martedì 11 Agosto 2020

Per l’Università di Milano, l’IPO non è uno sport?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

corriere1di VALERIA ROSSI – Per favore, giochiamo a capirci.
L’RCS Media Group (gruppo Rizzoli, per intenderci) ha avuto l’ottima idea di pubblicare una sorta di piccola “enciclopedia del cane” in diciotto volumi che si possono acquistare insieme al Corriere della Sera o alla Gazzetta dello Sport, al prezzo di 9,90 euro l’uno.
Non può che fare piacere. Che si diffonda un po’ di cultura cinofila fa sempre piacere, e il fatto che quest’opera sia curata dal Gruppo di ricerca in Etologia applicata e benessere animale del Dipartimento di scienze veterinarie e sanità pubblica dell’Università di Milano sembrerebbe dare concrete garanzie di informazione corretta e completa.
Sembrerebbe, al condizionale?
Purtroppo sì, visto che nel terzo volume, dedicato a “Gioco e sport”, almeno la completezza è decisamente carente.
Infatti sono citati tutti – ma proprio tutti – gli sport cinofili, dall’agility al disc dog, dallo sleddog all’obedience, alla mobility, alla dog dance e al flyball… ma l’utilità e difesa non c’è.
L’IPO brilla per la sua assenza.
C’è tutto, perfino il Mondioring… ma l’IPO no.
Quando un’amica me l’ha segnalato, ho subito pensato che non fosse possibile: “Maddai, starà su uno dei prossimi volumi!”, le ho detto incredula.
Visto che l’UD è la più antica e a mio avviso la più nobile delle discipline sportive, visto che è basata sull’esaltazione delle qualità naturali del cane, mi sono perfino illusa, per un momento, che intendessero dedicarle un libro intero.

corriere_pianoInvece no, perché il piano dell’opera parla chiaro: l’unico volume dedicato a “Gioco e sport” è proprio questo, e già nel prossimo si parlerà di salute, per poi passare all’alimentazione, al cucciolo e a un sacco di altri argomenti nei quali sarebbe davvero complicato infilare una descrizione dell’UD.
Eppure la quarta di copertina di questo volume specifica che si parla dei “giochi e le discipline ideali per garantire al cane una vita attiva e stimolante. Dai giochi di attivazione mentale agli sport cinofili da praticare insieme, tutti i modi per far sì che il cane faccia movimento, impari e si diverta. E per consolidare e stringere il legame con il proprietario“.
E in copertina c’è scritto bello chiaro che si parla delle “attività corrette per una vita in movimento”.
Dunque, secondo questi esperti in etologia e benessere animale, l’UD non sarebbe “ideale per garantire al cane una vita attiva e stimolante” (si fa forse da fermi? Strano, perché a me viene un fiatone della madonna…)
Non è ritenuta adatta a consolidare e stringere il legame con il proprietario (strano, perché la mia cagna è capace di non filarmisi per ore, ma appena le dico “adesso lavoriamo”  fissa su di me uno sguardo acceso e felice…)?
Oppure non la ritengono un’attività “corretta”?

