di VALERIA ROSSI – Che bello che è il mondo di Facebook.
Sto meditando seriamente di trasferirmi lì: perché è un mondo in cui tutti sono onesti, pagano tutti le tasse, non buttano via i soldi in sciocchezze inutili, sono fedelissimi al marito/moglie, adottano tutti gli animali in difficoltà, hanno cani perfettamente educati, puliscono tutte le cacche (anche nei boschi e nei prati), preparano con le loro manine succulente pietanzine per i loro animali.
In pochissimi mangiano ancora carne (ma poca): in compenso, tra chi non la mangia, c’è un’altissima percentuale di vegani (col suffisso: MariaVeg, AnnaVeg, PaoloVeg, CarloVeg. Mai visto un  GiorgioProsciutt o una FlaviaBistecc).
Tutti, indistintamente, usano metodi gentilissimi con i loro cani, che ricambiano con la stessa moneta: non abbaiano, non mordono, giocano con tutti e se sporcano in casa (ma non succede quasi mai, perchè sono appunto educatissimi) poi vanno a prendere il mocio e puliscono in proprio.
Se poi proprio gli scappa di partire all’inseguimento di un selvatico, basta bisbigliare il loro nome e tornano di corsa.
Nel mondo “di fuori” ci sono gli allevatori disonesti,  quelli che lucrano sul randagismo, gli ineducatori di cani, gli adottanti di merda che rimandano il cane in canile dopo una settimana: ma a Facebookland nessuno si sognerebbe mai di fare cosacce simili, tant’è che si offendono a morte se osi scrivere che “qualcuno” le fa.
L’immediata reazione è una compilation di clamorose prese di distanza personali (il mio cane non si sognerebbe mai! Io non faccio così! Mio marito è tutta un’altra cosa! Il mio gatto non ci pensa proprio!). Ma non ci sarebbe neppure bisogno di scriverlo: sappiamo bene che a Facebookland sono tutti perfetti!

facebookland2A Facebookland vige anche un rispetto illimitato per i colleghi (di qualsiasi genere): scrivi un articolo su un veterinario che ha piantato il bisturi nel cuore di una gatta anziché sterilizzarla e saltano su millemila colleghi a sostenere che evidentemente, aprendo la gatta, quel povero vet aveva visto un tumore inoperabile e quindi aveva deciso di procedere con una pietosa eutanasia.
L’idraulico che ha ammazzato la moglie di botte, secondo gli altri idraulici, ha agito per legittima difesa: lei (che non ha un profilo su Facebook) lo stava minacciando con una chiave a pappagallo. Il medico che ha cannato la diagnosi, secondo gli altri medici, era stato drogato dall’infermiera (che ovviamente non ha un profilo su FB).
Anche a Facebookland, purtroppo, i canili sono pieni… ma solo di cani di razza, e solo per colpa di quei bastardi che invece di adottare li comprano e ovviamente li abbandonano subito dopo (ma nessuno di loro ha un profilo su FB).
Comunque questa situazione è destinata a finire presto, perché a Facebookland tutti adottano e tutti invitano gli altri a “salvare una vita, svuotando i canili”.
Gli utenti italiani che si connettono a FB almeno una volta al mese sono 24 milioni: d’accordo, non tutti i 24 milioni penseranno di prendersi un animale in casa… ma considerando che il 42% circa degli italiani possiede un cane, si può presumere che la stessa percentuale di abitanti italiani di Facebookland ne abbia o ne desideri uno. E siccome tutti gli abitanti di Facebookland (con rarissime eccezioni) sono dell’idea che i cani vadano adottati in canile, dovremmo avere all’incirca 25 milioni di adozioni a fronte di 200.000 cani presenti in canile.
Ma vogliamo tagliare a metà? A un terzo?
Arriviamo a circa otto milioni di adottanti per duecentomila cani.

