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Caro Diario… (16)

portasambadi VALERIA ROSSI – 18 novembre 2014, ore 7,00
Caro Diario, scusami se non scrivo nulla da qualche giorno, ma ero troppo impegnata a cercare di sopravvivere. No, non in senso mataforico: proprio in senso letterale, visto che Samba ha evidentemente deciso di sopprimermi e ci prova ogni giorno, con varie e fantasiose modalità.
Esagerata? Col cavolo.
Senti qua:
a) ogni volta che rientro a casa cerca di uccidermi sbattendomi la porta in faccia, pure con la complicità della Bisturi. Questo l’ho già scritto in un altro articolo e quindi non sto a ripetere i dettagli: dico solo che una porta blindata nel muso fa male;
b) l’altra sera era ospite a casa nostra la Sciurallevatrice-nonché-fidanzata-del-figlio. Samba la adora (vabbe’ che adora tutti gli umani: ma lei di più) e quindi vorrebbe starle sempre vicina-vicina: solo che a cena non poteva, perché la tavola è tabù, e dopo cena ci siamo seduti in tre sul divano per giocare con la Wii.
Purtroppo il divano è piccolino, sono tre posti strettini assai, quindi non c’era posto anche per un cane: allora Samba che ha fatto? Ha preso una rincorsa di tre metri e ci è zompata bellamente in braccio con tutte e  quattro le zampe.
Ha centrato in pieno me, sullo stomaco: e visto che ormai credo che abbia toccato i 30 chili (non lo so di preciso, perché a prenderla in braccio per pesarla non ce la faccio più), io sono riuscita a dire solo: “”Ffffffffffff…”, perché mi ha schiacciato via tutta l’aria che avevo nei polmoni (che con quel che mi fumo, già è poca roba. Se poi me la schiacciano via a tradimento, sopravvivere diventa un optional);

orsetto_bagnoc) due giorni fa si è esibita nel suo consueto gioco “prendi il giochino-lancia il giochino-riprendi al volo il giochino”.
Come credo di averti già detto, ogni tanto la fase “riprendi al volo” non le riesce proprio benissimo, e i giochini decollano atterrando poi in spazi alternativi (una volta sulla mia scrivania, una volta ha centrato in pieno la TV, una volta è riuscita a farne volare uno dalla finestra aperta, che per fortuna si è fermato sul terrazzo… e quello che vedi nella foto a destra è il suo orsetto – vabbe’… quello che ne rimane dopo essere stato squartato e disimbottito – che è atterrato in piena ciotola dell’acqua).

treccia2Ecco, stavolta la pista di atterraggio è stata la mia testa: ma a differenza delle altre volte, in cui volavano mucche e scoiattoli imbottiti, in questa particolare occasione ha scelto di lanciare la treccia che vedi invece nella foto a sinistra. Dura? Nahhhh… di più!
Ho un pregevole bernoccolo in nuca a dimostrarlo;
d) ieri sera ha cercato direttamente di buttarmi giù dalle scale. Non è la prima volta che ci prova, sia chiaro: le scale per lei sono quasi sempre un innesco di trip moment, specialmente quando c’è anche la Bisturi.
Mentre la staffy sale piano piano e raso-muro (perché sa già quello che la aspetta), lei va su e giù almeno diciotto volte dandole musate, invitandola al gioco, spingendola e/o tirandola: e glielo lascio fare, tanto la fase “facciamo poche scale per paura della displasia” ormai è finita. Quella “facciamo le scale in braccio” è finita a tre mesi, quando aveva già raggiunto limiti di peso superiori alle mie forze: però, fino a sei mesi, le scale l’ho comunque costretta a farle con calma, al guinzaglio.
Adesso invece la lascio libera, proprio perché col guinzaglio già tentava di uccidermi arrotolandomelo tra le gambe (cosa che per le scale non è propriamente salutare): ma ieri ha fatto di meglio. E’ arrivata sul pianerottolo mentre io ero ancora a metà dell’ultima rampa (ovviamente va più forte di me), si è acquattata come quando fa “mezzogiorno di fuoco” con i suoi amici cani… e si è lanciata. Al volo, con tutto il suo dolce peso, centrandomi in pieno. E qui ringrazio i due pacchetti quotidiani di Diana rosse, perché essendo sfiatata a volte salgo tenendomi al corrimano: e ieri sera mi ci stavo appunto reggendo, cosa che mi ha salvato la vita perché in caso contrario sarei sicuramente volata all’indietro, crollando miseramente.

