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Caro Diario (18)

di VALERIA ROSSI – 27 gennaio 2015, ore 8,00
Caro Diario, tu penserai “vabbe’, ‘sta scema non scrive più perché ormai Samba è cresciuta e non succede più niente di interessante/divertente”.
No, guarda: non è che le cose stiano esattamente così. Di cose interessanti ne succedono a bizzeffe, ora che Samba è un po’ cresciuta  (un po’, perché siamo ancora lontane dal traguardo finale: d’altronde ha solo nove mesi!): solo che, essendo appunto Samba un po’ cresciuta, io sono talmente impegnata ad arginare le cose interessanti che non ho più il tempo di scriverle.
No, diciamo la verità: non ho più la forza di scriverle.
Perché ‘sto cane mi uccide.
Ogni santissimo giorno ripenso a quando mi sono detta: “Tra rottweiler e malinois (i due cani da lavoro che “mi mancavano” dal punto di vista del possesso personale, NdR) scelgo il rott perché è un molossone, patatoso e tranquillo, che mi impegnerà molto meno di un attivissimo malin”.
Oggi mi dico: “Mavaffanculo, Valeria! Conoscendoti da sessantepuzza anni, e ben sapendo in quali condizioni psicofisiche ti ritrovi, il rottweiler giusto per te sarebbe stato QUESTO!”:

rottpeluche
Invece no. Da brava pirla, me ne sono presa uno vero. Che mangia dorme gioca corre cresce (no, non soltanto “cresce”: CREEEEESCEEEEE!) e soprattutto deve lavorare e deve mordere, perché le piace da morire e perché è anche l’unico modo per stancarla un po’.  O meglio, di modi ce ne sono due: farla giocare con altri cani e farla mordere.

fratello_giocoSolo che, dopo due ore di corse pancia a terra e di ribaltamenti e di lotta libera eccetera, lei arriva a casa e dorme per dieci minuti, dopodiché attacca col piopiopio (trad: “Dai, mamma, facciamo qualcosa? Lavoriamo? Dai, lavoriamo, giochiamo, insomma fai qualcosa con me invece di stare a quel cavolo di computerrrrr?”).
Quando al campo morde, dorme qualche minuto in più (non molti, eh….) ma poi è più rilassata e rompe meno le palle.
Sì, lo so che potrebbe sembrare una bieca spammata  dell’UD e simili: ma la verità è verità, punto e basta.
Samba, dopo che morde la manica (mezza manica, per ora), è più serena e soddisfatta, chiunque può venire a vedere con i suoi occhi. Ehm… voglio dire… chiunque non tema di prendersi un rottweiler nel muso non appena entra in casa.

zampainfacciaPerché… la foto che vedi qui a destra l’ho già pubblicata in un altro articolo, ma la rimetto anche qui per farti capire: Samba non fa così solo con la sua allevatrice, che adora. Fa così con tutti quelli che incontra. O almeno, vorrebbe farlo: poi dall’altra parte del guinzaglio di solito c’è una tipa che sbraita NOOOOO!!! Sitz!!!, e allora – a volte, non sempre – si limita a scatafasciarsi sui piedi della persona in oggetto, in cerca di grattini.
Però il suo primo impulso sarebbe quello di saltare in faccia a chiunque.
Colpa mia, eh: colpa che mi prendo per intero, perché ho voluto fortemente che Samba considerasse tutti gli umani come i suoi migliori amici. E’ un rottweiler, si sa che fama hanno i rottweiler, quindi la volevo assolutamente amichevole e l’ho strasocializzata. Purtroppo botti piene e cagne ubriache raramente si ottengono, quindi adesso dobbiamo passare al “vorrei ma non posso, perché la mamma mi chiede di stare seduta”.
L’unico problema è che a volte lei vuole E può, perché magari la mamma è girata dall’altra parte e non si accorge che arriva un umano. In quel caso, non arrivando in tempo utile il “sitz!”, Samba parte all’assalto.
E’ successo l’altro giorno sul cancello di casa, e meno male che ad arrivarmi alle spalle è stato un ragazzo giovane e amante dei cani: si è preso le sue leccate in faccia ridendo. Però, se mi fa così con una vecchietta, la stende secca (lo so, perché la vecchietta che ha già steso secca un paio di volte sono io); e poi valle a spiegare che il kanekillerchesivedesempresuigiornali voleva solo darle tanti bacini.