corriere3Qui i casi sono due: o si è trattato di una clamorosa dimenticanza (ma proprio clamorosa, eh! Visto che nel libro si parla di FCI e di ENCI… e che le prove IPO sono proprio il fiore all’occhiello di questi Kennel Club, mentre nel libro ne sono citate alcune che l’ENCI neppure riconosce!), oppure l’omissione è stata voluta.
Di utilità e difesa non hanno neppure voluto parlare.
Pensano pure loro che l’UD sia quella sputtanata da Striscia la Notizia, quella in cui i cani vengono regolarmente malmenati, impiccati e quant’altro.
SE così fosse (anche se preferirei pensare che sia stata una dimenticanza… ma in quel caso autori ed editore farebbero una ben triste figura, perché è proprio inammissibile che ci si dimentichi di una delle discipline cinofile più importanti in assoluto, nonché basilare per l’allevamento di innumerevoli razze), mi cadrebbero proprio le braccia.
Ma come?
Un “gruppo di studi in etologia e benessere animale” mi cade preda dei pregiudizi della Sciuramaria che prende per oro colato tutto quel che vede a Striscia?
Annamo bene… per quanto Striscia si sia premurata di sputtanare pure lo sleddog, che invece è stato inserito tra le attività “corrette” (forse all’Università di Milano si erano persi la puntata…).
Nella speranza di un chiarimento da parte dell’editore, ovviamente a me è passata la voglia di acquistare anche un solo volume di questa collana. No, perché… se tanto mi dà tanto, nel capitolo sull’alimentazione potrebbero dimenticarsi di parlare dell’acqua, in quello sulle fasi della vita potrebbero tralasciare la fase di socializzazione e così via.
E in quelli sulle razze? Magari si scorderebbero del mio cane, che essendo un rottweiler è un cane da utilità e difesa… ma siccome la sua disciplina di elezione non esiste, forse è meglio far sparire pure la razza!
Dài, su: non si può proprio toppare in modo così eclatante in un’opera che viene presentata come “esaustiva e rigorosa”, nonché stilata da “un team scientifico prestigioso”.
Posso dire “esaustiva un bel par di palle“?
Anche se non posso, lo dico lo stesso.
Se questi si dimenticano dell’UD, io potrò pure dimenticarmi di usare un linguaggio educato.

corriere_quarta

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14 Commenti

  1. Io ho comprato i primi due volumi e non mi sembrava malaccio…..mah preferisco questa collana magari un po’ superficiale ma (spero) in buona fede che le schiere di sicuremarie con microcane in borsetta .Da quello che vedo in giro c’e propio bisogno delle basi di cultura cinofila…..l’ABC del cane !!!!!

  2. e come sempre….vai direttamente al punto della questione senza stare tanto a girarci intorno! L’UD potrà piacere oppure no, essere indicata per alcune razze e per altre no…ma pur sempre di sport si tratta!
    Brava Valeria, come sempre 🙂

  3. Salve , proprio in questi giorni sono alla ricerca di info e campi UD in quanto cercavo uno sport adatto alla mia cagnolona .
    Lei dovrebbe essere un misto maremmano o chissà cosa ,ha circa 3/4 anni,pesa 41 kg ed è un ex randagia cresciuta ,per 1 anno e mezzo o due, insieme ad un piccolo branco in mezzo alla campagna .
    Quando ci siamo incontrate aveva il terrore degli umani ma in questi anni di convivenza ha fatto dei grandi progressi ed ora al parco si lascia avvicinare dagli estranei e si gode le loro coccole.
    Ma continua ad è essere molto timida e diffidente , al primo impatto si nasconde dietro le mie gambe e aspetta la mia reazione .
    Pensavo che l’UD potesse dargli un po’ di sicurezza .
    Premetto che non voglio trasformarla in una guardia del corpo ,anzi, voglio che si diverta e che impari un po’ di obedience.
    Stamani,invece, ho contattato un addestratore che mi ha detto che l’UD non è adatta al mia cagnolona perché potrebbe renderla ancora più insicura e di valutare qualche altra disciplina impostata sul gioco .
    Consapevole della mia ignoranza ma credevo che anche l’UD fosse basata sul gioco e che ci fossero anche altre attività oltre agli attacchi (difesa) come il riporto , la pista( se posso chiamarla così), obedience, Credevo,inoltre,che la difesa fosse l’ultimo degli step. A me basterebbe che si fidasse abbastanza del figurante per giocare a tira e molla col salcicciotto .
    Sto sbagliando io?
    Dove posso trovare informazioni su questo tipo di disciplina ?
    Valeria , consigliami tu?
    Grazie.

    • Claudia, come in ogni disciplina – e sottolineo: OGNI disciplina – c’è chi lavora in coercizione e chi lavora in rinforzo positivo. Sul nostro campo (parlo per me non per farmi pubblicità, ma perchè ovviamente non posso parlare per chi non conosco!) spesso avviciniamo all’UD i cani timidi, perché col figurante si gioca e il figurante è un grande amico del cane. Noi basiamo TUTTO il lavoro sul gioco, compreso quello di difesa: solo le piste sono basate sul cibo e non sul gioco (e a proposito, si chiamano proprio “piste”!).
      Non so come lavori l’addestratore con cui hai parlato, ma da quanto ti ha detto… io col mio cane non ci andrei, ecco!

