sabato 4 Luglio 2020

Malinois azzanna seriamente proprietario: di chi è la colpa?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

rischiabracciodi VALERIA ROSSI – Non ha passato una bella Epifania il maestro di religione azzannato dal suo cane: forse non ha mai rischiato davvero di “perdere il braccio” (nelle primissime righe dell’articolo su “La Stampa”  si dice che è stata subito scongiurata l’amputazione), ma l’attacco è stato sicuramente serio e con un cane come il malinois, che non va in presa ma morde ripetutamente, c’è poco da scherzare.
Ora, naturalmente, si parla (tanto per cambiare) di nuova “razza pericolosa”, generalizzando (tanto per cambiare) con grande gioia dei media che forse erano un po’ stufi di parlare sempre e solo di pit bull e rottweiler. Dài che abbiamo il nuovo mostro da sbattere in prima pagina: ovviamente il cane, tout court, senza starsi a fare troppe domande sul perché e il percome sia stata sfiorata questa nuova tragedia.
Nell’articolo si legge che il cane aveva già morso in passato e che per questo era stato “confinato in un recinto”: dopodiché ci spiegano che “era trattato bene, nutrito correttamente, non sottoposto a trattamenti violenti”.  Quindi una delle agenti di polizia conclude: “Probabilmente ha avuto un raptus”.
Embe’, su questo non ci piove. Qualsiasi cane che di punto in bianco aggredisca un umano ha sicuramente avuto un raptus: ma un raptus de che? Di follia, o soltanto di energie represse che prima o poi un cane deve sfogare in qualche modo?

malinmorso5Chiunque conosca anche solo un pochino questa razza dovrebbe sapere che un malinois non può vivere sempre e solo in un recinto: è un cane attivissimo, super-dinamico, con un carico di energia veramente pazzesco. Non basta “non picchiarlo e dargli da mangiare” per farne un cane sereno e tranquillo: questi sono cani da lavoro, selezionati da sempre per scopi di utilità e quindi con un vero e proprio “carico” di doti caratteriali che devono trovare un’applicazione. Sono super-cani, che si stanno distinguendo in tutto il mondo per le loro performance in numerosissime discipline: come cavolo si fa a pensare di prendere uno e di ficcarlo in un recinto, portandogli semplicemente da mangiare e “non maltrattandolo”? Perché nessuno sembra capire che il maltrattamento, per un cane così, sta già nel recinto?
Ma non è tutto qui, ovviamente: perché non sta scritto da nessuna parte che un cane che si annoia, si rompe le palle ed ha un carico di energie represse debba scagliarsi contro il proprietario e tentare di staccargli un braccio. Ci mancherebbe altro. Un cane che vive in una situazione di stress può reagire in moltissimi altri modi, nessuno dei quali manda i suoi umani all’ospedale: perché si arrivi ad un attacco così deve esserci anche qualche problema (serio) a livello genetico. Dev’esserci dietro una selezione sbagliata… o nessuna selezione, il che può essere pure peggio.

malinmorso4Da quel che si è potuto capire da varie discussioni su FB, questo cane è nato da una cucciolata fatta da privati: questo ovviamente non significa che “privato” sia sinonimo di “persona che alleva cani schizzati”… però diciamolo una buona volta, e mettiamocelo bene in testa, che ci sono razze più impegnative di altre (altro che “i cani sono tutti uguali, dipende solo dal padrone!“) e che queste razze andrebbero allevate SOLO da chi le conosce perfettamente e sa esattamente cosa sta facendo.
Basta dire che andrebbero gestite “solo dagli allevatori”?
No. Magari fosse così!
Bisogna specificare: vanno gestite da allevatori competenti.
Perché non soltanto il cagnaro dichiarato (che magari ha anche un affisso, visto che ormai per averne uno basta pagare), ma anche l’allevatore “commerciale”, che produce cucciolate solo per venderle, senza interessarsi più di tanto del materiale genetico che sta manipolando, sono ad altissimo rischio di produrre cani schizzati.
Se poi aggiungiamo che queste persone non si preoccupano neppure di controllare che i loro cani vadano nelle mani giuste… allora la frittata è completa.

