domenica , 19 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Umorismo >> I 'veri' standard >> Il Vero Standard del… Volontario di Merda – parte seconda

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Il Vero Standard del… Volontario di Merda – parte seconda

di FABIANA ROSA – Come promesso nella prima parte, oggi vi presento le categorie in cui possiamo suddividere il Perfetto Volontario di Merda:

fatequalcosa•  Il Qualcunofacciaqualcosista
Fotografia di cane squartato o di gatto investito, o scritta fatta (malissimo) con paint condivisa su Facebook con scritto: “segnalo cane gravemente ferito su Via Tal dei Tali. Io non mi sono potuta fermare, QUALCUNO VADA!”
Armiamoci e partite, e qualcuno faccia qualcosa.
Qualcuno che non ha un cazzo da fare, mica come me che oh, dovevo correre a Gaza a fare un intervento a cuore aperto su un neonato sotto le bombe e proprio non potevo fermarmi. Però ho fatto la foto, per quella mi sono fermata. E l’ho pubblicata su Facebook, quindi il mio l’ho fatto.
Sotto la foto, la pletora di commenti: la volontaria che ha fatto la foto perché non si è fermata? QUALCUNO LO TOLGA DA LI’!
In aggiunta, il solito corredo di insulti gratuiti rivolti ad ignoti: devono morire! Bastardi! Come si fa a ridurre un cane così, schifosi, crepate, ecc.
La domanda che mi pongo è: ma solo nella mia Associazione facciamo inversioni a U da straccio della patente per raccattare pure una pantegana senza rompere i coglioni a nessuno?
Ma ‘sta gente non si può fermare mai? Ma mai, eh.
C’hanno un sacco da fa’, loro. Mica come noi che non lavoriamo, non abbiamo una vita e passiamo i pomeriggi a grattarci sul divano mentre giochiamo a Pet Rescue Saga.
Noi ci possiamo fermare, loro MAI. Il mondo li ringrazia del prezioso contributo che apportano facendo “altro” sicuramente più importante.

vocalist  La Vocalist
La vocalist è praticamente sempre una donna, su questo non si discute.
Le vocali che chiudono le parole “urgente” e “adottato” escono dallo schermo, si diffondono nell’atmosfera, creano un nuovo elemento chimico dal peso specifico di ottocentoventi chili a grammo formando legami covalenti con l’anidride carbonica presente nell’aria e, in questa nuova forma solida pesantissima fatta di fastidio allo stato puro, si schiantano contro il cervello del disgraziato utente che cerca invano di capire che cazzo ci sia scritto dopo la settantaquattresima “O” di “SIAMO AL COLLASSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (etc.)”, causandogli un danno cerebrale.
Se l’utente ha pazienza certosina e soprattutto tempo da perdere, dopo una caccia al tesoro ed una settimana di scroll sulla pagina dell’appello per arrivare in fondo alle O, generalmente si scoprirà che la gravissima urgenza per cui tutta la rete deve mobilitarsi, raccogliere firme su Change.org e gettarsi in strada urlando, è un gattino di due mesi per cui cercano stallo.
Io chiamerei l’ONU, per una cosa del genere.

aspiratristeL’aspirapolvere postulante
“Aspira” un numero indefinito di cani o gatti, spesso raccattandoli in giro o addirittura facendoli spostare appositamente dal sud per stallarli, di sua sponte.
Non ha un lavoro “reale”, non ha soldi, non ha la macchina, non ha la macchina fotografica, a stento sa mandare una mail, vive sotto un ponte, il marito l’ha lasciata, vive in condizioni tipo “Sepolti in casa animali” e dichiara: “nessuno mi aiuta”.
Premesso che nessuno è obbligato a occuparsi della vita degli animali piuttosto che occuparsi della propria che è un vero bordello (e questo mi fa sorgere delle domande tipo: sarà mica che sistemare la tua vita è troppo difficile, e la scusa per non farlo diventano gli animali? Ma non voglio fare la psicologa da supermercato, eh), lei dice frasi tipo “non mangio io per far mangiare i gatti”, “se non mi aiuti tu non lo farà nessuno” e simili altri terrificanti ricatti emotivi, per convincere il poraccio di turno ad elemosinare aiuto di qualche tipo e continuare a campare di espedienti.
Comincia a chiamare gente piangendo al telefono. Se per levartela dai coglioni le piazzi qualche gatto o cane hai letteralmente terminato di vivere: comincerà a cercare di accollartene ottanta a settimana. Avviso per i volontari: queste persone sono persone gravemente problematiche, anche perché accettano solo ed esclusivamente l’aiuto che dicono loro, non l’aiuto che serve realmente, e molto raramente accettano soluzioni risolutive che realmente abbiano senso.
In sostanza: vogliono rimanere esattamente così come stanno, con gli animali che riempiono lo spazio e l’esistenza, senza i reali mezzi per farli stare bene.
Vogliono le crocchette, ma quando si tratta di dare in adozione dei cuccioli, fanno storie. Oppure vogliono che vengano pagate le cure, ma non accettano che gli animali vengano sterilizzati; mandi in adozione un gatto e quando torni la settimana dopo ce ne sono quattro nuovi (non potevo lasciarli lì!); insomma trovano sempre degli escamotages per non uscire mai dalla condizione in cui sono.
Lì bisogna andare con un camion, le forze dell’ordine, caricarsi tutti gli animali ed intimare alla psicopatica di turno di non prendersi neanche un criceto mai più, pena una caracca di mazzate.

