lunedì , 20 novembre 2017
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I perché cinofili: perché il cane si lecca le zampe?

leccazampa5di VALERIA ROSSI – L’attenzione sempre crescente nei confronti della psicologia canina e dei problemi legati allo stress talora confonde le idee degli umani, facendo pensare ad un problema comportamentale anche quando siamo in presenza di un disagio fisico.
E’ il caso del leccamento compulsivo delle zampe (da non confondere, prima di tutto, con le normali “operazioni di pulizia” che il cane può compiere al rientro da una passeggiata, dove potrebbe aver raccolto qualche elemento estraneo che gli dà fastidio alle zampe e che, leccandosi, riesce ad eliminare), di fronte al quale spesso si tende a pensare “Oddio, il mio cane è stressato!” ancor prima di chiedersi se ci sia qualcosa che non va a livello fisico.
Invece la prima cosa da fare sarebbe proprio quella di filare dal vet e di accertarsi che tutto vada bene: non solo localmente, ma in senso generale.
Le cause più comuni di leccamento, escluse ovviamente le irritazioni acute, sono infatti le intolleranze alimentari, seguite a ruota dalle allergie.
Purtroppo scoprire la vera origine di un’intolleranza può diventare una battaglia campale, anche perché i test citotossici, comuni in umana e solo recentemente resi disponibili anche per il cane, talora individuano un numero eccessivo di possibili “colpevoli”, riportandoci al punto di partenza o quasi perché diventa quasi impossibile escluderli tutti dalla dieta.
Si tenta allora con la dieta monoproteica, spesso poco gradita dal cane e non necessariamente risolutiva “al primo colpo”: anche perché spesso si tende a pensare a “grandi categorie” (“la carne” in generale, “la carne rossa”, “i carboidrati”…), quando il vero colpevole potrebbe essere, per esempio, un semplice conservante che magari si ritrova in tutti i mangimi che sperimentiamo, ovviamente senza successo.
Però, quando la dieta privativa o monoproteica non porta risultati, si tende a pensare “allora la causa è psicologica”… e si cambia direzione, tentando con le terapie comportamentali mentre il cane continua imperterrito a mangiare proprio la sostanza a cui è intollerante.

leccazampa2E’ tutt’altro che facile individuare le cause esatte: a volte il cane è allergico non ad un alimento, ma ad un prodotto che usiamo in casa (detersivi) o che viene usato in toelettatura.
Può essere allergico anche a qualche pianta che abbiamo in giardino, o aver semplicemente camminato su una superficie irritante (come l’asfalto troppo caldo d’estate, o il ghiaccio in inverno. I cani da slitta spesso manifestano irritazioni causate proprio da neve e ghiaccio, ed è per questo che molti di essi corrono con le apposite scarpette).
Ancora: il leccamento potrebbe essere indotto da un dolore articolare od osseo (una visita ortopedica e una radiografia possono aiutarci a capirlo). E bisogna tenere in considerazione anche le possibili malattie sistemiche, come la leishmaniosi o le patologie da zecche.

leccazampa3Solo quando (e se) avremo escluso tutte, ma proprio tutte le possibili cause fisiche, si potrà pensare a quelle psicologiche, che possono andare dal vero e proprio stress al semplice (e molto più diffuso) tentativo di richiamare l’attenzione.
Il leccamento intenso di una zampa, infatti, è uno dei comportamenti che hanno maggiore capacità di “attivare” gli umani: un po’ per il rumore inconfondibile – e anche fastidioso, diciamolo! – e un po’ perché, appunto, scatta subito la preoccupazione.
Così cani che sono stati ricoperti di attenzioni e coccole quando, magari, stavano solo cercando di eliminare una pulce, talora “annotano” sul loro taccuino mentale la reazione del proprietario: e la prossima volta che si sentono trascurati o annoiati provano a leccarsi la zampa con insistenza.

