venerdì , 24 novembre 2017
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Rocco, da randagio a cane guida: work in progress…

di VALERIA ROSSI – Vi ricordate di Rocco? Avevamo raccontato la sua storia in questo articolo, lo scorso agosto (quindi solo tre mesi fa): trovato randagio in Puglia, salvato dal canile dall’educatrice cinofila Marina Delton che si trovava lì in vacanza, è stato affidato all’istruttore Igor Facco che si occupa dell’addestramento (gentile) di cani da utilità sociale: cani guida, hearing dogs, service dogs e così via.
Igor, durante questi mesi, mi ha progressivamente informato sui progressi di Rocco tramite link ai video che pubblica su Youtube: il lavoro è ancora in corso, perché la preparazione di un cane guida è molto lunga e complessa, ma credo che sia giunto il momento di mostrarvene qualche fase (le spiegazioni sono tratti dalle descrizioni degli stessi video).
Per esempio, qui possiamo vedere l’approccio agli ostacoli frontali, dove il cane deve trovare una soluzione valida non soltanto per se stesso (che potrebbe tranquillamente passare sotto l’ostacolo), ma anche per la persona non vedente al suo fianco. Inoltre la modalità deve essere corretta: l’ostacolo va passato radente al suo fianco, in modo da lasciare spazio alla persona, ma anche lentamente, per evitare incidenti:

In questo secondo video vediamo come Rocco affronta invece gli ostacoli laterali, che possono variare in termini di tempo e spazio. Il cane non solo deve schivare un ostacolo presente nella linea retta che sta seguendo, decidendo in autonomia se farlo a destra o a sinistra, ma deve calcolare dove si troverà un ostacolo in movimento – per esempio delle persone – in modo da non dover interrompere o rallentare l’andatura. Questo permette alla persona non vedente di compiere spostamenti sicuri ma anche veloci.

In entrambi i casi possiamo vedere che Rocco si muove già con disinvoltura e precisione, senza esitazioni e mostrando intuito e tranquillità.
Ovviamente lascia abbastanza stupiti il fatto che un cane randagio sia già arrivato a questi livelli di precisione in pochi mesi di addestramento: fino ad oggi si è sempre pensato che i cani da adibire a compiti di utilità sociale dovessero essere accuratamente selezionati (allevamento mirato, primo inserimento in una famiglia che già indirizzasse il cucciolo in un certo modo, poi passaggio alla scuola specifica…), mentre in questo caso si è preso un cane adulto, meticcio, letteralmente dalla strada.
In più si è lavorato in modo assolutamente non coercitivo: un’altra “novità” per quanto riguarda i cani guida che – ricordiamolo – non possono sbagliare (per ovvi motivi) e per questo sono sempre stati addestrati con metodi piuttosto duri.
La visione del cane sta cambiando? E’ in corso una rivoluzione?
Per quanto riguarda l’addestramento, sicuramente sì: quello dei cani sociali, esattamente come quello dei cani sportivi, si è ormai evoluto moltissimo e non è più accettabile che si utilizzino ancora metodi “forti” quando ormai è l’evidenza a dirci che gli stessi identici risultati si possono ottenere con maggior dolcezza e rispetto per il cane.
Per quanto riguarda la selezione, credo invece che rimanga utilissima: lavorare su un cane giovane, frutto di un allevamento già mirato all’esaltazione di certe caratteristiche caratteriali (e anche fisiche, laddove siano richieste prestazioni di un certo livello), è sicuramente la via più sicura per ottenere buoni risultati.
Però non bisogna dimenticare che, almeno in alcuni casi, le stesse doti che l’uomo cerca di “costruire” con la selezione possono nascere spontaneamente: e in questi casi basta avere l'”occhio” giusto per poterle identificare e poi sfruttare (in senso buono!) fino ad ottenere un cane capace di performance di tutto rispetto.
Dunque, un po’ in tutti i campi della cinofilia… allevare e selezionare bene resta fondamentale e non se ne può assolutamente prescindere: ma non è neppure giusto scartare a priori i frutti che la natura ci offre “gratuitamente”, senza richiedere all’uomo tempo o fatica.
Rinunciare a cogliere questi frutti è presuntuoso e arrogante: accettarli e farne tesoro per me significa essere “cinofili” nel senso più lato (e sicuramente migliore) del termine.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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