lunedì , 20 novembre 2017
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Buba: una storia di pessima umanità

bubadi VALERIA ROSSI – Ve l’avevo anticipata qualche giorno fa, questa bruttissima storia. Ora il video è pronto ed è possibile pubblicarlo, ma con un disclaimer grosso come un casa: non guardatelo se non volete piangere di dolore e di rabbia, come è successo alla sottoscritta.
La storia posso riassumervela in due parole: un cucciolo di labrador, nato in Italia, è stato venduto in Svezia e a pochi mesi di vita è stato soppresso con una diagnosi molto, ma molto dubbia di “grave displasia con prognosi sfavorevole”.
Questo nonostante la sua allevatrice, Anastasia Pitzus, avesse cercato in ogni modo di riavere il suo cane… anche perché, come dice lei stessa: “Ho una cagna di 6 anni con la displasia grave in tutte le zampe. Seguendo tutti i consigli dei veterinari riesco a mantenerla in ottima forma e non zoppica mai. Ha una vita tranquilla e serena…
Anche Braveheart (Buba per gli amici… almeno finché ne ha avuti) avrebbe potuto vivere tranquillo e sereno, tornando a casa sua: ma la nuova proprietaria aveva stipulato un’assicurazione evidentemente favorevole (a lei, non certo al cane!) che pare l’abbia indotta a farlo sopprimere senza il minimo ripensamento.
Se volete conoscere proprio tutta la storia, il video è questo (non ci sono immagini crude né altro che possa impressionare: è proprio la storia stessa a far male al cuore, ma certe cose bisogna anche saperle):

 Per chi, come me, ha allevato, questa è una storia insopportabile. Credo che avrei dato letteralmente di matto se mi fosse successa una cosa simile e per questo capisco perfettamente ciò che prova Anastasia.
Ma anche i “normali” cinofili credo possano solo inorridire, specie pensando che questo cane “gravemente displasico”, al punto di “dover essere soppresso”, è stato portato a caccia fino a pochi giorni prima dell’eutanasia (e ancora una volta ripeto: ma quale eutanasia? Questo è un assassinio!).
Mi indigna profondamente ciò che è successo, ma mi indigna ancora di più (anzi, molto di più!) il fatto che qualche allevatore italiano abbia appoggiato la decisione di sopprimere il cane: “Eh, ma se era displasico… ”
Se era displasico, COSA?!?
Con la displasia si può convivere, e se non si convive c’è sempre l’intervento chirurgico correttivo che risolve gran parte dei casi. Certo, un cane così non potrà mai  andare né in esposizione, né in riproduzione: ma allora dovremmo sopprimere tutte le ragazze che non hanno grandi chances di diventare Miss Italia, o tutte le persone con una malattia genetica?
Questo punto di vista sarebbe piaciuto molto ad un signore austriaco (ma naturalizzato tedesco ) vissuto qualche tempo fa. Si chiamava Adolf, grazie al cielo è morto nel 1945, giustamente suicida, e pensavo che certe idee fossero morte con lui. Evidentemente non è così.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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