likegabbiaNon ho idea del perché i canili non siano già diventati da tempo mete turistiche di memoria storica, ma sicuramente ci arriveremo nel giro di pochissimo tempo: non può andare diversamente, anche perché moltissimi abitanti di Facebookland hanno già adottato di tutto e di più.
Prova a scrivere un qualsiasi articolo in merito alle adozioni e scoprirai subito che “io il mio cane l’ho preso in canile”, “io ne ho presi due!” (e quindi ce l’ho più lungo), “io ne ho adottati sedici!” (e minchia, ce l’ho così lungo che non esistono più mutande capaci di contenerlo).
Tra l’altro i cani di Facebookland non hanno mai un problema al mondo: sono usciti tutti dal canile terrorizzati, nevrotici, mordaci e schizzati, ma nel giro di una settimana sono diventati perfetti. Ora baciano in bocca il postino e appena vedono un altro cane gli offrono il tè con i biscottini.
Come si è ottenuto il miracolo? Ma è semplice: con tanto ammmmoreeeee! E nient’altro.
Perché su Facebook l’ammore è un must. Tutti amano tutti: animali, bambini, vecchietti.
Tutti si commuovono e tutti commentano a suon di cuoricini.
Per questo a Facebookland vorrei andarci a vivere (anche se resterei disoccupata, visto che nessuno ha bisogno di un educatore/addestratore): perché – nonostante qualche piccola lacuna ancora da colmare – è un mondo bellissimo, pieno di gente che si vuole bene e che è capace di amare con tutto il cuore, la mente e l’anima.
A meno che, ovviamente, non trovino qualcuno in disaccordo con loro: che allora deve morire, possibilmente soffrendo molto per  qualche malattia grave e duratura.

NOTA: ringrazio calorosamente il figlio per avermi fornito diversi spunti per questo articolo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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30 Commenti

  1. La mia cucciola non ha bisogno di pulire quando sporca, infatti con l’ammore le ho insegnato a cagare confetti al bergamotto e ora li uso per deodorare gli armadi!!

  2. Non hai tenuto conto di una cosa: su Facebookland i felici adottanti di cani dai canili, soprattutto se il cane è malandato o ha una storia strappalacrime, sarebbero anche 8 milioni però “ho una casa di 90mq e non ho spazio”, “siamo già in 12 in famiglia e non avrei tempo”, “oggi piove e il cane si bagnerebbe”, “sto 29 ore al giorno fuori casa”, “non ho il giardino”, “ho il gomito che mi fa contatto col ginocchio”… “altrimenti lo prenderei subito, è un ammmorree. E’ colpa delle circostanze, io adoro gli animali, li prenderei tutti ma il destino mi rema contro!”

  3. Io un’idea sul perche’ il mondo fiabesco di facebook non si rifletta nella realta’ quotidiana me la sono fatta gia’ da molto tempo e per la verita’ non riguarda solo facebook cosi’ come non riguarda solo i cani. Il motivo per me e’ ormai scontato: facebook e’ gratis. Intendiamoci, quando dico gratis non significa che non si deve pagare una certa cifra in euro per partecipare, ma che nella realta’ ogni volta che si vuole fare qualcosa bisogna fare i conti con il risultato che dipende da una quantita’ di fattori fortuiti ma anche e soprattutto dall’impegno che ci mettiamo oltre che dalle nostre abilita’, sia che le abbiamo gia’ sia che siamo capaci di acqusirle quando ci mancano. Un po’ per tutti questi motivi, tocca fare fatica e il risultato non e’ garantito. Ora, nella realta’ non tutto quello che facciamo lo facciamo per poterne far uso nelle nostre relazioni sociali, cioe’ per conquistare la considerazione degli altri o anche piu’ semplicemente per condividere i nostri interessi. Anzi, per me che sono notoriamente un orso, i miei interessi prescindono da quanto siano condivisi, se poi lo sono anche ben venga ma non e’ necessario.

    Il mondo dei social network invece funziona al contrario, cioe’ e’ fondato proprio sulla condivisione quindi va a finire che, se nel mondo reale prima viene l’interesse personale e poi eventualmente la sua condivisione con altri, nel mondo del social network prima viene la condivisione, non importa di cosa, e poi l’interesse che viene condiviso. In altre parole, la condivisione in se’ e’ piu’ importante di cio’ che viene condiviso. Questo fa si’ che sui social network si affollino figure disposte a condividere qualunque cosa che sia condivisibile il piu’ largamente possibile, cioe’ che restituisca la maggior stima sociale possibile con il minor sforzo possibile. Alla fine, per farla breve, il frequentatore assiduo del social network inventa un se stesso che non esiste nella realta’ perche’ nella realta’ persino per inventarsi un personaggio e sostenerlo e’ richiesta una cerca capacita’ produttiva e quindi un certo sforzo per sostenerla.

    Si potrebbe obiettare che anche nel mondo virtuale dei social network sia richiesto un certo sforzo o almeno un certo impegno e una certa dedizione perche’ alla fine per molti proprio lo scrivere in qualche forma di qualcosa su un qualche strumento web potrebbe corrispondere al proprio interesse personale.

