sabato , 18 novembre 2017
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Se il nostro cane si perde…

lost-dog-signdi DEBORAH LORENZINI – A Capodanno mi è scappato il cane durante una passeggiata in montagna: l’ho ritrovato, fortunatamente, dopo cinque ore di ricerche. Dopo questo fatto, dopo aver letto di Ziva,  del Labrador lasciato incustodito e (presumibilmente) attaccato dai lupi, del volantino del GACI e di tanti cani persi e mai ritrovati ho pensato di condividere la mia (seppur modesta) esperienza con gli utenti di “Ti presento il cane”, dando qualche piccolo consiglio su come prevenire le fughe e organizzare le ricerche di un cane che scompare improvvisamente.
In diverse occasioni ho avuto a che fare con cani che si sono allontanati e ho partecipato alle ricerche contribuendo al ritrovamento del fuggiasco.
Sembra scontato, ma forse non lo è: non si deve mai sciogliere il cane all’aperto, in aree non recintate, se non si ha un buon rapporto e un ottimo richiamo.
Molti si limitano ad una valutazione approssimativa dei potenziali rischi (“Massì, non ci sono strade trafficate, sciolgo il cane, che vuoi che succeda?”), dimenticando di considerare altri fattori che potrebbero rappresentare un pericolo: per esempio la presenza di fauna selvatica, filo spinato, cantieri non segnalati, mamme con bambini piccoli al seguito ecc.
Secondo me, prima di sganciare il guinzaglio, bisognerebbe aver progressivamente abituato il cane alla libertà e a tornare su richiesta. Questo è un efficacissimo metodo salvavita perchè un cane non è in grado di valutare oggettivamente ciò che può rappresentare un pericolo per la sua incolumità; è compito di qualsiasi proprietario responsabile farlo.

medagliettePrima di slegare il cane è bene anche assicurarsi che abbia addosso una medaglietta con incisi i riferimenti del proprietario e che questi siano ben leggibili. Medagliette usurate e di dimensioni eccessivamente ridotte potrebbero rendere difficoltosa la lettura dei dati in caso di ritrovamento del cane da parte di terzi.
Oltre alla medaglietta, molti agganciano al collare un campanellino per sentire dove va il cane quando è fuori dal campo visivo, ma a mio avviso è perfettamente inutile. Meglio una medaglietta della Madonna di Lourdes, un rosario benedetto o, perchè no, un’acquasantiera intera!
Nel caso in cui il cane dovesse smarrirsi, un collare o una pettorina mal regolati, e quindi troppo larghi, possono rappresentare un pericolo poichè potrebbero facilmente agganciarsi a rami bassi e costringere il cane a fermarsi, impedendogli di tornare. Lo stesso vale per mantelle e cappottini, il cui uso però mi sento di consigliare almeno in qualche caso, per esempio se la meta della passeggiata è la montagna o se fa molto freddo. I cani a pelo raso privi di sottopelo soffrono abbastanza il freddo e se dovessero smarrirsi con temperature prossime allo zero sarebbero avvantaggiati dall’aver indosso una protezione. In questo caso non abbiate paura di essere etichettati come padroni iperapprensivi.
Valutate se sia opportuno o meno di far indossare una mantella impermeabile anche a cani anziani e/o abituati a vivere in appartamento.

cuscinettiE’ utile anche spalmare sui polpastrelli del cane una crema protettiva che renda la cute elastica e meno esposta a screpolature e tagli. La crema protegge le zampe anche dalle abrasioni provocate dal sale che in inverno viene sparso sulle strade.
Pensate se un cane, dopo essersi allontanato da noi in una zona scarsamente antropizzata, fosse impossibilitato a tornare e costretto a fermarsi a causa delle zampe doloranti… e rivaluterete senza dubbio l’importanza della cremina e di far fare attività fisica quotidiana al cane.
Un cane che fa movimento è un cane allenato, resistente, che non si annoia e che più difficilmente cercherà distrazioni allontanandosi. Cerchiamo di offrire sempre ai nostri quattrozampe adeguati stimoli ed esperienze per soddisfare la loro curiosità e la loro sete di avventura: questo aiuterà a prevenire le fughe.

