venerdì , 24 novembre 2017
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Il meraviglioso mondo di Facebook

di VALERIA ROSSI – Che bello che è il mondo di Facebook.
Sto meditando seriamente di trasferirmi lì: perché è un mondo in cui tutti sono onesti, pagano tutti le tasse, non buttano via i soldi in sciocchezze inutili, sono fedelissimi al marito/moglie, adottano tutti gli animali in difficoltà, hanno cani perfettamente educati, puliscono tutte le cacche (anche nei boschi e nei prati), preparano con le loro manine succulente pietanzine per i loro animali.
In pochissimi mangiano ancora carne (ma poca): in compenso, tra chi non la mangia, c’è un’altissima percentuale di vegani (col suffisso: MariaVeg, AnnaVeg, PaoloVeg, CarloVeg. Mai visto un  GiorgioProsciutt o una FlaviaBistecc).
Tutti, indistintamente, usano metodi gentilissimi con i loro cani, che ricambiano con la stessa moneta: non abbaiano, non mordono, giocano con tutti e se sporcano in casa (ma non succede quasi mai, perchè sono appunto educatissimi) poi vanno a prendere il mocio e puliscono in proprio.
Se poi proprio gli scappa di partire all’inseguimento di un selvatico, basta bisbigliare il loro nome e tornano di corsa.
Nel mondo “di fuori” ci sono gli allevatori disonesti,  quelli che lucrano sul randagismo, gli ineducatori di cani, gli adottanti di merda che rimandano il cane in canile dopo una settimana: ma a Facebookland nessuno si sognerebbe mai di fare cosacce simili, tant’è che si offendono a morte se osi scrivere che “qualcuno” le fa.
L’immediata reazione è una compilation di clamorose prese di distanza personali (il mio cane non si sognerebbe mai! Io non faccio così! Mio marito è tutta un’altra cosa! Il mio gatto non ci pensa proprio!). Ma non ci sarebbe neppure bisogno di scriverlo: sappiamo bene che a Facebookland sono tutti perfetti!

facebookland2A Facebookland vige anche un rispetto illimitato per i colleghi (di qualsiasi genere): scrivi un articolo su un veterinario che ha piantato il bisturi nel cuore di una gatta anziché sterilizzarla e saltano su millemila colleghi a sostenere che evidentemente, aprendo la gatta, quel povero vet aveva visto un tumore inoperabile e quindi aveva deciso di procedere con una pietosa eutanasia.
L’idraulico che ha ammazzato la moglie di botte, secondo gli altri idraulici, ha agito per legittima difesa: lei (che non ha un profilo su Facebook) lo stava minacciando con una chiave a pappagallo. Il medico che ha cannato la diagnosi, secondo gli altri medici, era stato drogato dall’infermiera (che ovviamente non ha un profilo su FB).
Anche a Facebookland, purtroppo, i canili sono pieni… ma solo di cani di razza, e solo per colpa di quei bastardi che invece di adottare li comprano e ovviamente li abbandonano subito dopo (ma nessuno di loro ha un profilo su FB).
Comunque questa situazione è destinata a finire presto, perché a Facebookland tutti adottano e tutti invitano gli altri a “salvare una vita, svuotando i canili”.
Gli utenti italiani che si connettono a FB almeno una volta al mese sono 24 milioni: d’accordo, non tutti i 24 milioni penseranno di prendersi un animale in casa… ma considerando che il 42% circa degli italiani possiede un cane, si può presumere che la stessa percentuale di abitanti italiani di Facebookland ne abbia o ne desideri uno. E siccome tutti gli abitanti di Facebookland (con rarissime eccezioni) sono dell’idea che i cani vadano adottati in canile, dovremmo avere all’incirca 25 milioni di adozioni a fronte di 200.000 cani presenti in canile.
Ma vogliamo tagliare a metà? A un terzo?
Arriviamo a circa otto milioni di adottanti per duecentomila cani.

likegabbiaNon ho idea del perché i canili non siano già diventati da tempo mete turistiche di memoria storica, ma sicuramente ci arriveremo nel giro di pochissimo tempo: non può andare diversamente, anche perché moltissimi abitanti di Facebookland hanno già adottato di tutto e di più.
Prova a scrivere un qualsiasi articolo in merito alle adozioni e scoprirai subito che “io il mio cane l’ho preso in canile”, “io ne ho presi due!” (e quindi ce l’ho più lungo), “io ne ho adottati sedici!” (e minchia, ce l’ho così lungo che non esistono più mutande capaci di contenerlo).
Tra l’altro i cani di Facebookland non hanno mai un problema al mondo: sono usciti tutti dal canile terrorizzati, nevrotici, mordaci e schizzati, ma nel giro di una settimana sono diventati perfetti. Ora baciano in bocca il postino e appena vedono un altro cane gli offrono il tè con i biscottini.
Come si è ottenuto il miracolo? Ma è semplice: con tanto ammmmoreeeee! E nient’altro.
Perché su Facebook l’ammore è un must. Tutti amano tutti: animali, bambini, vecchietti.
Tutti si commuovono e tutti commentano a suon di cuoricini.
Per questo a Facebookland vorrei andarci a vivere (anche se resterei disoccupata, visto che nessuno ha bisogno di un educatore/addestratore): perché – nonostante qualche piccola lacuna ancora da colmare – è un mondo bellissimo, pieno di gente che si vuole bene e che è capace di amare con tutto il cuore, la mente e l’anima.
A meno che, ovviamente, non trovino qualcuno in disaccordo con loro: che allora deve morire, possibilmente soffrendo molto per  qualche malattia grave e duratura.

NOTA: ringrazio calorosamente il figlio per avermi fornito diversi spunti per questo articolo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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