di VALERIA ROSSI – Ogni tanto, grazie alle vostre segnalazioni, scopro qualche sito (parlo ovviamente di siti che riguardano gli animali) di cui non conoscevo l’esistenza. A volte si tratta di sorprese gradite, altre volte… un po’ meno, visto che alcuni di questi siti (o sezioni di sito, come nel caso di cui parlerò oggi) sembrano essere gestiti dal vero e proprio prototipo della Sciuramaria, ovvero della neofita che di cani sa giusto quello che sente raccontare ai giardinetti.

canicostosiStavolta mi è stato segnalato un articolo apparso su “Velvetpets” : e come sempre faccio quando scopro un nuovo sito, ho navigato un po’ tra le sue pagine prima di dirigermi sul pezzo… scoprendo così – tra le altre cose – che il rottweiler ha un costo minimo di settemila dollari ed uno massimo di dodicimila. Minchia, mi vendo subito Samba!
A parziale discolpa di “Velvetpets” c’è da dire che l’improbabilissima classifica dei “dieci cani più costosi del mondo” è stata ripresa da un altro sito, Styllish.us, che si occupa proprio esclusivamente di prodotti (di qualsiasi genere, dall’automobile alla borsetta) di extralusso.
Non so dove caspita abbiano potuto trovare prezzi così assurdi per i cani, ma non dubito che qualche allevatore americano sia riuscito a farsi un nome come “fornitore canino di VIP” e che spari cifre iperboliche come quelle riportate: gli americani… sono americani, appunto!
Mi sorprende invece che un sito italiano abbia preso per buone queste cifre e le abbia riportate senza neppure prendersi la briga di informarsi sul mercato reale: anche perché, se uno legge prezzi del genere, si fionda direttamente dal primo cagnaro che il rottweiler glielo vende a 500 euro… e la cosa ovviamente non è piacevole.

canebimbogelatoTorniamo però all’articolo che mi ha fatto scoprire questo sito, e cioè a quello sulle razze migliori per chi ha bambini in casa.
Il pezzo parte bene, nel senso che spiega subito che “quando si pensa di acquistare o di adottare un cane, bisogna sempre considerare le peculiarità dell’animale derivanti dalla razza d’appartenenza e metterle a confronto con le abitudini della propria casa“.
Perfetto, correttissimo, inappuntabile.
Peccato che, subito dopo, inizi il delirio.
Scopriamo infatti che per i bambini inferiori ai cinque anni di età è adattissimo il chihuahua (che ha ottime probabilità di venire ucciso dal bambino, trattandosi di cane delicatissimo), mentre sopra ai sei anni si può pensare a un cane di grande taglia come… il Border collie (!?!) o il celeberrimo Leongberger (e speriamo che questo, almeno, sia stato solo un refuso). Cioè, andiamo a peso: a bambino piccolo deve corrispondere cane piccolo.
Il resto lo lascio scoprire a voi, se volete (anzi, no: vi aggiungo una chicca. I cani “mansueti” per antonomasia sarebbero Labrador, Golden… e Shar pei!).
Io vorrei solo sapere perché chi – palesemente – NON si intende di cani dovrebbe aprire un sito (o una sezione di sito) che parla di cani, col rischio di diffondere notizie che vanno dal comico al pericoloso.
No, perché sul comico, ovviamente,  si può anche limitarsi a sorridere: ma sul “pericoloso” no.
Un chihuahua lasciato in mano a un bambino di tre-quattro anni è un cane che rischia la vita, su questo non ci piove: e con questo non sto dicendo che una famiglia con bambini piccoli debba dimenticarsi questa razza, ma intendo dire che i bambini andranno sorvegliati a vista – e correttamente educati, una volta raggiunta l’età della ragione – per evitare che facciano del male al cucciolo. Male involontario, sia ben chiaro! Non parliamo di piccoli mostri sadici, ma di bambini normalissimi. Bambini che magari, pensando di fare le coccole al loro cagnolino, lo prendono in braccio, ma poi se le lasciano sfuggire di mano (sono bambini!)… e se il cane ha la fontanella del cranio aperta, come moltissimi chihuahua, lo ammazzano. Perché un chihuahua può restarci secco anche cadendo da trenta centimetri di altezza.
Vi pare, dunque, il caso di consigliarlo come cane “per” i bambini? Secondo me… vi ricordate di Beppe  Braida a Zelig? Attentatoooo! Si tratta di attentatoooo!!!