    Domandina: se si prendessero cento persone particolarmente votate alla causa del social networking, che della condivisione di idee e contenuti ne fanno a loro dire uno scopo nella vita, se si desse loro uno spazio a disposizione e si dicesse loro: questo e’ uno spazio web tutto vostro, potete parlare di quello che volete, condividere quello che volete, coinvolgere chi volete, unica condizione e’ che lo spazio che vi viene assegnato e’ vuoto e dovete cominciare voi, proporvi voi agli altri e coinvolgere voi gli altri in quello che proponete, ma dovete farlo garantendo almeno un contenuto originale al mese, bene, su cento grafomani presi dai social network che dicono “si’ che bello! che bello! Facciamo! Facciamo!”, secondo voi, quanti riuscirebbero a mettere insieme una mezza paginetta partendo da uno spazio vuoto?

    Per risparmiare tempo e supposizioni diro’ che l’esperimento io l’ho fatto: la percentuale di grafomani da social network che sono stati in grado di produrre un solo contenuto originale e’ inferiore al 5% e la percentuale di quelli che sono riusciti a produrne un secondo anche senza rispettare la cadenza mensile e’ stata prossima a zero. Tutti si sono lamentati dell’eccessivo impegno richiesto, soprattutto quelli che non hanno prodotto mai niente, molti hanno dato la colpa del fallimento all’eccessiva complessita’ dello strumento a disposizione, soprattutto quelli che non lo hanno mai aperto.

    Cosa significa? Che il 99,9% periodico dei commentatori da social network fa la ruota come il pavone solo se c’e’ una vasta platea a battere le mani, e’ alla ricerca di un’approvazione sociale a costo zero, ma nella realta’ non coltiva alcun interesse per gli argomenti che tratta sul web e alla fin della fiera racconta palle. E’ per questo che sui social network tutti sverniciano il campione del motomondiale tre volte al giorno, adottano non meno di quindici cani, la loro Panda rimappando la centralina fa i 220 ma ora sono pentiti, hanno intrapreso un percorso psicologico insieme ai loro 15 cani e sono grandi sostenitori della campagna “guida responsabilmente” ormai da cosi’ tanto tempo che non sanno neanche piu’ dire quanto, rispettano tutti i limiti di velocita’ e anche i loro quindici cani quando vanno al parco corrono si’ ma piano responsabilmente e si fermano quando ci sono le strisce per far passare le nonne che attraversano con la carrozzina del nipotino.

    • Nerofumo condivido il tuo pensiero sul fenomeno fb ma non essendovi iscritta non nè conosco le dinamiche né gli ambienti. Per quanto mi riguarda, mi rifiuto di accedervi anche per il seguente motivo:
      Alcuni anni fa mi ero iscritta a dei forum che trattavano di razze di cani da me molto apprezzate. I forum però erano di quelli (passatemi il termine) chiusi. Cioè dal “titolo” si poteva intuire chiaramente che cosa trattassero in generale ma per accedervi e consultarli era necessario registrarsi. Niente di trascendentale ovviamente ma nel tempo mi sono resa conto che comunque i maggiori frequentatori erano come un elite precostituita e più che uno scambio di opinioni, mi sembrava come una ricerca numerica di iscrizioni.
      Insomma inizialmente preferisco poter curiosare, conoscere, leggere, capire e solo in seguito se desidero intervenire o partecipare, rilasciare giustamente
      all’amministratore del forum o blog i miei dati.

