giovedì , 23 novembre 2017
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Ho un cane “tosto”

attentialcanedi ANNALIA MATTEI –  “Ho un cane “tosto”. Non è il primo, anzi della sua razza sarebbe il terzo ed un pezzetto, per cui non dovrei essere sorpresa… ma ammetto che la sua “tostitudine” mi ha preso in contropiede.
Per carità, alla tostitudine sarei anche abituata, vivendo in una terra di anarchici e marmi duri – ad essere sinceri,  quelle dure sarebbero le “teste”: come diceva Dante, “apuani duri di cervice”- come Carrara, ed anche la mia vita a volte è stata una polka molto “tosta” da ballare… ma Caos è Caos.
Tosto. Appunto.
“Tosto” non si significa “cattivo”.
Significa che hai un cane di 72 cm al garrese (ma non l’ho mai misurato. Ho qualche fondato dubbio che sia anche un peletto di più…) e di circa 40 chiletti di peso, con tutto ciò che questo comporta.
E comporta parecchio.
A 14 mesi scarsi, quando l’interruttore scatta su “ON! Mode operation inserito!”… anche se tu arrivi da una giornata pessima di dieci lunghissime frustranti ore di lavoro, il minimo che ti capita, se fuori è scoppiato il diluvio, ma proprio “quel” diluvio, è un’ora di gioco al “coperto”. Lui ti guarda col fumetto “scafandro o non scafandro, lì fuori ci vai TU! Ma mica penserai di sfangarla, vero?” e ti passi dai giochetti di attivazione mentale al tiraemolla in salotto (con te che cerchi di non mollare manco morta: un doby in giro di corsa sul cotto va via di posteriori che è uno spasso. Levare i segni delle unghiate, dopo, lo è molto meno… e cosette come televisore, telefono, lampade, sono molto molto meno tosti di lui…), con buona pace dei tuoi bicipiti, sempre più simili a quelli di un culturista. Peccato che il resto sia un pò meno tonico:  non dubito però che Caos farà del suo meglio per mettere in perfetta forma anche tutto il resto di me. Capelli compresi.

caos3“Tosto” significa anche che Caos è intelligente e furbo. Scaltro.
Si rigira mia madre su una zampa: colpa di mia madre, ma vaglielo a spiegare ad una che non mette il cane nel kennel perchè…. poverino! E quando esasperata si decide a mettercelo, al secondo uggiolìo (e il doby è il campione mondiale di “pigolìo strappacuore”) gli si mette accanto e gli canta la ninnananna. Siccome è la stessa che cantava a me, suppongo pensi che quando le dico con tutta la gentilezza… beh, quasi… che una cosa nel genere proprio non è cosa,  il mio in realtà sia un attacco di gelosia. Perchè appena mi allontano, mi frega pure lei. E riprende a cantare.
Dato che appunto il “bestiolino” è intelligente e scaltro, i giochetti canonici di attivazione mentale di cui sopra… cinque minuti dopo averli visti, belli e risolti.
Oppure distrutti nel tentativo, come l’unico che proprio non ha “digerito”: era un gioco in cui bisogna essere un poco pazienti, e Caos e Pazienza hanno indirizzi diversi. Quindi è la sottoscritta, quella costretta a sforzarsi di spremere le meningi – lavoro o non lavoro – per inventarsi qualcosa per tenere impegnato il cervello della testaccia dura.

