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Ti presento… il Vizsla

Magyar_vizsla_0435di VALERIA ROSSI – Mi hanno fatto notare che non ne avevo mai parlato. Oibò!
E pensare che è un cane simpaticissimo, dalla faccia furbissima (e non è solo la faccia…), dinamico ed eclettico… insomma, è proprio ora di rimediare: se non ne abbiamo mai parlato, parliamone subito, cominciando col dire che esistono due razze di Bracco ungherese (altro nome del Vizsla, che non ci fa aggrovigliare la lingua quando lo pronunciamo).
Non due varietà: proprio due razze, con Standard differenziati. Quella a pelo corto e quella a pelo forte.

_light-112418-my-visla-puppys-mumEssendo personalmente una grande estimatrice  di barbe e baffi canini, mi dispiace dover dire che il pelo forte in Italia è pressoché inesistente: l’ultima registrazione (di ben 3 soggetti) si è avuta nel 2012, ma la razza qui da noi è sempre stata pochissimo rappresentata.
Non che il pelo corto sia poi così diffuso: abbiamo circa 150 iscrizioni annue.
Il motivo sta probabilmente nel fatto che i nostri territori sono molto diversi dalla puszta ungherese in cui caccia il Vizsla: non mi spiego, però, per quale motivo questa razza non si sia diffusa tra i non-cacciatori come è accaduto ad altre (vedi per esempio il Weimaraner, o il Rhodesian Ridgeback) che tra l’altro gli somigliano parecchio. Misteri delle mode cinofile.
Tornando ai due tipi di mantello: origini, storia, carattere sono identici per entrambi, quindi quando parliamo di “Vizsla” possiamo intendere indifferentemente l’uno o l’altro cane.
Anche gli Standard sono pressoché identici: per questo inserirò qui sotto quello del pelo corto, aggiungendo soltanto la descrizione del mantello (che è l’unica parte diversa) per il pelo forte.

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1942_HeviziLurko_HungaryORIGINI E STORIA
Il Bracco Ungherese origina molto probabilmente dai cani che affiancavano le tribù magiare nelle loro molteplici attività di pastori, allevatori e cacciatori: si presume che inizialmente un unico tipo di cane li affiancasse in tutti questi ruoli, ma col passare del tempo vennero selezionati cani più grandi per la pastorizia (soprattutto per la guardianìa) e cani più piccoli ed agili per la caccia. In Ungheria l’attività venatoria si svolge nella “puszta”, un’immensa pianura paragonabile ad un deserto, però erboso: i cani devono muoversi con grande astuzia e delicatezza per non essere visti dalla selvaggina, perché si trovano quasi sempre allo scoperto. Da questa esigenza derivano le movenze quasi “feline” che caratterizzano la razza. I primi Vizsla, o meglio i loro antenati, vennero incrociati prima con il segugio di Pannonia (che portò il mantello fulvo e l’orecchio allungato) e poi con il “cane giallo turco” ai tempi in cui i turchi invasero l’Ungheria. Il termine “viszla”, infatti, è proprio turco e significa “cercare”.

iStock_000014994154XSmallA partire dal XIV secolo l’immagine del Viszla compare in diverse raffigurazioni e il cane viene descritto in vari manoscritti: la sua fama aumenta sempre più e alla fine del XIX secolo il Vizsla diventa il protagonista assoluto dei concorsi ungheresi per cani da ferma.
La razza, sempre allevata in assoluta purezza, viene però segnata duramente dalle due guerre mondiali e dall’occupazione russa: il Viszla viene incrociato con setter e pointer e con bracchi tedeschi, tanto che il ceppo originale rischia di sparire completamente. Per fortuna alcuni cinofili mantengono la razza, che dopo la seconda guerra mondiale si diffonde anche in Inghilterra e in USA, al seguito dei soldati che tornano in patria. Oggi in Inghilterra si contano più di mille iscrizioni all’anno, mentre l’Italia è ferma al centinaio o poco più.
Lo Standard FCI venne redatto in Inghilterra nel 1936 (l’ultima revisione è del 2000), mentre quello americano (AKC) è del 1960.

