duemaschi1di VALERIA ROSSI – Tra le richieste di aiuto che ricevo più spesso c’è quella di persone che si stupiscono (e vanno nel panico più totale) perché i loro due maschi – a volte anche due femmine, ma assai più raramente – dopo essere andati d’amore e d’accordo per mesi o addirittura anni, di punto in bianco si menano di brutto, spesso senza un apparente motivo (in realtà un motivo c’è sempre, ma a volte sfugge totalmente agli umani).
La mia prima reazione, di fronte a casi come questi, è una domanda molto semplice: “Perché vi stupite?”
Il cane, specie se maschio, dà grandissima importanza alle gerarchie: inutile sostenere il contrario, inutile tirare in ballo gli studi dell’espertone di turno (che solitamente è un esperto di lupi, animali diversi e a loro volta gerarchici, ma con modalità di espressione molto diverse da quelle canine).
Un maschio, a meno che non appartenga ad una razza selezionata nei secoli o nei millenni per andare d’accordo con tutti i conspecifici (come molti cani da caccia e da compagnia), prima o poi troverà da ridire sul fatto che un altro maschio sia gerarchicamente più importante di lui.

duemaschi4Molto spesso  è una semplice questione anagrafica: se un cucciolo entra in una famiglia che ospita già un adulto, all’inizio sarò tutto idilliaco. Se l’adulto è un cane equilibrato, dopo un primo momento di perplessità (perché passare da “cane unico” a membro di una famiglia con più cani è sempre un po’ traumatico), probabilmente farà da papà al più piccolo. Lo proteggerà, gli insegnerà molte regole di comportamento, sarà il suo migliore amico e la sua guida.
Purtroppo, man mano che il primo cresce, l’altro invecchia. E trattandosi di animali che hanno un ciclo vitale (ahimé) piuttosto breve, il passaggio è rapido.
Se il primo cane ha quattro-cinque anni, quando il nuovo cucciolo sarà diventato “grande” e si sentirà pronto a guidare un branco il primo sarà già anziano (7-8 anni) e nel giro di un altro paio d’anni sarà un vecchietto.
Cosa succederebbe, a questo punto in un branco di lupi? Che il nuovo cucciolo, raggiunta la piena maturità, saluterebbe la famiglia di origine e si farebbe un branco suo.
Ma i nostri cani, ando’ vanno? Sono costretti a restare lì, a condividere spazi e risorse: e se uno dei due ritiene di dover acquisire maggiori privilegi, la sfida è inevitabile.

duemaschilupiE di nuovo: cosa succederebbe in un branco di lupi (ammesso e non concesso che uno dei due contendenti non se ne fosse già andato)?
Ci sarebbe una sfida molto ritualizzata, iperscenografica, con più fumo che arrosto: al termine della quale uno dei due potrebbe pensare “Uhm, meglio lasciar perdere” e si sottometterebbe senza spargimenti di sangue.
Che succede, invece, tra due cani?
Dipende. Se sono cani ancora molto “lupini”, come per esempio molti spitz e quasi tutti i cani primitivi, è probabile che le cose vadano nello stesso modo: lotta ritualizzata con uno dei due che alla fine si arrende (almeno temporaneamente). Se però uno dei due (o entrambi) non appartengono a razze/tipologie ancora capaci di ritualizzare, o se sono soggetti particolarmente dominanti, le cose possono mettersi male fin dal primo scontro.
E ancora: cosa succede se due lupi si menano seriamente?
Che uno vince e l’altro perde… e fin qui ci siamo: ma il perdente, di solito, si limiterà a leccarsi qualche ferita e a pensare “porca miseria, non era ancora il momento di fare il furbo”. Questo perché i lupi hanno tutti più o meno la stessa taglia e peso.
Quando invece si tratta di due cani, può succede che uno pesi dieci volte più dell’altro: e in questo caso, anche se magari le intenzioni non erano così bellicose, può scapparci il ferito grave o addirittura il morto.