malinmorso2E ribadisco che le “mani giuste” in cui far finire un malinois sono le mani di persone che lo fanno lavorare. Che lo portano al campo. Che gli fanno mordere la manica, non “per stimolare” la sua aggressività ma per poterla gestire in modo corretto: altrimenti poi c’è il caso che il cane morda ad capocchiam.
In casi come questi, le “colpe” (se così vogliamo chiamarle: ma il termine più corretto mi sembrerebbe quello di “responsabilità”) sono sempre molteplici: non si può dire solo “il cane è pazzo”, non si può dire solo che “è stato allevato male” (anche se pare che sia proprio così, visto che un altro cane della stessa cucciolata mostra qualche problemino di equilibrio), non si può dire neppure che “è tutta colpa dei proprietari che non l’hanno saputo gestire”.
Sono tutti questi fattori riuniti, a causare le tragedie. Ma è soprattutto il fatto che all’effetto devastante di questa serie di fattori non si pensi quasi mai. Ognuno tende a puntare l’indice sul responsabile che gli torna più comodo: l’allevatore lo punta sul privato, il privato dice che è colpa dei proprietari, i proprietari cadono dal pero e dicono che loro il cane l’hanno tenuto benissimo… e ne sono convinti al cento per cento, perché magari prima del malinois (o del pit bull, o del rottweiler, o del dogo: non mi sto riferendo solo a questo specifico caso, sia chiaro!) hanno avuto il meticcetto che nel recinto ci stava sereno e tranquillo e dormiva tutto il giorno.
Siamo ormai pieni zeppi di gente che blatera (a vanvera) sul fatto che i cani siano “cani” e basta: e questa cinofilia da parchetto si sta diffondendo a macchia d’olio, perché divulgata anche da diversi “guru” che vorrebbero far sparire secoli, e a volte millenni, di selezione.

malinmorso3Ma i cani NON sono e NON saranno mai “tutti uguali”.
Non sono “cani e basta” e non dipende tutto e solo dal proprietario. I soggetti squilibrati esistono, così come esistono gli umani incompetenti: uno solo dei fattori magari non basta a far scattare la tragedia, ma quando si uniscono entrambi il risultato può essere devastante.
Conclusioni? Presto dette. La prima è che ci sono cani e cani e che la gente questo deve saperlo. Deve essere ben chiaro a tutti che un pastore del Caucaso NON si può gestire come un chihuahua. Non perché esistano “razze pericolose”, clamorosa cazzata a cui possono credere solo i politici, ma perché esistono razze impegnative. Razze che richiedono capacità e competenze, punto e basta.
Seconda conclusione: queste razze vanno allevate da persone altrettanto capaci  e competenti. La cosa dovrebbe valere per qualsiasi razza, è evidente: ma se ci si improvvisa allevatori di barboncini o di maltesi si faranno danni soltanto ai cani. Se ci si improvvisa allevatori di malin, o di rottweiler o di dobermann (eccetera, eccetera, eccetera…)  si rischia di mandare la gente all’ospedale.
Terza conclusione (ovvia): quando si acquista un cane bisogna prima di tutto informarsi a fondo sulla razza, poi farsi un profondissimo esame di coscienza e chiedersi se saremo davvero in grado di “tenerlo bene”, ovvero di dargli ciò di cui ha realmente bisogno (che non è MAI soltanto una ciotola e due coccole), infine cercare un allevatore davvero competente, esperto, profondo conoscitore della razza da tutti i punti di vista. Uno capace di descriverti per filo e per segno tutti i possibili aspetti caratteriali, e non soltanto di parlarti di quante coppe e coppette ha vinto suo nonno.
Non ci vorrebbe molto: basterebbe un po’ di buon senso (aridaje… sembra che ultimamente io non parli d’altro: ma se ne parlo è perché ne sento clamorosamente la mancanza in cinofilia) e un minimo, ma proprio un minimo di cultura cinofila. Cultura, e cioè conoscenza, informazione: non cinofilosofia.
Perché è comodo raccontare che i cani “sono tutti uguali” e poi lavarsi la coscienza pensando che quando un cane “diverso” manda qualcuno all’ospedale sia tutta colpa del padrone.
Le responsabilità  ce l’hanno, e dovrebbero sentirsele sul groppone, anche certi personaggi che stanno diffondendo un’idea assolutamente falsata della cinofilia.