Homer_simpson_incazzato•  Il fanatico delle invettive contro ignoti
Questi sono i migliori, io ho alcuni contatti di questo tipo su Facebook di cui periodicamente vado a guardare i profili per farmi quattro risate.
Uno status su tre è un insulto molto lungo e scritto tutto rigorosamente in maiuscolo, verso qualcuno di non specificato, di cui non si fa quasi mai il nome, che generalmente è un altro volontario o volontaria (che è stato già bloccato, ma a cui qualcuno manderà uno screenshot dell’invettiva, al quale risponderà con un’altra invettiva sulla propria bacheca – se siete così fortunati da avere entrambi i contatti tra gli amici avrete la possibilità di assistere al campionato mondiale del trash, il tutto gratuitamente).
Spesso l’autore (ma più spesso autrice) dello status si rivolge all’accusato (ma più spesso accusata), con cui fino al giorno prima aveva mangiato pane e caciotta in mezzo alla merda dei cani, dandogli/le del Lei. “La Signora X dovrebbe sapere che…”.
Quale raffinato espediente letterario, per creare il necessario distacco! Che meravigliosa perla!
Le accuse generalmente sono:
– tu DICI di essere una volontaria e invece [inserire qui, a scelta: non fai un cazzo, stai davanti al computer, hai rubato quattro euro dalla colletta per il cane Lillo, te ce sei pagata le bollette coi soldi dell’associazione, tieni i cani demmerda, ecc.] – Come ti permetti di dire a me che [inserire qui, a scelta: non faccio un cazzo, sto davanti al computer, ho rubato quattro euro dalla colletta per il cane Lillo, me ce so pagata le bollette coi soldi dell’Associazione, tengo i cani demmerda, ecc.] – (in risposta ad un altro status) E allora tu che [inserire qui, a scelta – ormai conoscete l’elenco] – Insulti gratuiti su aspetti assolutamente non inerenti il volontariato. Ho letto cose che vanno da “guarda come vai in giro” (ma che cazzo c’entra?!) fino ad elegantissimi “sei una soffocottara” (neologismi di rara bellezza, ma che rendono l’idea).
– Risate pluriripetute in maiuscolo che dovrebbero rappresentare sbeffeggio e atteggiamento da “mi fai ridere, io sono superiore”, ma che in realtà dipingono un quadro di rodimento di culo che non riesce ad incanalarsi altrimenti.
Insomma, si parte dagli animali e si arriva a denigrare le reciproche presunte passioni per il sesso orale in un percorso dialogico in differita (che va per screenshot) dall’improbabile e non chiara consecutio.
Il tutto condito sempre e comunque con un tu non sei una vera volontaria.
Chi lo debba dare, il bollino della volontaria vera, è ancora da stabilire.
Sotto a tali status, perle di eleganza, di profondità d’animo e della sensibilità che chiaramente è prerogativa di ogni volontario, la serie di commenti degli amici:
– “Ma chi?”
– “Non so niente, mi dici in pvt?”
– “E’ vero, l’ho vista io che li faceva, i soffocotti”
– “A me me l’ha fatto, un soffocotto, ma non era niente di che”
– (dopo seicento commenti) “Qualcuno ha richieste per un cucciolo futura taglia media?
Io non ho la TV da diversi anni, ma a quanto pare questo mio tentativo per evitare il trash non è stato sufficiente.

