lunedì , 20 novembre 2017
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Cino… (o “cine”filia?) ai Fatti vostri

di VALERIA ROSSI -Ho ricevuto un’email su un tema che ho già affrontato più volte ma che la lettrice, Francesca, ha trattato in modo molto simpatico. Pertanto, copincollo:

Capita spessissimo di ritrovarci faccia a faccia con un tipo di contenuto che, ormai, è sempre più richiesto: le mini-rubriche sugli animali, e sui cani soprattutto, inserite in programmi tv e telegiornali.
Il che è un bene, perché significa che qualcosa si sta muovendo nelle teste quadre che popolano questo Paese e che, bene o male, la società sta cominciando a fare piccoli passi verso la comprensione dei nostri piccoli amici… ma può essere anche un male se le risposte che otteniamo sono perle di CINE…filia, piuttosto che di Cinofilia.
Mi spiego meglio: normalmente in questo tipo di rubriche vengono interrogati Educatori Cinofili riguardo alle più svariate questioni e, soprattutto, ai più vari problemi comportamentali, gravi o meno gravi. A questo punto ecco irrompere sulla scena il cane-attore, accompagnato dall’attore-umano (a volte più cane del cane, e non in senso cinofilo) che si appresta ad applicare tangibilmente i consigli dispensati in tempo reale dall’educatore di turno.
Essendo il cane già presumibilmente addestrato, farà fare un figurone alla rubrica, dimostrando che i consigli funzionano davvero.
Ma fermiamoci un attimo.
La questione è: le suddette rubriche servono davvero a cercare di risolvere un problema, o servono solamente a dimostrare che l’educatore è capace di non farsi mordere in diretta, di mettere il cane in posizione di “seduto”, di distrarre il cane con un bocconcino, pur essendo la bestiola spaventata da applausi, persone che incombono dall’alto e quant’altro?
In pochi minuti, tra l’altro lavorando solo sul cane e nemmeno lontanamente facendo riferimento alla ragione del problema, né tanto meno al padrone o al tipo di rapporto esistente tra lui e il cane, vengono elencati dei consigli totalmente a caso, per pura finzione scenica (per questo parlo di CINEFILIA).
E il peggio è che poi c’è chi, da casa, si sente in dovere di seguire i “consigli” che ha visto in TV, perché il Pastore Australiano in studio – campione di agility, obedience, rally obedience, disc dog e iniziato alla dog dance – ha “imparato” perfettamente in pochi minuti a non saltare addosso ed era impeccabile, quindi quel consiglio dovrà per forza funzionare anche sul Labrador irruento che vive sul divano 24 ore al giorno, 5 giorni su 7.
Ovviamente non si tratta sempre di situazioni di questo tipo. Ogni tanto si lavora anche sul cane “autentico”, non attore, realmente affetto dal problema… ma purtroppo il contesto non cambia. Si è sempre in uno studio televisivo, sommersi da stimoli ambientali e scarsa disponibilità di tempo.
Ho sempre creduto che sia l’uno che l’altro tipo di intervento fossero molto pericolosi, in quanto non esiste nessuna valutazione soggettiva del cane in studio né, tantomeno, dei cani con lo stesso problema che stanno a casa. Viene proposta una generica soluzione a problemi magari comuni ma che, probabilmente, derivano da situazioni profondamente differenti tra loro e che, quindi, non dovrebbero essere trattati allo stesso modo.
Oggi (26/01/2015 ) ecco la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso: questa trasmissione.
Sono solo io a pensare che questo tipo di intervento sia, oltre che imbarazzante, totalmente inutile, sia per la proprietaria dei due mini-cani sia per chi, a casa, abbia due cani nelle stesse condizioni?
La padrona chiede soluzione alla convivenza “difficile” tra le due cagnoline (derivante probabilmente da una cattiva gestione delle gerarchie da parte della signora?) e al fatto che siano poco amichevoli con gli estranei (derivante dalla poca socializzazione – questa citata, in verità – o dalla poca possibilità di vivere esperienze senza essere “salvate” in braccio? Chi lo sa).
Qualunque sia la ragione di tali comportamenti, non credo che tutto si risolva con una pedana basculante e qualche bocconcino… ma questo, purtroppo, è il messaggio che molti padroni poco informati e disperati ricevono dal loro comodo divano.
Questo sono sicura che l’educatore lo sappia benissimo (spero).
Non credo che interventi del genere contribuiscano ad accrescere la cultura cinofila, anzi, sono profondamente convinta che momenti di questo tipo aumentino la confusione e il fraintendimento, rischiando di risultare inefficaci o, nel peggiore dei casi, deleteri.

