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Ti presento… Norwich e Norfolk terrier

Norfolk-Norwich-Terriers-norwich-terrier-31667778-250-277di VALERIA ROSSI – Articolo su richiesta, che trovo un po’ difficile scrivere perché di Norfolk ne ho conosciuto uno in vita mia e di Norwich ben due (quelli semplicemente incontrati in expo non contano… e comunque sono stati pochi anche quelli).
Ci provo ugualmente, basandomi più sul “sentito dire” dei proprietari che sull’esperienza personale: tra le altre cose non nascondo di aver cercato qualche informazione in più in rete e di non aver trovato praticamente nulla.
Non è che non esistano allevatori italiani di queste razze: sono pochi, perché si tratta di razze semisconosciute, ma ci sono. E’ che evidentemente vogliono proprio tenere il segreto sulle loro caratteristiche, cosa che trovo particolarmente irritante.
Approfitto di questo articolo per dirlo, anche se ovviamente vale per qualsiasi tipo di cane: sei un allevatore? Ami davvero la tua razza? E allora fai sapere a chi legge il tuo sito che tipo di cane hai, cosa significa averne uno, cosa può darti e di cosa ha bisogno… prima ancora di farci sapere quante caspita di expo hai vinto.
Possibile che siano così pochi gli allevatori che parlano del carattere dei loro cani? Sembra che gli importi solo della morfologia, ma un cane NON è fatto solo di morfologia, santiddio: con quella vincerai anche la coppetta, ma non puoi certo aiutare nessuno a scegliere il cane più adatto alle proprie esigenze e al proprio stile di vita, cosa che per un Allevatore con la A maiuscola dovrebbe essere prioritaria.
Chiusa la parentesi polemica, vi presento… quel poco che so su queste due razze, cominciando col dire che l’unica differenza tra le due è proprio morfologica. Il Norfolk, infatti, ha le orecchie pendenti, mentre il Norwich le ha erette (un po’ come succede tra Papillon e Phalene).
Perché separare due razze solo in base a questa caratteristica?
Non chiedetelo a me, ma agli inglesi, che in origine (il primo riconoscimento del Kennel Club Breed Register arrivò nel 1932) li chiamavano tutti “Norwich terrier”, distinguendo solo tra “Norwich a orecchie erette” e “Norwich a orecchie cadenti”: poi,  il 22 settembre 1964, arrivò la distinzione tra Norwich e Norfolk.
Geograficamente Norwich è la capitale della contea di Norfolk, quindi è probabile che alla base delle divisione in due razze ci sia stato soprattutto il desiderio di dare risalto anche al nome della contea e non solo a quello di una città.

Norwich-TerrierLa cosa buffa è che la distinzione, in Inghilterra, portò ad un notevole incremento del Norwich, mentre il Norfolk è sempre stato rarissimo anche in patria.
I britannici hanno evidentemente una notevole predilizione per le orecchie erette, tant’è che quando venne vietato il taglio “estetico” in quei Paesi alcune razze rischiarono di estinguersi (e qualcuna scomparve davvero: pare sia stato questo il motivo principale per cui si smise di allevare l’English white terrier).
Anche a causa di questo passato molti allevatori italiani se la fecero letteralmente sotto quando vennero modificati gli standard tedeschi di alcune razze (soprattutto da difesa) che prevedevano la conchectomia: la storia dimostra che avevano torto marcio, visto che gli inglesi saranno anche i “padri” della cinofilia, ma noi italiani abbiamo dimostrato di tenerci di più al benessere dei cani e oggi i soggetti integri ci piacciono, in media, molto più di quelli amputati.
Ma adesso smetto di divagare e provo a parlarvi davvero di questi due adorabili terrier di piccola taglia.

conteaORIGINI E STORIA
Come molti altri terrier, sia il Norwich che il Norfolk derivano dai piccoli terrier (solitamente fulvi o nero-focati) che i contadini inglesi “allevavano” in modo abbastanza disinvolto: ovvero, i cani si accoppiavano un po’ come gli pareva. L’importante è che servissero allo scopo di “derattizzatori” (primario, nelle campagne!) e di cacciatori in tana.
Il concetto di “razza pura” arrivò solo con le esposizioni canine, quindi nell’Ottocento, anche se questi terrierini esistevano già da tempo immemorabile e si erano già “auto-fissate” alcune caratteristiche abbastanza precise.
Non è dato di sapere quale fu il primo Norwich terrier rispondente allo Standard di razza, mentre si conosce il capostipite dei Norfolk, che fu un maschio di nome “Rags”.

