giovedì , 23 novembre 2017
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Il Vero Standard dell’… Adottante di merda

di FABIANA ROSA –  Ho trovato francamente sconcertante l’assenza, all’interno di un sito cinofilo di rilevanza nazionale come TPIC, del Vero Standard dell’adottante. Come volontaria mi sento in dovere di colmare questa scandalosa lacuna, proponendovi oggi – e solo per oggi, signori! – il vero totale universale standard del vero Adottante di razza.
La Razza Adottante, secondo la classificazione odierna, si divide in due specifiche sottorazze: il rarissimo Adottante Coi Coglioni (ACC) e l’Adottante di Merda (ADM), estremamente più diffuso. Nonostante abbiano le stesse origini, i due specifici sottotipi hanno caratteristiche molto diverse tra loro, ma qui terremo in considerazione solo quella dalla diffusione sfortunatamente più ampia.

ORIGINI E STORIA
caneprimL’Umano di razza Adottante ha origini che si perdono nella notte dei tempi, che probabilmente potremmo far risalire a quando il cavernicolo Sgrunpfz, all’epoca neanche maggiorenne, si grattava nella sua caverna pensando che prendere a clavate una preistorica lepre fosse molto più faticoso che farla prendere a qualcuno che corresse meglio di lui e che avesse denti migliori. Fu così che nacque probabilmente la prima alleanza Sgrunpfz-cane, cane che allora somigliava con ogni probabilità più ad un lupo che ad un chihuahua, non indossava cappottini, non faceva bagnetti al borotalco e puzzava almeno tanto quanto il suo amico umano che, come è noto, all’epoca aveva un concetto di igiene generale quantomeno discutibile.
Non essendo previsto allora alcun rimborso spese alla Natura per avergli fornito il tanto puzzolente quanto utile amico peloso, Sgrunpfz è da considerarsi il primo adottante della storia. Successivamente gli adottanti – ovvero coloro che hanno deciso, di loro sponte e senza pagare nessuno, di accollarsi un animale – si sono diversificati per nazionalità, per cultura, per necessità.

egiziocaneGli Egizi per esempio, sono stati adottanti di cani e di gatti a profusione: per dire, se riuscissimo a riesumare oggi un Amenofis III, egli farebbe la felicità di più di qualche volontario che provvederebbe immediatamente ad accollargli tutta una serie di cosiddetti “canidemmerda”, ovvero quelli brutti, grossi, senza nulla di particolare, né vecchi né giovani, né simpatici né belli, insomma quelli che ti restano sul groppone o nel rifugio ad libitum sfumando, con la certezza che anche le loro preziosissime feci di randagio verrebbero venerate.
Non so se il buon Amenofis redivivo sarebbe oggi a conoscenza della più consona profilassi per la prevenzione della leishmania, ma alla fine so’ cose che se uno ci si mette d’impegno può pure imparare, eh. Cioè, diteglielo, ad Amenofis, che aprisse Google e si informasse senza starci a trifolare i maroni con trecento email per sapere dove si compra l’Advantix.

cancarrettoComunque possiamo anche dire con onestà intellettuale che, nei secoli successivi all’avvento della ruota, si sia verificato molto frequentemente il fenomeno inverso (ad oggi abbastanza raro, se non nelle campagne), ovvero che il cane o il gatto “adottassero” qualcuno, ossia cominciassero a seguire il tizio che camminava sul sentiero per portare una saccocciata di uova da vendere al mercato, finchè questi non decideva di pagare il dazio anche al peloso, oltre che al feudatario, mollandogli un ovetto per scrollarselo dalle balle. Con ogni probabilità quel gesto sortiva l’effetto contrario, ed il tizio in questione si ritrovava l’essere rognoso ogni giorno alla stessa ora a riscuotere la decima, fino a diventare “il cane di”.
Anche allora la divisione tra Adottante Coi Coglioni e Adottante Di Merda era presente, ma tenendo conto che probabilmente quasi chiunque aveva il problema di come suddividere in quattordici parti l’unica patata disponibile per la cena di tutta la numerosissima famiglia, in generale se al cane arrivava un pezzo di buccia potremmo già dire che gli era andata di gran lusso.

