mercoledì , 22 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> Di moda, non più di moda

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Di moda, non più di moda

di VALERIA ROSSI – Vi siete mai chiesti cosa decreti il successo o il flop di una razza canina?
Io sì, specialmente avendone allevata proprio una che ha vissuto entrambi i momenti nel giro di pochi anni. All’inizio degli anni ’90, quando ho cominciato ad allevare siberian husky, chi mi vedeva per strada con un cane mi chiedeva se era: a) un lupo (quelli grigi), b) una volpe/un volpino (quelli rossi), c) cieco (quelli con gli occhi azzurri); d) “un cane o cosa” (proprio così, testuale: una sciuramaria per strada mi seguì per un centinaio di metri con lo sguardo fisso su Mackinaw, il maschio copper che tenevo al guinzaglio. Quando cominciavo a chiedermi se fosse una possibile rapitrice di cani, o uno strano tipo di stalker, lei finalmente prese coraggio, mi toccò sulla spalla e mi chiese: “Scusi, ma… è un cane, o cosa?”).
Della mia prima cucciolata avevo già deciso di tenere le due femmine: per piazzare i due maschi impiegai circa tre mesi, mentre cominciavo a pensare “se andiamo avanti così, finisco sotto i ponti nel giro di un anno”.
Invece, nel giro di un anno o poco più, mi sarei potuta arricchire, se solo avessi deciso di tenere tante fattrici e di sfornare tanti cuccioli (cosa che mi guardai bene dal fare: posso essere tante cose, ma cagnara anche no): ricevevo da cinque a dieci telefonate al giorno di persone che volevano assolutamente un husky, disposte a spendere qualsiasi cifra.

siberian-husky6Così, di punto in bianco e senza motivo apparente (non c’erano stati film come nel caso dei dalmata e dei jack russell, né spot pubblicitari come quelli che hanno lanciato la moda del labrador e del border collie), la razza era diventata “di moda” e tutti ne volevano uno. Anche quelli che mai al mondo avrebbero dovuto prendersi un husky, perché erano totalmente inadatti a questo tipo di cane: ma se cercavo di spiegarglielo, mi guardavano come se fossi il mostro di lochness. Se rifiutavo di dar loro un cucciolo, andavano sparati a prenderlo da un’altra parte (forse riuscii a dissuaderne un paio, non credo molti di più).
Dalle 50 (scarse) iscrizioni annue all’ENCI si passò a 5000 nel giro di due-tre anni: un’escalation da paura.
Ma il boom durò poco: una decina d’anni scarsa.
Poi iniziò la discesa dalle stelle alle stalle. e dai 5000 cuccioli annui (contando solo quelli iscritti ai libri genealogici… perché poi c’era anche la massa di quelli senza pedigree: sulle razze di moda, i cagnari si fiondano come api sul miele) nel giro di pochi anni si passò a 500.
Gli allevatori che avevano cavalcato la moda sparirono, i cagnari si diressero su altre razze (tanto stava già nascendo la stella del labrador);  rimasero i “pochi ma buoni” che ancora oggi, per la maggior parte, allevano seriamente e il siberian husky diventò – come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio – un cane “per estimatori”.
Giusto e corretto che sia così, visto che è tutto meno che un “cane facile”.
Se però è abbastanza agevole capire i motivi dello “sboom” della razza (che si riducono proprio a questo: NON è un cane facile e NON può essere un cane per tutti), non sono mai riuscita a capire cos’abbia portato al boom.

husky_occhiForse furono gli occhi azzurri, che mai prima di allora si erano visti nei cani: ma a me gli occhi azzurri non sono mai piaciuti particolarmente, quindi non facevo il minimo sforzo per selezionarli (anzi!)… eppure non faticavo affatto a vendere i miei soggetti con gli occhi scuri.
Cosa sia successo esattamente, non lo so.
So che non sono stata affatto entusiasta che sia successo, perché se da un lato era infinitamente comodo avere una marea di clienti tra cui selezionare, dall’altro mi faceva male al cuore vedere husky che finivano nelle mani più sbagliate del mondo.
Husky da divano, husky sempre al guinzaglio perché altrimenti scappavano, husky che non avrebbero mai visto un bosco o un sentiero di montagna, per non parlar di una slitta.

huskycanileOvviamente vidi anche husky finire in canile: tanti, troppi. Qualcuno anche di razza purissima, a differenza di quanto accade normalmente (perché i presunti cani “di razza” che si trovano normalmente in canile, almeno nel novanta per cento dei casi, sono cani che somigliano vagamente a una razza, e a definirla tale è solo il buon cuore – e a volte la pura e semplice ignoranza – dei volontari).
All’inizio dello “sboom”, il mio maggior punto di orgoglio era quello di dichiarare che nessuno dei miei cuccioli aveva fatto quella fine (ero in costante contatto con tutti i proprietari, quindi non avevo dubbi in proposito): ma rendiamoci conto che questa non dovrebbe certo essere cosa di cui vantarsi. Che un cane di allevamento non finisca in canile dovrebbe essere semplicemente la norma!
Insomma, quella del siberian husky è stata, nell’insieme, una brutta storia.
Una storia triste, che tutti – o quasi – conoscono, perché tutti ne hanno visto l’ascesa e poi la caduta (bastava confrontare i numeri dei parchetti  per rendersene conto, anche senza essere grandi cinofili).