N.B.: Le foto sono tratte da google immagini e hanno il solo scopo di corredare l’articolo: ovviamente i cani ritratti non hanno alcun legame con il caso in oggetto.

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13 Commenti

  1. non sono d’accordo con questo articolo: tenere un cane sempre chiuso in un recinto, magari da solo, per me è già maltrattamento per tutte le razze di cani. Per questo motivo è abbastanza probabile che un cane diventi squilibrato e non credo che per un pastore tedesco o un meticcio sia molto diverso o per quei cani da guardia che non hanno mai incontrato nessuno e non sono mai usciti dal loro recinto. Certamente ci sono cani che riescono a vivere e rimanere equilibrati…. tristi, ma equilibrati. Ma se uno decide di prendere un cane, pure cucciolo e di una razza particolarmente reattiva, perchè lo deve lasciare da solo in un recinto? può essere solo un idiota

  2. Sempre piu’ richiesto poichè sempre piu’ protagonista nelle scene d’azione tra i vari corpi militari e ormai sempre piu’ degno successore del glorioso Pastore Tedesco . Quello che non si capisce o si fa finta di non capire è che il Malinois è un cane da LAVORO e come tutti i cani da lavoro se non lavora sclera o schizza che dir si voglia . Avendo gia’ una predisposizione innata all’estrema dinamicita’ e reattivita’ i guai seri si moltiplicano quando per abbattere i costi il cucciolo lo si acquista dall’amico o dal compare che facendo a societa’ (colletta tra cuggini o compari) ha preso un maschio ed una femmina puri magari anche provvisiti di pedigree. Un allevatore serio e di coscienza non cederebbe mai un Malin al primo sprovveduto che capita solo perchè ha denaro da spendere e si vuol far passare quest’altro “prurito” oltre al fatto che un ALLEVATORE conosce benissimo tutti i suoi cani e sa abbinare in cane caratterialmente giusto alla persona GIUSTA .

  3. Per alcune razze si dovrebbe prendere esempio dal Texas, del cui cane nazionale il Blue lacy (in Italia praticamente sconosciuto) viene detto: se non hai un lavoro per il Blue lacy NON PRENDERLO (e soprattutto non te lo danno). In Italia questo discorso viene fatto con il Lupo italiano, per cui devi essere in protezione civile (e portarcelo) ma per tutt`altri motivi, non per le caratteristiche della razza.

    • Non vorrei dire una castronata… ma ci sono Cani Lupo Italiani che non vengono portati regolarmente a lavorare in protezione civile… Anzi. Non sono nemmeno mai stati impiegati in protezione civile. Ho avuto qualche scambio di opinione con qualche conoscente che mi diceva che sì, in teoria è così e sarebbe meglio così, ma che molti lo prendono per il piacere di avere quel tipo di cane. In ultima battuta 2 ragazzi che ho incontrato per strada mi hanno detto la stessa cosa. Tra l’altro sgranando gli occhi e dicendo: “In protezione civile?! Avessi dovuto prendermi un impegno simile col cavolo che prendevo un Lupo Italiano!”
      Non credo quindi, ad oggi, sia una discriminante per poterlo avere…

