giovedì , 23 novembre 2017
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E l’ “italiano medio” colpisce ancora…

dog-facepalmdi VALERIA ROSSI – No, non è che ce l’abbia col Corriere della Sera, anche se ultimamente lo sto citando sempre più spesso: è che i suoi lettori – ovvero “l’italiano medio”, essendo il Corriere il primo quotidiano italiano per diffusione – a volte fanno davvero cadere le braccia con i loro commenti.
Non le fanno cadere solo quando si parla di cani, purtroppo. Come mi ha fatto (elegantemente) notare il figlio…

… sul Corriere:
articolo sui cani = 206 commenti a cazzo
articoli su reati di stranieri = millemila commenti a cazzo
articoli su reati di italiani =  10 commenti
Giusto perchè l’italiano medio non è razzista, ignorante e campanilista.
Qui comunque ci occupiamo di cani, quindi mi limito a parlare dei commenti apparsi in calce all’articolo “Nove buone ragioni per avere un cane” (sottotitolo: Argomenti rigorosamente scientifici per accogliere un «migliore amico dell’uomo» in famiglia).
Il pezzo cita vari studi che hanno dimostrato appunto scientificamente (se mai ce ne fosse stato bisogno) che i cani:
– Mettono allegria
– Sono fedeli
– Favoriscono la socialità
– Aiutano a tenersi in buona salute
– Rendono più attivi
– Salvano delle vite
– Offrono uno scopo (nella vita)
– Fanno aumentare l’autostima
– Favoriscono la produzione di ormoni “positivi”.
Niente che i cinofili non sapessero già da secoli, senza bisogno del sostegno scientifico: ma è sempre bello avere un supporto accademico alle nostre convinzioni e l’articolo di Simona Marchetti offriva esattamente questo, né di più né di meno.
Invece i lettori del Corriere ci hanno offerto la consueta overdose di comicità cinofoba tanto involontaria quanto spassosa, con perle di questo livello:
Un’ottima ragione scientifica per non averlo è che tutti i cani del mondo consumano carne, carne che deve essere allevata, e per allevarla alcuni terreni selvaggi devono essere convertiti all’agricoltura e su quei terreni ci stavano altri animali che avevano anche loro diritto di vivere”.
Cioè, secondo questo bel personaggio l’allevamento intensivo avrebbe l’unico scopo di dar da mangiare ai cani!?!
Facepalm, come da foto in apertura.
Purtroppo il tono di tutta la discussione è veramente di una banalità disarmante: se da un lato i cinofobi sproloquiano, dall’altro i cinofili rispondono con una caterva di luoghi comuni (“I cani sono angeli”, “Non ci sono cani cattivi ma solo cattivi padroni”, “Meglio i cani che le persone” eccetera eccetera).
Almeno  i cinofobi fanno ridere.

commcorr4Come questo commentatore lapidario: “Più bambini meno cani“.
Così, senza manco una virgola.
Il bello è che poco più sotto si legge: “Il cinofilo raramente è filantropo. Sovente misantropo con una particolare avversione per i bambini che considera in competizione con il suo fido quadrupede” (NOI, eh?).

commcorr2La maggior parte dei commentatori, comunque, ce l’ha con le cacche (e a volte anche con le pipì, ma meno): e questi hanno anche ragione, porelli… ma vorrei capire per quale motivo sembrino tutti convinti che invece ai proprietari di cani entusiasmi proprio pestar merda. I proprietari civili non soltanto raccolgono (ci mancherebbe altro!), ma si schifano esattamente come i cinofobi quando incontrano il risultato dell’altrui inciviltà. E non solo si schifano: a loro girano doppiamente le palle, perché sanno già benissimo che ogni proprietario che fa finta di niente e si allontana fischiettando causerà attacchi gratuiti anche a chi va in giro rigorosamente fornito di sacchetti, palette e quant’altro.
Quindi, gentilmente, la vogliamo finire di pensare che ogni proprietario di cane non solo sia automaticamente un gran cafone, ma provi un gusto inenarrabile nel fare lo shit-slalom?