clcE oggi, che succede?
Ci sono altri segnali di allarme che potrebbero riguardare altre razze?
Purtroppo sì.
Tra i cani che stanno vivendo un incredibile “boom”, e che fanno pensare ad un possibile flop nei prossimi anni, ci sono sicuramente il Cane lupo cecoslovacco e  il Jack Russell terrier.
Il caso del CLC è abbastanza insolito, perché la sua grande ascesa sembra essere stranamente “territoriale”: ci sono regioni d’Italia in cui se ne vedono ad ogni angolo ed altre che non sembrano essere state toccate dalla moda. Non è neppure una questione di nord o sud: si va più a macchia di leopardo.
Nelle regioni in cui il boom c’è stato (e la mia è una di queste) si vedono già segnali molto preoccupanti: questi cani, che sono davvero fantastici quando finiscono nelle mani giuste, se gestiti alla speraindio possono diventare aggressivi. Ed essendo cani di taglia medio-grande, purtroppo, fanno danni seri. Per questo ci sono già fin troppi casi di proprietari masticati dai loro cani che se ne vogliono liberare al più presto (e spesso in modo decisamente drastico: il CLC sta scalando rapidamente la triste classifica dei cani più eutanasizzati), ci sono già lupi cecoslovacchi in canile e ho appena scoperto che c’è pure qualcuno che, per limitarne la diffidenza verso l’uomo ed aumentarne la docilità, ha visto bene di incrociarli con altre razze. Mi è arrivato da poco al campo un cucciolone preso – testuali parole del proprietario – “in un allevamento di CLC incrociati con i pastori tedeschi”. Dall’altra parte della medaglia ci sono invece gli allevatori che hanno pensato bene di rimetterci dentro il lupo (però pare che siano stati sgamati dalla Forestale).
In ogni caso, i segnali sono tutti da allarme rosso.

jackMi preoccupa un po’ meno il Jack Russell, per quanto anche lui sia tutt’altro che un cane “facile” (è un terrier, ed è detto tutto!) e abbia avuto a sua volta un’impennata incredibile di iscrizioni: in dieci anni si è passati da mille iscrizioni circa a cinquemila, e la tendenza sembra ancora in aumento.
Nel suo caso c’è stato dietro tutto il classico repertorio del cane di moda: film (soprattutto “The mask”, causa del fatto che millemila jack oggi si chiamino Milo) e spot pubblicitari a tutto spiano.
A suo vantaggio, però,  c’è il fatto che almeno il Jack è un cane piccolo. E i cani piccoli, per quanto si impegnino, grossi danni non ne riescono a fare: quindi si può sperare che non arrivino crolli improvvisi.
Ciononostante, i Jack cominciano ad apparire in canile. E sempre più spesso sento accorate lamentele da Sciuremarie col Jack da divano che distrugge casa (un po’ alla volta, essendo appunto piccolo: ma con grande determinazione e passione), o su quello rissoso con gli altri cani (ma va’? E’ un terrier, santiddio! Si è mai visto un terrier che non abbia voglia di litigare con gli altri maschi?).
Soprattutto si sente sempre più spesso la frase fatidica: “Gli voglio un mondo di bene, ma dopo questo… mai più!”.
chien Labrador retrieverA dire il vero la stessa frase la sento spesso ripetere anche dai proprietari di Labrador… ma nonostante questo le iscrizioni sono in costante crescita ormai da una decina d’anni e non accennano a diminuire (sono state più di ottomila nel 2013, secondo le statistiche ENCI).
Perché? Perchè la fama di “cane buono” (e soprattutto “buono con i bambini”) ha la meglio su tutti i possibili effetti collaterali e fa dimenticare anche le cose basilari: prima fra tutte, il fatto che il labrador sia un cane da caccia, uno sportivo attivissimo che dovrebbe passare la vita tra boschi, fiumi e laghi (perché è specializzato nel riporto in acqua).
Quindi, se è vero che la moda non sembra voler finire, è altrettanto vero che la gente continua a comprare Labrador perché il Labrador – che è davvero buono – anche se fa una vita di merda non si lamenta in nessuno dei possibili modi canini (distruggere casa, fuggire, diventare aggressivo eccetera). Così il mondo continua a riempirsi di cani che fanno una vita “incompatibile con le loro caratteristiche etologiche“, proprio come recita la legge contro i maltrattamenti: ma nessuno dei loro proprietari se ne rende conto, perché credono di tenere benissimo i loro cani (solita frase storica: “lo tratto come un figlio!”)… e se qualcuno gli fa notare che in realtà questi cani stanno vivendo una vita infame, sono disposti ad uccidere.

weimaraner5Altra razza a rischio (rischio molto simile a quello del Labrador: ovvero, cane da caccia che diventa appetibile agli occhi delle Sciuremarie): il Weimaraner. Colpa di “segugio.it”, di Maria De Filippi o di entrambi?
“Segugio.it” una colpa ce l’ha sicuramente: quella di chiamarsi “segugio” e di aver scelto come testimonial un bracco.
E’ un po’ come se io domani decidessi di aprire un colorificio, lo chiamassi “Azzurro” e dipingessi tutte le pareti in rosso fuoco: a qualcuno il dubbio che io fossi daltonica verrebbe, o no?
Invece a questi nessuno dice niente: forse perchè nessuno sa che il Weimaraner non è un segugio (cultura cinofila, saltami addosso).