  4. nulla che riguarda la cinofilia, ma posso dire che sin da piccolo mi sono sempre piaciuti gli animali , sopratutto i cani , ho avuto di tutto, meticci , trovatelli , cani di razza , simil razza, ( ho come vogliamo chiamare ) il mio primo cane e stato un pastore tedesco , anzi… simil pastore tedesco ( in quanto nn aveva pedigree ) femmina ( leda) un grande cane, un ottimo compagno di vita, morto poi per un tumore a circa 10 anni , tante’ che alla sua morte ” chiamai anche leda un altro cane , era un incrocio tra maremmano e dalmata , molto attaccato a me e alla mia famiglia ( io ancora piccolo) che venne avvelenato quando io partii soldato, poi presi billi , quel cane era pazzesco , si mangiava anche le bucce di banana, praticamente mangiava di tutto, e mai avuto niente , forse e stato l’unico cane che non a mai avuto un vaccino in vita sua , cane fantastico , su tutti i punti di vista, che mori’ 4 anni fa’ per vecchiaia a 8/9 anni… tutti cani stupendi , che anno conosciuto sia la catena , che il box ,che lo stare dentro casa senza far danni ( da adulti) , e chiedere di uscire in giardino per fare i bisogni , che lo stare liberi e gestirsi per conto l’oro , ci sono stati periodi che anno convissuto cani e gatti , voliere di pappagalli , e un calopsite allevato a mano, ( ciccio) pappagallo che guardava la tv con me la sera ; 4 anni fa’ alla morte di billi ,( incrocio sconosciuto) , mio padre decise di non prendere piu’ nessun cane ,ed io comprai a mie spese il mio primo cane di razza, ma siccome, a me a sempre piaciuto averlo piu’ lungo degli altri , tock… che ritorno a casa con una principessina … una ROTTWEILER , che oggi a 4 anni, e 2 volte e stata pure mamma, acquistata da un privato, che per quel che mi riguarda non e andato a prendere nessun maschio titolato, ma sicuramente a scelto 2 cani che figliavano mooolto bene , ed evidentemente , pure in salute, con questa cagna scoprii ,che esistevano le esposizioni amatoriali, i giudizi , gli strandard, le selezioni ,e che un cane potesse commercialmente valere di piu’ con un titolo da riproduttore, anzicche’ un cane che lasciava fuori i ladri, ed i male intenzionati , nel vero senso della parola, scoprii la parola patz, fuss, sitz, e capii in cosa consisteva aver un cane non ubbidiente , ma addestrato , ma sopratutto scoprii , che il ROTT non era una cane aggressivo , anzi, l’unico cane che non ho mai avuto paura che potesse mordere mai qualcuno.
    per concludere , e non annoiare nessuno , con la mia vita non cinofila , posso dire che sicuramente , non sono stato una persona che ha avuto 50 cani , pero’ non sono stato una persona , che ha sempre avuto cani selezionatissimi, ne di grande prestigio , pero’ una cosa sento di poterla dire ; quando un cane morde , non e colpa di una selezione scadente , ho inesistente, ma colpa di un allevatore poco presente, nella prima fase di vita del cane , o di un proprietario , non idoneo, oppure per un motivo molto piu’ semplice e piu’ comune … AVETE SEMPLICEMENTE FATTO GIRARE I COGLIONI AL CANE. e questo non credo sia un problema di selezione , di educazione , o altro ..

  5. La cosa terribile è che vedo gente *felice e soddisfatta* di avere un cane aggressivo e problematico; ho incontrato una signora col Cane lupo Cecoslovacco schizzatissimo che mi ha spiegato, molto serenamente, che “il CLC deve essere così”…e se non tenta di mangiarsi tutto quello che si muove “non è un CLC puro”. E vaglielo a spiegare, che il suo è un cane infelice…magari te lo molla dietro.

    • Cara Valeria,in questo specifico caso posso dire con una certa sicurezza,avendo conosciuto in passato il proprietario del cane e gli addestratori,che questo signore ha semplicemente ottenuto ciò che voleva:un cane killer. Questa situazione era una pentola a pressione destinata ad esplodere (nuovamente, x’ già un paio di anni fa il cane in questione aveva azzannato la moglie di questa persona,riducendo le sue braccia in brandelli).Quindi giusto far selezione ecc. ma davvero in questo caso il carico da novanta l’ha messo il padrone….e gli addestratori…vabbè….no comment…