Hungarian Vizsla puppies 'kissing'

CARATTERE ED ATTITUDINI

imagesPer quanto riguarda l’attitudine venatoria, è sicuramente esaustivo ciò che dice lo Standard: “Il Vizla è un cane da caccia polivalente che deve lavorare sia in pianura che nel bosco e nell’acqua. Possiede le seguenti attitudini tipiche: un fiuto eccellente, una ferma decisa, notevoli disposizioni per il rapporto e l’innata capacità di seguire la pista del selvatico a nuoto grazie al suo gusto spiccato per il lavoro nell’acqua. Si adatta ai terreni difficili e sopporta estreme variazioni meteorologiche.
hungarian_puppies791Trattandosi di un cane da ferma efficace e polivalente, la paura dello sparo, la paura del selvatico e la mancanza di disposizione per la ferma e il riporto sono tanto indesiderabili quanto la mancata attitudine del cane al lavoro nell’acqua”.
A questo possiamo aggiungere che è stato usato anche in falconeria e che mostra eccellenti doti perfino come cane da tartufi.
Lo Standard, però, aggiunge questa postilla: “Grazie alla sua indole senza problemi e la sua capacità ad adattarsi, può anche facilmente vivere in appartamento”... e qui bisogna spiegare meglio, perché è verissimo che può vivere bene in appartamento, ma non ci si deve sognare di farne un cane “solo” da appartamento! Questo è un atleta, con un’energia pressoché inesauribile: se si pensa di limitare le sue uscite ai tre-quattro giretti quotidiani sotto casa, con una puntatina all’area cani dove il cane viene liberato in dieci metri quadrati, si rischia di ritrovarsi alle prese con seri problemi.

10409084_10205637885736377_8577779867347741067_nDico solo che l’ultimo Vizsla che ho incontrato ad un seminario, poche settimane fa, era stato messo sotto farmaci con la “solita” (sigh) diagnosi di iperattività: in realtà, dopo averci lavorato per qualche minuto, posso assicurare che quel soggetto è un normalissimo bracco normalmente attivo, e che quell “iper” è legato esclusivamente alla sua condizione di “cane di signora di una certa età, che non ha la possibilità di farlo sfogare a sufficienza” (anche se devo dire che la signora si impegna al massimo per fare felice il suo cane).

Vizslawithball.ashxIl Vizsla ha un bisogno vitale di correre, muoversi, esplorare. Non è fondamentale che vada a caccia, può anche accontentarsi di una pallina. Però fermo non ci può stare, altrimenti dà i numeri (può diventare abbaione o distruttivo: non esiste quasi la possibilità che diventi aggressivo, ma anche le altre “attività alternative” che si inventa non sono per nulla piacevoli). Quindi sì all’appartamento, ma solo come “tana a cui tornare” dopo aver fatto sport, o comunque attività sufficiente alle sue esigenze. Tra l’altro, eclettico com’è, può fare praticamente tutto: dall’agility al soccorso nautico, dalla protezione civile al disc dog.
Uno dei suoi pregi è anche il fatto di essere tendenzialmente amichevole con tutti, anche con gli altri cani dello stesso sesso, il che lo rende particolarmente adatto anche alle attività di gruppo.

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cane_vizsla_bracco_corsaSe gli consentirete di fare attività in acqua, sarà felice come una Pasqua.
Gli piace sguazzare, nuotare, riportare: pur essendo un bracco e quindi un cane da ferma, è bravo come un retriever. E in ogni caso… l’acqua per lui è fonte di gioia e divertimento a prescindere!

