venerdì , 24 novembre 2017
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Vita con l’orso

PREMESSA di Valeria Rossi – Il seguente post non è che parli esattamente di cani. O meglio, un pochino sì, ma poco. Tra l’altro parla del mio cane, sul quale sto già triturando abbondantemente i maroni a tutti tramite il “Caro Diario”. Perché, dunque, lo pubblico? Perché: a) parla malissimo del figlio (nulla che non sia assolutamente vero, peraltro); b) parla benissimo di me.
Mi sembrano due eccellenti motivi: e il fatto che Fabiana alla fine sostenga che “se si sbilancia troppo (in complimenti alla sottoscritta) poi le faccio cancellare tutto”… è chiaro indice di quanto le quasinuore conoscano moooolto poco le quasisuocere.

fabiana_tennisorsoTesto e disegni di FABIANA BUONCUORE – Ed ormai son quasi due mesi… e mentre il bestione mi ronfa accanto (anche se a detta sua lui non russa) io ne approfitto per scrivere due righe. Devo dire che per ora mi trovo bene. Non fa pipì sul pavimento, non rosicchia i mobili, non morde, non abbaia. Anche se rutta. Ma non si può avere tutto dalla vita.
A tennis le cose vanno meglio, anche se la mia priorità è ancora tentare di centrare la pallina. Ma finché imparo con il suo maestro, l’allenamento è leggero e piacevole. Finisco l’ora dicendo tra me e me: “di già?”
Il problema è quando mi fa lezione l’orso (detto anche “lo yeti” o “Bigfoot”).
Perché lui è bastardo dentro. Gode nel farmi sputare il cuore facendomi correre su e giù per il campo nel tentativo disperato di raggiungere palline impossibili (il maestro me le lancia tutte comode comode per farmi imparare).
Per forza di cose, vuoi per i crampi, vuoi per la vista annebbiata dalla carenza di ossigeno, prima o poi la tiro qualche cartella che spedisce la palla fuori campo. E a quel punto Mister Simpatia mi concede…. no, non un attimo di tregua per riprendere fiato. Questo lo farebbe un insegnante normale.
Lui mi concede trenta secondi per uscire dal campo, scattare fino alla pallina caduta nel prato, trovarla nell’erba e ritornare di corsa. Altrimenti il bestione aumenta ancora il ritmo dei suoi tiri. O minaccia di portarmi a correre. Che per me è peggio. Molto peggio.

orsi_tennis_colori2A parte per il fatto che trovo insensato correre se nessuno mi insegue, e vabbé; ma anche perché il coso, essendo gigantesco, ha le gambe che “o-ogni due paaassi, o-ogni due paaassi… fanno sei meetriii…”, per cui mi tocca farmi venire le crisi respiratorie anche per stare al suo passo, mentre lui fa jogging rilassato, giusto una passeggiata un pelo più accelerata.

fabiana_orsiOltre allo sport… beh, non c’è granché.
Non si può pretendere che due orsi (perché lo sono anch’io: però io sono un orso più tenero, tipo Panda) passino il proprio tempo libero fuori dalla tana, soprattutto in periodi di letargo.
Abbiamo le passeggiate coi cani, che si concludono immancabilmente col mio impautamento, grazie al fatto che Samba per qualche assurdo motivo mi ama alla follia e di conseguenza vuole sempre starmi vicinavicina. Solo che di questi tempi (e per “di questi tempi” intendo da giugno a questa parte) piove quattro giorni sì ed uno no, e l’area cani è un pantano… e Samba si impauta. E poi impauta me. Evviva. Come se non mi bastasse la cura di fanghi che mi concedono ogni giorno i miei morbidini. Ok, ok, anche lei è una “mia” morbidina. Ma speravo che dandola via avrebbe impautato solo i suoi padroni, unico pensiero che mi aiuta ad affidare i cuccioli alle nuove famiglie senza soffrire troppo. Peccato che i suoi padroni stiano diventando la mia famiglia, contro ogni previsione. Sigh.
Comunque, ogni tanto facciamo anche qualcosa di più normale come far la spesa.
Ammesso che si possa definire “normale” il modo in cui lui fa la spesa.
Volete un esempio? Appena si entra, pronti via, otto chili di pacchetti di caramelle gommose (che consuma nell’arco di pochissimi giorni), più svariate confezioni di dolciumi vari. Poi, per carità, non ci dimentichiamo la pancetta a cubetti, che, insieme al peperoncino, lui mette pure se cucina l’anima di chi t’è stramurt’.
Sono certa che, se nessuno lo guarda, si mette qualche cubetto di pancetta pure nell’acqua che beve.
Poi compra quarantacinque lattine di coca-cola zero (per non ingrassare, eh. Che lui è attento alla linea), ed altrettante di red bull. Si sa mai, non vuole rischiare di rimanere senza combustibile per esibirsi nei prodigiosi rutti di cui va fiero, autoelogiandosi spesso, dichiarandosi in grado di utilizzarli come arma ad onde d’urto.
Poi, a volte, compra anche qualche altro alimento. Ma raramente ed in piccole quantità.
E poi bon, non passiamo molto tempo fuori casa.
Preferiamo starcene rintanati, lontano dalla gente, a giocare a worms world party. E io vado in brodo di giuggiole, perché casa sua è anche la casa di Valeria Rossi… ok, non l’avevo ancora specificato che è lei la super-mamma dell’orso, ma lo si capiva per via di Samba.
Beh, inutile dire che è assolutamente meravigliosa anche nella vita privata. Ma prima o poi leggerà anche lei queste mie righe, quindi non mi sbilancio troppo, se no poi mi sgrida e mi fa cancellare tutto.
Forse è un po’ meno meravigliosa quando viene a svegliarci la mattina, ma non è colpa sua: è abituata allo yeti, che non si sveglia manco se gli strappi i capel…. ah, no, niente.

fabiana_sveglia

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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