commcorr5Altro argomento assai sentito, l’igiene.
Tale M. Montaldo, dopo aver sostenuto che i cani gli fanno schifo, declama: “Sono animali fondamentalmente poco puliti, tendono a male odorare e sono rumorosi. Quelli di taglia medio-grande sono poi abbastanza irruenti ed ingombranti“.
Io vorrei sapere se il signor Montaldo è mai salito su un tram all’ora di punta. O se è mai entrato in un gabinetto pubblico. No, perché in questo caso dare dei puzzoni ai cani sarebbe davvero spudorato.
Poi “rumorosi, irruenti e ingombranti”… magari anche sì. Ma io ho messo fine, un annetto fa, ad una relazione ventennale, per vari motivi, diciamo così, “caratteriali” che oggi come oggi sembrerebbero essere superati: be’, giuro che se ci sto ancora pensando e rimuginando, all’idea di riprendere questo rapporto, è più che altro per il fatto che l’umano in questione russa come se non ci fosse un domani, pesa centodieci chili e quando dorme sbanatta, scalcia e una volta mi ha pure tirato una manata sul naso, proprio il risveglio delicato che ogni donna sogna.
Nessunissimo cane mi ha mai rotto così tanto le palle a letto (e neanche fuori dal letto, per dirla tutta), e probabilmente l’umano me lo riprenderei subito se solo potessi metterlo a dormire in un kennel.
Comunque il tormentone più gettonato è quello del cane “che prima si lecca il pene e poi sbava sul cuscino” (o “poi ti lecca la faccia”, o altro).

gabriele-dannunzioOkay.
Qui non c’è solo la freudiana invidia del pene: c’è l’invidia per chi riesce a leccarselo da solo.
No, perché a parte il buon D’Annunzio (del quale si dice che si fece togliere due costole per riuscirci: spero si trattasse solo di una leggenda), sono fortemente convinta che qualsiasi umano maschio, se potesse, non perderebbe occasione.
Almeno a giudicare dalla frequenza e dall’entusiasmo con cui si ravanano i maroni, vien da pensare che  ci darebbero dentro alla grande.
E comunque, maschietti belli, sappiate che se a voi dà fastidio il cane, che del tutto innocentemente si dà una ripulitina e poi magari ti ammolla una leccata, a noi dà fastidissimo vederci porgere una mano che un attimo prima stava a pastrugnare dentro i calzoni.
E al vostro:  “Ohhh, tanto piacere di conoscerlaaaa!” diventa proprio difficilissimo rispondere “piacere mio”.
Se è per questo ci schifa anche che innaffiate muri, alberi e quant’altro di verticale incontriate sul vostro cammino:  perché voi lo fate esattamente come i cani, con la piccola differenza che loro non hanno scelta, mentre voi ce l’avreste. Eppure conosco uomini che asseriscono convinti che “non c’è gusto a pisciare in un gabinetto: vuoi mettere l’aria aperta?”.
Che cos’hanno, il capitone accaldato e bisognoso di rinfrescarsi? Sbiaditello e desideroso di abbronzarsi?
E vogliamo parlare delle allegre “pisciate in compagnia”, goliardica abitudine che se solo spira un alitello di vento porta immancabilmente l’uno a sgocciolare sulle scarpe dell’altro? E poi con quelle scarpe lì salite sulla nostra macchina, col sorrisone beota di chi si è tolto una soddisfazione suprema.
I cani fanno schifo? Po’ esse.
Però la Bisturi, pur essendo una ruttatrice professionista, dopo mangiato mi guarda con l’occhio languido, fa “burp” e mi fa sorridere: il figlio beve una Coca Cola e con un BRROOOOOOTTTT mi fa la permanente.
Va bene che risparmio sul parrucchiere, però chi faccia più schifo è tutto da stabilire.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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