giovedì , 23 novembre 2017
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Ho delle ansie ansiose

ansieansiose2di VALERIA ROSSI – Il titolo è una dotta citazione: di Charlie Brown, che essendo l’umanino di Snoopy rientra a pieno titolo tra i cinofili famosi.
Le “ansie ansiose”, però, Charlie Brown ce le aveva in prima persona: io invece ho continuamente a che fare con persone convinte che a vivere in perenne stato di ansia sia il cane.
Non che lo pensino direttamente loro, in realtà: glielo dicono. Educatori, comportamentalisti, animalisti… tutti a tirare in ballo ansie, disagi, perfino depressioni.
Il cane si tromba tutti quelli che entrano in casa? Poverino, è ansioso.
Il cane morde il postino? Santa bestiolina, è a disagio.
Il cane azzanna tutti gli altri maschi del circondario? Amoredizzia, sarà depresso.
Diciamo subito che in alcuni casi il cane ha davvero un problema di questo tipo: ma nove volte su dieci le ragioni del suo comportamento sono altre.
A volte è pura e semplice noia (e questa può essere anche definita “un disagio”, per carità… ma la proviamo tutti, non ha mai ammazzato nessuno e non mi sembra il caso di dare le capocciate nel muro se il cane ogni tanto si rompe un po’ le scatole); altre volte è dominanza (vedi le monte coatte: ma siccome è di moda dire che la dominanza interspecifica non esiste, allora raccontiamo all’umano che ha il cane depresso, così si deprime pure lui); molto, ma molto spesso il cane è semplicemente ineducato, sprovvisto della minima regola e abituato a fare lo stracavolaccio che vuole.
Quando mi si raccontano gesta (solitamente reiterate) in confronto alle quali Attila era un principiante, immancabilmente io chiedo: “Ma tu, un cazziatone, gliel’hai mai fatto?”
A quel punto, se l’umano ce l’ho davanti in carne ed ossa, vedo occhi sgranati ed espressioni da “noncipossocredere”: allora temo di essere stata fraintesa, e spiego che per “cazziatone” intendo una normalissima sgridata.
Magari un po’ scenografica, ma senza alcuna violenza. Non sto parlando di botte, frustate, impiccagioni: sto parlando di un “NOOOO, NON SI FAAAA!!!” detto in modo che il cane si renda proprio conto di averla fatta grossa e abbia ben chiara la nostra riprovazione.

ansie2E sapete cosa cambia, a quel punto?
Niente.
Gli occhi rimangono sgranati, l’espressione rimane la stessa allibitissima espressione di prima.
Qualcuno comincia a trovare scuse per salutarmi e andarsene (non sopportando evidentemente più la presenza di cotanta feroce maltrattatrice di cani); qualcun altro, coraggiosamente, mi spiega che non ha mai fatto una cosa simile e che non si sognerebbe mai di farla, perché il Guru Tale o Tal’altro gli ha spiegato che al cane non si deve mai dire neppure un timido “No!”, altrimenti va in ansia o direttamente  si traumatizza.
L’ultimissima frontiera, raccontatami da una ragazza che conosco, è la seguente: “Il cane deve sentirsi sempre approvato, apprezzato, deve sentirsi il più figo del mondo qualsiasi cosa faccia“.
Il suo, nella fattispecie, le si attacca alle caviglie e morde di gusto: la poveraccia  è un livido vivente.
Ma il suo Guru le ha detto che quando fa così lei deve approvarlo incondizionatamente, dicendogli “Bravoooo!!! Sììììì! Superrrr!!!”, perché in questo modo accrescerà la sua autostima.
Sì, ok. Perfettamente d’accordo. E’ giusto far crescere il più possibile l’autostima del cane. Un cane sicuro di sè, un cane che si sente fighissimo sarà sempre più sereno, più collaborativo, più performante di uno insicuro.
Ma con i miliardi di modi diversi che esistono per accrescere la sicurezza in un cane, dovrei proprio scegliere di  sacrificargli le mie caviglie? Dovrei lasciarmele rosicchiare fino a restare coi moncherini, così poi finisco all’angolo della chiesa a chiedere la carità, col cartello: “Immolata sull’altare dell’autostima del cane”?