SALUTE
Il Vizsla è mediamente un cane robusto e piuttosto longevo: questo purtroppo non significa che sia immune da malattie, perché purtroppo nessunissimo essere vivente lo è.
Come in quasi tutte le razze canine, nel Vizsla vanno controllate le malattie genetiche più “classiche”: displasia dell’anca e patologie oculari (PRA e glaucoma).
Essendo un cane a torace stretto e profondo, il Vizsla può essere soggetto anche a dilatazione/torsione dello stomaco, quindi è opportuno prendere tutte le precauzioni del caso.
Un problema specifico della razza è una malattia immuno-mediata, la polimiosite, che nel Vizsla è caratterizzata da disfagia faringea (difficoltà di deglutizione e tendenza a sbavare molto) e atrofia muscolare (soprattutto intorno alla testa). Negli Stati Uniti è nato un sito proprio con lo scopo di raccogliere dati su questa malattia.
Sono da tenere sotto controllo anche allergie e intolleranze alimentari.
E’ presente nella razza anche l’adenite sebacea.

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LO STANDARD
FCI Standard N° 57-/13.09.2000
BRACCO UNGHERESE A PELO CORTO (Vizla)
ORIGINE: Ungheria
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
06.04.2000 UTILIZZAZIONE:
Il Vizla è un cane da caccia polivalente che deve lavorare sia in pianura che nel bosco e nell’acqua. Possiede le seguenti attitudini tipiche: un fiuto eccellente, una ferma decisa, notevoli disposizioni per il rapporto e l’innata capacità di seguire la pista del selvatico a nuoto grazie al suo gusto spiccato per il lavoro nell’acqua.
Si adatta ai terreni difficili e sopporta estreme variazioni meteorologiche. Trattandosi di un cane da ferma efficace e polivalente, la paura dello sparo, la paura del selvatico e la mancanza di disposizione per la ferma e il riporto sono tanto indesiderabili quanto la mancata attitudine del cane al lavoro nell’acqua. Grazie alla sua indole senza problemi e la sua capacità ad adattarsi, può anche facilmente vivere in appartamento.
CLASSIFICAZIONE F.C.I.:
Gruppo 7 – Cani da ferma – Sezione 1: Cani da ferma continentali tipo bracco Con prova di lavoro (pianura e acqua)
BREVE CENNO STORICO:
Gli antenati del bracco ungherese sono arrivati nel Bacino dei Carpazi con le tribù ungheresi in migrazione. Dal 14° secolo, questo cane figura nei documenti scritti e pittorici. La sua importanza per la caccia non ha cessato d’aumentare dopo il 18° secolo. Dalla fine del 19° secolo, si organizzarono in Ungheria delle gare per cani da ferma, ai quali i bracchi ungheresi partecipavano già con grande successo. A quell’epoca è probabile che altre razze di cani da ferma abbiano avuto una qualche partecipazione nel suo sviluppo. L’allevamento mirato e controllato è iniziato nel 1920; il bracco ungherese a pelo corto è stato riconosciuto dalla FCI nel 1936.

ASPETTO GENERALE
Cane da caccia di media taglia, d’aspetto elegante e distinto; il suo pelo color frumento dorato (semmelgelb) è corto. La sua costituzione piuttosto leggera, asciutta e senza peso superfluo, riunisce in perfetta armonia bellezza e forza.
PROPORZIONI IMPORTANTI
● La lunghezza del corpo sorpassa leggermente quella dell’altezza al garrese.
● L’altezza del torace è un po’ inferiore alla metà dell’altezza al garrese.
● Il muso è un po’ più corto della metà della lunghezza della testa.
COMPORTAMENTO – CARATTERE
Di temperamento vivace, amabile, equilibrato, facile da educare. La sua capacità eccezionale di mantenere il contatto col padrone, sul lavoro, fa parte delle sue attitudini  fondamentali. Non sopporta di essere trattato con brutalità e non deve essere aggressivo né timido.

