balotelli1di VALERIA ROSSI – … a tutti, ovviamente. Ma permettetemi di sperare che abbiano un’epifania, un’illuminazione, un’apparizione, una manifestazione divina i giornalisti italiani a cui capita di parlare di cani anche solo per sbaglio.
No, perché ieri mi è capitato di leggere sulla Gazzetta la storia di Balotelli che ha adottato due cani. Due staffy, a giudicare dalla foto: ma guardate il titolo, please.
Anche se fossero stati due bull terrier (che non è certo questa la cosa grave: son bianchi, e l’errore di valutazione da una foto ci può anche stare…), c’era davvero bisogno di specificare “cani da combattimento”?
La panzana viene ripetuta su Sport Mediaset, che non sbaglia la razza ma ribadisce: “due Staffordshire bull terrier, cani tradizionalmente sfruttati nei combattimenti” (oltre ad insinuare con notevole cattivo gusto che adottare cani sarebbe giusto un modo per passare il tempo quando ti lasciano in panchina).

balotelli3

Tradizionalmente sfruttati dove, quando, in che film?
Lo Staffy è un cane da compagnia praticamente da sempre: è vero, in origine (parliamo dei primi dell’800…) qualcuno ha provato anche a farlo combattere, ma i “pesi mosca” canini non ebbero successo e quindi la razza venne rapidissimamente impiegata per tutt’altri scopi.
Sarà anche piaciuto, a questi maltrattatori di tastiere, fare un collegamento tra cani da combattimento e calciatore noto per la sua arroganza non solo sportiva: ma di definire così i poveri staffyni se lo potevano anche risparmiare.
D’altronde, però… cosa possiamo aspettarci da gente che, nel proseguo del servizio fotografico, scrive “non solo amici a quattro zampe” riferendosi al fatto che il Balo, tempo fa, avesse adottato anche una maialina?

balotelli_maiale
Insomma, pazienza scambiare gli staffy per bull terrier. Pazienza definirli “cani da combattimento”. Ma almeno fino a sapere quante zampe ha un maiale, vogliamo gentilmente arrivarci?
Che la Befana vi porti un carico di neuroni, amici giornalisti. Tanto il carbone lo mangiamo già noi, ogni volta che vi leggiamo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l’affisso “di Ferranietta”) e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività).
E’ autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva “I fedeli amici dell’uomo” ed è stata conduttrice del programma TV “Ti presento il cane”, che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online.
Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC.
A settembre 2013, non resistendo al “richiamo della foresta” (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).
CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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