lunedì , 20 novembre 2017
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Cani in aereo: come vengono trattati in aeroporto?

aereo1di VALERIA ROSSI – Mi telefona una collega, incavolatissima: è a Francoforte e dovrebbe rientrare in Italia, ma non le lasciano imbarcare il cane in aereo perché abbaia in modo aggressivo (da dentro il kennel).
Ma a chi abbaia, e perché?
Facciamo un passo indietro: questa cagnina (è una giovane femmina di malinois, super-addestrata) vola da quando aveva pochi mesi.
E’ nata negli Stati Uniti e subito ha volato per arrivare in Italia, poi la collega è andata avanti e indietro più volte – sia per lavoro che per motivi cinofili – e l’ha sempre portata con sè: MAI un problema al mondo.
Per la malin volare era come andare in macchina: entrava volentieri nel kennel, all’arrivo scendeva tranquillissima e scodinzolante, non ha mai dato il minimo sentore di aver viaggiato “male” o di aver ragione di non voler ripetere l’esperienza. Tutto questo fino ad agosto di quest’anno, quando improvvisamente ha cominciato ad abbaiare in tono molto scocciato, da dentro il kennel, solo a chi indossava una particolare divisa, quella degli addetti alle operazioni di carico/scarico degli animali.
Una casualità?
Difficile crederlo, anche perché lei continua a restare indifferente a chiunque altro: i normali passeggeri possono passarle vicino, e  addirittura possono toccare il kennel, senza che dica nulla.
La domanda, dunque, è questa: cosa diavolo sarà successo, in uno degli ultimi imbarchi?
Una risposta sicura non ce l’avremo mai: però è abbastanza indicativo il fatto che uno degli addetti all’imbarco, quando la cagna gli ha abbaiato contro, abbia sentenziato: “Quando un cane fa così, l’unica è dargli un bel pugno in testa” (!!!).
Sta di fatto che la cagna abbaia solo alle persone che indossano quella divisa e che il suo atteggiamento, da agosto ad oggi, è peggiorato esponenzialmente (il che è normale: probabilmente abbaiando è riuscita a far allontanare le persone sgradite, quindi dal suo punto di vista “ha vinto”… ed è del tutto logico che si impegni sempre di più per ottenere questo risultato per lei positivo).
Così, alla fine, la mia collega è stata costretta a fermarsi un giorno in più a Francoforte: ripartirà stamattina, dopo aver acquistato una gabbia speciale “per cani aggressivi” (che mi dice essere “quella che usano per i rottweiler”: al che Samba ha fatto il gesto dell’ombrello… e io pure) e aver speso quindi una bella cifretta che si sarebbe potuta risparmiare.
Ma per colpa di chi?

aereo2Ovviamente non lo sapremo mai e non sarà mai possibile avere prove certe che qualcosa sia successo. Però qualcosa è successo, ci metterei la mano sul fuoco: anche perché di testimonianze raccapriccianti ne ho già sentite diverse.
Per esempio, qualcuno mi ha detto di aver visto “lanciare” letteralmente in stiva un kennel con dentro un cane, come se fosse una valigia (e già non è carino che lo facciano con le valigie, visto che il contenuto potrebbe danneggiarsi: ma con un essere vivente?!?); qualcun altro ha riferito di botte date sul kennel per far tacere un cane che piangeva (e si potrebbe presumere che alla nostra cagnina sia successo proprio questo).
Che esistano persone tanto bastarde dentro da approfittare della propria posizione di forza per infastidire un cane che non può reagire, è cosa certa: basti pensare a quanti cani quotidianamente vengono tormentati da dietro ai cancelli (e se poi escono e mordono qualcuno, “sono impazziti” loro…).
E’ davvero seccante, però, dover ipotizzare (ma a me non viene in mente nessun’altra possibilità) che qualche addetto agli imbarchi, in aeroporto, possa aver fatto una cosa simile: perché qui non si mancherebbe di rispetto solo al cane, ma anche al passeggero che si è affidato con fiducia a persone che avrebbero il dovere di svolgere le proprie mansioni in modo corretto.
Già non è la cosa più piacevole del mondo far viaggiare il cane in stiva: si fa per necessità, quando non ci sono alternative, ma si parte sempre con un po’ di timori (e se la pressurizzazione non funzionasse? E se il cane si sentisse male senza che noi possiamo rendercene conto e intervenire? E se ce lo caricassero sull’aereo sbagliato? (purtroppo è successo anche questo!)
Ora ci manca solo di preoccuparci del trattamento che i cani ricevono all’aeroporto, e poi siamo al completo.
In tutta questa sgradevole storia, resta da rimarcare invece in modo molto positivo il comportamento di tutto lo staff della Lufthansa di Francoforte, che a detta della mia collega è stato impeccabile e che dispone di personale competente e di un'”Animal area” davvero a misura di cane.
Sono stati efficienti, ma soprattutto sono stati gentilissimi anche con la cagnina, che ha ricambiato comportandosi a sua volta in modo impeccabile: perché anche con i cani si semina ciò che si raccoglie.
Dispiace solo che chi (forse…) avrebbe dovuto raccogliere un bel morso nelle chiappe continuerà tranquillamente a fare (male) il suo lavoro e magari a far danni ad altri cani.
Decisamente, il mondo non è giusto.

P.S.: ovviamente un cane, dall’interno di un trasportino, non può far danni a nessuno (a differenza degli umani). Quindi, perché è stato rifiutato l’imbarco? Perché, a detta degli operatori, “avrebbe potuto disturbare i passeggeri abbaiando”.
Ora,  a parte il fatto che la cagna abbaia solo se si avvicina uno degli addetti al carico/scarico, altrimenti sta buonissima… se così stanno le cose, chiedo ufficialmente che la prossima volta venga chiusa in gabbia, e possibilmente anche sedata, la bambina che mi ha recentemente urlato nelle orecchie (nonché presa a calcioni sulla parte posteriore del sedile) per tutto un volo da Torino alla Calabria. Se il viaggio fosse stato più lungo, credo che sarei uscita pazza (o che avrei ucciso la madre, del tutto indifferente alle intemperanze della figlia).

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