fokepTESTA
secca, nobile e ben proporzionata.
REGIONE DEL CRANIO
Cranio moderatamente largo, leggermente bombato. La sutura metopica, poco pronunciata, si estende dall’occipite, moderatamente sviluppato, verso lo stop. Le arcate sopraccigliari sono moderatamente sviluppate. Stop moderato.
REGIONE DEL MUSO
Tartufo largo e ben sviluppato, dalle narici aperte il più possibile. Il colore del tartufo si accorda armoniosamente, e in una tonalità più scura, con il colore del mantello. Muso tronco, non appuntito. Le mascelle sono forti e ben muscolose. La canna nasale è diritta. Labbra ben aderenti e tese; non pendule Mascelle/Denti: forti mascelle con perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, cioè con la faccia posteriore degli incisivi superiori a stretto contatto con la faccia anteriore degli incisivi inferiori; i denti sono impiantati perpendicolarmente alla mascella; 42 denti sani conformemente alla formula dentaria del cane.
Guance forti e ben muscolose.
Occhi di forma un po’ ovale, di grandezza media. Le palpebre aderiscono bene al globo oculare. Sguardo vivo e intelligente. Il colore bruno degli occhi s’accorda armoniosamente con quello del mantello, ma si preferisce una tonalità il più possibile scura.
Orecchi disposti leggermente indietro e attaccati a media altezza. Il padiglione dell’orecchio è fine e pende aderendo alle guance. L’estremità dell’orecchio ha la forma di una “V” arrotondata.  La lunghezza dell’orecchio misura circa tre quarti della lunghezza della testa.
COLLO
di media lunghezza, in armonia col resto del corpo. La nuca è molto muscolosa e leggermente arcuata. La pelle della gola è molto tesa.

vizslaCORPO
Garrese marcato e muscoloso. Dorso forte, ben muscoloso, fermo e diritto. Le apofisi della spina dorsale devono essere nascoste dalla muscolatura.
Rene corto, largo, fermo, muscoloso, diritto o leggermente arcuato. Il passaggio tra il dorso e il rene è fermo e compatto.
Groppa larga e sufficientemente lunga, non corta e ridotta; è leggermente inclinata in direzione della coda e molto muscolosa.
Torace ben disceso e largo con un petto ben marcato, muscoloso e mediamente bombato; lo sterno si estende il più possibile all’indietro. Lo sterno e il gomito sono situati alla medesima altezza. Le costole sono moderatamente cerchiate; le false costole sono ben discese.
Linea inferiore tesa, risale leggermente verso il posteriore formando un arco elegante.
CODA
attaccata un po’ bassa, è forte alla radice per poi assottigliarsi progressivamente. Nei paesi dove il taglio della coda non è proibito, per evitare i danni causati dalla caccia, la coda può essere accorciata di un quarto. Se non può essere tagliata, arriva al garretto ed è portata diritta o leggermente a forma di sciabola. In movimento è rialzata quasi all’orizzontale. È ben ricoperta di pelo fitto.

vizsla_by_tyyneys-d5ak0pdARTI ANTERIORI
In generale visti di fronte sono diritti e paralleli, visti di profilo sono in appiombo e ben piazzati sotto il corpo. Solida ossatura, forte muscolatura.
Spalla: la scapola è lunga, obliqua e attaccata a piatto. Ha un movimento sciolto. La muscolatura è forte e secca. Buona angolazione fra la scapola e il braccio.
Braccio: il più lungo possibile, ben muscoloso.
Gomiti ben aderenti al corpo, ma non chiusi, non girati in fuori né in dentro. Buona angolazione fra il braccio e l’avambraccio.
Avambraccio lungo, diritto, sufficientemente muscoloso. Ossatura forte ma non grossolana.
Carpo secco, solido. Metacarpo corto, solo leggermente obliquo.
Piedi anteriori leggermente ovali, con dita ben chiuse, sufficientemente arcuate e forti. Unghie forti e brune. Cuscinetti compatti e resistenti, color ardesia. In stazione e in movimento, i piedi sono paralleli. POSTERIORI
In generale, visti da dietro, sono diritti e paralleli. Buone angolazioni. Ossatura solida.
Coscia lunga e muscolosa. Buona angolazione tra il bacino e la coscia. Ginocchio: buona angolazione fra la coscia e la gamba.
Gamba lunga, muscolosa e nervosa. La sua lunghezza è quasi uguale a quella della coscia.
Buona angolazione fra la gamba e il metatarso. Garretto solido, secco e nervoso, piazzato piuttosto basso. Metatarso in posizione verticale, corto e secco.
Piedi posteriori come gli anteriori.
ANDATURA
l’andatura tipica è un trotto pieno di slancio, facile, elegante e che ricopre molto terreno, con una forte spinta dei posteriori e un corrispondente allungo degli anteriori. Durante la ricerca in pianura, il cane ha un galoppo sostenuto. Il dorso è fermo e la linea superiore resta orizzontale. Buon portamento eretto. È da evitare l’ambio.
glicine_copiaPELLE
ben aderente, senza pieghe. Ben pigmentata.
MANTELLO
PELO corto e fitto, deve essere ruvido e duro al tatto. Sulla testa e gli orecchi è più fine, più serico e più corto: sulla parte inferiore della coda è un po’ più lungo, ma non esageratamente. Il pelo deve ricoprire tutto il corpo. Solo il ventre presenta un pelo un po’ più rado. Niente sottopelo.
COLORE
diverse gradazioni del colore frumento-dorato (semmelgelb). Gli orecchi possono avere una tonalità più scura, ma per tutto il resto il colore deve essere uniforme. Toni rossi o brunastri, o colori slavati non sono desiderati. Una piccola macchia bianca al petto o nella zona della gola, il cui diametro non superi i 5 cm., e delle macchie bianche sulle dita non sono da penalizzare. Il colore delle labbra e le rime palpebrali corrispondono al colore del tartufo.
TAGLIA
Altezza al garrese: Maschi 58 – 64 cm. Femmine 54 – 60 cm. Non si ha interesse ad aumentare la taglia. Bisogna ricercare una taglia media. L’equilibrio statico e dinamico e l’armonia della costruzione sono molto più importanti della taglia misurata in cm.

