lunedì , 20 novembre 2017
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Cinofilia a Palermo

1458531_10205625910957015_2734405480807320767_ndi VALERIA ROSSI – Questo week end ho tenuto un seminario a Palermo, presso il centro cinofilo “Scialuricani”: c’ero già stata due anni fa e sono stata felice di tornarci perché le ragazze del centro, oltre ad essere delle vere amiche, sono cinofile vere. Preparate, rispettose dei cani, desiderose di imparare sempre di più… insomma, brave.
Ma non è tanto di questo che voglio parlare, quanto delle domande che mi hanno fatto in molti al ritorno.
Domande tipo “Ma che gente ci viene a un tuo seminario a Palermo?” (in tono scettico, col sopracciglio alzato), o “Che cani c’erano? Tutti pit bull e affini?”
Mah. A  dire il vero c’era una marea di golden, due labrador (una femmina e un maschio matto come un cavallo, ma stupendo!) un vizsla, un bassethound, uno shiba (femmina, carinissima, a cui sono stata antipatica per tutto il primo giorno: poi abbiamo fatto pace), diversi meticci. Tutti ‘sti pit bull, o erano travestiti bene oppure non c’erano.
Quanto alla gente, c’era esattamente la stessa che incontro nei seminari che tengo al Nord: quasi tutte ragazze (ormai la  cinofilia è femmina, non si scappa!) e rari maschietti. Mediamente tutti di buona cultura cinofila, assolutamente tutti innamorati persi dei loro cani.

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1016886_10205625927197421_2169955621832374507_nLa differenza con il Nord direi che sta solo nella bellezza mozzafiato del paesaggio.
Poi sì, è vero che quando ti muovi in macchina incontri più randagi che al Nord: ma qui non c’entrano i cinofili, c’entrano le istituzioni. O meglio, “non” c’entrano, perché poco o nulla fanno per arginare il fenomeno; anche perché il randagismo, in tutta Italia, fa comodo alla criminalità organizzata, e questa è un pochino più diffusa al Sud.
“Un pochino” sul serio, non ironicamente: perché ormai la mafia sta ovunque ed è inutile illudersi che sia solo un fenomeno siciliano.
Ci sarà nata, in Sicilia, ma ormai è dilagata anche al Nord: la differenza sta nel fatto che in Sicilia ci sono davvero tanti giovani, tanti gruppi, tante associazioni che coraggiosamente la combattono, mentre da noi si fa finta di non sapere, si ignora il problema e alla fin fine ci si convive molto più “amabilmente” che al Sud.
Venerdì sera, al mio arrivo a Palermo, siamo andati a mangiare in pizzeria: il locale si chiama “Pizzeria Impastato” e lì per lì non ci ho fatto molto caso, perché questo è un cognome diffuso in Sicilia. Poi, sulle pareti, ho visto poster e fotografie in memoria di Peppino Impastato, e ho saputo che la pizzeria appartiene al fratello. Fa un certo effetto, ve l’assicuro, rendersi conto che personaggi quasi leggendari, vittime della lotta contro la mafia, sono stati “reali”: che hanno avuto una famiglia, degli amici, una vita vera che ha segnato quella di chi gli è sopravissuto.

10415709_10205625926637407_8645262094168226687_nCerto, la Sicilia è anche questo: ma non è solo questo e dovremmo ricordarci, almeno noi (perché lo Stato non se ne ricorda), di tutte le persone oneste, per bene, che pur vivendo a stretto contatto con questa realtà cercano di vivere in modo diverso, onesto e pulito… magari anche occupandosi dei propri cani, che sono in assoluto la cosa più “pulita” che c’è.
A me sono piaciuti molti, anche stavolta, i partecipanti al mio seminario; mi sono piaciuti i loro cani, tutti equilibrati e sereni (anche quando i proprietari, proprio come al Nord, si facevano un sacco di pare temendo che avessero chissà quali problemi: anche in questo, davvero, tutto il mondo è paese!); mi sono piaciute le loro domande, intelligenti e puntuali.
Che gente c’era? C’era della gente.
C’erano dei cinofili, anzi soprattutto delle cinofile: e tra i rari maschietti c’era anche un bravissimo fotografo che si chiama Nicola Gabriele Lipani e che mi ha concesso di pubblicare alcune delle sue splendide foto.

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10409317_10205625947877938_9206842530573548981_nDa queste potete capire un po’ quello che abbiamo fatto: potete intuire anche che il tempo è stato un po’ ballerino e che si sono alternati sole e pioggia (e un freddo, è il caso di dirlo …cane! A Palermo mica me l’aspettavo!), cosicché i cani, di pulito, hanno mantenuto solo l’anima (però si sono divertiti un sacco).
Oggi, però, non mi andava di parlare di cose tecniche: ho preferito parlare delle persone, perché mi hanno un po’ infastidito quelle domande che sottintendevano una cinofilia “di serie B” solo perché si trattava del Sud. Leviamoci dalla testa i pregiudizi, amici: è vero, probabilmente al Sud c’è un po’ meno cultura cinofila che al Nord (lo so anche da sola, che gli ignoranti patentati non vengono certo ai seminari… ma lo stesso vale per Liguria, Piemonte, Lombardia…), ma ci sono anche davvero tante persone che dall’ignoranza (cinofila e non) vogliono uscire, che si danno da fare per conoscere meglio i loro cani e per poter lavorare con loro in modo rispettoso e corretto.
Insomma, non sentiamoci troppo “superiori”, perché non lo siamo: e i fenomeni negativi che sono “un po’ più” eclatanti al Sud rispetto al nostro Nord, aiutiamo a combatterli con forza, anziché fingere che appartengano ad un altro mondo da guardare con un certo snobismo.
Perché il mondo è lo stesso, perché il Paese è lo stesso in cui viviamo noi: e finchè ce la tireremo da “diversi”, non sarà mai un Paese davvero civile: nè dal punto di vista cinofilo, né da tutti gli altri.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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