sabato , 18 novembre 2017
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Canità, il tuo nome è vipera?

di VALERIA ROSSI – Premessa numero uno: questo non è un articolo di cultura cinofila. E’ spetteguless DOC, pure di bassa levatura. Quindi, se lo spetteguless non vi interessa, potete chiudere qui la pagina: tanto ci sono altri articoli da leggere, oggi.
Premessa numero due: ho ripreso nel titolo il termine “canità” – simpaticamente usato da Marco Carucci nel suo ultimo articolo –  perché vorrei levarmi un sassolino (vabbe’, un mezzo macigno) dalla scarpa: e siccome mi piacerebbe riderci pure un po’ sopra, la “canità” ci stava benissimo.
Anche se… confesso: la verità vera è che sono incazzata abbestia.
Premessa numero tre: Oscar Wilde scrisse, nel “Ritratto di Dorian Gray“: “C’è una sola cosa peggiore del fatto che sparlino di te, ed è che non ne parlino affatto”.
Ecco, Oscar… nun so’ d’accordo.
Io preferirei di gran lunga che di me non si parlasse proprio: il fatto è che, siccome sono la prima a parlare degli altri (a volte anche malissimo), dovrei accettare con serenità anche l’effetto-rimbalzo.
Ma allora, perché sono incazzata?
Be’… perché io, quando parlo di male di qualcosa o qualcuno, di solito motivo la mia posizione: che può anche essere sbagliata, per carità. Ma almeno una spiegazione ce la metto: e la scrivo pure su un blog dove c’è sempre un assoluto e irrevocabile diritto di replica per chiunque, fosse anche il mio peggior nemico.

viperaInvece ci sono un par di fanciulle cinofile (fanciulle sarebbe un eufemismo: però credo che siano entrambe notevolmente più giovani di me, quindi ci sta) che da qualche tempo mi attaccano ogni due per tre, qualsiasi cosa io scriva.
Soprattutto per una di loro, aggredire verbalmente me (e non solo me, a dire il vero: ma direi che sono decisamente in testa alle sue preferenze sputtanatorie) sembra sia diventato lo sport preferito… almeno dopo quello di autoincensarsi (è l’unica persona al mondo della quale si possa dire che è stata autrice – pochi giorni fa – di un necrologio in cui parlava più di se stessa che del defunto).
Il fatto è che l’una mi attacca dall’Aventino di un gruppo teoricamente “aperto” dal quale viene rigorosamente bannato chiunque non sia d’accordo con lei: e siccome io tristemente sto tra color che son bannati, non ho modo di risponderle.
Quanto all’altra… non potrei neanche leggerla (e figuriamoci rispondere!), perché mi ha proprio cancellato dal suo mondo di FB. E in ogni caso, il suo profilo è privatissimo.
Nonostante questo c’è sempre qualche uccellino (a volte interi stormi di uccellini) che si premura di copincollarmi ciò che dicono di me. E quel che dicono… be’, è quantomeno curioso.
Entrambe, ogni volta che mi citano,  si scapicollano a dire che il mio sito nun se po’ proprio guarda’; che non lo leggono e non lo leggerebbero neanche sotto tortura; che provoca loro bolle, eritemi e diarreoni. Però sanno sempre tuuuuutto quello che scrivo.
Ovviamente anche loro (proprio come faccio io oggi!) dicono che si vedono costrette a citarmi perché anche a loro “qualcuno” ha segnalato…
– alla signora A, che avrei scopiazzato suoi articoli e/o sue teorie;
– alla signora B, che avrei sparato la cazzata X o la puttanata Y (quindi mi deve per forza smentire).
Peccato che quelle che la signora B ritiene cazzate e le fanno sostenere che io sia (cito a caso tra i suoi “complimenti”) una scorretta, una pennivendola, una che con i cani “ci gioca” anziché addestrarli… abbia spesso contenuti perfettamente in linea con ciò che afferma lei stessa nei suoi post.
Quindi, per parafrasare Ligabue… se è un problema di comprensione della lingua italiana, pazienza; se invece è sdoppiamento della personalità, allora la cosa è più seria.
A proposito: ma certo che ci gioco, con i cani! E ne vado pure fiera. Secondo lei, invece, mi dovrei scavare la fossa: sarà forse perché utilizza metodi diversi dai miei. “Forse”, perché lei non si è mai accostata al mio campo, né io ho mai messo piede sul suo.
In realtà non ci conosciamo e non ci siamo mai viste in faccia… però la signora possiede sfere di cristallo nelle quali evidentemente vede come lavoro. Buon per lei.