pallinenevePer i cani a pelo lungo, prima di una passeggiata nella neve è consigliabile anche uno spray scioglinodi o un balsamo secco (anche ad uso umano, purchè il cane non se lo lecchi) per evitare la formazione di fastidiose palline di ghiaccio e neve negli spazi interdigitali, sotto le ascelle e nell’inguine.
Ho constatato personalmente che queste palline, inizialmente piccole, sfregando ripetutamente nella neve fresca possono arrivare ad ingrandirsi parecchio, rallentando il cane o addirittura impedendogli di muoversi. E un cane che non può camminare agevolmente difficilmente potrà tornare da noi dopo essersi perso.
In caso di smarrimento del cane, avere l’equipaggiamento giusto può rendere le ricerche meno difficili. Evitate, per esempio, di fare come me e di avventurarvi su sentieri innevati con gli stivaletti in gomma da pescatore perchè, nel malaugurato caso in cui il cane dovesse scappare e voi doveste mettervi a cercarlo battendo la zona a piedi, vi trovereste quasi subito in difficoltà. E se siete lontani da casa, impossibilitati a cambiarvi, la frittata è fatta.
Grazie a questi piccoli accorgimenti (medaglietta, trattamenti per le zampe, mantella, ecc.), se il cane dovesse perdersi ha più possibilità di cavarsela.
Se la passeggiata si svolge nel pomeriggio, ricordate che in questo periodo fa buio presto e sciogliere un cane in zone boschive può essere rischioso. All’interno di un bosco, dove i rami impediscono alla luce di filtrare, la visibilità si riduce notevolmente già a partire dalle 16,30.
In zone aperte invece la visibilità è garantita fin verso le 17,30. In ogni caso, attenzione alle molte specie selvatiche che si attivano all’imbrunire e che, con i loro spostamenti, diffondono invitanti effluvi perfettamente percepibili dai cani.
Nel caso in cui doveste perdere il cane, non perdete anche la lucidità.
Concentratevi sui fattori che possono giocare a vostro vantaggio e non demoralizzatevi.
Per esempio, se è buio, ricordate che la presenza concomitante di neve e cielo sereno può favorire le ricerche: la neve funge da specchio e riflette la luce lunare garantendo una migliore visibilità.
La neve può però anche essere un ostacolo.
Lungi da chiunque pensare: “Slego il cane, tanto c’è la neve e se lo perdo mi basterà seguire le tracce per ritrovarlo”. Non è affatto detto che seguire le tracce sia possibile.
Se la neve è secca e farinosa non “tiene” e l’impronta del cane non resta ben impressa, perchè tende a sfarinarsi. Inoltre, se lungo la pista seguita dal cane si trovano dislivelli, vegetazione bassa, rami caduti, rocce e il sentiero è irregolare, seguire le orme è impresa assai ardua.
Idem in caso di vento che provoca la caduta della neve dagli alberi, con conseguente copertura delle tracce.
Sempre a proposito di neve, non sciogliete il cane facendovi trarre in inganno dall’idea che “Con queste condizioni, gli animali selvatici se ne staranno rintanati e non creeranno problemi”.

caprioliE’ proprio in queste situazioni che i selvatici (specie quelli che non fanno il letargo) sono in difficoltà nel reperire il cibo e si spostano sfruttando spesso i sentieri già battuti dagli escursionisti. La neve, coprendo gli odori di tutto ciò che sta sotto, fa risaltare ancor di più gli odori di ciò che sta sopra. Inoltre nelle zone in cui la presenza del lupo è accertata, questo rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Il rapporto peso/superficie plantare gioca senz’altro a favore del lupo che sulla neve si muove più agevolmente di un capriolo e di qualsiasi cane. Negli ultimi due secoli non si sono registrati attacchi di lupo all’uomo in Europa, ma attacchi di lupo a cani domestici sì.
Non dimentichiamo che anche nel cane più sornione può improvvisamente risvegliarsi l’istinto predatorio. Si tende a pensare, solo per fare un paio di esempi, che il Golden sia un cane “perfetto per i bambini” quando invece è stato selezionato come cane da caccia ed ha un discreto istinto predatorio. Anche il Lagotto, molto impiegato nella ricerca dei tartufi perchè IN GENERE non si lascia distrarre dall’emanazione del selvatico, può benissimo partire all’inseguimento di caprioli, volpi & co. Morale: fidarsi è bene, non fidarsi…
Se nonostante tutte le precauzioni prese il cane dovesse sfuggire al vostro controllo, a mio avviso è fondamentale battere il territorio circostante con insistenza nelle ore immediatamente successive, per poi estendere il raggio delle ricerche man mano che passa il tempo.