caos1“Tosto” significa che nel kennel da me tace per tutta la nottata; ma alle sei del mattino (leggasi 6. Se non sono le 5 e mezzo), che io sia stata fuori tutta la notte oppure abbia felicemente ronfato dalle 21 in poi (MAI, perché lui comunque intorno a mezzanotte deve uscire per gli ultimi bisognini – ah ah! “Ini”? – del giorno), una specie di “buff buff” – che non è l’abbaio: quello sveglierebbe anche i massesi al di la della foce: figurarsi i vicini di casa, divisi solo da un muro! – mi avvisa che di stare soletto si è stufato.
Pregasi fare qualcosa.
Per la primavera-estate, può andar bene , anzi benissimo, una bella sana passeggiata mattutina di un’oretta…. che il mattino ha l’oro in bocca (secondo me se l’è pure ingoiato, sarà per questo che preferisco la notte. Cioè la preferivo. Adesso di notte, dormo. Volente o nolente. Altrimenti schianto.) . Per l’autunno-inverno… fuori al freddo se voglio uscire, ecco, esco da sola. Lui, una volta ottenuta la mia attenzione e compagnia – provare a dire di no: i vicini porelli… – si fa portare a casa di mia madre (portone accanto al mio ) e si ristravacca nella sua cuccia. E riprende beato a ronfare. Lui.
Ma è un cane “tosto”: ha un sacco di energie a disposizione. E se al mattino non le sfoga (canenpa con fumetto: “ tu davvero mi porteresti lì fuori a quell’acqua ed a quel gelo? Ma mi fa male la zampina! Non ho il sottopelo!! – le mantelline sta provando a distruggerle a morsi: una mantellina bucata non serve poi a molto, no? – cain cain piiiioooo piooooo….. piiiiiooooooo….”) la sera che famo?
Un cane “tosto” in particolare un doby tosto, è un cane che al buio ha un’altra attenzione.
L’estraneo che di giorno lo lascia nella più completa indifferenza, al buio non gli è indifferente per niente.
E’ un cane da difesa e difende… anche se a me, in certi casi, di essere difesa non me ne potrebbe importà de meno.
Tipo qualche sera fa, quando ha deciso che l’apetta Poker ( quella a quattro ruote, quasi un autocarro ) che ci è passata a venti centimetri gli stava antipatica di brutto e andava avvisata di passare alla larga. D’accordo, faceva un fracasso infernale, ma secondo il mio modesto parere – non solo il mio: come me credo l’abbia pensata, a giudicare dalle imprecazioni,  anche l’autista dell’apetta. Un altro quasi vicino di casa. Sigh – non era un motivo sufficente per scatafasciarsi contro la fiancata. Lo  tenevo, il cane,  ben stretto al guinzaglio e non è successo niente a lui né all’apetta.
Invece alla mia spalla è andata meno liscia, ed ho perso qualche annetto di vita.
Se continua così a breve avrà ben poco da proteggere:  mi estinguerò  prima che raggiunga l’età della ragione canina… e ovvio, da quella sera ho un altro comando da insegnargli: NEVER.
Certe cose non si fanno MAI e PROPRIO MAIIIII.

caos4Tosto significa che è anche diffidente. E la diffidenza, per lo meno un pò, se non vuoi un cane insicuro, e con quelle dimensioni è sentitamente sconsigliato, gliela devi far passare.
Significa che se durante una passeggiata serale, al buio come sempre (che ci posso fare se lavoro fino alle 17 ed oltre?) una immane pozzanghera (che ci posso fare se siamo una zona che se non balla per il terremoto si allaga per la pioggia?) là dove mai era stata prima, riflette mille luci come uno specchio abbagliando un cucciolone che anche se “one” sempre cucciolo è, che da bravo cucciolo si inchioda modello mulo – e se un doby di 40 chili fa il mulo, è un mulo ben fatto, datemi retta – a metà di una trafficatissima via. Tu ti chini e con tutta la calma del mondo, dopo l’iniziale sconcerto del “a##o succede adesso?” sperando che nel frattempo cucciolone e proprietaria non finiscano stirati, rendendo inutile lo sforzo, gli mostri che quella è solo acqua, e a suon di bocconcini cerchi di fargli capire che bagna ma non morde. Col risultato che alla pozzanghera successiva, che ok, ormai sappiamo non morderà, ma appunto bagna, il suddetto cucciolone che le zampe non se le vuol bagnare manco morto, non si inchioderà più modello mulo, bensì con tutta la grazia che i doby hanno quando lo decidono sorvolerà la pozza fangosa con un perfetto salto degno di un cervo.
Il cane.
Su quello che capita alla proprietaria, attaccata al guinzaglio,  nel frammezzo del improvviso volo canino, caliamo un velo pietoso.
Un cane “tosto” è tutto questo ed anche di più. Sappiatelo.
Un cane “tosto” è un cane che prima di tutto va “imparato” a gestire e non è una cosetta scontata. Non basta l’ammmmore, che con gli animali è sempre necessario – se non li amate lasciateli dove stanno: staranno meglio, e lo dice una che di animali ne ha avuti di ogni – ma mai sufficente.
Ci sono altre due paroline da aggiungere a quella così dolce che sembrerebbe bastare: responsabilità e rispetto. Responsabilità nell’impegno che si decide liberamente e ribadisco, liberamente di prendere – altrimenti come sopra, lasciateli dove stanno – e rispetto per gli esseri viventi e senzienti che sono, difetti e pregi compresi, per limare gli uni e potenziare gli altri.
Vale per loro, e vale anche per noi.

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