venerdì , 17 novembre 2017
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Due maschi? Moooolta cautela…

duemaschi1di VALERIA ROSSI – Tra le richieste di aiuto che ricevo più spesso c’è quella di persone che si stupiscono (e vanno nel panico più totale) perché i loro due maschi – a volte anche due femmine, ma assai più raramente – dopo essere andati d’amore e d’accordo per mesi o addirittura anni, di punto in bianco si menano di brutto, spesso senza un apparente motivo (in realtà un motivo c’è sempre, ma a volte sfugge totalmente agli umani).
La mia prima reazione, di fronte a casi come questi, è una domanda molto semplice: “Perché vi stupite?”
Il cane, specie se maschio, dà grandissima importanza alle gerarchie: inutile sostenere il contrario, inutile tirare in ballo gli studi dell’espertone di turno (che solitamente è un esperto di lupi, animali diversi e a loro volta gerarchici, ma con modalità di espressione molto diverse da quelle canine).
Un maschio, a meno che non appartenga ad una razza selezionata nei secoli o nei millenni per andare d’accordo con tutti i conspecifici (come molti cani da caccia e da compagnia), prima o poi troverà da ridire sul fatto che un altro maschio sia gerarchicamente più importante di lui.

duemaschi4Molto spesso  è una semplice questione anagrafica: se un cucciolo entra in una famiglia che ospita già un adulto, all’inizio sarò tutto idilliaco. Se l’adulto è un cane equilibrato, dopo un primo momento di perplessità (perché passare da “cane unico” a membro di una famiglia con più cani è sempre un po’ traumatico), probabilmente farà da papà al più piccolo. Lo proteggerà, gli insegnerà molte regole di comportamento, sarà il suo migliore amico e la sua guida.
Purtroppo, man mano che il primo cresce, l’altro invecchia. E trattandosi di animali che hanno un ciclo vitale (ahimé) piuttosto breve, il passaggio è rapido.
Se il primo cane ha quattro-cinque anni, quando il nuovo cucciolo sarà diventato “grande” e si sentirà pronto a guidare un branco il primo sarà già anziano (7-8 anni) e nel giro di un altro paio d’anni sarà un vecchietto.
Cosa succederebbe, a questo punto in un branco di lupi? Che il nuovo cucciolo, raggiunta la piena maturità, saluterebbe la famiglia di origine e si farebbe un branco suo.
Ma i nostri cani, ando’ vanno? Sono costretti a restare lì, a condividere spazi e risorse: e se uno dei due ritiene di dover acquisire maggiori privilegi, la sfida è inevitabile.

duemaschilupiE di nuovo: cosa succederebbe in un branco di lupi (ammesso e non concesso che uno dei due contendenti non se ne fosse già andato)?
Ci sarebbe una sfida molto ritualizzata, iperscenografica, con più fumo che arrosto: al termine della quale uno dei due potrebbe pensare “Uhm, meglio lasciar perdere” e si sottometterebbe senza spargimenti di sangue.
Che succede, invece, tra due cani?
Dipende. Se sono cani ancora molto “lupini”, come per esempio molti spitz e quasi tutti i cani primitivi, è probabile che le cose vadano nello stesso modo: lotta ritualizzata con uno dei due che alla fine si arrende (almeno temporaneamente). Se però uno dei due (o entrambi) non appartengono a razze/tipologie ancora capaci di ritualizzare, o se sono soggetti particolarmente dominanti, le cose possono mettersi male fin dal primo scontro.
E ancora: cosa succede se due lupi si menano seriamente?
Che uno vince e l’altro perde… e fin qui ci siamo: ma il perdente, di solito, si limiterà a leccarsi qualche ferita e a pensare “porca miseria, non era ancora il momento di fare il furbo”. Questo perché i lupi hanno tutti più o meno la stessa taglia e peso.
Quando invece si tratta di due cani, può succede che uno pesi dieci volte più dell’altro: e in questo caso, anche se magari le intenzioni non erano così bellicose, può scapparci il ferito grave o addirittura il morto.

