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A Chiavenna, vietato fare pipì!

nopipidi VALERIA ROSSI – Aveva cominciato Savona (proprio la mia ex città, sigh…) a emanare ordinanze assurde sulle deiezioni canine (ne avevamo parlato in questo articolo): ma Chiavenna è riuscita a fare di peggio. E non era facile! “Gustatevi” (si fa per dire) questa email, inviata da una lettrice:

Nuova ordinanza nel comune di Chiavenna, ridente, ma, a quanto pare, poco tollerante cittadina in cui vivo: “Multe da 25 a 500 € ai proprietari di cani che sporcheranno con deiezioni liquide tutti i beni mobili e immobili, privati e pubblici nell’intero comune di Chiavenna, quindi vetrine, panchine, tavoli, fioriere, muri…
Premetto che è vero che lo spazio verde fuori dalla città non manca, ma è anche vero che non tutti hanno il tempo di portarci il cane tutti i giorni e tutte le volte che escono. E che non esiste un’area sgambamento. E che su ogni prato, aiuola, fiorellino, parco in città c’è il cartello di divieto di ingresso ai cani!!!
Se la mattina posso alzarmi un’ora prima per portare il cane nei prati o nei boschi a camminare e correre, il pomeriggio devo fare la spesa, il cane deve uscire, la figlia deve essere accompagnata di qui e di là, quindi si esce tutti insieme allegramente in giro per la carissima e ridente cittadina.
Ora, io e mia figlia facciamo pipì prima di uscire: ma il cane, maschio, che per natura alza la zampetta… si trova proprio spiazzato!
Tu hai cercato di essere più educata possibile, di educarlo il più possibile; gli hai già insegnato a non annusare neanche da lontano le vetrine, le porte, gli angoli delle vetrine e delle porte, le fioriere, le panchine, i tavoli… dove la può fare?
Sui muri? no! Sui pali? no! Nel praticello? non può entrare!
Nel comune di Chiavenna non si fa pipì: o meglio, si può solo per terra (“per motivi igienico-sanitari”). Allora cerca di spiegare al tuo amico a quattro zampe che deve farla come le femminucce, o alzare la zampa opposta e farla nel vuoto. Gli offriresti anche la tua gamba… ma lui niente, vuole proprio farla contro quel muro, o nell’angoletto. E allora provi a insegnare al cane a riconoscere i vigili e non fare pipì in loro presenza, ma lui è più onesto di te e la fa lo stesso… e alla fine paghi la multa.
Esiste forse un’operazione per cambiare sesso al cane?
Per fortuna l’ordinanza non si applica a chi ha ridotte capacità visive ed è accompagnato da cane guida: a questo punto, essendo molto miope, io esco senza occhiali, metto una pettorina rossa al mio peloso e me la cavo così!!!
La nostra amica l’ha presa in ridere, e fa bene perché certi exploit di chi dovrebbe guidare e amministrare le nostre città sono davvero paragonabili a comiche: però, i poveri cani di Chiavenna con umani dalla vista buona, mo’ dove andranno a fare pipì?
E’ davvero possibile che un sindaco ignori che i maschi devono alzare la zampa, e che non permetterglielo sarebbe un vero e proprio maltrattamento, visto che sarebbe cosa “incompatibile con le loro caratteristiche etologiche”?
Diventa difficile perfino commentare, quindi l’unico invito che possiamo farvi è quello di sommergere letteralmente la Giunta comunale di lettere prima di tutto informative, spiegando loro com’è fatto un cane e qual è la sua normale fisiologia… e poi indignate, visto che invitare i cittadini a maltrattare i propri cani è cosa che deve per forza suscitare indignazione. Scrivete ai giornali, segnalate la cosa a tutti i media raggiungibili, insomma insorgete! Civilmente, è ovvio… ma ribellatevi!
I savonesi l’hanno fatto (e a Savona le aree cani ci sono!) e il sindaco ha velocemente modificato il tiro.
Ordinanze di questo tipo sono intollerabili e la risposta dei cittadini deve essere fermissima.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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