vipera2Veniamo invece alla signora A, che tempo fa mi regalò un momento di assoluta ilarità quando mi accusò di aver “parlato di coping” come se ne fosse lei la creatrice, o forse l’unica persona al mondo autorizzata ad utilizzare questo termine in cinofilia.
Terrei a far notare che Falkman e Lazarus scrissero “Ways of Coping Style” nel 1984, quando la signora A era ancora a sei anni di distanza dal suo primo approccio alla cinofilia (come da lei sostenuto nel suo stesso CV). Quindi il coping, forse, non l’ha inventato lei. Peraltro lei stessa è stata accusata (e guarda caso… dalla signora B!) di aver scopiazzato le relative teorie proprio da suo marito. Se andiamo a spulciare ancora un po’, scopriremo che il marito della signora B era amico del cognato del nonno della signora A, che probabilmente era culo e camicia con Falkman… dopodiché, il limite è il cielo.
Questa storia, però, è vecchiotta: mentre è di pochi giorni fa il sospetto che io abbia rubato “una sua intuizione” (testuale) riportata su articoli, o forse libri, che non ho mai letto, sul fatto – udite udite – che i cani insicuri rizzino il pelo partendo dalla base della coda e andando verso il collo.
Carino anche il fatto che abbia messo un post su FB che inizia con “cara Rossi”… ben sapendo che io non avrei potuto leggerlo. Forse già immaginava che me l’avrebbero riportato… ma io mi chiedo: per quale beneamato motivo, se aveva dubbi sulle mie fonti (che in realtà non esistono: l’unica fonte sono le mie personali osservazioni dei cani), non è venuta a dirmelo direttamente su questo sito, o non mi ha mandato un msg privato?
Mistero.

serpenteE’ per questo che ho definito “viperesca” questa canità: perché è strisciante e subdola, oltre ad essere velenosa. E non vedo che benefici possa portare a chicchessia, cani o umani che siano.
Ma se avete critiche, rimostranze, obiezioni… perché non venite a farle qua, o in qualsiasi altro luogo da cui possa rispondervi?
A casa mia il confronto è sempre gradito: ma pure gli “scanni”, se restano nell’ambito della civiltà, sono graditi. Ma perché sempre e solo alle spalle?
Tra l’altro, a differenza della signora B (che proprio non ho mai visto in faccia), la signora A l’ho incontrata personalmente in un paio di occasioni; in più abbiamo discusso per secoli sul newgroup che entrambe frequentavamo. E si litigava anche allora, ma almeno lo si faceva a viso aperto. Adesso è di gran moda (e mica solo nei miei confronti, eh…) sparlare nei gruppi chiusi e darsi vicendevolmente ragione (c’è sempre lo stuolo di paperelle che applaudono e che aggiungono altri “simpatici” quaqua diffamatori), senza che il destinatario della critica abbia modo di dire la sua.
Civilissimo, non c’è che dire.
Ah… ancora una risposta alle insinuazioni della signora A: sì, ho illustrato l’articolo sulla piloerezione con disegni di Darwin. Embe’?
Erano chiari, belli e comprensibili: li ho trovati su Google immagini e li ho usati.
Che c’è di male? Il fatto che non ho citato la fonte? Ma non lo faccio quasi mai (a meno che non riporti dei virgolettati): perché questo è un blog, non una rivista scientifica.
Qui si chiacchiera di cani, non si espongono dogmi, non si assumono posizioni settarie e non si è neppure tenuti a citare la bibliografia in calce ad ogni frase.
Non ho bisogno di arroccarmi ogni volta dietro al “questa cosa è così perché l’ha detta il Dottor Cavalier Grandufficial  Lupmannar Pincopallo“: io di solito dico “secondo me è così”, fine. Posso pure sbagliare, e mica muore nessuno: se ne discute, ci si confronta (ah, già…), se ne parla e magari può anche succedere di cambiare idea.
Tanto cambiano spesso idea anche i dottor cavalier grandufficial lupmannari.
Quindi, signora A… stai un po’ più serena, per favore: giuro che se Darwin mi telefona chiedendo di rimuovere i suoi disegni, lo faccio subito!*
Ultimissima chicca: tra i bersagli preferiti della signora B, sul suo gruppo, solitamente c’è proprio la signora A.
Forse un po’ meno della sottoscritta, ma non è che le vengano risparmiate le frecciatine velenose. Ebbene: nel momento in cui A mi ha attaccato e le ha dato la scusa per darmi della plagiatrice (accusa che ancora le mancava, forse perchè da lei sarebbe difficile copiare qualcosa di diverso dal “come sono brava, come sono belli i miei cani, come sono bravi i miei cani, sono la migliore allevatrice dell’universo creato” eccetera), B ne ha parlato come se fosse la sua migliore amica.
L’ha caldamente appoggiata, poco mancava che si alzasse in piedi ad applaudire.
Insomma, alla fin fine “Ti presento il cane” è meglio di “C’è posta per te”!
Ma che volete di più?

*Ehm… conoscendo il tuo sense of humour, preciso: guarda che lo so che Darwin è morto nel 1882. Era una battuta.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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