      • Io ho un account facebook semplicemente perche’ anni fa ho accettato un invito perche’ mi sembrava scortese non accettarlo. In generale direi che il social network ha preso un po’ il posto del forum nella sua accezione peggiore. Fino a qualche anno fa, il forum era lo strumento piu’ a buon mercato e alla portata di tutti anche dal punto di vista tecnico per scambiare opinioni sul web e infatti e’ stato usato per molto tempo anche al di la’ dello scopo per cui e’ stato creato fino a diventare impropriamente uno strumento di editoria fai da te. Piu’ adatto all’editoria e’ invece il blog che sembra uno strumento simile ma in realta’ ha finalita’ diametralmente opposte al forum. Nel tempo io ho amministrato piu’ di un portale che comprendeva al suo interno blog, forum od altro. Nel caso del forum, inteso come applicazione web di collaborazione tra utenti, ne ho amministrati alcuni di libero accesso ed altri invece in cui era necessario iscriversi o addirittura essere iscritti dall’amministratore. La differenza tra gli uni e gli altri sta nelle finalita’: L’uso corretto di questi strumenti prevede che quelli di libero accesso abbiano finalita’ divulgative dei contenuti rivolte a chiunque, quelli per i quali e’ necessario registrarsi per poter scrivere di solito assolvono la necessita’ di identificare univocamente un utente web indipendentemente dalla sua identitita’ nella vita reale e quelli dove l’iscrizione viene fatta dall’amministratore di solito sono forum di servizio dedicati proprio a gruppi la cui ragione aggregativa e’ esterna al forum. Per esempio, mi e’ capitato di gestire il portale di un’associazione dove al suo interno c’era un forum di servizio per i soci con accesso consentito ai soli soci gestito dagli amministratori, un forum per chi pur non essendo socio desiderava comunque contribuire alle discussioni e questo prevedeva l’iscrizione “self service” con indirizzo email verificato, e infine alcune aree di libero accesso con finalita’ di promozione dell’associazione. Ora, io non trovo niente di strano nel fatto che un amministratore abbia a disposizione i miei dati e infatti, se verso il pubblico uso un nickname come Nerofumo per evitare sgradite rotture di scatole, mi registro sempre con un indirizzo email che contiene tranquillamente nome e cognome perche’ trovo giusto che chi amministra il sito e quindi ne ha la responsabilita’ sappia con chi ha a che fare.

        Detto questo, che per altro e’ un po’ fuori tema, secondo me quello che e’ successo con i social network in generale e con facebook in particolare perche’ e’ il piu’ diffuso qui da noi, e’ che su di esso e’ migrata la compagine piu’ sterile che prima frequentava i fora, cioe’ quella gran parte di utenza che nel tempo ha scambiato lo strumento ovvero il mezzo con il fine. Il social network e’ poi lo strumento che meglio accoglie il desiderio dei piu’ di raggiungere uno status di approvazione sociale e la naturale conseguenza e’ che chi scrive sui social network nella quasi totalita’ dei casi non scrive cio’ che pensa e non si descrive com’e’ ma come pensa che debba essere perche’ gli sia riconosciuta l’approvazione degli altri. Anch’io, se fossi piu’ interessato all’affermazione sociale nel mondo virtuale, probabilmente mi dipingerei come il Brad Pitt della cinofilia quando faccio il figo parlando di cani, oppure come Jack Sparrow quando voglio apparire come una simpatica canaglia del mondo dell’informatica etc…

        Il risultato finale, al di la’ di tutto, e’ che il mondo del social network e’ altro dalla realta’ e al di fuori di esso non e’ il caso di farci affidamento.

        • Direi che sono eroi virtuali (sia nel senso di “ipotetici” che nel senso di “inconsistenti”), il cartone almeno un minimo di consistenza ce l’ha… 🙂

          • Hem… si’. Per la verita’ la definizione ha un’origine molto poco “nobile”; in pratica era il titolo di una tramissione di cartoni animati degli anni ’70 all’interno della TV dei ragazzi; insomma, un ricordo d’infanzia.

        • Ti ringrazio Nerofumo della risposta, hai illustrato le varie tipologie sulla virtualità delle comunicazioni che non riuscivo a definire.

          • Bitte. Ho comunque fatto un po’ di casino nell’esposizione e mi sono dimenticato anche qualche pezzo, ma la rispsota era gia’ fin troppo lunga cosi’.

      • Credo di aver capito…anch’io sono finita da quelle parti. Dico in due parole quello che ho già detto tempo fa: detesto l’ipocrisia, mi piace questo sito perchè Valeria è com’è: un simpaticissimo essere umano con i suoi limiti e le sue doti, come tutti. Mi piacete voi perchè siete voi stessi… (bè, forse non proprio tutti tutti), he, he

  4. Ahahahah! concordo su tutto, anche se davvero ho preso una cagnolina da un rifugio! 😀 e, anche se il tizio viveva a Facebookland, e non mangiava carne, per il resto era stronzo come da noi 😉 tanto che ha usato i soldi delle donazioni per i suoi comodi.

  5. AHHAhahahahhahahahah MUORO!
    Grazie Valeria, grazie! Ora sono soltanto più felice di prima di non avere un profilo FB

    FlaviaBistecc XD aahahhaha

  6. E allora vedi che ognuno ha il cane che si merita???
    io ho un “truzzotamarro? ” e me lo merito perchè a me tutti quelli bbbuuoooni, pieni di ammooore, che non mangiano le bistecche perchè non sono mangiacadaveri e la carne fa tanto male (invece l’insalata al sapor di pesticida rende la pelle luminosa…anche al buio..),spargono cuori che manco a S.Valentino…, aiutano tutti (purtroppo solo col pensiero, perchè ci sono sempre settemilioniventordicimila motivi per i quali proprio proprio non possono..) quelli che tutti sono poooveriiiniii, che vanno aiutati, capiti….OH…, a me quelli…… mi irritano quanto le pulci sul culo di un cane…. Mi viene voglia di poterli eliminare con una grattata…
    Che dite? ‘so asociale???
    Meno male che ci sono le pagine divertenti…

  7. Io sono iscritta FB da un pezzo e ho anche conosciuto personalmente delle persone simpatiche incontrate li`. Ho due cani che erano stati abbandonati due cani maschi anzianotti che ormai convivono pacificamente da 3 anni, vorrei prenderne altri e forse fra non molto avremo inc as una nuova femminuccia ma non potendo prenderli tutti condivido sempre i cani che cercano casa e proprio ieri ho saputo che dalla mia bacheca una cagnolina e` “saltata” nellacasa di un contatto di FB. Anche io sono fra le persone che vorrebbero essere vegetariane ma fatico in quanto allevata carnivora a fare il salto definitivo e mene vergogno abbastanza perche` eticamente la trovo una bella cosa e anche se essere vegetariani o vegani fosse una moda e` unabella moda. Da parecchio tempo seguo Valeria e l`articolo mi ha come sempre divertito..mi ha anche dato da pensare e son arrivata alla conclusione che su FB chi si somiglia si piglia e sicuramente Valeria ha fra glia mici di FB tante persone come quelle descritte che amano gli animali. Queste persone cercheranno magari di svuotare i canili anche se si ha l`impressione di cercare di svuotare il mare conun cucchiaio. Avra` anche fra gli amici molte persone che per rispetto agli animali cercano di non mangiare carne o che per lo meno lo trovano lodevole, e` una sensibilita`c h si ta diffondendo quindi e`normale che pensandoci molti apprezzino l`idea come quella di non portare pellicce o di fare petizioni in favore di animali e fare donazioni per i volontari delle perreras spagnole. Non credo che tutti e neanche la maggior parte lo faccia per “apparire buono”, su FB ci sono infiniti profli di persone a cui degli animali non frega una mazza, non ne hanno, non ne vogliono, se ne ereditano uno lo mollanoin canile non aiutano a far star meglio quelli che hanno bisogno di una mano etc..etc… ce ne saranno milioni e ci soon anche emeriti stronzi che per un po` la fanno franca ma poi li si sgama e persone che inneggiano a idee folli e perverse. Non credo pero` fra i miei amici e naanche fra i miei contatti perche` se ne scopro uno basta un click e lo elimino e credo non siano neanche fra quelli di Valeria. In questo senso FB e` davvero un paradiso terestre…ti tieni solo quelli che ti piacciono e gli altri li “elimini” come purtroppo non si riesce a fare nella realta` e per la verita` io elimino anche quelli che non sono “gentili” perche` mi da` fastidio la gente che non sa discutere con civilta`. (e cavolo non mi lascia commentare entrando da FB ^o^ ^o^ ^o^)

  8. E ho dimenticato una cosa: se lo si usa adeguatamente esi scelgono i gruppi adatti FB offre la possibilita` di imparare moltissime cose scambiarsi opinioni costruttive, rivedere leproprie idee magari e didivertirsi moltissimo fra persone educate interessate agli stessi argomenti qualunque essi siano. FB e` come tutti gli strumenti nelle mani di chi lo usa. Scusate l`enciclica

    • sono d accordo Ermanna, di tutto occorre fare un buon uso. E’ vero, nel magnifico mondo di facebookland sono tutti bravi e sani. Ma si prende e si da quello che si vuole e ci si allontata quando le discussioni diventano veramente improbabli. Ma di consigli e opinioni costruttive da utilizzare è pieno sto FB. Quindi mo non fate che nessuno di voi è iscritto. Altrimenti vivete nel mondo di nobacebookand pieno di gente fica e bella!!! Eddai su!!

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