Granuloma da leccamento
Granuloma da leccamento

Se l’umano accorre, è fatta! Ma il comportamento può fissarsi diventando, col tempo, autogratificante: il risultato finale può andare dal granuloma da leccamento alla vera e propria automutilazione… e tutto perché abbiamo dato troppa importanza a un’operazione di auto-toelettatura!
La cosa giusta da fare?
La prima volta che vediamo il cane leccarsi, non precipitiamoci a controllare (lo so, lo so che è dura… ma tratteniamoci!), ma aspettiamo qualche minuto.
Se smette, significa che il cane ha risolto da solo il suo problema; se non smette, anziché essere noi a prendere la zampina ed esaminarla con cura, coprendo contemporaneamente il cane di coccole e paroline dolci, prendiamo zampa e cane e portiamo il tutto dal veterinario.
I risultati positivi saranno due: a) otterremo una visita professionale, e come tale sicuramente più accurata di quella “casalinga”; b) il cane, come nostra risposta allo stimolo “mi lecco una zampa” non penserà di aver ottenuto coccole, ma una visita dal vet: che per quanto possa essergli simpatico non sarà mai la meta preferita delle sue gite.
Quindi, sul suo taccuino, si guarderà bene dall’annotare “lecchiamoci una zampa quando vogliamo attenzioni“. Scriverà invece “se mi lecco una zampa finisco dal vet“, e posso assicurarvi che nessun cane utilizzerà mai questo appunto per marciarci sopra.
Il risultato negativo, ovviamente, sarà che la visita  dovremo pagarla: ma nessun vet ci caverà il sangue per aver esaminato una zampa… mentre andare a ricercare le cause di un comportamento ossessivo (che magari  è stato causato proprio dalle nostre attenzioni) a volte diventa davvero un salasso!

leccazampa4Quand’è che dovremmo pensare invece ad una manifestazione di disagio profondo che si manifesta rivolgendo tutta l’attenzione del cane al proprio corpo (quello che tecnicamente si chiama “comportamento somestesico”)?
Un buon indizio è la concomitanza del leccamento con eventi precisi (si lecca quando sente un certo rumore, si lecca sempre alla stessa ora, si lecca quando viene in visita un certo parente… eccetera eccetera); un altro indizio è la presenza di un vero e proprio rituale che precede il leccamento (per esempio: prima di cominciare a leccarsi va a bere, si dirige verso un punto preciso, abbaia…) quindi osservare a fondo il nostro cane può darci indizi preziosi.
Se siamo certi (o quasi, perché in questi casi è difficilissimo avere certezze assolute) che si tratti di un problema comportamentale, dovremo anche capire se si tratti di un’attività sostitutiva (il cane si lecca perché questo comportamento lo aiuta a sentirsi più sereno e rilassato in presenza di uno stressor che non sa come affrontare) o di una stereotipia, comportamento ripetuto che non sembra causato da nulla di preciso e non sembra neppure ottenere alcun risultato apprezzabile.
Il comportamento stereotipato ha bisogno di un intervento esterno per essere bloccato, perché altrimenti “va in loop”: il cane continua a leccarsi perché il leccamento stesso diventa la causa scatenante del suo disagio.

granuloma2In pratica è come se pensasse qualcosa del genere: “Mi annoio, quindi mi accarezzo da solo: toh, mi lecco una zampa. Uhm, però mi sto irritando la zampa. Uff, che fastidio che mi dà questa zampa; la lecco per cercare di eliminare questo fastidio. Accidenti, mi dà ancora più fastidio di prima: e allora me la lecco di nuovo”… e avanti così, fino alla comparsa del primo granuloma!
Anche si è convinti che il problema sia comportamentale, comunque, prima di precipitarsi dal vet comportamentalista proviamo a chiederci se la causa principale non sia la vita vuota e noiosa che costringiamo il nostro cane a vivere.
Quindi, se ci accorgiamo che comincia a leccarsi con eccessiva insistenza, proponiamogli un’attività alternativa (giocare, passeggiare, fare sport…) e guardiamo che succede.
Non limitiamoci ad andarlo a coccolare (cosa che, come abbiamo visto, potrebbe addirittura essere la fonte del problema!), ma facciamo qualcosa di interessante con lui.
Evitiamo anche di utilizzare mezzi meccanici (tipo collare Elisabetta), perché questo aumenterebbe, anziché guarire, lo stato ansioso o depressivo che sia: staremmo togliendo al cane l’unica valvola di sfogo che era riuscito a trovare, e l’unico risultato che otterremmo sarebbe che lui comincerebbe a cercarne un’altra (solitamente scegliendo quella più sgradevole possibile per gli umani).
La vera soluzione sta nell’occuparsi dei reali bisogni del nostro cane (e non di quelli che “noi” crediamo essere i suoi bisogni, tipo carezze e coccole varie): ma in ogni caso, prima di pensare a questo bisogna sempre far visitare accuratamente il cane, perché i casi in cui il leccamento – almeno inizialmente –  abbia una causa fisiologica o fisica sono molto più frequenti di quelli legati alla sfera emotiva.

 

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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