il-bassethound2E a proposito di segugi, sapete invece chi lo è davvero, ma sta vivendo un momento di calo brutto-brutto-brutto di cui ben pochi si rendono conto, visto che il suo momento di boom è stato negli anni ’50 e dopo di allora è rimasto piuttosto fermo su numeri medio-bassi?
Il bassethound.
Che potrebbe essere il cane ideale per centinaia, se non migliaia di famiglie (è a pelo raso, non è un abbaione ed uno dei pochi cani che davvero sa essere “double face”: attivissimo quando è il caso, tranquillissimo in famiglia). Invece sta cadendo nel dimenticatoio.
O meglio, gli sta succedendo una cosa ancora più grave del normale “sboom”: perché i suoi numeri rimangono più o meno gli stessi (dalle 4 alle 500 nuove iscrizioni annue), ma cambia la qualità dell’offerta (e scusate il brutto termine commerciale, ma qui di vendite si parla e non trovo sinonimi adeguati).
Ormai questa razza è più “svenduta” che venduta, tant’è che avendo un paio di amiche che allevano molto seriamente sento da entrambe la stessa lamentela: “Quando dici che un cucciolo costa mille euro, ti ridono in faccia perché altri allevatori con affisso li cedono a metà prezzo”.

razze_mucchioLa stessa cosa sta succedendo in parecchie altre razze, ovviamente: il basset è solo un esempio, ma se ne potrebbero fare a decine.
Il fatto è che quando un certo tipo di cane comincia a “non piacere più” al grande pubblico, gli allevatori si trovano di fronte a un tragico bivio: o chiudono bottega, o buttano giù i prezzi. Purtroppo “buttare giù i prezzi”, in allevamento, non è possibile senza abbassare appunto la qualità (abbiamo cercato di spiegarlo in questo articolo).  Ci sono poi varie sfumature, sia chiaro: si può comprare un mangime di qualità inferiore, non fare più controlli sanitari, insomma scivolare verso il cagnaresimo bello e buono… oppure ci si può limitare a fare un po’ meno strada per prendere la monta “giusta”, o a fare qualche esposizione  in meno; ma si tratta sempre di compromessi (obbligati, se si vuole vendere a meno) che alla lunga incidono sul livello della razza. E intanto chi alleva davvero con tutti i crismi, e ad abbassare la qualità non ci pensa neanche di striscio, finisce per alzare bandiera bianca perché i cuccioli gli restano tutti sul groppone, al grido di “masonotroppo cariiiii!”. Così continuano a sopravvivere i cagnari e gli allevatori, chiamiamoli così,  “semi-seri“, mentre quelli davvero bravi, competenti ed appassionati fino all’osso finiscono per scomparire.
Bello, no?
Infine ci sono – inutile dirlo – le razze che i media stanno tentando di uccidere: pit bull, rottweiler, dogo argentino
eccetera. A forza di identificarli come “cani killer”, kani kattivissimi eccetera eccetera, va a finire che le famiglie normali si spaventano e non li acquistano più. Ma stanno davvero scomparendo, queste razze? Neanche per idea: si stanno invece diffondendo a macchia d’olio tra truzzi, tamarri & affini, ovvero proprio tra coloro che cercano il kanekattivissimo per sembrare più kattivi loro. E siccome i cani seguono le direttive dei loro umani, alcuni di essi (non tutti: molti cani sono estremamente più intelligenti di chi li possiede) diventano davvero un po’ stronzi… alimentando così le leggende metropolitane. Perché, si sa… mille rottweiler che vivono felicemente in famiglia ogni giorno non fanno notizia, ma il singolo cane che (una volta ogni morte di papa) morde qualcuno finisce in prima pagina.
Un altro bell’esempio (è il caso di dirlo) di cane che si morde la coda.

Ma cosa si potrebbe fare, per evitare questi fenomeni di moda-smoda e tutto ciò che di negativo ne consegue?
La risposta è sempre la stessa: occorrerebbe più cultura. Storia vecchia, vecchissima, vecchierrima, che ripetiamo da secoli e che non porta da nessuna parte, perché intanto chi avrebbe la possibilità di diffonderla davvero (TV, scuole eccetera) da questo orecchio non ci sente.
E allora chi caspita la potrà diffondere, questa cultura?
Tanto per cominciare, il compito spetterebbe all’ENCI e ancora di più ai Club (sempre impegnatissimi a decidere chi dovrà giudicare la prossima Speciale, anziché a cercare di capire dove sta andando a finire la propria razza): ma bisogna anche avere l’onestà di capire che Kennel club e Società specializzate non arriveranno mai allle vere e proprie masse, perché il loro pubblico è quello dei “gia cinofili”. Anche a questi ultimi c’è ancora molto da dire e da spiegare, questo è certo: ma l'”italiano medio”, quello che dovrebbe partire proprio dall’ABC perché non ha alcuna nozione di cinofilia, avrebbe bisogno di fonti più facili da raggiungere. E allora io provo a lanciare una sfida, probabilmente un po’ pazza, ma… chissà: chiedo agli animalisti, ai volontari, a chi gestisce canili, rifugi e gruppi su Facebook, di cambiare leggermente l’impostazione dei loro messaggi.
Non pretendo che smettano di dire “Il cane non si compra, si adotta”: non lo farebbero mai, e poi sinceramente a me non dispiace affatto che qualcuno prenda il messaggio per buono e che vada in canile, perché i canili devono essere svuotati.
No, la mia sfida è molto più semplice di così: a me basterebbe che il messaggio rimanesse identico (“non comprate, adottate!”), ma con una postilla. E cioè: “Non comprate, adottate! Svuotate i canili, salvate delle vite… MA… se proprio preferite il cucciolo di razza, almeno non alimentate il cagnaresimo e aiutate i veri Allevatori con la A maiuscola. Quelli che i loro cani li amano, che sono mossi da vera passione, che se chiedono cifre che possono sembrare elevate è solo perché, per allevare bene, spendono cifre molto elevate. Se proprio non volete venire in canile, andate da un Allevatore serio, competente e appassionato, evitando come la peste negozi, fiere del cucciolo, annunci su Internet, importatori e così via”.
Sono poche righe in più, e non “al posto di”, che potrebbero davvero cambiare il mondo.
Se invece si continueranno a mettere sullo stesso piano Allevatori e cagnari, indicandoli tutti come biechi sfruttatori di vite… allora i cagnari continueranno a prosperare (alla faccia dei cani chiusi in canile) e l’allevamento serio rischierà di svanire nel nulla, con conseguenze molto più drammatiche di quanto forse riusciamo ad immaginare.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo

28 commenti

  1. Condivido ogni parola anche quella in cui parli dei canili. Io “mamma”di un alano stupendo ma allevato da una che non era seria (displasia bilaterale) e ora “mamma” di un mix Amstaff, credo nello svuotamento dei canili. Ma il tuo MA è difficile da attuare. Sai perché? Come le siuremarie comprano la fake Vouitton così preferiscono un fake di qualunque razza ma che possano almeno sfoggiare e andare fiere.

  2. Il mercato cambia.A Bologna eravamo rimasti in due ad avere una bottega di lavorazione artistica del ferro battuto, io ho chiuso, l’altro no solamente perché può permettersi di continuare anche non gli commissionassero nulla.
    Per tutti è un peccato ma nessuno compra, perché i cagnari in questo caso sono i fabbri normali che scrivono ferro battuto ma al massimo saldano due ricci comprati dalla Cina dove li fanno con macchinari. Ho contattato assessori e altri, ma nessuno alla fine mi ha aiutato. Nessuno mi ha scritto articoli allarmanti, e nessuno potrà mai più imparare il mestiere perché ci vogliono decenni, mentre basta tenere una decina di coppie di CLC per tenere in vita la razza o al massimo la si ricrea.
    Io me ne sono fatto una ragione. .

    • si certo… comincia a disfare tutti i cani perchè accoppi di tutto pur di vendere, e poi mi dici “la si ricrea”.
      sai quanti soldi ci ho preso per le porcherie di altri perchè non trovi un cane sano neanche a pagarlo? perchè io un cane non sano non lo riproduco…
      anche il mestiere si reimpara…
      è che la gente dovrebbe tenere a mente che chi più spende meno spende invece pensano di essere furbi.
      solo che quando lo fai sulla salute e la pellaccia di un essere vivente e non su un riccio di ferro non sei solo tu a rimetterci… non so se rendo…

      • No quel mestiere pieno di segreti non lo si reimpara mai più, e una volta svanito svanisce un patrimonio per l’umanità , se spariscono alcune razze non è un problema così grande oggi che servono solo per bellezza se non sono più richieste amen tanto ce ne sono tante e ne nascono ogni giorno, senza contare che nel mio lavoro ognuno aveva il suo stile le sue tecniche i suoi segreti quindi non basterebbe che continui un manipolo di artigiani.per il resto puoi avere ragione. Intanto però state cercando di far qualcosa mentre gli assessori volevano solo uno stemma di Bologna in regalo

  3. Sul bassethound hai pienamente ragione!! In giro non ne vedo, e quando mi è capitato di vederne uno era di provenienza cagnara! Poi è vero, caratterialmente è adatto alla famiglia per la sua dolcezza e totale mancanza di aggressività, ma ha bisogno di cure e attenzioni da cucciolo a causa della sua conformazione, e questo non tutti lo sanno e i cagnari non lo dicono … ho visto basset con le zampe completamente girate e che non sono cresciuti come dovevano. Purtroppo il mercato cagnaro è troppo avanzato e ricercato. La gente vuole “quel” cane ma non ha i soldi, quindi si lascia convincere dall’acquisto facile senza pensare alle conseguenze. E chi paga davvero alla fine è il cane.

  4. Labradorista da 23 anni quando ancora non era di moda lontano 1992 cucciolo dell’est sempre malaticcio vissuto quasi 16 anni poco tipico leggerino e carattere da malunoiis. Adesso sono una di quelle che dice Labrador mai più…quando se ne sono andati anche la femmina comprata da un importatore cagnaro ma aveva sette mesi e quindi il cane era quasi “fatto” ho pensato di comprare una cucciolona da un allevatore monorazza com km di titoli e pedigree e poi il maschio sehhhh la femmina ha ogni sorta di malattia riscontrabili nella razza e il maschio è stato sterilizzato x via di problemi ai testicoli
    La selezione??? Il carattere??? Considerando quanto soffrono di salute e vero anche troppo buoni…premetto che il maschio è stato usato x anni come razzatore…pensa cosa ci può essere in giro…ho preso tre cagnette al canile…il vet solo una volta annua per vaccino…

    • Ma dove aveva preso codesti Labrador….io sono alla terza, nera intelligentissima linea da lavoro, l’ho avuta dalla Scuola di Scandicci che addestra cani per non vedenti, perchè scartata per leggera displasia ma a 4 anni e mezzo sta benissimo e non ha nessun segno di malattia. Certo la facciamo camminare moltissimo, 10 km sabato e domenica ,2 o 3 gli altri giorni , la teniamo a stecchetto per il cibo che è quello carissimo per la mobilità. Comunque anche quella che avevo prima di lei, bionda, linea di bellezza, regalatami da una allevatrice di Rignano quando aveva 6 anni non ha mai avuto problemi particolari di salute ed è stata con noi fino ai suoi 15 anni dandoci amore e gioia immensa!