nanocaneTralasciamo i cani dei nobili e dei ricconi che se la svaccavano su poltrone di velluto e passavano le giornate a caccia o a posare per ritratti di dubbio gusto con personaggi dalle improbabili parrucche e ancor più improbabili colletti: non era certo la regola.
La sostanziale differenziazione tra Adottante Coi Coglioni e Adottante di Merda si è comunque resa ufficiale solo in tempi relativamente recenti: ovvero nel momento in cui qualcuno si è diciamo “arrogato” il diritto di effettuare una scelta rispetto alle caratteristiche che rendano qualcuno “degno” di possedere un cane (gratuitamente, per l’acquisto le cose sono molto diverse).
I tempi quindi coincidono con la nascita di un’altra razza, quella del Volontario. Talvolta la scelta in questione è oculata e sensata – d’altro canto il cane l’ho curato, stallato, spulciato, sverminato, ho pagato io i veterinari e me lo so’ accollato: mi sembra più che corretto che io scelga esattamente a chi voglia darlo o meno; altre volte assistiamo a schegge impazzite completamente prive di raziocinio che cercano casa al cane/gatto sperando di non trovarlo: sono i Volontari Di Merda, di cui prossimamente valuteremo lo standard (un colpo al cerchio e uno alla botte).
Tornando al nostro standard dell’Adottante Di Merda, ci occuperemo quindi qui solo ed esclusivamente dello standard di razza odierno, quello ufficialmente riconosciuto dall’associazione V.C.S.F.C. (Volontari Che Se Fanno il Culo).

CARATTERISTICHE ED ATTITUDINI
L’Adottante Di Merda è il sottotipo più diffuso della razza Adottante.
Ciascun volontario sa che per ogni richiesta di adozione che va a buon fine, che si tratti di un cane o di un gatto, ne dovrà ricevere almeno 50 di merda. Il volontario impara a riconoscere un Adottante di Merda fin dal primo contatto.
L’Adottante Di Merda si presenta trasversalmente in tutte le sue possibili esplicazioni, è un esemplare molto vario nelle sue caratteristiche, quindi essendo corporatura, estrazione socio culturale, situazione economica delle più disparate, andiamo subito ad analizzarne il comportamento.
L’Adottante Di Merda non è un “reale” adottante, è per lo più un semplice rompicoglioni professionista che non ha alcuna reale intenzione di pigliarsi un cane: vuole solo trifolarvi le palle facendovi perdere tempo. Gli Adottanti Di Merda veri, cioè quelli che maltrattano il cane, che ve lo riportano perché un anno prima gli avevate assicurato che sarebbe diventato di 10 kg e invece è arrivato a 11 (successo ad un’amica volontaria, giuro), che lo mollano in canile perché è diventato vecchio e loro ora hanno preso un cucciolo, che lo tengono legato a catena, ecc. non sono da inserire in questa categoria, bensì in quella degli stronzi e delinquenti, che non prenderemo in esame in questa sede.
Ci occuperemo quindi solo ed esclusivamente dei banalissimi buontemponi scassaminchia con cui il Volontario Medio è costretto ad avere a che fare per capare, tra le cinquanta rotture di cazzo, l’unica richiesta decente per quel poveraccio che aspetta una casa in canile.

VARIETA’
Si definisce Adottante Di Merda colui che appartiene ad una o più delle seguenti categorie:

cane_fantasma•   L’adottante fantasma
Scrive sotto l’appello del cane appena pubblicato:  “Lo adotto io! Chiamatemi! (segue numero telefonico)”. Alla gentile richiesta di chiamare i volontari (che non rincorrono nessuno per appioppare cani), l’elemento non risulta pervenuto. Nel frattempo però ha ricevuto ottanta mipiaciate sotto il suo commento e una pletora di commenti tipo “Grazie, menomale che è stato adottato, hai proprio un grande cuore”, con conseguente archiviazione mentale della pratica da parte del pubblico e termine delle condivisioni.
Inutili i commenti dei disperati volontari che cercano di spiegare che NO, il cane non è stato adottato, ormai è tutto vano. Il cane in questione è ancora lì a grattarsi le pulci in canile, ed il tizio non si è mai degnato di farsi sentire. Scoprirete generalmente che si tratta di un disturbo ossessivo compulsivo: scrive “Lo adotto io!” praticamente sotto ad ogni appello che giri in internet (senza mai adottarne nessuno, ovvio): bisogna arrendersi, c’é anche gente che dovrebbe far uso di antipsicotici e invece niente, continua a rifiutare le cure.

grafomane•    Il Grafomane
NON chiama per avere informazioni sul cane, ma ti fa perdere la metà del tuo tempo libero per due settimane, inondandoti di domande assurde su Whatsapp (tanto non si paga) o per email (tanto non si paga), domande a cui il volontario potrebbe rispondere in cinque minuti di telefonata, ma il tizio in questione non si degna di spendere venti centesimi, piuttosto ti fa perdere giorni a scrivere. Dopo essersi debitamente informato per due settimane anche sul peso specifico dell’urina del cane di due chili e mezzo che vuole adottare, sparisce o dichiara “no vabbè alla fine abbiamo comprato un Cavalier King in un negozio”.