  6. Buonasera, Io ho un incrocio con un pitbull, SPRITZ, e ad oggi ha 7 mesi. Ho cercato un addestratore e mi hanno consigliato un ragazzo che addestra malinois . Molto bravo…. Si…. ma ho sospeso l’addestramento. Come scritto nell’articolo il malinois ha bisogno di mordere, e lo fa con un esercizio apposta. Ecco, questo addestratore mi ha detto che dovevo stimolate l’istinto predatorio nel mio pitbull???????? Dopo 3 mesi e dopo aver letto tanti libri o articoli di Valeria Rossi (geniale, intelligente, simpatica) mi chiedo MA PERCHÉ???? ISTINTO PREDATORIO IN UN PITBULL??? magari meglio giocare con la pallina eh…!!!! In più dopo 2 mesi di lezione in cui faceva i comandi con il boccone decide di toglierli di punto in bianco….. Il cane tentenna e lui che fa, gira il guinzaglio e glielo infila a strozzo, e Per dieci minuti me la porta allo sfinimento strattonandola. Conclusione mi ritrovo il cane con la lingua fuori, zampe davanti a 10 centimetri da terra e tremante. Finito il mio addestramento. Dopo un mese decido di tornarci ma appena lo vede (in questa occasione aveva 5 mesi e mezzo) abbassa le orecchie e si sdraia tremante. Ora ho trovato una ragazza fantastica, addestratrice, che mette in pratica gli insegnamenti di Valeria Rossi. SCUSATE LO SFOGO MA CONOSCO I MALINOIS, E LA VITA CHE SI FA AD AVERE UN PITBULL, IL 90%DELLE PERSONE TI GUARDA COME SE FOSSI UN APPESTATO. Tutto questo per dire che bisogna trovare un bravo addestratore, ma bisogna essere anche dei padroni come si deve,io non sono perfetta ma amo lavorare con il mio cane Subito sono stata sfortunata con l’addestramento ma mi sono fermata in tempo.

  7. parlo per la mia modesta esperienza come padrona, di un malinois di sangue blu….elettrico direi!
    gli allevatori , a mio parere, devono badare ed essere puntigliosi sulle linee di sangue, sul lavoro dei riproduttori, sulla salute degli stessi (fisica e psichica).
    poi chi cresce un cucciolo siamo noi.
    a 60 gg un cucciolo puo’ aver visto e fatto “molto” ma da fare , vedere, capire, approcciare c’è ancora un infinito mondo.
    io, per esempio, ho preso questa peste in un momento della vita in cui riuscivo a tenerlo quasi h24 con me, con enorme sacrificio mio e di chi mi sta accanto.
    senza dilungarmi eccessivamente posso dire che dopo aver ben comopreso che razza avevo scelto per il mio lavoro (e che sceglierei ogni secondo della mia vita)ho perso il 90%delle amicizie, delle serate, vacanze dedicate a stage e formazione del cane (dovendo economicamente scegliere ho scelto “noi”, il binomio….non me)eccecc.
    questo perchè sono una persona seria e responsabile.
    nei vari giri con lui in molti mi dicono(anche lei sig.ra rossi l’ha scritto ieri nell’articolo dell’akita americano ma non sono stata a puntualizzare avendo compreso cosa intendesse) “facile lavorare con un malin”,” il mio prossimo cane sarà cosi'”.
    bhè, non è cosi’.
    sono cani durissimi ed allo stesso tempo dei cristalli sensibbilissimi, reattivi all’inverosimile, in grado di percepire il tuo giramento di scatole mattutino e quindi essere tesi, in grado di dormirti sopra e di entrare nella doccia per esserti accanto, di sfondare un vetro saltando dal divano perchè il postino (solo per farsi sentire)grida il tuo nome al cancello.
    posso dirlo con serenità, i malin sono cani difficili, assolutamente non per tutti e se posso permettermi non sono per persone che non arrivano a fine mese.
    perchè avere un malin(lo so, anche un cane qualsiasi costa )prevede costi aggiuntivi enormi….quali??stage, alberghi, attrezzature(infinità di manicotti e palline, manica mezza manica, cuneo, bastoni, pantaloni costume eccec ), campo addestramento,tempo da dedicargli e voglia di sgobbare con lui (assolutamente vietato ai pigri)