  5. Iuri Hinckley Rinaldi

    Cara Valeria, hai dimenticato una razza che rischia di divenire si moda: lo STAFFY!
    Ogni sabato la De Filippi, fa un bello show con Saki e potrebbero nascere cagnari, che farebbero solo male a quadra razza, che fino ad ora, si è mantenuta “pura”.
    Già su qualche pagina Facebook si legge di staffy dagli occhi blu o naso rosa.
    Poi i Chihuahua e tutti i cani TTTOY, cani malati, meticci venduti a volte a prezzi stratosferici altre altre prezzi stracciati da cagnari che fanno una cucciolata altre mese.
    Insomma bisognerebbe fare come in altri paesi dove prima di prendere un cane, obbligano a seguire sei corsi per imparare a capire, rispettare educare padroni e cani alla reciproca convivenza.

  6. Sweet Child Of MIne

    Io sono un’appassionata di Australian Cattle Dog e ho una femmina di quasi 7 mesi, proprio ieri mi sento dire da due neo proprietari che è una razza che sta cominciando ad andare di moda e l’hanno presa per quello…a me sono venuti i brividi! Prima di acquistare la mia cucciola da un Allevatore ho passato un anno informandomi il più possibile e facendomi duemila domande e pare se fosse il cane più adatto per me..ma è tanto difficile informarsi PRIMA? poi ovviamente hanno cominciato a chiedere di tutto e di più perchè non ne sapevano nulla e continuavano a dirmi quanto era bella la mia blu MERLE 🙁

  7. Vista la prima foto e la sua aria un po’ “datata” direi che possiedo un cane decisamente retrò! Anche il Piccolo levriero italiano è un cane doubleface come il bassethound e come il bassethound ha una diffusione scarsissima.
    Peccato, perché se uno guarda oltre le apparenze (che posssono piacere oppure no) scopre un tesoro facile da conquistare e da gestire.

  8. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  9. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  10. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  11. eh… mille euro… son soldini
    mavaccagher…

    vai al canjle allora…
    purtroppo… di svenditori di cuccioli è pieno il mondo…

  12. Questa volta sono (molto)parzialmente in disaccordo con la Sig.ra Rossi.Chi sceglie un cane di una determinata razza quasi esclusivamente perchè è di moda e senza informarsi prima sulle esigenze e le caratteristiche, manca talmente tanto di buon senso che temo che nessuna cultura cinofila o di altro tipo potrebbe migliorare la situazione.L’unica speranza sarebbe la diffusione di una nuova moda: la moda di informarsi bene prima di scegliere una razza e capire se possiamo essere compatibile considerando le necessità nostre e del cane.Ma le cose semplici e di buon senso difficilmente riesco ad andare di moda…

  13. Cristina Zanni

    Ciao…ti seguo da tempo, sempre con attenzione e piacere. Non mi fermo ai “titoli” come hai scritto in un tuo recente pezzo, ma lego proprio i tuoi testi.
    Purtroppo, appartengo a quella “stupida” e incolta categoria di persone che, non conoscendo affatto i cani e non essendo informata, ha “comprato” un cucciolo (fortunatamente, ma per puro caso, da un allevatore serio e pagandolo molto) per moda e non informata. Successivamente, affrontando qualche (anche molte) difficoltà, ho cominciato, grazie anche ai tuoi articoli, a capirne qualcosa di più…e, dopo un anno e mezzo, sono la felice proprietaria di uno splendida, vivacissima, gioiosa e dispettosissima femmina di Jack Russel. E’ il mio primo cane, ma, a parte il panico della prima ora, sono entusiasta dell’esperienza, e, sembra, anche lei, che si chiama Nina.
    Ti ringrazio dei consigli, e delle necessaire critiche.

  14. Ho l’impressione che anche l’Australian Shepherd stia per “essere di moda”, lo si intravede in molte pubblicità (messaggi subliminali?)

    • A questo punto, dato il quoziente intellettivo di certa gente, non sarebbe meglio vietare le pubblicità con cani (e magari anche gatti…o topi…o scimmie…prima che qualcuno pensi di aprire un allevamento di elefanti toy)?

  15. Quando nel 1981 acquistai un cucciolo di PLI mi resi conto di quanto poco fosse conosciuto, in seguito nel condurlo all’expo appresi che fino a due tre anni prima per tale razza non era prevista l’iscrizione a pagamento alle expo (come, se non ricordo male, per il maltese, il volpino ed un’altra razza che mi sfugge)

  16. micaela gortan

    Rovescio della medaglia: se hai un cane di una razza di moda puoi essere il più grande esperto di quella razza ma verrai additato come uno he l’ha preso “solo perché ce l’hanno tutti”. E tutti te la raccontano ovviamente. Io non corro questo rischio, dopo un anno solo una persona (su centinaia) mi ha chiesto dubbiosa “ma è un corgi?” Perché i pochi che riconoscono un corgi pensano al pembroke, e i pochissimi che conoscono il cardigan lo immaginano merle o brindle. Alcune persone che conosco quando ho mostrato loro la foto della mamma di Iris (merle) mi hanno chiesto se è un australian shepherd (si, uguale!).
    Mi sono sentita chiedere: ” ma è un incrocio di…. Bassotto (decine di volte), pastore tedesco (per le orecchie suppongo), bernese (colore), beagle (?), rottweiler (???) e altre che non ricordo neanche. Per questo penso che il cardigan non sarà mai di moda. Non è immediatamente identificabile come di razza, quindi non attira gli idioti che sfoggiano il cane solo come un oggetto da esibire .