obbedienzaIl figlio, notoriamente bastardo dentro, quando Samba si esibisce nei suoi saluti-killer mi propone di mandarla da un buon addestratore. Anzi, mi dice proprio:”Ma lo sai che c’è una tipa famosissima che lavora qui vicino, al Debù di Carignano? Si chiama Valeria Rossi. Perché non la porti a educare da lei?”
Bastardo. Punto.
Ma vorrei tornare un attimo su Fabiana, che come sai non è soltanto la bisnonna di Samba (nel senso che la sua cagna personale, Rebecca, quella di cui lei è “mamma”, è effettivamente la nonna di Samba, NdR), ma è anche la fidanzata del figlio; per questo viene spesso a casa mia. Ecco: quando i due piccioncini entrano insieme, Samba non si fila di pezza il figlio e vola addosso a lei, così il figlio è geloso. In compenso poi diventa gelosa Samba, perché i piccioni si appolpano sul divano ed è lei a non essere più filata: ma lei rimedia senza problemi, zompando in testa ad entrambi e prendendosi il suo spazio.
I cani sono più avanti, c’è poco da dire.
Che altro ti racconto, caro Diario?
Del lavoro posso dirti poco, perchè non ho le foto (come al solito, farsi i selfie mentre si lavora col cane è un po’ complicato): al massimo posso dirti che ieri abbiamo fatto un po’ di morsi e che oggi sono piegata in due dal mal di schiena (il male alle braccia ormai è cronico, quindi manco lo cito). E’ un’altra delle cosette che non ho tenuto abbastanza in considerazione scegliendo un rott anziché un malin: il malin sarà più dinamico, ma pesa mooolto meno (le femmine, da Standard, 20-25 kg: Samba li pesava a sei mesi…).
Ah, una cosa carina! Abbiamo fatto il “raduno morbidini”, un paio di settimane fa. Ovvero, raduno della cucciolata (almeno la parte della cucciolata che vive in zona), con guest star papà Thor e zio Tuono. Eccoci qua:
morbidini2
Bellini, vero? Tutti in posa, tutti educati e tranquilli… eh già, perché questa foto l’abbiamo fatta DOPO che gli scamanati si erano scapicollati per due ore su e giù per i prati di Sanfrè.
Anzi… quali prati? Paludi, sarebbe il termine giusto!
Perché aveva piovuto un po’ nei giorni precedenti, e quello che da lontano sembrava un prato verde era in realtà una sterminata distesa di pauta (in piemontese, fango).
Noterella curiosa: Fabiana, quando è nata Samba, voleva chiamarla proprio Pauta. Fiera ribellione della sottoscritta, che non ne ha voluto sapere… però, a giudicare da come si è ridotta quel giorno, forse il nome non era poi così malaccio.
Quanto a me, nella foto sembro la più alta di tutte le donne presenti: pia illusione. E’ solo che avevo un tacco dodici di pura pauta DOC sotto alle scarpe.
Me ne sono fatto un altro simile ieri, provando le piste (siamo indietrissimo sulle piste, quindi mi posso scordare di aspettare la primavera come avevo subdolamente pensato di fare): ormai le scarpe “da cani” (cioè tutte) neppure le pulisco più, quando arrivo a casa le lancio in bagno così come sono. Ancora un paio di mesi e sembrerò una stangona. Consiglio vivamente a Berlusconi e a Brunetta di comprarsi un rottweiler.

Note a margine: a) Samba ancora non è andata in calore. Due delle sue sorelle sì. Lei sembra spesso in preda a una sorta di sindrome premestruale umana (leggi: è nevrotica, bisbetica, mugugnona), ma per ora nient’altro. Aspettiamo;
b) ieri, al campo, Samba ha appunto avuto una delle sue crisi di bisbeticità (o come cavolo si dice) quando ho cercato di regolarle la pettorina, perché era un po’ che non gliela mettevo e le era diventata stretta. Si ribellava, non stava ferma, saltava come un canguro, così è arrivato Gigi (uno dei nostri figuranti) a darmi una mano: appena le ha messo le mani addosso (nel senso che ha cercato appunto di sistemarle la pettorina) lei gli ha ringhiato di brutto-brutto-brutto.
Aveva ragione lei, da un certo punto di vista: un estraneo stava facendo gesti dominanti su di lei. E poi… pacioccona e morbidina finché si vuole, ma un po’ di carattere in un rottweiler ce vo’.
Ciò non le ha impedito di prendersi un cazziatone galattico (si ringhia quando lo dico ioooo! Lo so, non c’è giustizia a questo mondo)… ma insomma, a mamma non è che sia poi dispiaciuto vederle tirar fuori un po’ di grinta, per la prima volta in vita sua.
Ma non dirlo a Samba, mi raccomando;
c) nota romantica: la Bisturi è stata in ferie, questo week end, a casa di Fabiana, col figlio. E Samba è rimasta moooolto perplessa. Il primo giorno l’ha cercata per tutta la casa, è venuta a chiedere lumi a me (leggi: ripetute zampate da dieci chili l’una sulla gamba e  un “piopio?” col punto interrogativo che poteva significare solo “dov’è la Bisturi?”), ha guardato più volte nel kennel (non si sa mai, magari si è infilata proprio in fondo in fondo…).
Nota un po’ meno romantica: il secondo giorno ha deciso che vabbuo’, se era andata via, pazienza. Tutto il divano era suo e anch’io ero tutta sua (“Giochiamo? Lavoriamo? Facciamo? Mi annoioooo! Quella stronza della Bisturi mi ha piantato qua da sola, vedi un po’ di fare le sue veci e anche alla svelta!”).
Ne sono uscita viva, non dico di no. Però a fatica.
d) siccome spesso gli organizzatori di seminari e affini mi chiedono una foto, ho tentato di farmene fare una dal figlio. Una con le due canesse, che non avevo (almeno, non decente). Il risultato finale è stato questo (sì, lo so che è un po’ sparaflashata: meglio, perché si vedono meno le rughe).

mammasambabiba_rid
Prima di arrivare a questo, però, siamo passati attraverso infinite versioni di quest’altro:

ducanedivano_fum
Forse, alla fin fine, l’idea di mandare le canesse ad addestrare da quella tipa del Debù non era mica malaccio.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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