portachiavicane•  Il lovogliopiccolopiccolista
E’ fissato col peso del cane, ne vuole uno di taglia piccola. Ma non piccola, lo vuole di taglia piccola-piccola.
Gli presenti ventordici nani tra i 4 e i 5 chili, la domanda è sempre “ma più piccoli non ne avete? Perché io lo voglio MASSIMO di due chili”. Alla risposta “sì, abbiamo le zecche, le pulci e gli acari, ma deve firmare il modulo di affido”, si risente.
Se il cane è cucciolo chiederà “ma mi assicura che non cresce?”.
No, notoriamente come tutti gli esseri viventi non cresce, e le posso assicurare anche che non morirà mai. Ma mai, eh. Resta così, ibernato fino alla fine dei tempi.
A me capitò una che mi chiese se il cane che voleva adottare passasse in una gattaiola di 17x17cm (specificando la misura), perché non aveva voglia di stare ad aprirgli la porta per andare in giardino.
Quando finalmente ne trovi uno di due chili al netto delle giornaliere deiezioni, ti dice che “sì però lo voleva più chiaro”.
Alla fine compra un cucciolo di Pastore del Caucaso, tanto lo tengo fuori.

turette•    L’affetto dalla Sindrome di Tourette
Scrive o chiama per avere un cane tal dei tali, e prima ancora di presentarsi chiede “sì ma quando me lo date?”. La serena spiegazione della procedura per l’adozione (questionario, preaffido e firma del modulo) funge da fattore scatenante per la patologia neurologica da cui è affetto e comincia ad urlare e ad insultarti pesantemente in modo del tutto gratuito dicendotene d’ogni, da vergognati, così il cane non troverà mai casa fino a io non accetto che mi si controlli, io voglio il cane o me lo dai o ti denuncio (per cosa, non si sa), senza lasciarti spazio neanche per commentare e aggiungendo tra gli insulti almeno una o più locuzioni a scelta che ti indichino come “donna dalla sessualità promiscua”.

viadallepalle•  L’Adottante per procura
Pericolosamente animato da buoni sentimenti.
Il temutissimo adottante che chiede il cane/gatto per… [inserire qui membro della famiglia a caso fino al quarto grado di parentela o conoscente fino al decimo grado di relazione: mio padre, mia nonna, il mio trisavolo, il nipote del mio portiere, la cognata del mio datore di lavoro, la segretaria del dentista del mio vicino di casa, ecc.].
Alla domanda “Scusi ma la segretaria del dentista del suo vicino vive in Papuasia senza telefono o è affetta da focomelia e mutismo contemporaneamente? No, perché queste sono le uniche due accettabili condizioni per cui non possa telefonare lei (e nel mentre si pensa: chi conosco, per un preaffido in Nuova Guinea?)”.
La/il centralinista risponde che gliel’ha chiesto lei, di occuparsene.
Si deve dunque configurare a quel punto nella mente del volontario la situazione di dialogo:

Sventurata di turno – Ciao, carino il tuo cane…
Esaltato/a e futuro adottante per procura:
-Sìl’hoadottatolosaichebelloadottareuncaneticambialavitadovrestifarloanchetuepoiseisola (pausa di respiro) dovrestipopriotrovartiunacompagniauncanesarebbeperfettochedici? Eh? Eh? Eh? Eh? Eh?
S. – Eh, non lo so… non sono molto conv…
E. – Sìdaicipensoiooratelotrovouncanepertecipensoio? Eh? Eh? Eh?
S. (per levarselo/a dai maroni): – Vabbè, vedi un po’ tu…

Ecco come il soggetto si è sentito investito della responsabilità e della carica di “ricercatore del cane per la persona X”, persona che con ogni probabilità un cane non lo adotterà mai nella vita, semplicemente perché, come non gliene fregava una beneamata mazza prima di incontrare il cane della signora, così sarà nei secoli a venire.
Purtroppo questa gente pensa di “fare del bene”, mentre prima o poi sicuramente riuscirà ad appioppare un animale a qualcuno, qualcuno che prontamente dopo una settimana non lo vorrà più. Cane che ovviamente poi dovrai piazzare TU, volontario.
L’ho sempre detto io, guardatevi dai cretini, non dai cattivi.