  17. micaela gortan

    Rovescio della medaglia: se hai un cane di una razza di moda puoi essere il più grande esperto di quella razza ma verrai additato come uno he l’ha preso “solo perché ce l’hanno tutti”. E tutti te la raccontano ovviamente. Io non corro questo rischio, dopo un anno solo una persona (su centinaia) mi ha chiesto dubbiosa “ma è un corgi?” Perché i pochi che riconoscono un corgi pensano al pembroke, e i pochissimi che conoscono il cardigan lo immaginano merle o brindle. Alcune persone che conosco quando ho mostrato loro la foto della mamma di Iris (merle) mi hanno chiesto se è un australian shepherd (si, uguale!).
    Mi sono sentita chiedere: ” ma è un incrocio di…. Bassotto (decine di volte), pastore tedesco (per le orecchie suppongo), bernese (colore), beagle (?), rottweiler (???) e altre che non ricordo neanche. Per questo penso che il cardigan non sarà mai di moda. Non è immediatamente identificabile come di razza, quindi non attira gli idioti che sfoggiano il cane solo come un oggetto da esibire .

  18. Credo che la moda del lupo cecoslovacco sia scoppiata per i libri prima e la serie tv dopo, intitolati Game of Thrones! fra i protagonisti nel lungo racconto, infatti, ci sono sette Dire Wolf, tradotto in italiano con metalupi, sorta di lupi estinti, quindi non potendo tenere in casa dei lupi veri, la scelta ha ripiegato sul lupo cecoslovacco!

  19. Qui in Sicilia recentemente ho avvistato un numero preoccupantemente alto di pastori del Caucaso. È la cosa mi terrorizza.

  20. Mi chiedo come mai il mio cane Borzoi -levriero russo- non sia MAi stato di moda. E trovarli non è neppure facile.
    Un po’ tutti i levrieri godono di una immeritata cattiva fama di essere stupidi e cattivi. O di essere creature che debbono correre per 20 ore al giorno. Ed invece sono intelligentissimi, buonissimi e veramente adatti a tutti quelli che abbiano un po’ di tempo da dedicare. Davvero non mi spiego… sono cani che fanno anche un sacco di scena, vanno d’accordo con gli altri cani, sono giocherelloni ma tranquilli, pulitissimi, robusti e con una salute di ferro, non sfasciano la casa non abbaiano praticamente mai, si muovono come gatti senza rovinare nulla, non sono portati a mordere. Nel mio caso se ne fregano pure dei gatti (ma lì son stata fortunata). Si, Ras è un po’ ladro “inside” e devi spazzolarlo perchè ha il pelo lunghetto. Ma non devi neppure tormentarlo con i cappottini perchè è un russo.. lui.
    Di certo non gli fai fare agility o simili. Il suo massimo è tornare quando lo chiami. Ma a me basta.

    • Ad un expo ero seduta nel mio posticino quando nell’ammirare un borzoi con insistenza, lui o lei pian pianino mi si avvicinò, annusò e accomodò sopra le mia ginocchia :-))))

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




28 commenti

  1. Condivido ogni parola anche quella in cui parli dei canili. Io “mamma”di un alano stupendo ma allevato da una che non era seria (displasia bilaterale) e ora “mamma” di un mix Amstaff, credo nello svuotamento dei canili. Ma il tuo MA è difficile da attuare. Sai perché? Come le siuremarie comprano la fake Vouitton così preferiscono un fake di qualunque razza ma che possano almeno sfoggiare e andare fiere.

  2. Il mercato cambia.A Bologna eravamo rimasti in due ad avere una bottega di lavorazione artistica del ferro battuto, io ho chiuso, l’altro no solamente perché può permettersi di continuare anche non gli commissionassero nulla.
    Per tutti è un peccato ma nessuno compra, perché i cagnari in questo caso sono i fabbri normali che scrivono ferro battuto ma al massimo saldano due ricci comprati dalla Cina dove li fanno con macchinari. Ho contattato assessori e altri, ma nessuno alla fine mi ha aiutato. Nessuno mi ha scritto articoli allarmanti, e nessuno potrà mai più imparare il mestiere perché ci vogliono decenni, mentre basta tenere una decina di coppie di CLC per tenere in vita la razza o al massimo la si ricrea.
    Io me ne sono fatto una ragione. .

    • si certo… comincia a disfare tutti i cani perchè accoppi di tutto pur di vendere, e poi mi dici “la si ricrea”.
      sai quanti soldi ci ho preso per le porcherie di altri perchè non trovi un cane sano neanche a pagarlo? perchè io un cane non sano non lo riproduco…
      anche il mestiere si reimpara…
      è che la gente dovrebbe tenere a mente che chi più spende meno spende invece pensano di essere furbi.
      solo che quando lo fai sulla salute e la pellaccia di un essere vivente e non su un riccio di ferro non sei solo tu a rimetterci… non so se rendo…

      • No quel mestiere pieno di segreti non lo si reimpara mai più, e una volta svanito svanisce un patrimonio per l’umanità , se spariscono alcune razze non è un problema così grande oggi che servono solo per bellezza se non sono più richieste amen tanto ce ne sono tante e ne nascono ogni giorno, senza contare che nel mio lavoro ognuno aveva il suo stile le sue tecniche i suoi segreti quindi non basterebbe che continui un manipolo di artigiani.per il resto puoi avere ragione. Intanto però state cercando di far qualcosa mentre gli assessori volevano solo uno stemma di Bologna in regalo

  3. Sul bassethound hai pienamente ragione!! In giro non ne vedo, e quando mi è capitato di vederne uno era di provenienza cagnara! Poi è vero, caratterialmente è adatto alla famiglia per la sua dolcezza e totale mancanza di aggressività, ma ha bisogno di cure e attenzioni da cucciolo a causa della sua conformazione, e questo non tutti lo sanno e i cagnari non lo dicono … ho visto basset con le zampe completamente girate e che non sono cresciuti come dovevano. Purtroppo il mercato cagnaro è troppo avanzato e ricercato. La gente vuole “quel” cane ma non ha i soldi, quindi si lascia convincere dall’acquisto facile senza pensare alle conseguenze. E chi paga davvero alla fine è il cane.

