venerdì , 24 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Vita col cane >> Il cane e la legge >> I regolamenti comunali sono sempre validi?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


I regolamenti comunali sono sempre validi?

regolamenticomunalidi VALERIA ROSSI – Stamattina, prima di scrivere un articolo, mi sono presa qualche ora per rispondere ai millemila messaggi, email eccetera che mi erano rimasti “inevasi”: purtroppo erano davvero millemila e non sono riuscita a rispondere a tutti (quindi approfitto per scusarmi con chi è rimasto deluso), ma ne ho trovati davvero parecchi che, in un modo o nell’altro, facevano riferimento a regolamenti e ordinanze comunali, chiedendomi se fossero valide o meno.
In particolare mi sono stati riportati:
a) un articolo che denuncia la vendita di “collari punitivi” in un negozio di Viterbo, in contrasto con il “Regolamento Comunale per la tutela degli animali” che recita così: ““E’ vietata la vendita, la detenzione e l’uso dei collari a punte e di collari a strangolo che possono essere irritanti per costringere l’animale all’obbedienza o per impedire l’abbaiare naturale”;
b) un regolamento comunale (quello di Montopoli, Pisa) che “impone ai cani in pubblico guinzaglio e museruola, facendo riferimento a una legge del ’54”.
Allora: il primo regolamento comunale è valido e va rispettato, il secondo no.
Ma perché? Forse per questioni etiche o morali?
Assolutamente no, anche perché il primo è un’accozzaglia animalista che mette sullo stesso piano il collare a punte e quello a strangolo, come se fossero la stessa cosa (e non soltanto non lo sono affatto, ma un uso corretto di entrambi non causerebbe alcun dolore al cane… se non fosse che chi sa usare il collare a punte in modo corretto si conta sulle dita di due mani, quindi trovo anche giusto che venga vietato): quindi non lo trovo né etico, né morale, ma solo falsamente buonista.
Sì, falsamente, perché in molti casi l’uso di strumenti “alternativi” come la pettorina causa danni ben peggiori di quelli che si possono procurare con un collare a strangolo ben usato.
Ma non è questa la sede per disquisizioni di questo genere, che peraltro ho già fatto in mille altre occasioni: qui voglio parlare di validità dei vari decreti locali, e quello di Viterbo “è” valido (pur essendo sciocco) perché non esiste alcuna legge “superiore” (ovvero, emanata da qualche organismo “più importante” della giunta comunale) che permetta chiaramente l’utilizzo di questi collari.

collareapunteQuindi, a Viterbo il collare a punte non si può vendere, indipendentemente dalle esagerazioni scritte in merito (“strumento di tortura”, “cilicio per cani” eccetera…).
Si trattasse anche di un collarino per chihuahua con gli swarovski, se il regolamento comunale lo vieta e nessuna legge nazionale dice esplicitamente che lo si può vendere, comprare ed utilizzare, il collarino diventa ufficialmente proibito e il proprietario del chihuahua, così come l’esercente che glielo ha venduto, possono essere multati senza possibilità di ricorsi o reclami.
Ma… vi siete mai chiesti come mai tutte queste ordinanze (perché ce ne sono molte, in diversi Comuni italiani) che vietano punte e strangoli non vietano MAI il collare elettrico? Non vi suona  un po’ strano, visto che senza ombra di dubbio è questo il solo strumento che non puoi usare senza causare dolore al cane?
La risposta è molto semplice: c’è stata, in passato, un’ordinanza (statale) che ne vietava l’uso… ma contro questa ordinanza hanno fatto ricorso al TAR i produttori di tale strumento, che hanno vinto.
Quindi, essendoci una sentenza favorevole del TAR, nessun Comune, Provincia o Regione può sognarsi di vietarne l’uso, perché l’eventuale proprietario di cane multato potrebbe fare a sua volta ricorso, vincendolo immancabilmente.
Questo la dice lunga sull’ipocrisia dei Comuni che si sono prodigati per vietare strumenti del tutto innocui (se usati bene, ovvio: ma se è usato male è dannoso anche il collarino con gli swarovski di cui sopra!) come il collare a strangolo, ignorando l’unico vero “strumento di tortura” (e anche qui bisognerebbe fare distinzioni, perché il collare elettrico può essere regolato dalla semp0lice vibrazione alla scossa stile sedia elettrica… ma lasciamo perdere le  sottigliezze) diffusissimo in cinofilia, specialmente in campo venatorio dove lo usano davvero in moltissimi.

museruola_nylonIl regolamento comunale che impone la museruola, al contrario di quello appena descritto, può essere tranquillamente ignorato perché c’è un’ordinanza “superiore” che invece impone soltanto l’obbligo di “portare con sè” la museruola, ma non obbliga nessun cane ad indossarla.
E’ dal 2009 che – con i successivi  rinnovi – è in vigore questa ordinanza nazionale (in origine è stata l’ordinanza Martini) che non può essere contrastata da alcun regolamento comunale.
Quindi, sì al guinzaglio obbligatorio nei luoghi pubblici (che si trova anche nell’ordinanza nazionale), ma NO alla museruola obbligatoria: se a Montopoli qualcuno volesse farvi la multa per questo, potreste fare ricorso e vincere.
In generale, dunque: prima di accettare pedissequamente un regolamento regionale, provinciale o comunale, informatevi sempre bene e cercate di scoprire cosa dicono le leggi nazionali sullo stesso argomento.
Se non dicono nulla, il regolamento locale è valido: se sono in contrasto, vince sempre la legge nazionale.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico