venerdì , 17 novembre 2017
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A proposito di “Volontari di merda”…

Riceviamo e pubblichiamo una “Postilla allo Standard del volontario di merda“, senza commenti perché ci sembra già abbastanza esaustiva:

donna-pitbullDi recente mi sono calata nel ruolo di “adottante”, differente da quello solitamente rivestito di “volontaria”. Ho potuto scoprire così che lo standard proposto da Fabiana Rosa sul Volontario di merda, seppur molto dettagliato, presenta una lacuna che vorrei immediatamente colmare, raccontando la mia esperienza.
Quella che manca nell’articolo è la definizione di una tipologia piuttosto diffusa, quella del pitbull in gonnella (purtroppo in generale trattasi di donzelle): il suddetto soggetto riempie facebook di critiche severe contro gli adottanti, quelli che si rifiutano di fare gli stalli, quelli che non vogliono prendersi il cane che lei vuole assolutamente piazzare, quelli che non versano denaro per ogni caso tragico da loro presentato.
Il pitbull in gonnella è un vero kapò, severiiissssimo nella gestione dei casi, sul genere “se te lo dò sei fortunato”, ma in realtà si fida solo di se stesso e di pochi cugini e parenti di primo grado (di solito si riconosce perché tra lui e famiglia ristretta possiedono una quindicina di cani/gatti; ovviamente quelli che non piazza a loro se li dà in fronte), continuando però a inveire contro gli adottanti che non si presentano in massa ad adottare un quadrupede incompatibile anche con la sua figura allo specchio, o il vecchio malato che non si regge in piedi.
Non che non abbiano anche loro il diritto di trovare un adottante: ma magari la maggior parte dei candidati non è un educatore, non è un volontario a tempo pieno e vorrebbe semplicemente un cagnetto qualunque da portare a passeggio civilmente, che non sbrani zii e nipotini durante le feste natalizie, che non aggredisca il barboncino della vicina sul pianerottolo, che non abbia bisogno del comportamentalista a vita, che non muoia necessariamente dopo venti giorni dall’arrivo a casa.
Essì, noi adottanti sappiamo essere davvero crudeli, a volte!

postillavol2Tornando alla mia esperienza, tanto per non divagare troppo, ultimamente decido di adottare un cane, femmina per la precisione (essendoci già in famiglia due maschi).
Con grande entusiasmo mi metto alla ricerca su internet della possibile candidata, cosa non semplice, perché devo andare incontro ai “gusti” dei due arzilli dodicenni che non si rassegnano alla loro impossibilità di procreare.
La vogliono adulta (in caso contrario promettono di bucarle ogni pallone con cui voglia giocare); la vogliono di media taglia (quelle più alte di noi non ci piacciono); la vogliono bionda… e qui ho detto loro di piantarla.
Insomma, dopo parecchie settimane e attenti studi, scelgo una rosa di candidate. La prima è una cagnetta di fresco recupero che sembra vada d’accordo anche con i coccodrilli. Cercano soldi per curarla; ne arrivano tanti. Cercano stalli, in molti si offrono.
Ometterò per sintesi tutto il resto: lo stallo va all’amica (perché si fida), l’adozione (dopo avermi terrorizzato dicendo che il cane è un’idra funesta)… pure.
Ovviamente per le donazioni sono stati tutti meno attenti alla parentela del portafoglio.
Ci rimango male: ma come? Ho fatto tuttotuttotutto bene!
Non ho rotto gli zebedei con millemila domande, non ho fatto pressione, ho contattato i referenti, discretamente, in privato, chiedendo di poterne parlare quando avevano tempo. Manco mi hanno voluto conoscere! Se la sono cantata e se la sono suonata, come si suol dire!
Abbattuta, passo ad un’altra (nel frattempo è passato un mese e mezzo e le altre due sono state adottate). Mando una mail privata (per carità, so bene che non si scrive su Fb!). Aspetto un giorno, aspetto due… niente. Intanto penso tra me e me che mica ho visto fare così, io, quando si cercano adozioni! Magari non si risponde subito, ma nel giro di qualche ora sì.
Il terzo richiamo. Nulla. Mando sms e finalmente rispondono: “E’ già arrivata un’altra richiesta!”
MA COME? QUANDO?
Mutismo sconfitto, magone per una mezza giornata, nuova ricerca su internet.
Poi mi fermo e mi arrendo.

postillavol3Alla fine di tutto, io: volontaria da anni, proprietaria di casa, lavoro fisso, giovane con esperienza, ho deciso di optare per la soluzione finale. Ho deciso di prendere a quattr’occhi gli altri quadrupedi della famiglia e fare a loro un discorso serio: cari miei, la vita è dura, difficile. Ognuno di noi deve fare delle rinunce e voi dovete rinunciare alla compagna dei vostri sogni!
Non sarà bella ed esilina come volevate voi, non avrà gli orecchioni (come volevo io), ma… fanculo a tutti! Andrò a prendere uno dei nostri, che tanto davanti al muso ha le stesse sbarre degli altri.
E non sarà un cane disperato, sarà un anonima, tristerrima canetta da canile qualunque… ma la gioia di averla sarà uguale.

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