duemaschi2Non basta.
Un branco di lupi è un branco formato solo da conspecifici: animali che parlano la stessa lingua, che si capiscono perfettamente al primo sguardo, che hanno un modus vivendi ben preciso e regole uguali per tutti. Due cani inseriti in una famiglia umana vivono invece in un branco misto, con esseri di specie diversa che di solito non capiscono un accidenti e che spesso fanno le cose più sbagliate del mondo: per esempio “fare uguali coccole a entrambi”, “andare sempre in difesa del più debole” e altre cosette che per un umano sono logiche ed eticamente ineccepibile, ma che destabilizzano di brutto i rapporti tra cani.
Dispiace dirlo, ma purtroppo è un dato di fatto che la stragrande maggioranza delle risse tra cani di famiglia sia o direttamente causata dagli umani (a volte anche solo con la loro presenza), oppure “manipolata” erroneamente dagli umani.
Il caso più tipico è quello dell’adolescente che parte tutto pimpante – ma per nulla convinto – e va a sfidare il boss. La sua è una semplice bravata, giusto “per vedere cosa succede”… e succede che il boss gliele suona di santa ragione.  Amen. La cosa finirebbe lì, col cucciolone che si mette le sue belle pive nel sacco e torna al suo posto gerarchico senza più nessuna discussione… se gli umani non intervenissero andandolo a stracoccolare, ad accudire, a ricoprire lui di “poveriiiinooooo!” e l’altro di insulti e sgridate.
A questo punto il giovane non può che pensare: “AHHHH! Ma allora anche gli umani sono dalla mia parte! Anche loro vogliono che diventi io il superiore gerarchico! Ok… adesso magari no, perché mi brucia un po’ la pelle e per oggi faccio finta di niente: ma domani giuro che ci riprovo!”

duemaschi6Va sempre così?
Ovviamente no. Oltre alla memoria di specie, oltre a quella di razza ci sono anche l’educazione ricevuta, la socializzazione e, cosa da non sottovalutare, le caratteristiche del singolo individuo. Esistono cani rissosi “per motivi loro” che non sempre riusciamo ad individuare e quantificare: magari sono stati segnati da qualche esperienza che a noi è sfuggita, ma a volta è solo che “sono fatti così”. E non è che non si possa intervenire per correggere i comportamenti sbagliati, per carità… ma non sempre e non solo si può dare la colpa a qualcosa o a qualcuno.
Nello stesso identico modo, ci sono cani che “nascono” pacifici e amichevoli: vanno d’accordo con tutti, giocano con tutti ed è quasi impossibile che litighino. Molto spesso sono degli omega (vedi questo articolo), ma in alcuni casi no: sono proprio pacifisti inside, indipendentemente dalla razza (conosco diversi terrier di tipo bull appartenenti a questa categoria… con tutti che gridano “Ahhhh!!! il kanekattivo da combattimentoooo!” e loro che pigolano per andare a giocare con i loro cani) dal sesso e anche dall’educazione ricevuta.
Se si possiede uno di questi cani, sarà sicuramente possibile che conviva serenamente con un altro maschio: attenzione, però, a non “crederci troppo” solo perché per un annetto o due non è successo niente. Il cane giovane (e in certe razze – per esempio molti molossoidi – la fase del cucciolone può durare anche tre anni) non è amichevole perché pacifista, ma perché è appunto giovane. Magari pesa 60 chili, ma lui si sente un bambinone sempre ben disposto verso il mondo. Poi, di colpo, le cose cambiano: e quando dico di colpo, intendo proprio che può succedere da un giorno all’altro e senza il minimo preavviso.  Quello che il giorno prima era l’amico del cuore diventa il nemico giurato: e finché si tratta di cani che incontriamo al parchetto, non ci sono grandi problemi. Al massimo si meneranno cinque minuti, tempo di andarli a rimettere al guinzaglio e portarli via. Ma se succede con un cane convivente, la storia si fa seria: e solo un vero “capobranco” umano (se vi sembra una parolaccia sostituite pure con “leader”, ma il concetto non cambia di una virgola) può riuscire a riportare la pace… sempre che di pace si possa parlare, perché a volte si tratta semplicemente di obbedienza più o meno forzata, quando i due cani però non vedrebbero l’ora di chiarire la situazione una volta per tutte.