  4. Labradorista da 23 anni quando ancora non era di moda lontano 1992 cucciolo dell’est sempre malaticcio vissuto quasi 16 anni poco tipico leggerino e carattere da malunoiis. Adesso sono una di quelle che dice Labrador mai più…quando se ne sono andati anche la femmina comprata da un importatore cagnaro ma aveva sette mesi e quindi il cane era quasi “fatto” ho pensato di comprare una cucciolona da un allevatore monorazza com km di titoli e pedigree e poi il maschio sehhhh la femmina ha ogni sorta di malattia riscontrabili nella razza e il maschio è stato sterilizzato x via di problemi ai testicoli
    La selezione??? Il carattere??? Considerando quanto soffrono di salute e vero anche troppo buoni…premetto che il maschio è stato usato x anni come razzatore…pensa cosa ci può essere in giro…ho preso tre cagnette al canile…il vet solo una volta annua per vaccino…

    • Ma dove aveva preso codesti Labrador….io sono alla terza, nera intelligentissima linea da lavoro, l’ho avuta dalla Scuola di Scandicci che addestra cani per non vedenti, perchè scartata per leggera displasia ma a 4 anni e mezzo sta benissimo e non ha nessun segno di malattia. Certo la facciamo camminare moltissimo, 10 km sabato e domenica ,2 o 3 gli altri giorni , la teniamo a stecchetto per il cibo che è quello carissimo per la mobilità. Comunque anche quella che avevo prima di lei, bionda, linea di bellezza, regalatami da una allevatrice di Rignano quando aveva 6 anni non ha mai avuto problemi particolari di salute ed è stata con noi fino ai suoi 15 anni dandoci amore e gioia immensa!

  5. Iuri Hinckley Rinaldi

    Cara Valeria, hai dimenticato una razza che rischia di divenire si moda: lo STAFFY!
    Ogni sabato la De Filippi, fa un bello show con Saki e potrebbero nascere cagnari, che farebbero solo male a quadra razza, che fino ad ora, si è mantenuta “pura”.
    Già su qualche pagina Facebook si legge di staffy dagli occhi blu o naso rosa.
    Poi i Chihuahua e tutti i cani TTTOY, cani malati, meticci venduti a volte a prezzi stratosferici altre altre prezzi stracciati da cagnari che fanno una cucciolata altre mese.
    Insomma bisognerebbe fare come in altri paesi dove prima di prendere un cane, obbligano a seguire sei corsi per imparare a capire, rispettare educare padroni e cani alla reciproca convivenza.

  6. Sweet Child Of MIne

    Io sono un’appassionata di Australian Cattle Dog e ho una femmina di quasi 7 mesi, proprio ieri mi sento dire da due neo proprietari che è una razza che sta cominciando ad andare di moda e l’hanno presa per quello…a me sono venuti i brividi! Prima di acquistare la mia cucciola da un Allevatore ho passato un anno informandomi il più possibile e facendomi duemila domande e pare se fosse il cane più adatto per me..ma è tanto difficile informarsi PRIMA? poi ovviamente hanno cominciato a chiedere di tutto e di più perchè non ne sapevano nulla e continuavano a dirmi quanto era bella la mia blu MERLE 🙁

  7. Vista la prima foto e la sua aria un po’ “datata” direi che possiedo un cane decisamente retrò! Anche il Piccolo levriero italiano è un cane doubleface come il bassethound e come il bassethound ha una diffusione scarsissima.
    Peccato, perché se uno guarda oltre le apparenze (che posssono piacere oppure no) scopre un tesoro facile da conquistare e da gestire.

  8. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  9. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  10. Ma per gli husky la moda ovviamente è nata da Balto!! Io da bambino avevo consumato la videocassetta ed ero innamorato dell’husky di mio zio (forse uno dei tuoi!?) che è stato il primo cane che ho conosciuto veramente =)

  11. eh… mille euro… son soldini
    mavaccagher…

    vai al canjle allora…
    purtroppo… di svenditori di cuccioli è pieno il mondo…

  12. Questa volta sono (molto)parzialmente in disaccordo con la Sig.ra Rossi.Chi sceglie un cane di una determinata razza quasi esclusivamente perchè è di moda e senza informarsi prima sulle esigenze e le caratteristiche, manca talmente tanto di buon senso che temo che nessuna cultura cinofila o di altro tipo potrebbe migliorare la situazione.L’unica speranza sarebbe la diffusione di una nuova moda: la moda di informarsi bene prima di scegliere una razza e capire se possiamo essere compatibile considerando le necessità nostre e del cane.Ma le cose semplici e di buon senso difficilmente riesco ad andare di moda…

  13. Cristina Zanni

    Ciao…ti seguo da tempo, sempre con attenzione e piacere. Non mi fermo ai “titoli” come hai scritto in un tuo recente pezzo, ma lego proprio i tuoi testi.
    Purtroppo, appartengo a quella “stupida” e incolta categoria di persone che, non conoscendo affatto i cani e non essendo informata, ha “comprato” un cucciolo (fortunatamente, ma per puro caso, da un allevatore serio e pagandolo molto) per moda e non informata. Successivamente, affrontando qualche (anche molte) difficoltà, ho cominciato, grazie anche ai tuoi articoli, a capirne qualcosa di più…e, dopo un anno e mezzo, sono la felice proprietaria di uno splendida, vivacissima, gioiosa e dispettosissima femmina di Jack Russel. E’ il mio primo cane, ma, a parte il panico della prima ora, sono entusiasta dell’esperienza, e, sembra, anche lei, che si chiama Nina.
    Ti ringrazio dei consigli, e delle necessaire critiche.