angheriabimboIn realtà, a mio avviso, non esistono razze “adatte ai bambini” in generale. Dipende dal bambino, prima di tutto (e quindi dall’intelligenza, dalla cultura cinofila e dal buon senso dei genitori), dipende dal singolo soggetto (la mia rottweiler, che le mamme guardano terrorizzate, i bambini vorrebbe abbracciarli e baciarli tutti – e se non ci sto più che attenta lo fa – mentre conosco cagnolini dall’aria tenerona e pacioccosa che i bambini non li possono proprio vedere); dipende dalla socializzazione; dipende da un sacco di fattori che rendono piuttosto sterile una classificazione di questo tipo.
Se pensiamo che “cane adatto ai bambini” sia quello che non li morde e che sopporta con la massima pazienza le loro angherie… allora, come ho già scritto altre volte, ritengo che il cane più adatto in assoluto sia il pit bull: ma il fatto è che le angherie i cani non dovrebbero subirle MAI, da nessun bambino. E che i bambini dovrebbero essere tutti educati al rispetto per i cani.
Se ci sono questi presupposti, il cane più adatto ai bambini è… un cane. Di razza o meticcio, grande o piccolo, maschio o femmina che sia.
Se non ci sono i presupposti minimi (educazione del bambino e controllo dei genitori) allora l’unico cane adatto è quello di peluche. E questa credo sia l’unica cosa che si dovrebbe davvero dire e scrivere, senza tentare improbabili “classifiche”… e soprattutto senza andare “a peso” come ha fatto Velvetpets: perché, semmai, più piccolo è il bambino e più grosso dovrebbe essere il cane.
Almeno, in caso di piccoli Attila o di piccoli mostri sadici (che purtroppo esistono), il cucciolo non correrà rischi eccessivi.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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11 Commenti

  1. Prendi un cane per fare petterapì al figlio
    Prendine uno tra queste razze

    Prendi uno psicologo dei cani, si, un addestratore (di leoni)

    Prendi tu queste pillole, al cane dagli quest’altre

  2. Una volta la gente era più furba. Ricordo ad esempio il cane dei bambini wendy john e michel di peter pan, un terranova di nome Nanà,o ľ american bulldog delle “piccole pesti”,ecc. Ora si va verso il cane di moda. Poi ćè sempre il canile.

    • Il cane che compare nei filmati americani, “Piccole pesti” (anni 50 o giù di lì) era un amstaff, purtroppo avvelenato, sembra per invidia, con una polpetta ripiena di vetri!
      Saluti.
      Corrado/Venezia

  3. Assolutamente concorde sull’importanza dell’educazione dei bambini. Noi abbiamo un chihuaha e due bambini e convivono tutti benissimo. Ovviamente ci sono delle regole inderogabili: 1- non lasciamo mai e poi mai il cane da solo con i bambini 2 – quando i bambini giocano con il cane c’è sempre un adulto che li segue 3 – i bambini non possono mai prendere il cane in braccio, se vogliono provare l’ebrezza di avere il cucciolo in braccio si devono sedere per terra e il cane ci deve andare di sua spontanea volontà e non essere costretto. La cosa interessante è che non è affatto difficile fare così, ciò dimostra evidentemente che quando un bambino non sa comportarsi con i cani è colpa dei genitori.
    Sento spesso dire ai bambini “smettila che gli fai male”, che io traduco con “fai pure quello che vuoi basta che non gli fai male”. Credo che questo sia di fondo sbagliato. Il cane non bisogna non solo fargli male ma anche rispettarlo come essere vivente. Ed è questo che bisogna far capire ai bambini, che non sono giocattoli da spupazzare. Anche se sono grandi e sembra che non patiscano, non puoi trattarli senza nessun rispetto, prima o poi ne troverai uno che non gradisce e allora sarà sempre colpa del cane cattivo, mica del bimbo maleducato. E poi, a dirla tutta, i bambini sono bravissimi a fare di tutta l’erba un fascio, e provagli a spiegare che con quel cane sì, con l’altro no, e con l’altro ancora boh…e allora educhiamo i bambini a trattare tutti i cani con lo stesso rispetto, e vedremo quanti cani “cattivi” resteranno.

