di VALERIA ROSSI – Nuova notizia e nuove immagini di un cane “in lacrime per il dispiacere” (la si trova un po’ dappertutto:  questo, per esempio, l’articolo apparso su “Lazampa.it”), dopo quella del cane che avrebbe “pianto” sulla tomba della proprietaria, che ha fatto il giro del web qualche tempo fa.
Probabilmente anche la foto di questo staffyno abbandonato diventerà virale, e se servisse a trovargli una nuova famiglia… ben venga anche la commozione generale.
Però i cani non possono piangere per la tristezza, né per qualsiasi altra emozione.
Questa è una prerogativa esclusivamente umana (non si verifica neppure tra i primati).
In alcuni animali (per esempio nel cavallo) possono essere secrete lacrime a causa di una sofferenza fisica, ma nessun animale piange in seguito a un’emozione.
canechepiangeNel cane la lacrimazione rappresenta sempre e solo una risposta dell’occhio ad una irritazione, a una lesione o all’impossibilità di drenare correttamente le lacrime: quindi a questo cane, oltre che una nuova famiglia, serve prima possibile una visita oculistica.
Che poi sia anche triste e spaventato, è fuor di dubbio: ma basta e avanza la sua mimica corporea e facciale per capirlo, senza per forza dover ricorrere all’antropomorfizzazione.
Mi dispiace deludere tutti coloro che erano già pronti a sciorinare cuoricini su Facebook, ma mi sembra più giusto dare un’informazione corretta che ricorrere ad immagini… strappalacrime!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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