sabato , 18 novembre 2017
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Un tango, un dobermann

tango3di ANNALIA MATTEI – Amo ballare. Ballo quasi qualsiasi cosa, se escludiamo capoeira e rock ‘n roll acrobatico (e cosette così) e da quando non trovo più neppure un bipede per giocare a tennis (Caos sarebbe più che felice di rincorrere le palline e riportarmele masticate, ma se non ricordo male il tennis è “altro” da un riporto ai piedi di una pallina molto molto cianciugata…) è anche il mio modo di fare “ginnastica”.
Oltre a star dietro ad un doby di neppure 13 mesi, col quale, ammetto, l’esercizio costante non manca.
E sì, quindi sono anche un tanghèra, e/o tànghera… se preferite.
Ora, il mio doby è “molto” doby.
Cane Bostik come da contratto, che ti segue anche in bagno e se trova la porta della doccia chiusa, oltre a tentare di ridurla a fettine (con conseguenti urla belluine della sottoscritta e della povera proprietaria della porta, quella “santa” donna di mia madre) ti guarda col musetto da “beh? Perchè sei li sotto e non mi coccoli?” quando ti va bene e la faccia canenpamogiomogio “ah, pecchè mi fai ciò? Pecchè mi lasci qui, solo, triste, abbandonato ?? Pecchèèè??? cosa ti ho mai fatto? E cos’ha quella cosa che io non ho???” nell’altro 95% dei casi.
In casa.
In passeggiata, invece, ahimè, il canenpa cambia pelle, tira su la testa (metaforicamente e non), attiva un “mode ATTENCTION ON! Ricercati FBI, CIA, Interpol e pure XFile in avvicinamento rapido… canini laser pronti all’azione!” pazzesco e l’arousal sale a mille.
E’ un cane da difesa. Deve difendere. E quindi, diffida.
Non ho idea, da buona sciuranna (e allo stato attuale delle cose manco me la voglio chiarire), di cosa potrebbe fare il cane in caso di vero pericolo (e non me la voglio chiarire per DUE ottimi motivi, adesso: primo, il cane ha ancora bisogno di taaaantoooo lavoro e, secondo, grazie, in tema di aggressioni ho già dato, me la sono cavata per un pelo e ri-grazie, ma preferisco non ripetere l’esperienza. Corso di difesa o meno, preferisco non sapere quanto ho davvero imparato), ma esperti che hanno visto il cane mi hanno confermato che non si tratta di fobie, ma solo di “diffidenza”.
Quello che non conosce – dalla macchina coperta dal telo che sbatte nel vento al tipo intabarrato con grossa borsa al seguito – deve essere “esplorato”.
Una volta chiarito che roba è, non gliele può fregar di meno. Catalogata una cosa come “già vista, so cos’è”, la “cosa” gli diventa indifferente. Ma se non la conosce, preferisce far chiaramente capire che stare a distanza, ecco, è meglio.

tango1Va bene, non è un cane da parchetto.
Ma non l’ho mai cercato, il cane da parchetto.
Un cane da parchetto, che magari all’occorrenza è più che capace di trasformarsi in Taz (Looney Tunes per i più giovani; prego cercare con Google) in grado di ridurre in pula pure le montagne in 10 secondi netti, normalmente non viene preso sul serio quanto preferisco prendano il mio.
Sinceramente però, non mi aspettavo neppure un doby così “doby”.
Non che sia il primo, ma questo è davvero doby-doby.
E qui viene fuori la sciura che è sempre stata in me.
Memore degli sbagli fatti con un’altra cucciola (che ho dovuto poi affidare ad una famiglia di amici la più piccola della quale era la madre: un metroequasiottanta per ottanta e passa kg di donna: aggiungete marito e due figli e avrete l’idea di che branco protettivo ha avuto da quel momento in poi Meg ), sbagli di cui non sono mai riuscita a perdonarmi, nonostante la cucciola fosse giunta in casa in un momento tragico. Uscivo da un tumore e, mentre terminavo le cure, mio padre, sul cui aiuto contavo per seguire appunto la cucciola, si è ammalato gravemente e dopo pochissimo tempo è morto… per cui ammetto che”forse” se non sono stata in grado di “crescerla” al meglio ( lei sì, che rischiava di andare in aggressività da paura).
Fra malattia ed istruttori sbagliati, altri tempi all’epoca,“forse” tutta colpa mia non è, ma intanto se il cervello ‘sta cosa la sa, il cuore comunque sanguina ancora, dopo anni ed un’altra doby di mezzo, dolce come lo zucchero e tranquilla come nessuna – lei sì, cane da parchetto nonostante l’aspetto nerofocato – , memore di tutto ciò, con Caos, oltretutto maschio, ho iniziato da subito a “cercare” di comportarmi “benecomemegliononsipuò” e “fartuttelecosegiustemagiuste”.
Cosa che chiunque abbia mai allevato un qualsivoglia cucciolo a n-zampe, peloso o piumefornito, squamoso oppure glabro, sa perfettamente essere quasi impossibile da ottenere.
Ma anche questa è una cosa che se il cervello sa, elabora, accetta ed archivia, le emozioni bastarde invece si rifiutano di fare.
Se poi ci aggiungi quella insicurezza di fondo che l’aver sbagliato in precedenza lascia a chiunque non abbia ancora ben elaborato lo sbaglio… problemi in avvicinamento rapido con un cane che, da bravo doby, ha l’empatia a mille.
Se poi aggiungi anche che alcuni istruttori, magari memori di duezampecanemuniti talmente truzzi da credersi meglio di Cesar Millan (e qui il paragone è voluto) ti presentano scenari futuri tragici se tanto tanto non fai al mille per cento quanto ti stanno raccomandando di fare…. ecco che sotto sotto l’insicurezza scava ed i problemi in avvicinamento rapido diventano cubici.

tango5Perchè lo so, che se Caos fuori dai circuiti conosciuti ha l’attenzione alle stelle è perchè, oltre al fatto che povera bestiola, da che è cambiato l’orario con i miei tempi lavorativi, lo porto sempre fuori col buio pesto (dove non vediamo, né lui né io, quasi ad un palmo dal naso… ricordate la macchina coperta dal telo che sbatte nel vento ed il tipo intabarrato con grossa borsa al seguito? Ecco… ma grazie a dio, abbiamo risolto il problema: parcheggio frequentato che più frequentato da chiunque con chiunque… non si può, ma illuminatissimo e con ampie zone di “sicurezza canina”… e via di de-sensibilizzazione )… è perchè sente la “mia”, di attenzione eccessiva.
E da bravo dobydoby, lui fotocopia.
Cosa c’entra tutto questo col ballo, oltre a dimostrare che, oh yes, sono una vera tànghera (o sciuranna che dir si voglia) fatta e finita?
C’è una cosa che le tanghère devono fare, se vogliono davvero ballare tango argentino e non qualcosa che vagamente gli somigli. Abbandonarsi alla guida del ballerino.
Chiudere gli occhi, se ne hanno voglia, ma sempre e comunque smettere di pensare ed iniziare a sentire, e “lasciarsi andare”.
Se le donne, nel tango, dicono “come” si disegna l’arabesco della danza sulla pista, sono gli uomini a decidere cosa, dove, e quando disegnare.
Cosetta difficilissima da fare.
“Abbandonarsi” a qualcun altro, anche solo per i tre, quattro minuti di un tango, oppure nella tanda in milonga, significa che per quel piccolo “pezzo” di vita, sarà qualcun altro a “guidare” per te.
Qualcun altro i cui errori ti coinvolgeranno. Qualcun altro di cui, ti piaccia o no, ti DEVI fidare e devi seguire. In ogni singolo, piccolo, minuscolo movimento. Persino nel respiro, quando si può.
La vera ballerina di tango è colei che sa seguire. Essere “seguidora” è il più grande traguardo da raggiungere ed il complimento più grande che si possa fare.

tango2Ieri sera, durante un ballo con un amico, mi sono improvvisamente resa conto di una piccola cosa.
Sono bravina, come seguidora, e Caos è persino una “seguidora” migliore di me.
Mi segue anche quando io non sono consapevole di essere seguita. E come me, che nel tango “sento” ogni spostamento del peso, del corpo, lui fa altrettanto, di nuovo, anche meglio.
Solo che io, con lui, finora sono stata un pessima guida.
Troppa tensione, troppe aspettative, troppe pretese. E poca fiducia. Non in lui. In me.
Una guida insicura fa una pessima ballerina anche della partner migliore. Non capisci dove cavolo andare e cosa cavolo vuole questo bipede qui… non balli, al massimo sgambetti, quando proprio non inciampi.
Povero cucciolo, come fa ad essere tranquillo e sereno quando la sua guida ha inconsapevolmente le spalle contratte ed il respiro affrettato, nell’attesa che si compia il disastro che qualcuno tempo fa ha teorizzato succederà perchè il mio cane quando mi vede salta come un pazzo per venirmi in braccio (e d’estate coi vestiti leggeri, sì, non è esattamente piacevole. Per me. Lui si diverte come un pazzo, appunto. Ma ci sto lavorando. In fondo le magliette le preferisco senza spacchi non previsti dal design originale…) così come fa quando arriva ad un punto di stress per lui eccessivo (è ancora un cucciolone, in fondo ) che scarica cercando di attirare l’attenzione di chi lo deve appunto guidare?
Scusami, tesoro bello: scusami davvero.
Hai finora avuto un ballerino non alla tua altezza.
Ma adesso che ho capito, cercherò di diventare più consapevole del fatto che posso fidarmi dei professionisti che ho scelto per me e per te.
Che mi posso davvero fidare di ME.
Vedrai, fra qualche tempo saremo un binomio “quasi”perfetto. Quasi, perchè questo è un mondo grandissimo e ci sono sempre tante cose da imparare. E la perfezione non è di questo mondo, ma ci godremo il viaggio mentre tentiamo di raggiungere una meta lontana.
Insieme, ballando uno splendido tango.

tango4

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