  4. Sif i bambini non li può vedere; li guarda con sufficienza se è abbastanza lontano, e se la fila discretamente se si avvicinano. Eppure, vedo molte mamme/nonne che “fai le coccole al cagnolino ma non avvicinarti al canegrosso”…auguri!

  5. Apprezzo molti dei suoi articoli, ma non capisco perchè in moltissime occasioni si faccia conquistare dal giornalismo più brutto….e cioè quello di tagliuzzare frasi, decontestualizzare concetti…il tutto al fine di portare acqua al proprio mulino; sono d’accordo che ci possano essere cose inesatte nell’articolo….ma di certo se leggo l’articolo originale o mi limito a leggere il suo…beh i concetti che traspaiono hanno pesi ebn diversi….a meno del chihuahua…non vedo enormi castronerei….il golden?? beh si direi propio che è molto adatto a dei bambini…essendo molto usato per il pet therapy….il labrador…si è molto energico…ma non è di certo un pastore tedesco.

    L’articolo non dice (come lei riporta) che sopra i sei anni i cani più adatti siano i borde collie ecc….ma dice
    “Se la vostra passione sono le grandi taglie, tra le razze più adatte ci sono i Terranova, i Border Collie, il Bovaro Bernese e il Leonberger.”

    anche qui, il senso è ben diverso…..
    anche qui il border collie è senz’altro molto attivo…ma direi molto adatto a dei bambini….direi….

    nella parte finale….l’articolo narra:
    Ovviamente, prima di decidere qual è il cane che fa per voi, è sempre bene rivolgersi a un educatore che saprà consigliarvi al meglio e considerare anche le vostre esigenze.

    Una frase magari un pò paraculistica, ma senz’altro sensata e coscienziosa, che ovviamente qui non viene minimamente citata….

    • mi spiace, ma l’articolo è concepito molto male, che senso ha la frase “è meglio optare per cani non aggressivi “….solitamente un cane che vive in famiglia no da mai segni di aggressività ai componenti della famiglia, anzi li difende….specialmente i molossi, cani decisamente grandi!

      il fatto che l’articolo dica bimbo piccolo=cani piccolo non ha alcuna logica.

      Io ho un Bovaro ed il Golden che è di una delicatezza incredibili con i bambini molto piccoli, quindi definire in base alla taglia è sbagliato!!!

      P.S.

      un amico ha il Caucaso anzi una coppia e la sua sorellina di 4anni li prende e li porta in giro come se fossero dei chihuahua…quindi l’articolo non ha senso di esistere così com’è scritto!

      Tutto sta nell’educare se stessi, il bimbo ed il cane in modo da stare tutti insieme in famiglia…

  6. È molto più semplice il discorso: ci sono persone che aprono siti su un particolare argomento, con l’unico obiettivo di fare soldi con la pubblicità. Siccome ovviamente non hanno tempo né voglia di starci dietro, “investono” su degli scrittori freelance che scrivono gli articoli a pagamento, con l’unico obbligo di scriverne quanti più possibile in quanto meno tempo possibile (ciò che viene scritto non ha importanza: A volte viene dato un argomento da sviluppare, al massimo) Sono in pratica siti inutili e banali che giocano sulle grandi quantità per guadagnare tramite le pubblicità

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