sabato , 18 novembre 2017
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“Cugginate” sulla castrazione

castrocanedi VALERIA ROSSI – In questi giorni ho riproposto, su Facebook, due vecchi articoli sulla necessità o meno di accoppiarsi: uno dedicato ai maschi e uno riservato alle femmine. Contemporaneamente, per una delle strane coincidenze che spesso si verificano nella mia vita scribacchinica, mi sono arrivate due segnalazioni abbastanza choccanti: una è quella del veterinario che ha fatto la legatura dei condotti deferenti al cane anziché castrarlo perché (testuale, purtroppo) “così si sarebbe potuto divertire lo stesso, non avrebbe perso la sua virilità e (!!!) non sarebbe diventato gay“.
L’altra è quella del ragazzo che, intenzionato a prenotare un cucciolo in allevamento, ha “rassicurato” gli allevatori dicendo loro che gli avrebbe fatto fare “moltissime monte” perché così l’avrebbe protetto da prostatiti, tumori eccetera.
Entrambe sono “cugginate” mostruose, diciamolo forte e chiaro: e purtroppo la più grave è quella del veterinario, perché la legatura dei deferenti è ad altissimo rischio di complicanze.
Nel caso specifico, che è stato riportato su FB dalla clinica che ha successivamente castrato (per davvero) il cane, il povero animale aveva sviluppato un’epididimite cronica da ristagno, con importante varice delle vene testicolari. In pratica, aveva un male della madonna e questo aveva completamente stravolto il suo carattere, rendendolo irascibile e mordace: tolti i testicoli, e tolto quindi il dolore, è diventato un cane sereno e tranquillo.
La clinica veterinaria conclude con questa frase: “Se vi propongono simili cose, cambiate veterinario. Non gli importa nulla del vostro cane”.
Vero, verissimo, non fa una piega.
Peccato che per capire che questa è una proposta indecente bisognerebbe che i proprietari avessero, a loro volta, qualche nozione di veterinaria: il che, ovviamente, potrà accadere una volta su diecimila.
Se invece uno “non sa”, va sulla fiducia: e dare fiducia al veterinario sbagliato può avere conseguenze drammatiche.
Ma quali alternative abbiamo?
Chi magari si fa prendere dai dubbi, solitamente, tenta di informarsi meglio utilizzando la rete: e a questo punto cade davvero in una rete di informazioni contrastanti.
Su Internet, come è noto, si trova tutto e il contrario di tutto: anche per le cose più “normali” del mondo – per esempio le vaccinazioni del cucciolo – si trovano pacchi di teorie allarmistico/complottistiche che potrebbero gettare chi legge nel panico più totale.
Per questo, nonostante io stia scrivendo proprio su un sito Internet, sconsiglio caldamente di cercare informazioni veterinarie (o peggio ancora, pareri veterinari) con questo mezzo.
E’ ancora peggio del proverbiale “leggere l’enciclopedia medica e poi ritrovarsi con tutti i sintomi”: perché almeno sull’enciclopedia medica di “cugginate” non se ne trovano, e sul web invece se ne trovano a carrettate.
Se non siete del tutto convinti di una proposta del vostro vet,  sentitene anche un altro: ma che siano persone vere, con cui possiate avere un rapporto reale e non virtuale.
Purtroppo è indubbio che il proprietario medio, non essendo tenuto ad avere nozioni scientifiche, deve andare sulla fiducia: però, ecco… diciamo che Internet può sollevare, a volte, qualche dubbio lecito e magari spingere ad un consulto anzichè starsene del primo parere che si è sentito.
Proprio con questo scopo, vi dico che la proposta di effettuare una vasectomia anziché una orchiectomia è cosa che richiede assolutamente un secondo parere.

sterilizzazione_femLo stesso vale, in campo femminile, per la legatura delle tube ovariche e per la sola isterectomia (asportazione del solo utero, senza eliminare le ovaie).
Queste pratiche un tempo venivano utilizzate con una certa frequenza proprio perché i proprietari erano molto più restii di oggi a “privare i loro tesori del divertimento sessuale”: quindi si faceva qualcosa di tragicamente sbagliato con lo scopo di arginare il fenomeno del randagismo, nonostante il desiderio dei proprietari di lasciar accoppiare liberamente i loro cani.
Peccato che a questi cani si facesse un torto molto più grave della castrazione: tanto per dirne una, l’isterectomia favorisce la degenerazione cistica delle ovaie, mentre gli accoppiamenti ripetuti e non seguiti da una gravidanza portano ad un aumento impressionante di incidenza per quanto riguarda la piometra.
Pensavo (evidentemente sbagliando, ahimé) che queste pratiche chirurgiche antidiluviane fossero ormai sparite per sempre: visto che così non è, posso solo invitarvi – qualora vi venissero proposte – a sentire un altro veterinario.

trombacaniNon so, invece, chi abbia raccontato al protagonista della cugginata numero due che far fare millemila monte al cane lo protegge da varie malattie: spero che almeno in questo caso non si sia trattato di un veterinario. Mi suona più come “cosa letta su qualche forum o gruppo dedicato ad una razza” (ne ho frequentati alcuni, per un po’ di tempo, e ho letto cose che voi umani…): sta di fatto che è assolutamente falso.
Al di là di tutti i problemi etici relativi al far accoppiare un cane a tutto spiano (il che produce cuccioli: sembra che molti non pensino a questo piccolissimo problemino collaterale), non esiste alcuna evidenza scientifica che avvalori questa presunta prevenzione/protezione sanitaria.
Al contrario, è prassi comune in allevamento limitare e gestire con oculatezza gli accoppiamenti dei maschi perché essi sono notoriamente causa di forte stress psicofisico: in alcuni Paesi europei (come quelli nordici) esistono limiti imposti per legge sia al numero di gravidanze che a quello di accoppiamenti maschili, proprio per evitare di sfiancare troppo i riproduttori. Far fare ad un maschio millemila monte (ammesso e non concesso che si trovino i millemila proprietari di femmine interessati) ha sicuramente effetti benefici sul portafogli dell’umano, ma non certo sul cane!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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