lucy_psyOra ve lo dico nel modo più educato, civile e sobrio possibile: ma voi siete fuori come poggioli!
Restando nel mondo dei Peanuts: avete urgente bisogno di Lucy Van Pelt!
No, perché qui non è più questione di confronto, di idee diverse, di metodi diversi: qui siamo alla follia pura. Al fanatismo più becero e bacato.
Perché oltretutto non basta, a questi signori, insegnare alla gente come rovinare i cani: ci mettono anche il carico da undici, criminalizzando i proprietari.
Se il povero cucciolotto ha le ansie ansiose, è colpa dell’umano. Se è depresso, è perché ha un padrone di merda. Se è un po’ stronzo, è perché il proprietario ce l’ha fatto diventare facendo cose orribili come dargli delle regole o sgridarlo quando lo prende per il naso.
Per carità, a volte è anche vero: molti comportamenti indesiderati dei cani sono il frutto di errori umani. Però è anche vero che l’errore più frequente (e più grave) è proprio quello di diventare i suoi schiavetti e di lasciarlo nella più assoluta anarchia.
Quindi questi cinofili new age prima ti insegnano come rovinare il cane, e poi ti accusano di averlo rovinato.
Ormai incontro quasi quotidianamente, “dal vivo”, per email o su FB, persone psicologicamente devastate perché si sentono colpevoli di “non aver dato abbastanza” al proprio cane, di “avergli fatto del male”, di “averlo traumatizzato” con un “AHO’! Che fai?!?”, una pressione troppo forte sul guinzaglio o addirittura (puro panico DOC!) una pacca sul sedere.
Credo di averne già parlato in passato, ma lo ripeto: un tizio mi scrisse, qualche tempo fa, dicendomi che non dormiva da una settimana, attanagliato dai sensi di colpa, per aver dato una pacca sul culo al suo cane (un pastore tedesco, eh: mica un chihuahua). Era convinto di “aver rovinato per sempre il loro rapporto”.
Di casi come questo, anche se forse un filino meno eclatanti, ne sento in continuazione: ed io resto sempre più basita, specie quando poi le stesse persone vengono al campo portandosi dietro il figlioletto, e se quello si mette a fare il cretino gli tirano urlacci belluini (o addirittura gli rigirano sonori scapaccioni) senza fare una piega.
Non parliamo poi dell’aggressività – o della vera e propria cattiveria – che molti cinofili new age dimostrano su Facebook e dintorni.
Dopo aver predicato dolcezza, bontà e gentilezza al punto che te li immagini seduti su una nuvoletta, con le alucce e circondati da tenere colombe… se per caso osi contestargli un concetto o semplicemente una frase ci mettono un nanosecondo ad augurarti di crepare fra mille tormenti, te e possibilmente tutta la tua discendenza.
Ma è possibile che nessuno veda la clamorosa contraddizione di questi atteggiamenti?
Sia chiaro: io non dico che i cani vadano educati a calci in culo, strattonate e urlacci sul muso. Non è certamente il mio genere, non lo è mai stato e non approvo minimamente chi lo fa.
Ma non riesco neppure a concepire che se ti scappa un “NOOOO!” poi tu debba sentirti in dovere di inginocchiarti sui ceci. Che se ti parte una pacchetta da esasperazione poi tu senta l’esigenza di tagliarti via la mano.
E per l’ennesima volta mi chiedo: ma il normale buon senso, il normale senso della misura… dove sono finiti?