    perchè se alzi la voce con uno che rischia di investirvi sulle pedonali lui è pronto ad entrare in azione come se non ci fosse un domani….
    sono cani da lavoro, da mondio, da ipo, da soccorso, e nei rari momenti di stanchezza da divano.
    devo tanto al mio bavoso e lui deve tanto a me,l’ho scelto con consapevolezza per un lavoro ben preciso ma mai avrei immaginato tanto.
    non è giusto prendere un malin perchè è un cane figo , in molti lo fanno dopo aver visto i video delle loro strepitose prodezze alletta i cretini .

  8. Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo! Infatti sto cercando un allevatore come descritto ma non riesco a trovarne…quindi mi chiedo: esistono veramente allevatori capaci di crescere cani con ottime doti di equilibrio e capaci di gestirli correttamente nelle prime e fondamentali settimane di crescita? Io sto provando a cercare un cane che abbia queste basi di partenza ma non riesco a trovare un allevatore capace di coniugare selezione e capacità di stimolarli in maniera adeguata prima di consegnarli alla nuova famiglia (bambini, gatti, rumori ecc…)

    • è praticamente impossibile trovare un allevatore che abitui i cuccioli agli stimoli ambientali, per prima cosa perchè spesso i cuccioli sono prenotati da mesi o anni, e appena compiono 65gg sono già tutti venduti (per cui non c’è il tempo materiale di insegnare loro praticamente nulla se non l’imprinting materno), in secondo luogo è raro che un cucciolo rimanga fino ai 4 o 5 mesi di età in un allevamento, e che l’allevatore si prenda la briga di portarlo al di fuori dell’ambiente in cui è nato.
      per questo esistono le puppy class, dove in teoria i cuccioli imparano a relazionarsi con altri cani (di entrambo i sessi e di svariate età), con umani, con superfici diverse (erba, terra, pavimento, cemento, grate metalliche, legno) e con rumori (le puppy class migliori sono quelle che includono ”gite” in paese, in campagna e in altri contesti ricchi di stimoli, rumori, odori e oggetti in movimento).
      se trovi un allevatore che sforna 20 cucciolate l’anno, tutte da 8-9 cuccioli puoi essere sicuro che ti verrà dato un animale sprovvisto di qualsiasi training (oltre al gioco coi fratellini e con la mamma).
      bisognerebbe a mio parere diffidare anche degli allevatori che ti propongono perennemente cucciolate da 2-3 cuccioli, perchè spesso i casi sono due: o la fattrice era vecchissima e quindi i cuccioli potrebbero avere problemi (come una donna 60enne che fa figli) o perchè l’allevatore è un idiota maniaco della pulizia della linea di sangue, ovvero per darti un cane equilibrato uccide i cuccioli che non rispettano i suoi standard e la cucciolata risulta sempre poco numerosa.
      in ogni caso oltre al primo bagnetto e spazzolata, mangiare nella ciotola e sporcare in un posto fisso non ti aspettare molto dall’allevatore in termini di educazione dell’animale.
      di solito sta al padrone oculato iscriversi in un centro cinofilo serio dove poter avere le dritte giuste per educare il nuovo pelosetto di casa (tieni presente che il contatto cucciolo-gatto non viene praticamente mai sperimentato nelle puppy class, perchè il rischio di danni è un po’ troppo alto. il gatto non è prevedibile al 100%, di solito ha la meglio suo cucciolo esuberante, e un graffio fa infezione in fretta. nessun addestratore è propenso ad andare incontro a beghe del genere. se hai un gatto in casa l’approccio sarà molto più facile e graduale). puppy class da 7-8 partecipanti secondo me sono l’ideale, se i cani sono di più l’addestratore dedicherà pochissimo tempo a ciascuno, dando solo linee generali di comportamento senza verificare i progressi.

  9. non solo… il malin è un canecolla… appiccicosissimissimo e iperattaccato al suo umano… segregare un cane in un recinto non è mai bello… ma ci sono cani per cui poco bello lo è ancora di più…

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