macchinaboscoE’ importante che una persona rimanga nel punto in cui il cane è stato visto per l’ultima volta e lo chiami a intervalli regolari, volgendosi in tutte le direzioni e scavalcando elementi naturali che potrebbero ostacolare la diffusione del suono come collinette, vegetazione molto fitta, pareti rocciose, muretti, ecc. Ho potuto constatare che chiamare il cane spostandosi in macchina può essere controproducente perchè confonde il cane, il quale non riesce a seguire gli spostamenti rapidi di un’auto e finisce per stancarsi inutilmente nel vano tentativo di raggiungerla.
Durante le ricerche spargete la voce fra gli abitanti del luogo perchè è probabile che il cane, almeno inizialmente, rimanga nei paraggi e si avvicini a case, passanti, cassonetti o altri cani. Se è ben socializzato e non ha diffidenza verso le persone, questo gioca sicuramente a suo favore. Ricordo di aver tentato un giorno di prendere un cane da cinghiale che si era perso ma era estremamente timoroso e non si è lasciato avvicinare, nemmeno quando gli ho offerto dei bocconcini. Questo mi ha impedito di trarlo in salvo.
I cani di buona tempra e temperamento, che non si lasciano intimorire dal minimo stimolo negativo, a mio parere hanno più possibilità di farcela. Ma non demoralizzatevi se avete un Golden o un Maltese. TUTTI i cani, soprattutto se conoscono (anche minimamente) la zona in cui si trovano, sanno prendersi dei punti di riferimento e sono perfettamente in grado di rintracciare odori familiari. A tal proposito, se durante le vostre escursioni vi è capitato di appartarvi dietro un cespuglio per fare un bisognino e il vostro cane conosce quell’odore, sfruttate il vostro potenziale odoroso per facilitare il cane e controllate i vostri pipì-points regolarmente per verificare se vi ha fatto ritorno.

magliettaNon usate cibo per attirarlo, perchè potreste attirare anche la fauna selvatica. Piuttosto, posizionate in punti strategici qualcosa che ha il vostro odore: appendete una maglietta sudata ad un ramo, posizionate su una montagnola un calzino, lasciate sventolare la vostra sciarpa in un punto sopraelevato, ecc. Col metodo della maglietta sudata sono riuscita a ritrovare il Beagle di mia cognata, anzi, il Beagle di mia cognata è riuscito a farsi ritrovare: si è piazzato accanto alla maglietta e un signore che passava di lì lo ha visto, permettendoci così di andarlo a recuperare dopo 9 ore di ricerche.
Ci sono anche cani che sanno ritrovare la strada di casa da soli, o quasi. Ricordo che la scorsa estate, mentre ero a spasso con il mio cane, mi tagliò la strada un bell’esemplare di lepre. Qualche minuto dopo proprio sulla scia della lepre incrociai una cagnina. La trattenni e chiamai il numero scritto sulla medaglietta. Il proprietario mi rispose “Ovvia, basta he lei giri la hanina nella direzione da hui è venuta e tornerà da sè”. Così feci, pur con molte perplessità, e mezz’ora dopo il tipo mi richiamò per avvisarmi che la cagnetta era rincasata.
Per concludere, non tralasciate di controllare nessun posto. Un cane spaventato potrebbe non essere andato lontano e aver trovato un cantuccio sicuro ma poco visibile. Un pomeriggio la Golden di un amico, spaventata da un rumore forte e improvviso, scappò di casa e andò a rifugiarsi in un campo incolto fra l’erba alta a pochi metri dalla sua abitazione. I proprietari la chiamarono per molte ore ma lei, paralizzata dalla paura, non si mosse da lì e fu ritrovata solo a tarda sera.
Mi auguro che ad ogni cane venga concessa un po’ di libertà, credo sia importante per il loro equilibrio psico-fisico, ma questo non deve mettere a repentaglio la loro vita. Quindi è importante fare scelte consapevoli e responsabili.
Spero che per ogni cane scomparso ci sia sempre un lieto fine.

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