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Non esistono gli Spitz “toy”!

di VALERIA ROSSI – Ennesimo articolo sui microcani?
Ehhhh sì! Perché continuo a vedere in giro cose che mi fanno arricciare le orecchie: in particolare, in questi ultimi tempi, c’è una vera invasione di offerte di Spitz tedeschi nani (o volpini di Pomerania che dir si voglia) definiti “teacup”, “toy” e addirittura “minitoy”.
L’interesse per questa razza, che non ha mai avuto particolare successo e forse per questo era sempre rimasta in mano a veri amatori, è esploso di colpo grazie a una sciagurata concomitanza di fattori “modaioli”: il cane Boo, star di Internet (è un Pomeranian tosato, ma siccome sembra un peluche ha fatto innamorare millemila sciuremarie) e uno spot pubblicitario della Scottex.

canedifacebookstarAcceso l’interesse, c’è voluto pochissimo perché i cagnari partissero all’attacco: e ben conoscendo l’infame passionaccia delle Sciuremarie per i microcani, hanno cominciato a pubblicizzare a tutto spiano i “volpini di Pomerania toy”, gli “Spitz minitoy”, i “Volpini teacup” e tutto il solito cucuzzaro delle presunte razze mignon, che anche in questo caso NON E-SI-STO-NO!
Lo spitz nano è uno e uno solo: è già piccolo di suo (da Standard: 20 cm di altezza, con una tolleranza di due centimetri in più o in meno) e non ha bisogno di miniaturizzazioni che, come sempre, significano problemi di salute (nanismo e patologie varie ad esso correlate).
Anzi, lo Standard precisa proprio che “i soggetti sotto i 18 cm. non sono desiderabili“.
E’ vero che in alcuni Paesi lo Spitz nano viene definito “Spitz toy”; ma non in Europa.
Qui si chiama “Spitz tedesco nano”, oppure “Volpino di Pomerania”. Niente toy, niente mini, niente teacup.
Di tutto questo, alle Sciuremarie non importa evidentemente una beatissima cippa, tant’è che troviamo perle come quella apparsa tempo fa su Yahoo answer, dove un’utente chiede:
Lo Spitz volpino di pomerania mini toy resta piccolo anche da adulto?”
Ma no, tesoro! Un cane che viene definito “mini toy” diventa quasi immancabilmente grosso come un San Bernardo incrociato con un alano! Che domande fai?!?
Niente male, tra le risposte, quella data da un’allevatrice.
La trascrivo integralmente, perchè dice proprio tutto quello che c’è da dire:

Oh Signur, li ho sentiti chiamare in mille modi i miei cagnetti eh… “spitz di pomeraniaN, SPLITZ, volpini nani, volpini SPRITZ (giuro! “Salve… parlo con l’allevamento degli SPRITZ?” “No, signora, abbiamo solo Campari al momento…”) ma Spitz volpino di pomerania mini e pure toy mi mancava!
Lo SPITZ TEDESCO NANO o VOLPINO DI POMERANIA o POMERANIAN è il più piccolo della famiglia degli spitz. Lo standard è: 18-22 cm di altezza al garrese da adulto, entro i 3 kg di peso.
Non esistono toy. Non esistono mini.
Al di sotto dei 18 cm non sono neanche accettati alle mostre, in quanto non possono essere in possesso di pedigree perché non rientrano nello standard. Ti faccio notare che un cagnolino di 22 cm (e prendo l’altezza massima) è veramente minuscolo: io non so cosa tu intenda per piccolo, ma a 22 cm si parla veramente di cani piccoli, ma piccoli piccoli piccoli. Quindi, più di così… “mini toy” come dovrebbe essere sta povera creatura? Come un criceto?

volpinopomerania
Aggiungo solo un paio di cosette, con toni  meno diplomatici di quelli usati dall’allevatrice:

1 – Lo Standard non è una cosa fatta tanto per passare il tempo: lo Standard descrive il cane più funzionale possibile, e quindi, automaticamente, anche il più sano possibile. Se ne deduce che un cane sotto i 18 cm ha altissime possibilità di essere un cane malato;

pomeranian578c2 – Per quale stracavolo di motivo vorreste un cane grosso come un criceto (cit.), nonostante abbia forti possibilità di vivere poco e male?
Lo volete perché così non si fa fatica a prenderlo in braccio? Ma i cani NON amano stare in braccio… tantomeno gli spitz, che non sono neppure cani da compagnia selezionati come tali (infatti stanno nel gruppo 5 e non nel gruppo 9): anzi, sono cani di tipo primitivo, molto dignitosi, equilibrati e robusti (anche nella versione nana).
Lo volete perché pensate di farlo pisciare in casa, nella cassetta come i gatti o sulla traversina? O peggio ancora, di mettergli il pannolone? Ma questo è incompatibile con le caratteristiche etologiche del cane, quindi per la legge italiana è un maltrattamento fatto e finito. E lo so bene che non vi beccheranno mai, se il cane non mette mai il muso fuori di casa… ma voi non vi vergognate almeno un pochino?
Lo volete perché pensate che abbia meno esigenze di un cane grande? Sbagliato: i cani, enormi o piccoletti che siano, hanno tutti bisogno di cure, di attenzioni, di educazione e così via. Allora vorreste anche un figlio alto un metro e cinquanta, perché pensate che “dia meno fastidio” di uno alto uno e ottanta?
Lo volete perché avete visto la star di turno col cagnolino minitoyteacup? E allora sappiate che la star di turno è un’imbecille, se ne ha comprato uno: ma se alla star di turno il cagnolino muore dopo due anni, la star mediamente pensa “oh, che peccato” e va a comprarsene un altro.
Se muore a voi, ci fate una malattia.
E allora, per favore, pensateci PRIMA e comprate solo cani perfettamente in Standard: piccoli, sì, ma almeno visibili ad occhi nudo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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