duemaschi2Non basta.
Un branco di lupi è un branco formato solo da conspecifici: animali che parlano la stessa lingua, che si capiscono perfettamente al primo sguardo, che hanno un modus vivendi ben preciso e regole uguali per tutti. Due cani inseriti in una famiglia umana vivono invece in un branco misto, con esseri di specie diversa che di solito non capiscono un accidenti e che spesso fanno le cose più sbagliate del mondo: per esempio “fare uguali coccole a entrambi”, “andare sempre in difesa del più debole” e altre cosette che per un umano sono logiche ed eticamente ineccepibile, ma che destabilizzano di brutto i rapporti tra cani.
Dispiace dirlo, ma purtroppo è un dato di fatto che la stragrande maggioranza delle risse tra cani di famiglia sia o direttamente causata dagli umani (a volte anche solo con la loro presenza), oppure “manipolata” erroneamente dagli umani.
Il caso più tipico è quello dell’adolescente che parte tutto pimpante – ma per nulla convinto – e va a sfidare il boss. La sua è una semplice bravata, giusto “per vedere cosa succede”… e succede che il boss gliele suona di santa ragione.  Amen. La cosa finirebbe lì, col cucciolone che si mette le sue belle pive nel sacco e torna al suo posto gerarchico senza più nessuna discussione… se gli umani non intervenissero andandolo a stracoccolare, ad accudire, a ricoprire lui di “poveriiiinooooo!” e l’altro di insulti e sgridate.
A questo punto il giovane non può che pensare: “AHHHH! Ma allora anche gli umani sono dalla mia parte! Anche loro vogliono che diventi io il superiore gerarchico! Ok… adesso magari no, perché mi brucia un po’ la pelle e per oggi faccio finta di niente: ma domani giuro che ci riprovo!”

duemaschi6Va sempre così?
Ovviamente no. Oltre alla memoria di specie, oltre a quella di razza ci sono anche l’educazione ricevuta, la socializzazione e, cosa da non sottovalutare, le caratteristiche del singolo individuo. Esistono cani rissosi “per motivi loro” che non sempre riusciamo ad individuare e quantificare: magari sono stati segnati da qualche esperienza che a noi è sfuggita, ma a volta è solo che “sono fatti così”. E non è che non si possa intervenire per correggere i comportamenti sbagliati, per carità… ma non sempre e non solo si può dare la colpa a qualcosa o a qualcuno.
Nello stesso identico modo, ci sono cani che “nascono” pacifici e amichevoli: vanno d’accordo con tutti, giocano con tutti ed è quasi impossibile che litighino. Molto spesso sono degli omega (vedi questo articolo), ma in alcuni casi no: sono proprio pacifisti inside, indipendentemente dalla razza (conosco diversi terrier di tipo bull appartenenti a questa categoria… con tutti che gridano “Ahhhh!!! il kanekattivo da combattimentoooo!” e loro che pigolano per andare a giocare con i loro cani) dal sesso e anche dall’educazione ricevuta.
Se si possiede uno di questi cani, sarà sicuramente possibile che conviva serenamente con un altro maschio: attenzione, però, a non “crederci troppo” solo perché per un annetto o due non è successo niente. Il cane giovane (e in certe razze – per esempio molti molossoidi – la fase del cucciolone può durare anche tre anni) non è amichevole perché pacifista, ma perché è appunto giovane. Magari pesa 60 chili, ma lui si sente un bambinone sempre ben disposto verso il mondo. Poi, di colpo, le cose cambiano: e quando dico di colpo, intendo proprio che può succedere da un giorno all’altro e senza il minimo preavviso.  Quello che il giorno prima era l’amico del cuore diventa il nemico giurato: e finché si tratta di cani che incontriamo al parchetto, non ci sono grandi problemi. Al massimo si meneranno cinque minuti, tempo di andarli a rimettere al guinzaglio e portarli via. Ma se succede con un cane convivente, la storia si fa seria: e solo un vero “capobranco” umano (se vi sembra una parolaccia sostituite pure con “leader”, ma il concetto non cambia di una virgola) può riuscire a riportare la pace… sempre che di pace si possa parlare, perché a volte si tratta semplicemente di obbedienza più o meno forzata, quando i due cani però non vedrebbero l’ora di chiarire la situazione una volta per tutte.

duemaschi5Conclusione? Non è vietato da nessuna legge tenere due maschi, ma occorre mooolta cautela nella scelta (evitando, magari, le abbinate elefante-topolino: immagini come quella qui a destra sono simpatiche e divertenti, ma nella vita reale comportano grossi rischi), e molta attenzione dopo: bisogna essere assolutamente certi di saper/poter gestire ognuno dei due cani in ogni situazione (un buon addestramento è quasi indispensabile) e non si deve mai dare nulla per scontato.
Può darsi che tutti fili liscio… ma se per caso non andasse così, bisogna essere preparati.
Soprattutto bisogna ricordare che etologicamente il cane maschio non è fatto per vivere con conspecifici adulti dello stesso sesso e che questa è, in ogni caso, una forzatura. Poi, per carità: nella loro storia al nostro fianco i cani si sono adattati a forzature ben peggiori e hanno dimostrato di poter reggere a situazioni davvero difficili (basti pensare ai cani che vivono in borsetta…). Però, se non altro, ricordiamo che mettendoci in casa due (o più) maschi non facciamo loro un favore e che prima o poi qualche problema potrebbe presentarsi: ma non sarebbe colpa loro.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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