caneperbimbo•   Il Formatore della prole cinofila
Esordisce dicendo che il cane/gatto è per il figlio. A richieste perplesse di chiarimento dichiara: ah guardi, ha assicurato che se ne occuperà lui.
Nel giro di quindici secondi scoprirete che il figlio è ancora in età prescolare. Interessante il fatto che gli si richieda, a quattro anni, di essere responsabile di un altro essere vivente, so’ cose che forgiano il carattere. E lo forgiano soprattutto quando poi questo essere vivente, a cui ormai il piccolo balilla cresciuto a pane e Montessori si sarà affezionato, gli verrà tolto per essere riportato in canile perché in casa non se ne possono occupare. Come sappiamo sono cose di cui uno non risente per nulla, in età adulta. Ringraziano sentitamente gli psicanalisti di domani.

assicurista•    L’Assicurista
Esordisce con “Ho visto l’annuncio del cane Ciccio, ma mi assicura che non morde, non abbaia, non sporca, non perde peli, non da fastidio, non sale sui divani, non vuole uscire tanto spesso, non caga, non piscia, non mangia tanto e non si ammala?
No, perché… [segue spiegazione a scelta tra non voglio spendere per curarlo, ho il divano nuovo, sto fuori 23 ore al giorno, ho i mobili d’epoca, vivo in un monolocale con altre 14 persone, non posso stare lì a pulire, e simili]”.
Di solito io propongo un cactus o un cane morto di vecchiaia qualche giorno prima in canile, di cui ancora bisogna smaltire i resti: con un po’ di deodorante sarà il cane perfetto per questo genere di richieste.

regalodimerda•    Il Regalista a Sorpresa
E’ quello che cerca un cane/gatto da regalare per [Natale, compleanno, laurea, comunione, matrimonio, funerale] a [mamma, nonna, amico, amica, parente].
Alla domanda: “Mi scusi ma la persona interessata lo sa?”, la risposta è sempre “Noooooo! E’ una sorpresa!!”.
Io quando penso ad una sorpresa penso ad un viaggio a Tonga, una cena in un bel ristorante o un pacco da scartare con dentro un meraviglioso vestito che non solo mi calzi a pennello ma che mi faccia anche sembrare più magra di 10kg, di certo non ad un coso peloso che caga piscia e richiede attenzioni, ma tant’è. A voler indagare, scoprirete che la persona interessata non ha neanche mai voluto un animale, ma il Regalista è convinto che una volta che lo vede, vedrai che…
La telefonata si conclude generalmente con una brusca ed inspiegabile interruzione del campo da parte del mio telefono. Deve essere rotto, in effetti.

amoreQuesti ed altri individui che popolano la rete ed i telefoni rendono la vita di noi volontari quantomeno pittoresca, ma in onestà preferirei far smaltire a qualcun altro questo buon 90% di contatti e sorbettarmi solo quelli che senti essere perfetti già dalla prima telefonata.
Che si presentano, che spiegano che vita fanno, che hanno già predisposto tutto per l’arrivo perché tutta la famiglia ci pensa da tanto tempo, e che dopo tanto peregrinare per la rete si sono fortunatamente innamorati proprio di quel cane lì. Si faranno tutti i controlli del caso e scoprirete che sono anche meglio di quello che sembrano. Vi chiederanno informazioni sul cane in questione per motivi organizzativi, per sapere se il loro stile di vita possa coincidere con il carattere dell’animale in questione e non per avanzare pretese di avere un cane perfetto.
Vi manderanno notizie e qualche foto ogni tanto, una volta adottato, e rideranno se qualche volta, tornati a casa, scopriranno che Ciccio è salito sul tavolo per mangiarsi la torta di mele fatta dalla nonna il giorno prima. Lo cureranno se sta male e non vi accuseranno se, nonostante tutte le analisi che gli avete fatto fare prima di mandarlo in adozione (perché vanno fatte, signori volontari!), ad un controllo scopriranno che magari aveva un’intolleranza a qualche cibo, o qualche altra cretinata gestibile.
Gli daranno tutte le attenzioni di cui ha bisogno, senza necessariamente umanizzarlo: lo tratteranno “da cane”, gli vorranno bene e lo educheranno il giusto senza snaturarlo. Saranno felici di vivere con lui finché lui sarà su questa terra.
Quando incontrate queste persone, non ve le fate scappare, sia che vivano in un monolocale che in una villa: qualsiasi animale non vedrebbe l’ora di vivere finalmente un amore responsabile.

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Informazioni su Fabiana Rosa

34 anni, vegetariana, terapista per bambini disabili per lavoro, cantante e volontaria animalista per passione. Grafomane e logorroica, scrive ovunque le diano spazio, altrimenti se lo prende da sola. Presidente e fondatrice dell'Associazione Progetto Quasi, si occupa da anni di cani disabili e anziani, che chiama in modo molto poco politically correct "gli sfascioni". Il suo stile di vita, di volontariato e di scrittura è quantomeno fuori dai canoni. A tratti non si sopporta neanche da sola.




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