tavolinoOltre a raccontarti di questi efferati e reiterati tentativi di umanicidio, vorrei aggiungere una cosa ad uso e consumo di chi pensasse, poveretto lui, che a sette mesi un cucciolone sia ormai abbastanza grande da comportarsi in modo civile o quasi, e che la fase distruttiva-casinara sia ormai alle spalle. Be’: SCORDATEVELO!
Samba ha cominciato adesso a far fuori mezza casa.
Se prima giocava quasi esclusivamente con i giocattoli leciti, adesso si attacca a tutto: quello nella foto è l’angolo del tavolino del salotto, così come l’ho ritrovato qualche mattina fa (quando sono andata a letto era sano & integro).
Ora, tu dirai: ma che addestratrice del cappero sei? Possibile che tu non sia stata capace di educare un po’ ‘sta cagna?
E tu lo vedi che non capisci un tubo di addestramento, caro diario? Perché non è mica possibile prevenire gli errori, sgridare e/o punire a priori, fare i processi alle intenzioni! Samba non si era neppure mai sognata di toccare l’angolo del tavolino: al massimo aveva provato a rosicchiarne una gamba, al che si era presa un pronto cazziatone e aveva smesso immediatamente di farlo.
Come faccio a sapere che nottetempo le salta in testa di farmi fuori il ripiano? Mica posso farle il cazziatone preventivo!
Proprio ieri ho scritto un articolo su tutti i corsi di telepatia con gli animali che si stanno tenendo in Italia: questi eventi mi indurrebbero quasi a seguirne uno (‘un si sa mai…), se non fosse che dubito che servirebbe a qualcosa, perché non sono affatto certa che Samba sappia già adesso quello che combinerà tra mezz’ora.
Credo invece che i suoi attacchi di creatività siano estemporanei: che le vengano così, come un’illuminazione improvvisa. Scientificamente si chiama “insight”: una sorta di intuizione che consente al soggetto di prendere diversi elementi  separati e di capire come poterli mettere insieme per ottenere un nuovo risultato. Ecco, Samba secondo me ha avuto l’insight: “è notte, mi annoio, gli umani dormono tutti, la Bisturi dorme… lì c’è un tavolino, qui ci sono i miei denti: mettiamo insieme i due elementi e vediamo che succede”.
Quello che è successo è che dovrò ricomprare un tavolino (tanto era vecchio. Sì, vabbe’, “tanto era acerba”: ma vuoi lasciarmi qualche pia illusione ogni tanto, sì o no?).

optalidonAh, dimenticavo: durante questi attacchi di creatività notturna, oltre a tentare di uccidere me, Samba tenta anche di suicidarsi in proprio.
L’altra notte ha attaccato una bustina di Optalidon, prelevata direttamente dalla mia borsa (da quando ho avuto la sciagurata idea di dimenticarci dentro un salamotto, la mia borsa viene presa di mira con una certa regolarità): per fortuna, nonostante le inquietanti apparenze, ha fatto fuori solo il rivestimento esterno e non ha toccato le pastiglie. In caso contrario avrei potuto trovarla morta suicida per overdose di barbiturici (oppure le sarebbe solo passato il mal di testa per i prossimi mille anni, nin zo e preferisco non sapere).
Sta di fatto che quando ho visto questa roba per terra sono sbroccata di brutto (perché mi sono spaventata) e le ho urlato un “COS’HAI FATTOOOO?” al quale credo che mezza Villastellone abbia risposto “Niente, giuro, sono innocente!”
Anche Samba intendeva trasmettermi la stessa risposta, solo che lei non può parlare e allora spancia, con la faccia da “no, dài, non uccidermi, non volevo, sono una bimba piccola io…”: e vaffanculo, quando fa così a me scappa troppo da ridere (anche per via della Bisturi che fa finta di non conoscerla), quindi non sono letteralmente in grado di dirle altro.
Però l’Optalidon, adesso, lo tengo blindato in un cassetto.
La fregatura è che il tavolino del salotto, invece, nel cassetto non ci sta.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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