Magyar-VizslaDIFETTI
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato difetto e va penalizzato secondo la sua gravità.
DIFETTI ELIMINATORI:
• Distacco netto dall’aspetto caratteristico della razza
• Forte deviazione dalle caratteristiche del proprio sesso
• Testa atipica
• Tartufo depigmentato
• Labbra pendule o che sbavano.
• Enognatismo o prognatismo, arcata dentaria deviata, compreso tutti i difetti intermediari della chiusura.
• Assenza di uno o più denti tra gli incisivi, i canini, i premolari 2 – 4 e i molari 1 – 2. Assenza di più di due premolari 1 (PM1); gli M3 non sono presi in considerazione. I denti non visibili sono considerati come mancanti.
• Denti in eccedenza non allineati con gli altri.
• Palato diviso, labbro leporino
• Occhi giallo chiaro, palpebre molto rilasciate, entropion, ectropion, distichiasi (doppia fila di ciglia)
• Giogaia marcata
• Speroni
• Andatura molto difettosa
• Mantello atipico
• Colore marrone scuro o giallo pallido. Soggetti pluricolori, colore non uniforme. Macchia bianca sul petto che supera i 5 cm di diametro.
• Piedi bianchi
• Mancanza di pigmentazione, sia alla pelle che ai bordi delle palpebre e delle labbra.
• Qualsiasi difetto di carattere
• Taglia che non arriva o che sorpassa di più di 2 cm. l’altezza al garrese indicata dallo standard.

N.B . I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali, completamente discesi nello scroto

BRACCO UNGHERESE A PELO FORTE

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PELO:
tipo “fil di ferro”, ben adagiato sul corpo, forte, fitto e opaco. Pelo di copertura di 2 – 3 cm di lunghezza; sottopelo denso, impermeabile all’acqua. Il profilo del corpo non deve essere mascherato dal pelo troppo lungo. Per la sua durezza e densità deve offrire la migliore protezione possibile contro le intemperie e le ferite. Il pelo è più corto, più molle e un po’ meno fitto nelle zone inferiori degli arti, sotto il petto e sotto il ventre; sulla testa e gli orecchi il pelo è più corto e nello stesso tempo un po’più scuro, ma non più molle o meno denso. Le sopracciglia marcate accentuano lo stop. Queste ultime, e una barba il più dura possibile, forte, ma non troppo lunga (2 – 3 cm), distribuita ai due lati del muso, accentuano l’espressione energica del muso. Sui due lati del collo, vi è del pelo a spazzola che forma una “V”.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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