duemaschi5Conclusione? Non è vietato da nessuna legge tenere due maschi, ma occorre mooolta cautela nella scelta (evitando, magari, le abbinate elefante-topolino: immagini come quella qui a destra sono simpatiche e divertenti, ma nella vita reale comportano grossi rischi), e molta attenzione dopo: bisogna essere assolutamente certi di saper/poter gestire ognuno dei due cani in ogni situazione (un buon addestramento è quasi indispensabile) e non si deve mai dare nulla per scontato.
Può darsi che tutti fili liscio… ma se per caso non andasse così, bisogna essere preparati.
Soprattutto bisogna ricordare che etologicamente il cane maschio non è fatto per vivere con conspecifici adulti dello stesso sesso e che questa è, in ogni caso, una forzatura. Poi, per carità: nella loro storia al nostro fianco i cani si sono adattati a forzature ben peggiori e hanno dimostrato di poter reggere a situazioni davvero difficili (basti pensare ai cani che vivono in borsetta…). Però, se non altro, ricordiamo che mettendoci in casa due (o più) maschi non facciamo loro un favore e che prima o poi qualche problema potrebbe presentarsi: ma non sarebbe colpa loro.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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10 Commenti

  1. Ciao Valeria, a parte i complimenti per l’articolo molto interessante su un argomento da approfondire senza fine, e per il sito intero, equivalente ad una biblioteca cinofila piacevolissima da leggere per la simpatia che trasmetti tra le righe, ti segnalo che più o meno verso la fine dell’articolo non funziona un link, precisamente alla frase “Molto spesso sono degli omega (vedi questo articolo)”. Un caro saluto. Cristiano

  2. Ciao Valeria, a parte i complimenti per l’articolo molto interessante su un argomento da approfondire senza fine, e per il sito intero, equivalente ad una biblioteca cinofila piacevolissima da leggere per la simpatia che trasmetti tra le righe, ti segnalo che più o meno verso la fine dell’articolo non funziona un link, precisamente alla frase “Molto spesso sono degli omega (vedi questo articolo)”. Un caro saluto. Cristiano

  3. Ciao Valeria! articolo ineteressante ma se ho letto bene il problema si presenta in genere fra un cane maschio adulto e un cucciolo che cresce. Io ho due cani ormai vecchietti, Maro arriato 4 anni fa a circa 5 anni e Yukita arriato 3 anni fa a circa 10 quindi ora di circa 9 e 13 anni. Per tutto questoperiodo sono andati d`amore d`accordo, mangiano giocano e dormono insieme. La mia domanda e`: stiamo pensando di prendere una cagnolina sterilizzata o che sterilizzeremmo subito e anche i maschi sono sterilizzati entrambi. C`e` qualcosa che dovrei sapere sull`inserimento di una femmina probabilmente non giovanissimai n una casa con due maschi? Potrebbero mettersi a litigare per lei? (non oleo formulare cosi` la domanda ma non saprei come altro fare) Grazie! Ciao ciao

  4. Come sempre un articolo molto interessante, ritrovo completamente la mia esperienza. Per 11 anni hanno convissuto in casa mia un bastardino dominante e un pointer buonissimo (come hai detto, caratteristica di molti cani da caccia). Nonostante andassero d’amore e d’accordo 4/5 volte il pointer, invece di sottomettersi come accadeva di solito, si è ribellato alla tirannia del piccoletto (perché era il bastardino a cominciare, sempre). Beh in quei rari casi se le davano di brutto, o meglio: il bastardino di 10 kg veniva schiacciato a terra dal pointer di 25, il primo non si arrendeva nemmeno sotto tortura e dal secondo partivano anche dei morsi. Ripensandoci ora (ero una bambina) quelle rare liti erano cominciate perché il piccoletto era geloso dei suoi umani.