      • Grazie Valeria ,mi hai rassicurato perchè è proprio quello che vorrei per la mia Luce. Gioco ,sicurezza e soprattutto divertimento.
        Ho già contattato un altra addestratrice che mi ha fatto capire che tutto si baserà sul gioco , mi ha chiesto del cane e preferirebbe conoscerci e valutare il nostro rapporto.
        Non vedo l’ora di iniziare!

        • Ciao!
          io ho iniziato da poco con la mia cucciolona un po’ timida con le persone.
          La sua faccia (e’ un boxer…ha una faccia non un muso 🙂 ) dice chiaramente “finalmente hai capito!”, inizia ad annusare l’aria appena intuisce che la strada e’ quella x il campo, si diverte e si stanca…
          Io pure che tenerla e’ una fatica!

    • in tutti i campi di UD che ho frequentato tutto era basato sul gioco e ruotava intorno ad esso, per i cani più insicuri i figuanti facevano addirittura delle vere e proprie recite per convincere il cane di essere forte e fargli acquistare fiducia in se stesso e sicurezza…e i miei cani ovviamente avrebbero volentieri imparato a guidare l’auto per poter andare a fare IPO più spesso di quanto potevo portarceli io 🙂

  4. Qualcosa di positivo questa collana ce l’ha: il 1 volume, al piccolo prezzo di Euro 1,99, dedicato all’educazione potrebbe aver smosso qualcosa nella coscienze di qualche apprendista cinofilo. Ok, il libro è superficialotto, ma almeno insegna come far imparare gentilmente al proprio cane il seduto, terra e resta. Non mi aspetto cambiamenti epocali fra le sciure canemunite, ma è un piccolo passo avanti comunque, intendo la diffusione di qualche nozione elementare. MA: che la collana non sia il top lo si capisce da tante cosine. Sempre sul 1 volume c’è la foto di un Golden sotto cui hanno scritto “Labrador Retriever”.

  5. Non vorrei sbagliarmi, ma mi sa proprio che nel primo volume di questa stessa enciclopedia (una mia conoscente l’aveva comprato) ci fosse nella sezione dedicata a collari, pettorine & co. un trafiletto che spiegava chiaramente che il collare a strangolo è uno strumento di maltrattamento (c’era proprio il titoletto che recitava più o meno così) e in tutte le altre pagine del volume c’erano belle foto di cani tutti con il collare a strangolo e uno addirittura con il collare a punte. Viva la coerenza!

  6. Io trovo questa collana, una pagliacciata ridicola, a partire dal vol. 1.
    Pare che questi luminari non riescano a far brillare il metodo del “rinforzo positivo” se non infangando la centenaria arte dell’addestramento definendola “coercitiva”. Questa è malafade bella e buona, ci sono macellai che usano il collare così come ci sono macelli ben protetti da bocconcini e pettorina.
    Questa collana, rappresenta la diffusione capillare di una già ampiamente divulgata deriva della Cultura Cinofila.

  7. purtroppo quello che conta sono i soldi e basta…. può essere che non l’hanno inserita perchè la sciuramaria che pensa sia una cosa cattiva-impicca-cani se vede l’UD in un libro serio puó benissimo pensare che quel libro in fondo non è serio, oppure può pensare che il libro è a favore del maltrattamento di cani,non comprandolo più….

    • Un libro “serio” dovrebbe occuparsi prima di tutto di fare piazza pulita dei pregiudizi… e comunque il ragionamento sarebbe comprensibile se l’elenco delle discipline trattate fosse presente in copertina: ma non c’è!

      • Purtroppo spesso, la parte scientifica viene castrata da quella editoriale. Anche abbastanza forzosamente, esperienza personale.
        Spero che l’opera sia un flop. Così i cari editori capiscono che non devono seguire le mode assurde e senza fondamento…

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