vannamarchiQuale perverso meccanismo sta facendo sì che la gente perda completamente il lume della ragione, facendo del cane il fulcro della propria vita e permettendogli di diventare un vero e proprio tiranno a cui tutto è dovuto e che non può essere neppure vagamente redarguito senza sentirsi delle merde umane… confesso, non lo so.
Non lo so e non lo capisco, ma è anche vero che non sono mai riuscita neppure a comprendere i meccanismi che hanno consentito alle Vanne Marchi o ai santoni delle varie Scientology di ottenere i clamorosi  successi che hanno ottenuto.
Non sono – e me ne vanto! – esperta in manipolazione delle menti umane.
Non faccio il motivatore e non ho neppure il master in PNL… e me ne rivanto.
Certo, una vaga idea di quello che sta succedendo ce l’ho: in un mondo che non dà più certezze, che riempie tutti noi di insicurezze e paure, che non ci dà troppe speranze nel domani… forse il cane può diventare davvero un punto di riferimento. Qualcuno che non ci tradirà mai, che non ci lascerà (come fanno invece i figli), che dà a noi quell’ancora di salvezza, quel punto fermo che non riusciamo a trovare da nessun’altra parte.
Da qui a sentire l’esigenza di “dargli tutto”, di concedersi a lui “anima e core”, il passo è breve: e presumo che sia abbastanza facile, per gli abili manipolatori di coscienze, speculare su questi sentimenti e costruirci sopra business milionari. Proprio come Vanna Marchi speculava sulle disgrazie e sulle paure.
Però, signori miei, qui si rovinano cani e persone.
I sensi di colpa, le angosce, le ansie ansiose (degli umani, non dei cani) non fanno il bene di nessuno: e farli venire alle persone significa anche contagiare i cani, notoriamente empatici e ipersensibili alle nostre variazioni di umore.
Lo sapete quanti “casi” di problemi comportamentali ho risolto semplicemente dicendo ai proprietari: “Ma prendetevela un po’ più calma, divertitevi col vostro cane senza farvi tutte ‘ste paranoie!”?
Tantissimi. Anzi, troppi.
Decisamente troppi… perché troppe sono queste situazioni malate, questi rapporti basati proprio sull’ansia (da prestazione) anziché sulla gioia di stare insieme.
Santo cielo, state un po’ più sereni!
Se non siete i migliori umani del mondo per il vostro cane, pazienza! Nessuno è perfetto: perchè dovreste esserlo proprio voi?
Se avete commesso qualche errore, pazienza! Li facciamo tutti. Si prende atto e si cerca di rimediare, ma senza bisogno di strapparsi i capelli.
E se siete incappati nelle scientology cinofile, trovate la forza di ragionare, di rendervi conto che vi stanno bellamente intortando: dopodiché scappate più lontano che potete, per il bene del vostro cane prima ancora che per il vostro.

gurudomLo so che spesso le alternative sembrano devastanti: o il cinofilosofo new age o il macellaio, il “domatore di cani” armato di fruste e collari elettrici.
Sembra non esistano più le vie di mezzo, e probabilmente se mi trovassi di fronte a queste due strade finirei anch’io in bocca al guru di turno. E’ normale.
Però non è sempre e solo così: anche se queste due figure attualmente sono le più diffuse, ce ne sono moltissime altre capaci di insegnarvi ad avere un rapporto rilassato, sereno e piacevole con il vostro cane.
Ci sono, ve l’assicuro: basta cercarle.
Il problema sta nel fatto che queste realtà non sono mai strapubblicizzate come le altre, quindi una ricerca superficiale probabilmente non le farà emergere: ma se vi impegnate un po’ più a fondo, ne salteranno fuori a decine.
Se davvero amate così tanto il vostro cane… vi prego, fatelo.
Imparate proprio da lui, che ha un fiuto della madonna e che è un cacciatore nato: e insieme a lui andate a caccia di buon senso.
Non ve ne pentirete, ve ne assicuro: e finalmente le ansie ansiose potrete lasciarle solo a Charlie Brown, perché voi non le avrete più… e probabilmente scoprirete che il vostro cane non le ha mai avute.

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