  14. Ho l’impressione che anche l’Australian Shepherd stia per “essere di moda”, lo si intravede in molte pubblicità (messaggi subliminali?)

    • A questo punto, dato il quoziente intellettivo di certa gente, non sarebbe meglio vietare le pubblicità con cani (e magari anche gatti…o topi…o scimmie…prima che qualcuno pensi di aprire un allevamento di elefanti toy)?

  15. Quando nel 1981 acquistai un cucciolo di PLI mi resi conto di quanto poco fosse conosciuto, in seguito nel condurlo all’expo appresi che fino a due tre anni prima per tale razza non era prevista l’iscrizione a pagamento alle expo (come, se non ricordo male, per il maltese, il volpino ed un’altra razza che mi sfugge)

  16. micaela gortan

    Rovescio della medaglia: se hai un cane di una razza di moda puoi essere il più grande esperto di quella razza ma verrai additato come uno he l’ha preso “solo perché ce l’hanno tutti”. E tutti te la raccontano ovviamente. Io non corro questo rischio, dopo un anno solo una persona (su centinaia) mi ha chiesto dubbiosa “ma è un corgi?” Perché i pochi che riconoscono un corgi pensano al pembroke, e i pochissimi che conoscono il cardigan lo immaginano merle o brindle. Alcune persone che conosco quando ho mostrato loro la foto della mamma di Iris (merle) mi hanno chiesto se è un australian shepherd (si, uguale!).
    Mi sono sentita chiedere: ” ma è un incrocio di…. Bassotto (decine di volte), pastore tedesco (per le orecchie suppongo), bernese (colore), beagle (?), rottweiler (???) e altre che non ricordo neanche. Per questo penso che il cardigan non sarà mai di moda. Non è immediatamente identificabile come di razza, quindi non attira gli idioti che sfoggiano il cane solo come un oggetto da esibire .

  17. micaela gortan

    Rovescio della medaglia: se hai un cane di una razza di moda puoi essere il più grande esperto di quella razza ma verrai additato come uno he l’ha preso “solo perché ce l’hanno tutti”. E tutti te la raccontano ovviamente. Io non corro questo rischio, dopo un anno solo una persona (su centinaia) mi ha chiesto dubbiosa “ma è un corgi?” Perché i pochi che riconoscono un corgi pensano al pembroke, e i pochissimi che conoscono il cardigan lo immaginano merle o brindle. Alcune persone che conosco quando ho mostrato loro la foto della mamma di Iris (merle) mi hanno chiesto se è un australian shepherd (si, uguale!).
    Mi sono sentita chiedere: ” ma è un incrocio di…. Bassotto (decine di volte), pastore tedesco (per le orecchie suppongo), bernese (colore), beagle (?), rottweiler (???) e altre che non ricordo neanche. Per questo penso che il cardigan non sarà mai di moda. Non è immediatamente identificabile come di razza, quindi non attira gli idioti che sfoggiano il cane solo come un oggetto da esibire .

  18. Credo che la moda del lupo cecoslovacco sia scoppiata per i libri prima e la serie tv dopo, intitolati Game of Thrones! fra i protagonisti nel lungo racconto, infatti, ci sono sette Dire Wolf, tradotto in italiano con metalupi, sorta di lupi estinti, quindi non potendo tenere in casa dei lupi veri, la scelta ha ripiegato sul lupo cecoslovacco!

  19. Qui in Sicilia recentemente ho avvistato un numero preoccupantemente alto di pastori del Caucaso. È la cosa mi terrorizza.

  20. Mi chiedo come mai il mio cane Borzoi -levriero russo- non sia MAi stato di moda. E trovarli non è neppure facile.
    Un po’ tutti i levrieri godono di una immeritata cattiva fama di essere stupidi e cattivi. O di essere creature che debbono correre per 20 ore al giorno. Ed invece sono intelligentissimi, buonissimi e veramente adatti a tutti quelli che abbiano un po’ di tempo da dedicare. Davvero non mi spiego… sono cani che fanno anche un sacco di scena, vanno d’accordo con gli altri cani, sono giocherelloni ma tranquilli, pulitissimi, robusti e con una salute di ferro, non sfasciano la casa non abbaiano praticamente mai, si muovono come gatti senza rovinare nulla, non sono portati a mordere. Nel mio caso se ne fregano pure dei gatti (ma lì son stata fortunata). Si, Ras è un po’ ladro “inside” e devi spazzolarlo perchè ha il pelo lunghetto. Ma non devi neppure tormentarlo con i cappottini perchè è un russo.. lui.
    Di certo non gli fai fare agility o simili. Il suo massimo è tornare quando lo chiami. Ma a me basta.

    • Ad un expo ero seduta nel mio posticino quando nell’ammirare un borzoi con insistenza, lui o lei pian pianino mi si avvicinò, annusò e accomodò sopra le mia ginocchia :-))))

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico