è maschio o femmina, quanti anni ha, se è sano o malato eccetera eccetera. Quando ha paura, invece, la prima cosa che fa il cane è quella di “nascondere” tutte le informazioni che lo riguardano: ecco perché copre, con la coda, queste ghiandole troppo “chiacchierone”. Un cane che ha paura è anche un cane che potrebbe mordere per difendersi, quindi non va toccato.

b) orecchie basse, tirate indietro
anche questo è un segnale di grande diffidenza o paura.

c) corpo rattrappito
il cane che ha paura cerca di “farsi piccolo” per passare il più possibile inosservato. Viene voglia di andare a “consolarlo”, spiegandogli che non vogliamo fargli del male… ma se lo tocchiamo lui potrebbe sentirsi aggredito e reagire mordendo.

segnalibambini2IMPORTANTE: un singolo segnale di calma non significa necessariamente “cane amichevole”, e neppure “cane stressato”.  Un singolo ringhio o abbaio non significa “cane pericoloso” (mentre un cane che ha paura è sempre potenzialmente pericoloso, specialmente se non ha modo di scappare, e i bambini devono stargli lontani).
Il cane può volerci dire contemporaneamente diverse cose, a volte anche in contrasto l’una con l’altra: per esempio, un cane che distoglie lo sguardo ringhiando ci sta dicendo che ha paura di noi, che non intende attaccarci ma che, se saremo noi ad avvicinarci troppo e/o a toccarlo, è pronto anche a morderci.
Non si deve mai guardare il singolo gesto e pensare di aver capito tutto ciò che sta passando per la testa del cane. In questo modo si rischia grosso.
IL CANE NON E’ FATTO CON I LEGO e non basta identificare un mattoncino per  comprendere l’intero animale.
E se c’è anche il minimo dubbio su “come la stia pensando” il cane, i bambini devono rimanere al sicuro e non devono andargli addosso: neppure per abbracciarlo, accarezzarlo, baciarlo.
E’ importante che i bambini capiscano le differenze tra umanese e canese: in canese abbracci e baci non significano “affetto”.
In realtà non significano proprio niente, perché i cani non si abbracciano e non si baciano: sono le scimmie a farlo (e noi lo facciamo perché deriviamo dalle scimmie: invece il cane deriva dal lupo).
I nostri gesti “di affetto” possono essere visti dal cane come una minaccia, quindi non bisogna MAI e poi MAI rivolgerli a cani sconosciuti (in realtà potremmo evitare anche di rivolgerli al nostro cane di casa, che impara col tempo a capire quello che gli vogliamo comunicare… ma che continuerà sempre a pensare: “ma che strano animale, questo: perché per dire che mi vuole bene mi mette le zampe addosso e mi strangola?”).

In generale:

a) non si tocca un cane MAI che sta mandando “segnali di guerra”;
b) non si tocca MAI un cane impaurito che non ha modo di scappare;
c) al cane che sta mandando segnali di calma si dovrebbe rispondere mandando noi stessi segnali simili (possiamo imitarli quasi tutti, tranne leccarci il naso perché abbiamo la lingua troppo corta: ma se si lecchiamo il labbro superiore da sotto in su, lui di solito capisce). Prima di toccarlo è comunque sempre meglio aspettare che sia lui a venirci vicino e a farci capire che gradisce il contatto, le carezze, il gioco.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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