sosmagalli3Bene: partiamo dal “caso” (se così possiamo chiamarlo) presentato ai “Fatti vostri”.
Due chihuahua (prego notare), madre e figlia, hanno un normalissimo rapporto nel quale la madre – almeno per il momento  domina e la figlia si sottomette, senza grossi problemi. Nel video le vediamo interagire beatamente e senza alcun conflitto quando sono libere, poi vediamo la figlia che ringhia alla madre sulla ciotola (il cibo è sacro e provano tutti a difenderlo, indipendentemente dalle gerarchie!)… ma la madre se ne impippa e la cucciolona si sposta (anzi, si fa una bocconata di crocchette e si mette a mangiarsele sul pavimento).
Sempre la madre, poco dopo, ringhia alla figlia dall’interno della cuccia… e la figlia se ne va.
Per quale motivo la proprietaria sostiene che la sua vita sia diventata (testualmente) “un piccolo, dolce tormento”? Perché sostiene che le sue cagnine “non abbiano un buon rapporto”?
La risposta può essere, ahimé, soltanto una: perché la signora non ha la più pallida idea di cosa sia un cane, di cosa sia l’etologia, di quali siano i rapporti interfamiliari e di branco.
“Devo dividerle per mangiare”: MA VA’?!?
“Devo dividerle per coccolarle”: MA DAI?!?
La signora vorrebbe evidentemente che i suoi cani si comportassero come trudini, anziché come cani. Purtroppo è un problema comune tra chi sceglie cagnolini di taglia minuscola, ma non è un buon motivo per darle ragione.
E qui arrivano i problemi.

sosmagalli2Il problema numero uno sta nel fatto che l’educatore, porello, non può dire a questa signora “lei non dovrebbe avere cani perchè non capisce una beata mazza di cani”.
Non conosco personalmente Tommaso Stegagno e non ho idea di come lavori sul suo campo, ma a giudicare dal suo curriculum sembrerebbe uno che di cani “ne sa”.
Ergo, presumo sappia benissimo che quelle due cagnette non hanno un problema al mondo, se non forse un filino di insicurezza. E infatti l’unica cosa su cui può consigliare di lavorare, in trasmissione, è proprio questa (unitamente alla presunta – molto presunta – aggressività verso gli estranei, che giustamente l’educatore indica come aggressività da paura ma che viene invece enfatizzata da Magalli, che pronuncia un imbarazzante “io non mi avvicino! Sono due jene!” e un ancor più imbarazzante, anche se compensibile, “con me non sarebbe arrivata a due anni”. Son battute, per carità: però di pessimo gusto).

sosmagalli6I successivi suggerimenti di Stegagno (socializzare le cagnette, proporre loro esercizi – come la bascula – che aiutino a rafforzare l’autostima eccetera eccetera) non sono affatto scorretti: anzi. Dirò di più: in tutta la trasmissione l’educatore non ha sparato nemmeno una cazzata, e vi assicuro che è cosa rara, in TV!  Faccio i miei complimenti al collega.
Però è evidente che in quattro minuti non si può indagare sul rapporto con la proprietaria-mamma, né spiegare perché e percome si possano intraprendere certi percorsi.
In quattro minuti che accidenti puoi dire, soprattutto quando – per ovvi motivi – non puoi neppure dare del pirla all’ospite di turno?
Questo è ovviamente il limite di tutte le trasmissioni che si occupano di cani, o meglio di problemi comportamentali dei cani: un argomento che non-si-può-affrontare in pochi minuti, punto e basta.
Non puoi né presentando i metodi alla Millan, né quelli del gentilista di turno: non puoi e non dovresti MAI, per i motivi che ha espresso perfettamente Francesca e soprattutto perché ci vuole un percorso lungo di comprensione dell'”essere cane”.