querelanti•  I querelanti
Sono la deriva dei precedenti. Stanno in fissa con querele e denunce, ma mica a strutture lager, a gestori collusi, no no. Questi volontari si denunciano tra di loro, o più spesso si minacciano di denunce a rotta di collo, in una tristissima guerra tra poveri.
Si querelano a vicenda partendo semplicemente da antipatie reciproche, si combattono a suon di richieste di pezze d’appoggio e di fatture dove dovrebbero giustificare al mondo (a cui non gliene frega una mazza, per la cronaca) come hanno speso i soldi dei donatori.
E lì si aprono album che nessuno guarderà mai, con scontrini dove si giustificano i 14 euro spesi per comprare sei scatolette di umido Hill’s, e i 30 per la visita veterinaria del solito cane Lillo, ormai oggetto di contesa perenne.
Per la cronaca, giusto per rendere noto come funziona la legge, le Associazioni non sono tenute a giustificare come spendono i propri soldi se non ai soci che ne facciano richiesta in assemblea soci. Quindi non è che se vi arriva un personaggio mai visto e su Facebook vi chiede “e come li spendete i vostri soldi? Io lo voglio sapere!” voi siate tenuti a rendere pubblico ogni cazzo di scontrino.
Per quanto riguarda i volontari “singoli”, sinceramente mi sembra che abbiamo situazioni ben più gravi da andare a denunciare, piuttosto di uno che ipoteticamente si frega 50 euro.
Cioè, anche fosse. Anche perché la maggior parte di queste fantomatiche denunce alle autorità competenti sono nei confronti di gente che sì, magari non avrà proprio tutte le rotelle a posto (chi di noi volontari le ha?), ma di certo non ci si arricchirebbe comunque, anche a fare una colletta al giorno.
In generale la cosa migliore è donare a chi si ritiene degno di fiducia, e basta. Smettetela di rompere i coglioni agli altri, grazie.

Milagros-Foto-TodasLa Milagros de noantri
Ve la ricorderete tutti (almeno gli over 30) Grecia Colmenarens, con la lacrima sempre in tasca, circondata da stronzi tiranni, perennemente innamorata di un amore impossibile, in un serial dove il buongusto non trova cittadinanza e stanno sempre tutti a piagne, tutti a fa’ sceneggiate in tipico stile sudamericano strappandosi capigliature cotonate.
Eccola lì, la nostra volontaria che si strugge disperata per ogni cane, gatto o creatura che il buon Odino pianta sulla terra. I suoi cani – che spesso chiama povere anime o sinonimi vari – si stanno sempre lasciando morire, se non trovano adozione finiranno tutti in un canile lager.
Per leggere i suoi appelli devi prepararti a spararti direttamente una flebo di tristezza allo stato puro, fino a derive splatter di dubbio gusto che farebbero venire il voltastomaco anche a un medico legale. Tipo questa:

boxerseqChe la situazione generale non sia rosea lo sappiamo tutti, ma certo un atteggiamento di quel tipo non attira nessuno verso le adozioni e verso il volontariato; non più di quanto faccia un cartello con scritto “se diventi volontario finisci come me”.
Pane e disperazione a colazione, rammarico e cordoglio a pranzo, fiumi di lacrime e tentativi di suicidio a cena.
Ogni tot condivide su Facebook uno status dove minaccia di smettere di fare volontariato o di chiudere il suo profilo Facebook, perché sono tutti cattivi, sono tutti stronzi, ce l’hanno tutti con lei, e lei che ha tanti problemi non ce la fa più.
Per nostra sfortuna non lo farà MAI.

diavolopc•  Il volontario da pc/complottista
Non fa un cazzo, ma sta sempre davanti al computer a criticare come lavorano gli altri. Non ha mai raccolto un cane in vita sua, probabilmente non ha mai neanche visto un cane dal vivo, ma lo trovi a commentare elargendo preziosissime perle su come si doveva fare invece di fare come avete fatto voi. Legge un appello di un cane anziano e scrive che deve essere soppresso, questo è egoismo!
Legge di un cane adottato e scassa la minchia perché vuole sapere dov’è ora quel cane, io lo voglio sapere, secondo me c’è qualcosa sotto! Cane che ovviamente non ha mai visto in vita sua, che vive a 800 km dalla sua regione.
Se una volta, Iddio non voglia, dona due euro per un cane (facendo prima ottocento domande per assicurarsi che la sua preziosa donazione non vada in mano a truffatori che con quei due euro finanzieranno un traffico illecito verso la Germania – nota meta di vivisezione), vorrà avere voce in capitolo sulle sorti del cane e soprattutto continuerà a chiedervi aggiornamenti su di lui una volta a settimana anche dopo sei anni. Se al sesto anno non rispondete perché vi state occupando degli altri trecento cani che avete, prima vi sputtana con un comunicato stampa su Facebook e poi vi denuncia alle autorità competenti (vedi sopra).