CARATTERE ED ATTITUDINI
NorwichTerrierSono terrier da caccia in tana (e da caccia ai topi): quindi coraggiosissimi, intrepidi, sempre vigili… insomma, terrier a pieno titolo!
Però (sempre a detta dei proprietari che ho conosciuto, sia chiaro) hanno una caratteristica molto positiva che li differenzia dalla maggior parte dei “colleghi” terrier: non sono rissosi né attaccabrighe.
Per amor del vero devo aggiungere che proprio mentre la proprietaria di uno di questi cagnolini mi stava magnificando le sue doti di cane amichevole ed affabile, il suo cucciolone tentò di mangiarsi il mio pastore tedesco. Però devo anche confessare che era stato il mio a cominciare (non amava molto i cani di piccola taglia e aveva reagito ringhiando a quello che potrei definire una via di mezzo tra un invito al gioco e un tentativo di dominanza).
Sono piuttosto abbaioni, nel senso che segnalano tutto ciò che secondo loro c’è da segnalare (dall’effettivo avvicinarsi dell’intruso alla foglia che cade): però, se vivono in casa e se nessuno suona il campanello o bussa alla porta o stimola in altro modo la loro attenzione, sono anche capaci di starsene zitti e buoni.

norwich terrierO meglio: zitti sì, “buoni”… dipende da ciò che si intende.
Se si intende “cane capace di passare ore sul divano senza farsi notare”… ecco, questo anche no.
Sono cagnolini molto, ma molto attivi, che vorrebbero stare sempre in movimento (e possibilmente andare sempre a caccia di qualsiasi cosa: va bene anche una pallina, però qualcosa da cacciare dev’esserci): perfetti per persone dinamiche e per bambini/ragazzi che sappiano godersi un cagnolino senza stressarlo troppo (anche se loro sono ben difficili da stressare: è più comune che siano loro a distruggere noi…), non li consiglierei ai sedentari.
Oppure li consiglio, qualora queste persone si rendano conto che essere sedentari fa male alla salute e vogliano uno stimolo/aiuto per porvi rimedio: in questi casi un Norwich o un Norfolk sono proprio perfetti.
A proposito: sempre stando a quanto ho sentito raccontare, a me pare che il carattere sia pressoché identico nelle due razze. Qualcuno, però, sostiene che il Norfolk sia “un po’ più tranquillo”.
Io credo che sia un po’ come quando si dice che “le femmine di Border collie sono più tranquille dei maschi”: il che è anche vero, per carità… ma è come dire che l’uragano Katia è stato “più tranquillo” dell’uragano Katrina.

norfolk-terrier_03_lgDa buoni terrier, questi signorini sono simpaticissimi, irresistibili e carinissimi.
Ti guardano con quei faccini dolci, proprio da “cagnolini per bene”… e poi fanno lo stracavolaccio che vogliono,  a meno che non siano capitati in mano ad un cinofilo con quattro palle che riesce a farsi obbedire da loro. Ma “farsi obbedire” non può significare “usare le maniere forti”, perché altrimenti il terrier ha due possibilità: o reagisce entrando in conflitto e staccandoti un dito (tutta la mano no, perché è troppo piccolo: ma l’intenzione sarebbe quella), oppure si chiude a riccio e ti toglie il saluto. Norwich e Norkolk preferiscono quasi sempre la seconda opzione: ma sono capaci di tenerti il muso così a lungo che quasi quasi avresti preferito essere morso.
Per ottenere l’obbedienza di un terrier (e questo vale un po’ per tutte le razze, ma vale doppiamente per queste due) bisogna conquistarsi la sua stima e la sua fiducia, cosa peraltro faticosetta perché loro ti mettono alla prova ogni giorno, anche più volte al giorno, soprattutto da cuccioli.
Se superi la (lunga ed estenuante) prova, allora la fiducia rimane per sempre e in età adulta il cane diventa “quasi” docile (“quasi” è sempre la parola chiave, quando si tratta di terrier)… sempre che tu non faccia qualcosa per giocartela, nel qual caso dovrai ricominciare tutto daccapo (e ci metterai il doppio del tempo che hai impiegato la prima volta: deludere un terrier è una colpa gravissima e richiede una luuuunga espiazione).

norfolk-terrier_02_lgMa di lati positivi, ce ne sono?
Certo: tantissimi (a parte che il fatto che essere un po’ casinari, tosti e pure un po’ permalosi per me è già positivo: è quello che rende questi cani irresistibilmente simpatici)!
Tanto per cominciare, sono “di compagnia” nel senso più lato della parola. Non è mai “come non averli”: li hai e lo sai, 24 ore su 24. Sì, d’accordo, per qualcuno questo può non essere un lato positivo… ma a queste persone consiglierei vivamente di dirottare sul trudino. O su niente del tutto. Se si vuole un cane che “sembra di non averlo”, non è meglio “non averlo” direttamente? Io voglio che il mio cane ci sia e me lo faccia sapere!
Poi: hanno uno spiccato senso dell’umorismo. Capiscono quando li prendi in giro e apprezzano perfino lo scherzo. Piccolo rovescio della medaglia: il più delle volte sono loro a prendere in giro te, quindi il senso dell’umorismo devi averlo anche tu.
Sono rustici, robusti e con una tempra mostruosa.
Questo è sicuramente positivo, con un solo effetto collaterale sgradito: è difficile capire se stanno male o se si sono fatti male, perché sono capacissimi di continuare a correre anche con una zampa ferita, o di saltare e giocare con la febbre a quarantadue.
Infine… l’ho già detto più volte, che sono simpatici: ma lo ribadisco, perché “simpatico” non rende abbastanza l’idea.
Sono dei veri cartoni animati viventi, capaci di inventare sempre qualcosa di nuovo e di spassoso… e magari anche di non proprio spassosissimo, dal punto di vista umano: ma quando li becchi sul fatto ti fanno tali e tante faccine buffe che tu finisci per scoppiare a ridere anche di fronte al più efferato misfatto.
Insomma: la definizione di “antidepressivo a quattro zampe”, che mi venne data proprio da una proprietaria di Norwich, mi sembra quantomai azzeccata.

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STANDARD DEL NORWICH TERRIER
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010
UTILIZZAZIONE: Terrier
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 3 – Terrier; Sezione 2 – Terrier di piccola taglia (gamba corta); Senza prova di lavoro.

ASPETTO GENERALE
Uno dei terrier più piccoli. Basso, perspicace, compatto e forte, con buona sostanza e ossatura. Onorevoli ferite, riportate sul lavoro, non devono essere penalizzate.

COMPORTAMENTO E CARATTERE
Di carattere amorevole, non litigioso, tremendamente attivo con forte temperamento. Vivace e senza paura.

TESTA
REGIONE DEL CRANIO
Cranio leggermente arrotondato, ampio, con buona larghezza fra gli orecchi. Stop ben definito.
REGIONE DEL MUSO
Muso a forma di cuneo e forte. La sua lunghezza è circa di ⅓ inferiore a quella fra l’occipite e la base dello stop). Labbra ben aderenti.
Mascelle/Denti: mascelle nette e forti. Denti piuttosto larghi, forti. Chiusura regolare e perfetta a forbice, cioè con i denti superiori che si sovrappongono agli inferiori a stretto contatto e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle.
Occhi relativamente piccoli, ovali, scuri, espressivi, brillanti e dallo sguardo penetrante.
Orecchi eretti, ben distanziati sulla sommità del cranio. Di media misura con l’estremità appuntita. Perfettamente eretti quando vengono rialzati, possono stare abbassati all’indietro quando il cane non è in attenzione.

COLLO
forte e di buona lunghezza, equilibrato con tutto il resto del corpo; si inserisce armoniosamente nelle spalle ben oblique.

Daily renntCORPO

compatto. Linea superiore orizzontale. Dorso corto. Rene corto. Torace: cassa toracica lunga e con costole ben cerchiate. Ben alto.

CODA
il taglio prima era facoltativo. Tagliata: medio taglio. Inserita alta, segue perfettamente la linea orizzontale del dorso. Portata eretta. Non tagliata: moderatamente lunga in modo da dare al cane un aspetto di generale equilibrio, grossa alla radice e che si assottiglia verso la punta, il più diritta possibile. Portata briosamente, non troppo gaiamente, completa a perfezione la linea dorsale orizzontale.

ARTI ANTERIORI
Gomiti aderenti al corpo. Avambraccio: arti corti, potenti e diritti. Metacarpi fermi e verticali.
Piedi anteriori: arrotondati, di gatto, con buoni cuscinetti. Diretti diritti in avanti sia in stazione che in movimento.

POSTERIORI
Aspetto generale: ampi, forti e muscolosi. Ginocchio ben angolato. Metatarsi: garretti bassi, con grande spinta.
Piedi posteriori arrotondati, di gatto, con buoni cuscinetti. Diretti diritti in avanti sia in stazione che in movimento.

ANDATURA
gli arti anteriori dovrebbero muoversi diritti in avanti; i posteriori seguire le loro orme; i garretti paralleli si flettono fino a mostrare i cuscinetti plantari.

dims.vetstreet.comMANTELLO
PELO: ruvido, “fil di ferro”, diritto, ben adagiato sul corpo, con fitto sottopelo. Più lungo e ispido sul collo, dove forma un collare che incornicia il muso. Pelo sulla testa e orecchi corto e liscio, tranne che per leggeri baffi e sopracciglia.
COLORE tutte le tonalità del fulvo, grano, nero e fuoco o brizzolato. Segni bianchi o macchie sono indesiderabili

TAGLIA
Altezza ideale al garrese: 25 cm.

DIFETTI
Qualsiasi deviazione dai punti di cui sopra dovrebbe essere considerata difetto, e la severità con cui va considerata deve essere in proporzione alla sua gravità, e ai suoi effetti sulla salute e sul benessere del cane.

DIFETTI ELIMINATORI
– Cane aggressivo o eccessivamente timido
– Ogni cane che presenti chiaramente anomalie fisiche o comportamentali, sarà squalificato.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

Lo Standard del Norfolk è tutto identico, tranne che per la descrizione delle orecchie che recita così: “di media grandezza, a forma di V, con punte leggermente arrotondate; ricadono in avanti, aderenti alle guance”.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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