venerdì , 17 novembre 2017
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Per l’Università di Milano, l’IPO non è uno sport?

corriere1di VALERIA ROSSI – Per favore, giochiamo a capirci.
L’RCS Media Group (gruppo Rizzoli, per intenderci) ha avuto l’ottima idea di pubblicare una sorta di piccola “enciclopedia del cane” in diciotto volumi che si possono acquistare insieme al Corriere della Sera o alla Gazzetta dello Sport, al prezzo di 9,90 euro l’uno.
Non può che fare piacere. Che si diffonda un po’ di cultura cinofila fa sempre piacere, e il fatto che quest’opera sia curata dal Gruppo di ricerca in Etologia applicata e benessere animale del Dipartimento di scienze veterinarie e sanità pubblica dell’Università di Milano sembrerebbe dare concrete garanzie di informazione corretta e completa.
Sembrerebbe, al condizionale?
Purtroppo sì, visto che nel terzo volume, dedicato a “Gioco e sport”, almeno la completezza è decisamente carente.
Infatti sono citati tutti – ma proprio tutti – gli sport cinofili, dall’agility al disc dog, dallo sleddog all’obedience, alla mobility, alla dog dance e al flyball… ma l’utilità e difesa non c’è.
L’IPO brilla per la sua assenza.
C’è tutto, perfino il Mondioring… ma l’IPO no.
Quando un’amica me l’ha segnalato, ho subito pensato che non fosse possibile: “Maddai, starà su uno dei prossimi volumi!”, le ho detto incredula.
Visto che l’UD è la più antica e a mio avviso la più nobile delle discipline sportive, visto che è basata sull’esaltazione delle qualità naturali del cane, mi sono perfino illusa, per un momento, che intendessero dedicarle un libro intero.

corriere_pianoInvece no, perché il piano dell’opera parla chiaro: l’unico volume dedicato a “Gioco e sport” è proprio questo, e già nel prossimo si parlerà di salute, per poi passare all’alimentazione, al cucciolo e a un sacco di altri argomenti nei quali sarebbe davvero complicato infilare una descrizione dell’UD.
Eppure la quarta di copertina di questo volume specifica che si parla dei “giochi e le discipline ideali per garantire al cane una vita attiva e stimolante. Dai giochi di attivazione mentale agli sport cinofili da praticare insieme, tutti i modi per far sì che il cane faccia movimento, impari e si diverta. E per consolidare e stringere il legame con il proprietario“.
E in copertina c’è scritto bello chiaro che si parla delle “attività corrette per una vita in movimento”.
Dunque, secondo questi esperti in etologia e benessere animale, l’UD non sarebbe “ideale per garantire al cane una vita attiva e stimolante” (si fa forse da fermi? Strano, perché a me viene un fiatone della madonna…)
Non è ritenuta adatta a consolidare e stringere il legame con il proprietario (strano, perché la mia cagna è capace di non filarmisi per ore, ma appena le dico “adesso lavoriamo”  fissa su di me uno sguardo acceso e felice…)?
Oppure non la ritengono un’attività “corretta”?

corriere3Qui i casi sono due: o si è trattato di una clamorosa dimenticanza (ma proprio clamorosa, eh! Visto che nel libro si parla di FCI e di ENCI… e che le prove IPO sono proprio il fiore all’occhiello di questi Kennel Club, mentre nel libro ne sono citate alcune che l’ENCI neppure riconosce!), oppure l’omissione è stata voluta.
Di utilità e difesa non hanno neppure voluto parlare.
Pensano pure loro che l’UD sia quella sputtanata da Striscia la Notizia, quella in cui i cani vengono regolarmente malmenati, impiccati e quant’altro.
SE così fosse (anche se preferirei pensare che sia stata una dimenticanza… ma in quel caso autori ed editore farebbero una ben triste figura, perché è proprio inammissibile che ci si dimentichi di una delle discipline cinofile più importanti in assoluto, nonché basilare per l’allevamento di innumerevoli razze), mi cadrebbero proprio le braccia.
Ma come?
Un “gruppo di studi in etologia e benessere animale” mi cade preda dei pregiudizi della Sciuramaria che prende per oro colato tutto quel che vede a Striscia?
Annamo bene… per quanto Striscia si sia premurata di sputtanare pure lo sleddog, che invece è stato inserito tra le attività “corrette” (forse all’Università di Milano si erano persi la puntata…).
Nella speranza di un chiarimento da parte dell’editore, ovviamente a me è passata la voglia di acquistare anche un solo volume di questa collana. No, perché… se tanto mi dà tanto, nel capitolo sull’alimentazione potrebbero dimenticarsi di parlare dell’acqua, in quello sulle fasi della vita potrebbero tralasciare la fase di socializzazione e così via.
E in quelli sulle razze? Magari si scorderebbero del mio cane, che essendo un rottweiler è un cane da utilità e difesa… ma siccome la sua disciplina di elezione non esiste, forse è meglio far sparire pure la razza!
Dài, su: non si può proprio toppare in modo così eclatante in un’opera che viene presentata come “esaustiva e rigorosa”, nonché stilata da “un team scientifico prestigioso”.
Posso dire “esaustiva un bel par di palle“?
Anche se non posso, lo dico lo stesso.
Se questi si dimenticano dell’UD, io potrò pure dimenticarmi di usare un linguaggio educato.

corriere_quarta

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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