mendicante•  I collettari
Collette, collette, collette. Collette per far operare il cane (e ci sta), collette per le analisi del cane (e ci sta), collette per comprare numero due scatolette di umido (no, non ci sta), collette per raccogliere 10 euro per comprare una vaschetta di sabbietta per il gatto (no, non ci sta).
Amici cari, le collette le facciamo tutti, ma quando si decide di occuparsi di un cane è necessario almeno avere la possibilità minima di mantenerlo: il cibo e un antiparassitario.
Il resto – a parte le cure in emergenza per cui le collette sono giustificate – in linea teorica potreste (e dovreste, nel caso in cui non possiate) farlo pagare all’adottante (esattamente come fanno tutte le associazioni serie del resto del mondo).
Ma se proprio non volete agire in questo modo quantomeno evitiamo le lotterie tristissime con biglietti da due euro per vincere una collanina bruttissima fatta a mano che non si metterebbe neanche mia nipote di 6 anni, che fanno proprio povertà e a me personalmente mettono uno squallore addosso che mamma mia. Che poi passa sempre il messaggio che i volontari sono degli elemosinatori professionisti che se ne vanno in giro a fare le figurelle da peracottari, manco abitassimo tutti sotto a un ponte.

Gattara_pazza_Simpson• Quelle uscite con la legge Basaglia

queste donne (perché sempre donne sono, diciamocelo), rappresentano il cliché del volontariato. Queste qui sono quelle che vengono in mente alla persona media quando dichiarate di essere una volontaria, è per questo che ci schifano tutti.
No, non sono tantissime, ma ci fanno proprio una brutta pubblicità. Abbiamo qui delle psicopatiche vere, accumulatrici seriali di bestie di ogni tipo, che dormono dove i cani pisciano e mangiano dove loro cagano. Vanno in giro come se la mattina si gettassero al buio nella campana gialla degli abiti da donare ai poveri, quello che resta attaccato alla tigna presa dai gatti costituisce l’outfit perfetto per andare in giro.
Siccome sono volontarie da millemila anni, qualcuno si premura anche di accollare a queste tizie i preaffidi (che guarda un po’, vanno sempre male: la famiglia era inaccettabile, il cane non poteva cagare sul letto, questo è maltrattamento! Ora li faccio mettere in black list!).
Chiaramente non hanno amici, anche i volontari con cui collaborano per un periodo, dopo un po’ le mandano gentilmente o meno gentilmente affanculo.
La loro casa è una gimkana tra sacchi di crocchette, merda di gatto, trasportini e porte chiuse: perché in camera da letto ci sono le due oche tolte al maltrattamento che non vanno d’accordo con i quattordici gatti che sono in salone, che non vanno d’accordo con i trenta topi in cucina, tolti a un laboratorio di sperimentazione animale (non sia mai tenerli in gabbia, i topi: devono stare liberi! Quindi giustamente si mangia con le pantegane che ti entrano nel piatto). Se chiedete di andare in bagno trovate la tazza del cesso murata per farci un microstallo per gattini cuccioli.
Ora sarò impopolare, ma a me ‘sta gente mi fa chiedere: ma un bel TSO annuale, non sarebbe meglio per tutti?

Avrei voluto tirar fuori anche altre numerose tipologie incontrate negli anni, la varietà umana è infinita come in qualsiasi ambito; ma già l’amica Valeria ha dovuto dividere in due l’articolo: non diventerà il Guerra e Pace contro il volontario, che poi pare che sputo nel piatto dove mangio.
Certo è che per metterci a ravanare tra i dimenticati, per andare a raccogliere gli ultimi nel fango, qualche cosa di non risolto ce lo dobbiamo avere un po’ tutti noi che – gratis e spesso rimettendoci in soldi e salute – combattiamo per tirare fuori un cane dalla gabbia come se ne andasse della nostra stessa esistenza.
Probabilmente il dato di fatto è che è esattamente quello: a volte mi domando, ma cosa faremmo tutti noi se per magia i canili diventassero tutti vuoti davvero, se non ci fossero più gattini a morire di freddo, se nessun animale venisse più sfruttato, considerato meramente cibo o oggetto di utilizzo per l’umano? Forse quantomeno si smetterebbe di litigare, di urlare, di tirarsi addosso minacce di denunce. Ma probabilmente no.
O forse sono io che ormai ripongo scarsissima fiducia nell’Umana Natura. Compresa la mia.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Fabiana Rosa

34 anni, vegetariana, terapista per bambini disabili per lavoro, cantante e volontaria animalista per passione. Grafomane e logorroica, scrive ovunque le diano spazio, altrimenti se lo prende da sola. Presidente e fondatrice dell'Associazione Progetto Quasi, si occupa da anni di cani disabili e anziani, che chiama in modo molto poco politically correct "gli sfascioni". Il suo stile di vita, di volontariato e di scrittura è quantomeno fuori dai canoni. A tratti non si sopporta neanche da sola.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico