di JURI BERTOLDERO – Solo recentemente inizio a capire, o meglio percepire, l’intelligenza e la sua correlazione con l’addomesticabilità degli animali.
Gli individui intelligenti – di qualsiasi specie siano – necessitano di maggior libertà di scelta e di azione; questo gli umani – specie svezzata al potere ed alla sottomissione – non lo apprezzano.
Questa loro intelligenza non li fa percepire come addomesticabili. Se un animale non obbedisce, inconsciamente pensi: è stupido, non mi ascolta. Stupido, cane stupido, pecora stupida, maiale stupido.
Certe specie sono però particolarmente opportuniste, pertanto sotto ricatto di un bocconcino lasceranno i sapiens a bocca aperta.
“Ti presento il cane” mi chiese il secondo articolo su Molly, “the bull-sheep”: sinceramente spiegai che l’intelligenza degli ovini va ben oltre la nostra innocente interpretazione.
Non essendoci studi a riguardo, e non avendo realmente capito quest’incredibile e sottovalutata specie, non posso assolutamente condividere una percezione con l’intento di spacciarla per verità: mi unirei alle infinite piaghe della mente quali disinformazione, pressapochismo e soprattutto individuali interpretazioni antropocentriche su una specie a dir poco sconosciuta.
La pecora è seriamente un’opportunista di merda: spesso non fa quel che chiedi, esegue ragionamenti ben più complessi di quello che la nostra mente riesce superficialmente a vedere, ma non fa quel che chiedi se non le conviene.
Ma non è forse la ribellione alla schiavitù sinonimo d’intelligenza?
Non è forse il riuscire a farmi fesso ogni volta sinonimo d’intelligenza?
Mi limito a dire: “C’è molto più, ma non posso scrivere oltre”.