venerdì , 24 novembre 2017
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Il bull terrier che “difende il bambino nella pancia della mamma” scatena commenti assurdi

di VALERIA ROSSI – Gira su Facebook (è stato postato anche sul mio profilo) il video di una bull terrier che finge di attaccare il suo umano quando tocca la pancia della moglie incinta. Un giochetto abbastanza sciocco che hanno fatto in millemila… ma quando i video delle cavolate casalinghe finiscono su FB, si scatena immancabilmente il finimondo.
Il video è questo (scusate il formato “intero post”, ma i video da FB non so prenderli in altro modo):

E veniamo ai commenti: a partire da quelli che credono davvero che il cane difenda il bambino nella pancia (maddaiiii! E poi, lo difenderebbe dal padre? Figuriamoci come sarebbe felice ‘sto pover’uomo, quando il pupo nascerà davvero!) e ad arrivare a quelli che ci vedono un gioco “pericolosissimo” e sperano che al futuro papà venga staccata la manina.
Come al solito, a me scatta automatica l’invocazione al senso della misura: ma lo vedete che la cagna sta giocando, sì?
E non soltanto perché scodinzola (non ci si deve MAI basare soltanto su una coda in movimento per dedurre che un cane è amichevole: molti scodinzolano anche un attimo prima di staccarti davvero la manina!), ma perché tutto il suo atteggiamento è quello di un cane che si sta divertendo ad eseguire un esercizio che evidentemente gli è stato insegnato (o comunque è stato incoraggiato).
La cagna (che mi pare anche una cucciolona) “morde” più volte la mano dell’uomo, che finge di sentire male (e magari un po’ ne sente davvero: quando le mie cagne mi pinzano durante il gioco ogni tanto io faccio un doppio salto mortale dal dolore…): ma è chiaro che non stringe. Dopo un po’ si rompe anche le palle (“è stressataaaaa!” si grida nei commenti: ma sì, forse un po’ sì… ma solo perché il giochetto sta durando troppo e lei non si diverte più), ma continua con i finti attacchi perché le viene chiesto di farlo.
Insomma, tutto il video è costruito per divertire chi lo guarda, la cagna è sotto controllo dall’inizio alla fine e non c’è alcuna ragione né di pensare che “sarà l’angelo custode di quel bimbo che porta in grembo”, come sostiene uno dei commentatori, né che sia “morbosamente gelosa della proprietaria e che possa diventare un pericolo per il bambino che in futuro le sottrarrà parte delle sue attenzioni” (altro parere che appare nei commenti).
Insomma, da questo video si capisce solo che questa famiglia sta giocando col cane. PUNTO.
Che ci piaccia o meno il tipo di gioco, è ininfluente: possiamo anche dirlo, per carità… ma senza fare processi alle intenzioni e senza usare la sfera di cristallo per guardare nel futuro, perché nun se po’ fa’.
Certo, se non si fosse trattato di un bull terrier, probabilmente non avrebbe neppure avuto tutte le condivisioni che ha avuto (2600 e puzza): ma se commentare è sempre lecito, a volte sarebbe altrettanto lecito – e magari più auspicabile – godersi una scenetta come questa (o storcere il naso davanti a una scenetta come questa, a scelta) senza sentire questo sfrenato bisogno di far conoscere il nostro pensiero all’universo creato.
Specie poi quando i commenti sono di questo tenore: “Apparte il cane sul divano non si commenta senza offesa ma il suo pene sporco che si struscia sul mio divano non piace per il resto il cane voleva solo giocare niente di così distruttivo come volete vedere voi per quanto riguarda il rapporto cane bimbo basta fargli capire al bimbo che le bestie in genere vanno rispettate“.
Ecco: a parte il fatto che non si scrive “apparte”, ma “a parte” (staccato); a parte il fatto che usare qualche virgola non ha mai ammazzato nessuno; a parte il fatto che il tono chi quel “le bestie vanno rispettate” lascia supporre poco rispetto proprio da parte dello stesso commentatore… apparte tutto questo, come cavolo fa a strusciarsi sul divano il “pene sporco” di una FEMMINA?
Questo è il classico esempio di commento che, se eviti di farlo, forse eviti anche di far figure.
Per tutto il resto c’è sempre il caro, vecchio buon senso.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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