venerdì , 24 novembre 2017
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Home >> Vita col cane >> Cugginate >> Il dobermann a sette anni impazzisce? Ammazziamolo prima!

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Il dobermann a sette anni impazzisce? Ammazziamolo prima!

di VALERIA ROSSI – Ricevo, tra i ticket del “Supporto cinofilo”, una testimonianza che mi fa venire i brividi. La riporto integralmente qui sotto:

Ho bisogno di tutto il supporto cinofilo possibile! Perché ho deciso di denunciare a pieni polmoni un’avventura di qualche settimana fa. Vado al parco con la mia cagnetta e mentre ci avviciniamo all’area di sgambamento vedo che c’è solo un signore con il suo cane… “Fantastico – penso – niente casino, una cosa tranquilla… aaah che bene!”
Un dobermann bello davvero, anche se ha immancabilmente orecchie e coda tagliate. Al cancello: “Mi scusi, possiamo entrare, è socievole?”
“Non morde le ragazzine”
“… intendevo con gli altri cani”
Lascio interagire i due quattrozampe, che dopo pochi minuti si rimettono naso-a-terra, ognuno per la sua strada. Ne approfitto per fare due chiacchiere con il signore e complimentarmi per il suo compagno (io non so riconoscere la perfetta tipicità di un cane, però fa sempre piacere sentirsi dire “ma che bello”). Lui: “Eeeh si è bello, ma non prenderò mai più un dobermann”
“Come mai?”
“Mi sono molto affezionato al mio Drago (o Draco, non ho capito), ma ha quasi 5 anni oramai”
“E quindi?”
“Eeeh non voglio che soffra più di quanto deve, tra un annetto e qualcosa lo porto in gita in montagna…” Segue spiegazione su quanto costi l’eutanasia dal veterinario e di quanto secondo lui sia “contro natura”. Dopo un po’, senza aver capito assolutamente niente di quello di cui blaterava, me ne esco con uno scherzosissimo: “Ma mica avrà paura che impazzisca?”
Lui: “Ah, ma lei non sa, signorina… il cane di un amico di mio cugino…”
Quando ho sentito “cugino” non ci ho più visto, in due secondi netti ho riletto mentalmente tutti gli articoli su Tpic.
Nei 10 minuti successivi la ragazzina in questione cerca di convincere il signore che il suo cane non è nato con un timer-bomba nel cervello e lo implora di documentarsi a riguardo.
Sì, l’ho proprio implorato. Ho usato il termine “la imploro di”.
Vista la palese titubanza nel credere alle mie parole prendo in mano il telefono, cerco il numero del vet, ma premendo “chiama” lui, seccatissimo, mi stronca con un perentorio: “Signorina, lasci stare, io adesso devo proprio andare”.
Forse avrei dovuto replicare solo che quello matto era lui, ma sono rimasta con gli occhi sbarrati per qualche minuto buono realizzando quanto era successo.
Magari per alcuni questa è l’ennesima storia del classico e inevitabile incontro con un cretino, ma per me è la prova che non basta avere un cane ben tenuto per essere cinofili.

Siete basiti anche voi come me?
Avete pensato anche voi che forse questo mentecatto non pensi semplicemente di abbandonare il cane in un bosco, ma di fare qualcosa di peggio?
Avete sperato anche voi che il tizio volesse solo prendere in giro la nostra amica, che fosse uno scherzo di pessimo gusto?
Be’, non contateci. Un veterinario a cui è stata raccontata questa storia ha reagito ululando: “Nooo! Ce ne sono ancoraaa?”… e ha spiegato di quanto gli tocchi trattenersi prendere a sberloni i diversi personaggi che gli chiedono di eutanasizzare dobermann sanissimi, solo perché sono arrivati all'”età fatidica”. I celeberrimi sette anni, trascorsi i quali il cane “impazzirebbe” perché la scatola cranica si restringe e schiaccia il cervello, o viceversa.

dobyimpazz2Questa ridicola, assurda e antiscientifica leggenda metropolitana l’abbiamo già commentata in questo articolo. Inutile tornarci sopra.
La cosa che mi lascia veramente di sasso è che qualcuno pensi a far fuori il proprio cane preventivamente a causa di una stronzata simile. Già sono stata abbastanza scottata dal fatto che qualcuno abbia fatto fuori il mio, di dobermann, quando ha compiuto sette anni (per chi non l’avesse ancora letto in qualche mio articolo, l’hanno avvelenato dopo la sua “festa di compleanno”, organizzata in giardino con la presenza entusiastica di branchi di bambini che hanno giocato col cane tutto il giorno): ma arrivare addirittura a pensare di ammazzare il cane di casa, a cui ci si dichiara pure “molto affezionati”… è davvero inconcepibile. Ma tu pensa, a uno così, se gli si ammala la nonna…
In ogni caso, bando alle ciance: questo signore va fermato finché si è in tempo. Abbiamo solo il nome del cane (Drago o Draco), ma può bastare, visto che il tipo non fa mistero delle sue future intenzioni e ne parla con chiunque incontri al parchetto.
Dunque, chi dovesse incrociare e scambiare due parole con il proprietario di un dobermann con questo nome, in zona San Donà di Piave (il cane aveva il collare a catenella e un guinzaglio di quelli corti corti, catenella e maniglia in cuoio) è vivamente pregato di fargli una testa così spiegandogli che quella del cane che va fuori di testa a sette anni è una “cugginata”. Per dirla alla Fantozzi, una cagata pazzesca.
E magari, proprio buttandogliela lì per caso, vi invito anche a fargli sapere che ammazzare un cane sano senza un motivo più che valido (e la presunta data di scadenza della scatola cranica NON è un motivo valido) è un reato penale.
Ma già che ci siamo, facciamo una bella cosa: tastiamo diplomaticamente il terreno con tutti i proprietari di dobermann che ci capiterà di incontrare, in qualsiasi parte d’Italia, visto che a quanto pare questa inconcepibile idea è più diffusa di quanto non si possa pensare: e se ci accorgessimo che hanno anche solo il minimo dubbio, partiamo con lo spiegone.
Mettiamoci tutti in caccia e vediamo se riusciremo a salvare qualche dobermann dalla pazzia.
Da quella umana, ovviamente!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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