  5. Articolo Molto interessante e che mi prende in Prima persona.
    A tal proposito ti ho inviato anche una mail.
    Al momento dopo le numerose Liti che attenzione, sono partite fra una cucciola di Corso di soli 4 mesi e una Staffordshire di 2 anni suonati, le ho divise.
    La Staffina dai miei e la corso con me e il Jack Russel.
    Premesso che dolore mio a parte,e maledizioni sempre verso la mia persona che per in parte egoismo ha voluto inserire un’ altro elemento, LA staffila con i miei si trova Benissimo.
    (anzi pure meglio di prima secondo me) quello che volevo chiedere è possibile tramite un addestratore o comportamentalista, far sin modo che queste due Femmine chiaramente dominanti l’ una sulla’ altra possano riuscire a convivere, appurato che sicuramente le cause degli alterchi siamo noi con la nostra presenza?
    O non c’e’ possibilità?
    Che abbia fatto male o bene a dividerle non vi era scelta, dopo al 3 volta che partivano i punti sulla cucciola, (e stavolta anche sulla mano di mia moglie che ha cercato di separarli ed era sola) ho voluto dare il tempo di almeno 1 mese alla cucciola di guarire e avere un po’ di pace perché fighting ogni 3 giorni non era proprio il caso.
    Una cucciola di 4- 5 mesi deve svilupparsi pensando a crescere socializzare e giocare non a difendersi o assalire il cane di turno, anche solo per non fargli sviluppare una aggressività conspecifica.

  6. Argomento interessante e sempre “attuale”… ai vari parchi parchetti i padroni che annunciano di prendere il secondo maschio ci sono sempre, e mai che credano ai vari racconti del terrore di chi ci è già passato.
    Sarebbe bello approfondire anche la convivenza di due femmine, per quanto più rara, mi mette un po’ paura (ho una lagotta e vorrei prender a breve una dobermann, primo cane “tosto” per cui rigorosamente femmina).
    Grazie!
    Giulia

    • Posso darti la mia esperienza personale.
      Prima cosa conosci il carattere della tua Lagotta? Hai avuto modo di vederla interagire con altre femmine?
      Quanto tempo ha la Lagotta.
      Quando ho deciso di inserire un terzo membro nel branco è stato per avere un Cane da guardia 8gli altri due furono scelte da compagnia) ho cercato per tanto tempo quale cane da guardia potesse essere adatto ed entrare con percentuale minore in conflitto con il maschio o la femmina.
      Alla fine avevo 2 scelte o Il cane Corso o l’ English Mastiff.
      Il primo lo preferivo per doti di guardiano capacità atletiche e gestione.
      Il secondo mi dava maggiori sicurezze dal punto di vista di affinità e tranquillità per l’ ottima selezione.
      Alla fine ho Preso il Corso per questione logistiche di cui inutile entrare nel merito.
      L’ ho scelto femmina perché nella mia coppia avevo il maschio rissoso e la femmina sempre molto tranquilla e remissiva.
      Morale della favola, la femmina mi cambia carattere a circa 20 mesi di età passando da sottomettersi a qualsiasi ciwawa che le ringhiava ad assaltare qualsiasi cane maschio o femmina che sia che prova a guardarla storta con il pelo ritto.
      Per quasi 2 anni era andata in area cani senza mai creare un problema anche se pesantemente provocata, ma il cambio carattere ci età e non è detto che avvenga nel primo anno.
      Ho avuto pure la Sfortuna di trovar runa cucciola di corso che ha fatto la cucciola fino a 3 mesi e che dal quarto ha pensato bene di tirare fuori le palle sfidando apertamente l’ adulta invece di sottomettersi e di li sono stato costretto a separarle.

      In tutto questo la chiave di lettura che voglio dare è che nonostante abbia scelto una razza forte ma disposta per retaggio a lavorare con altri cani, e abbia scelto una femmina perché meno inclini al confronto dei maschi ci sono rimasto comunque bruciato.
      E’ vero potevo aver avuto un avvertimento all area cani, ma è anche vero che era stato un caso che ci fossi andato, e che una scaramuccia può anche partire.
      Una cosa l’ ho imparata, che le femmine quando partono sono mostruose, zero avvertimento e con furia.
      Un Doberman è incredibilmente legato al padrone e tendono alla dominanza verso gli altri cani, per cui secondo me i rischi nel tuo caso sono molto alti, a meno che la lagotta non sia disposta a stare nel suo ruolo.
      Credo che nel caso se tu voglia inserire un Doberman ti convenga un maschio.
      Per quanto più tosti delle femmine sarà sicuramente meno probabile che si prenda.
      poi sicuramente la redazione saprà dirti qualcosa di più o eventualmente dove ho sbagliato a consigliarti.

      • Grazie mille….
        dunque la Lagotta ha 6 anni compiuti, per cui oramai qualora arrivasse la new entry sarebbe sui 7…. tempo che la doby arrivi all’età adulta sarebbe quasi anzianotta. Questo da una parte mi rassicura (una volta stabilite le gerarchie resterebbero tali per sempre) ma dall’altra tempo che tra le due non possa esistere la fase gioco vera e propria.
        Già il carattere… lei da che mondo e mondo preferisce le femmine: meno invadenti, snasuplone, materiali etc etc.. ma come dici un conto è l’area cani un conto è la convivenza…
        Mi sono fissata sul doby perché vivo in appartamento e voglio un cane che “stia addosso” (e mille altri motivi) e altr razze non ne ho in mente, ho contattato un allevatore con linee vivaci ma comunque da expo, ed effettivamente ho conosciuto un paio di maschi mooolto tranquilli (addirittura del ttto pacifici con altri maschi) ma proprio perché da expo enormi!! insomma io peso 50, i maschi a volte ne pesano anche di più… poi in casa mia dovrebbe far manovra!… le femmine spesso sono moolto più piccole o comunque esili…
        Insomma vedrò…

  7. Tutto verissimo! Ho vissuto questa esperienza per quasi due anni. Avevo un cane anzianissimo, 14 anni e mezzo quando è arrivato il cucciolo e peraltro lui ha sempre mal sopportato gli altri maschi. Non che fosse un attaccabrighe incallito, ma da qui a giocarci assieme il passo era … infinito. Comunque, tutto abbastanza bene finchè il cucciolo è stato veramente piccolo ma quando ha iniziato a diventare “adolescente” riuscivo a tenerli assieme solo perchè entrambi MOLTO ubbidienti, anche se qualche scaramuccia ogni tanto scoppiava, però se dovevo andare via e lasciarli da soli non mi sono mai fidata a lasciarli insieme. Camere separate! Da pochi giorni il nonnetto, purtroppo, ci ha lasciati e ……. l’altro rimarrà “figlio unico”!

  8. io dico solo una cosa… da piccolo avevo nonni e zii contadini. Da un certo punto di vista abbastanza ignoranti in fatto di cani. Non sapevano che cosa fossero i segnali calmanti, non pensavano minimamente ai fattori di stress, non avevano letto Lorenz, non avevano studiato i rituali e le mimiche dei cani… non sapevano nulla di gerarchie, di branchi. Sapevano che i cani non nascono sotto ai cavoli e che quando le femmine hanno i cuccioli hanno certe esigenze… solo sotto certi aspetti pratici (sapendo che cosa vuol dire allevare animali da reddito) erano più competenti della media attuale. Non facendosi tutte queste menate di gerarchie, gelosie, stress ecc. il risultato era che tutti i cani andavano d’accordo.. anche tra maschi… mai avuto problemi particolari, con i vari bastardini, collie, pastore tedesco, segugi vari dei mie zii.. cani dei vicini. Non sempre cani “facili” e selezionati a vivere in branco. Il mio collie era nello stesso cortile col pastore tedesco della vicina, e quattro o cinque cagnetti di campagna. Il contadino della casa a fianco senza recinzioni aveva un setter legato e “potenzialmente sbranabile” dai nostri. Non succedeva mai niente… al contrario di quanto vedo ora in città, nei campi di educazione… tra gli allevatori più quotati, negli ambienti di alta cinofilia. Così come una volta quando nessuno si faceva paranoie che i bambini potessero essere gelosi dei fratellini, i bambini non erano gelosi. Forse perché era la normalità… era così a casa di tutti. Adesso per l’arrivo di un fratellino si scomodano dieci psicologi e ci sono un sacc di famiglie con i figli perennemente in guerra tra loro.

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