sosmagalli4La TV, quindi, dovrebbe dedicare  una serie di trasmissioni di almeno un’ora l’una soltanto all’ABC della cinofilia (e non lo farà mai, nonostante io pensi che potrebbe avere un’audience più che discreta: ma cultura e televisione italiana non possono stare nella stessa frase, questo ormai l’abbiamo assodato da anni)… e ancora, sui problemi comportamentali, non dovrebbe metter becco per un motivo molto semplice: chiunque ci lavori davvero, con i cani, sa benissimo che a volte non basta un mese solo per identificare il problema del cane. Figuriamoci per risolverlo.
I problemi comportamentali (quelli veri, intendiamoci!) richiedono una terapia simile, almeno nei vari step, a quella umana: comprensione del problema, accettazione (da parte del proprietario, nel nostro caso), impegno di tutti (cane, proprietario ed educatore, sempre in campo cinofilo) per arrivare gradualmente a risolverlo.
Grazie al cielo la mente del cane è un po’ meno complicata della nostra e quindi i percorsi non durano anni come quelli umani (che a volte sono più lunghi della vita stessa di un cane): però non si può neppure far credere alla gente che tutto si risolva in quattro minuti. E neppure in mezz’ora.

sosmagalli5Ho già detto altre volte, ma lo ripeto, che questo è fuorviante, che alimenta false speranze e che minimizza un qualcosa che invece dovrebbe ottenere tutto il rispetto che merita (e parlo sia del problema, sia dello stesso cane: anche se a volte verrebbe spontaneo farlo, specie quando il cane pesa due chili, non è giusto prendere in giro qualcuno che vive un disagio psicologico). Dulcis in fundo, programmi come questi gettano una cattiva luce sul lavoro degli educatori non televisivi (compresi, probabilmente, quelli che in TV ci vanno: ma loro almeno hanno un cachet che consente di far tacere la coscienza), perché poi la gente arriva sui campi, ti dice “il mio cane si è mangiato la nonna” e si aspetta che tu gli dia la ricettina magica per risolvere tutto in cinque minuti. E quando gli dici “potrebbero volerci mesi” ti guarda con l’occhio vacuo e il fumetto sulla testa (proprio come quello che a volte vedo apparire sulla testa dei cani) con scritto: “Ma come? Il signor X, in TV, rimette a posto tutti i cani in un nanosecondo!”
Ecco, bravo, allora vai dal signor X. E scoprirai che anche lui, lontano da riflettori e telecamere, ti parlerà di tempi lunghi, di lavoro e di impegno: perché questa è la realtà. La TV è finzione, è spettacolo, è – come giustamente ha scritto Francesca – “cine”filia.
Perché si fa? Perché c’è proprio richiesta di soluzioni rapide, veloci ed economiche (più economico di così! Guardo la Tv e provo a fare la stessa cosa, cosa c’è di più comodo?): lo stesso tipo di richiesta che ha causato il proliferare veramente eccessivo di comportamentalisti spacciapillole (ribadisco per l’ennesima volta: non sono TUTTI spacciapillole. Ma purtroppo ce ne sono molti) che fanno credere al proprietario che il suo cane “sia malato” e che lo si possa guarire con la pastiglietta magica (leggi “psicofarmaco”).
Purtroppo la pilloletta, ahimé, funziona come la trasmissione TV: può darti un microaiuto (spesso neppure quello), ma se non ci affianchi il lavoro, l’impegno e la competenza non arrivi da nessuna parte.
La pilloletta, ovviamente, è ancor peggio della trasmissione TV, che almeno non infila sostanze chimiche nell’organismo del cane… ma il concetto di base è lo stesso: la gente vuole soluzioni comode e rapide che non richiedano troppo sforzo, e qualcuno cerca di accontentarla.
Purtroppo quasi tutti, alla fine, devono sbattere il muso contro l’evidenza e accettare che senza mettersi in gioco non si risolve nulla: ma intanto avranno ulteriormente danneggiato – poco o tanto che sia – il loro cane.
E’ giusto che succeda? Certo che no.
Però è un business: e questa sì, che è davvero la parolina magica capace di spiegare tutto.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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