venerdì , 17 novembre 2017
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Che confusioneeeee… sarà perché ti cliccko…

di FRANCESCA BRUNELLO –  Penso che quasi tutti i lettori di Tpic dicano “no” ai metodi coercitivi (eh vabbè, e sì a Valsoia).
Spero che molti lettori di Tpic un po’ se la ridano quando leggono di metodi iper-gentilisti che ti condannano a ignorare un cucciolo di quattro mesi che si fa i denti sulle tue caviglie.
Credo che tutti i lettori di Tpic cerchino di insegnare al proprio cane il concetto del “si, questo mi piace” e quello del “no, questo non devi farlo”.
Immagino che per insegnare il “si, questo mi piace” tutti noi abbiamo sfruttato i marker vocali (se no come si fa a farsi capire dal quattrozampe?). Non avendo vissuto tra i lupi, io non saprei assumere una posizione del corpo tale da far capire al mio cucciolo di due mesi e mezzo che “no, non è così che si fa il terra”, ma d’altra parte dubito che l’alpha del branco abbia il compito di insegnare ai cuccioli a dare la ssssssampetta.
Ecco quindi che arrivano i rinforzi. No, non lo squadrone degli educatori con le loro puppy class:  i bocconcini!
“Il bocconcino va dato come rinforzo dopo che il cane ha eseguito bene l’esercizio e subito dopo avergli detto la parolina magica del tipo “si”, “bene”, “bravo”.
Conosciamo tutti le varianti “amoredimammachebravoaspettachetidounpezzettinodiwurstel” e affini: magari non ne andiamo fieri, ma qualcosa del genere ogni tanto ci scappa.

click1… già qui comincia la confusione, perché il concetto del bocconcino che va dato dopo che il cane ha completato l’esercizio, ad alcuni a volte sfugge.
Noi diamo un peso alle nostre parole e alle nostre azioni che il cane non sempre può cogliere.
Ecco quindi che io e molti altri ci avvaliamo del clicker (per alcuni “strumento del demonio”) per aiutarci a capire che “esercizio fatto bene=click” e “click=bocconcino”.
Secondo me è più facile usare il clicker, perché faccio meno casino in testa alla mia quattrozampe.
Essendo uno strumento di lavoro, però, va usato con parsimonia e, a parere mio, solo le prime volte in cui si insegna qualcosa di nuovo e si abitua il cane all’esercizio.
Ovvero, quando il cane impara che con “terra” intendo gomiti e garretti sull’erba, basta click: “Bravo” è più che sufficiente. Il cane dovrebbe riconoscere che il pezzetto di würstel non indica il massimo grado di approvazione.

naccherePolemiche a parte, quell’aggeggino può essere davvero utile nell’educazione, sia del cane che del proprietario.
Supporto sempre chi mi dice, a volte anche con un po’ di vergogna: “si, io uso il click… coff coff”. Non vedo perché no.
Un giorno però l’ho vista… una signora che usava il clicker come se fosse ad una gara di nacchere.
La musa della danza, che ho personalmente intitolato “clickclickclickbocconcinoclick”, con jack russell che stava seduto guardando l’infinito, mi ha fatto riflettere.
Sebbene questo strumentino sia intuitivo e queste regolette possano sembrare scontate, credo sia bene aiutare chi si avvale del clicker per la prima volta nell’uso e consumo dello strumento del diavolo, secondo solo al collare a strangolo.

Ecco quindi il mio – personalissimo –  vademecum per l’uso del clicker:

click2– mostrare al cane clicker e bocconcini prima di iniziare la sessione, cosicché il cane capisca che per i 10-20 minuti successivi si fanno gli esercizi e che probabilmente si imparerà qualcosa di nuovo;
– rispettare la scaletta “comando eseguito correttamente – click – bocconcino”. Se il quattrozampe non esegue l’esercizio nel giusto modo, si dice “no” in tono neutro e si ripete il comando aiutandoci con la gestualità (ad esempio per il seduto io chiudo la mano e la sposto sopra alla testa del cane, che guardandola, sposta il peso indietro e si siede).
È inutile ripetere dieci volte sedutosedutoseduto;
– non clickare a vuoto. Mai, per nessun motivo;
– usare il clicker solo durante la sessione di esercizi: il clicker è uno strumento di lavoro, non un salvavita.
– prima di cominciare assicurarsi di tenere il clicker con la linguetta dalla parte giusta: perché fammmaale, mmmmaale, mmmmale da morire quando il ferretto ti pinza la pelle (l’avete capita? Canzone di Tiziano Ferro… ferretto… va beh, ci ho provato);

click5– fare click solo quando il cane è nella posizione desiderata. Per chi non avesse ancora la nausea riguardo a questa frase, io la ripeto: immaginiamo di fare una foto al cane mentre fa l’esercizio. Scattiamo appena è nella posizione corretta;
– ripetere esercizi che il cane già conosce, per poi insegnargli “quello del giorno”;
– dire il nome del cane prima di dare un comando. Io lo faccio sempre per essere sicura che stia rivolgendo la sua attenzione a me;
– vedi jack russell di cui sopra: abbandonare l’uso del clicker una volta che il cane esegue l’esercizio senza problemi. Non per dire, ma se facessi click per ogni seduto che fa la Twiggy, a fine giornata avrei un crollo nervoso accompagnato da tic all’occhio persistente e irreversibile;
– talvolta, se possibile, fare la sessione esercizi in posti diversi (al parco, a casa, in giardino) per evitare di dover dire “ma al campo lo fa, al campo è bravissimo, vedessi quanto è bravo al campo”;
– per esercizi più complessi, cliccare solo a esercizio terminato. Gli esercizi più complessi dovrebbero essere scomposti in più frammenti;
Esempio 1: quando ho insegnato alla Twiggy a rifare il letto, le ho insegnato prima “lascia”, poi “prendi”, poi “porta”. Cosicché “fai il letto” diventasse prendi (angolo del lenzuolo) + porta (verso la testiera) + lascia (angolo del lenzuolo)+ ripeti dall’altra parte.
Esempio 2: sia per “chiudi la porta” che per “accendi e spegni la luce” ho insegnato prima il “tocca” e il “vieni”.
E qui casca l’asino… “Ma a cosa mi serve un cane che fa ciao e ti porta il succo dal frigo?”… “E’ antropomorfizzare il cane”… “Non ho tempo”… “Non mi interessa”.
Ti sei preso il cane? Adesso pedali.
Io ho pensato questi e altri esercizi proprio perché non ho sempre il tempo (e la macchina) per portarla al campo. Oltre al fatto che mi sono messa in casa un cane da lavoro e quindi la faccio lavorare, non volevo che si annoiasse. E vi assicuro che è divertentissimo vedere la faccia di chi vede gli esercizi;
– fare ogni giorno gli esercizi possibilmente alla stessa ora;
– usare comandi di una parola, possibilmente breve. Si, da quello che ho scritto non sembra, ma io a lei parlo in inglese e uso parole o frasi compresse ad esempio light-off, light-on, bed-up, hello ecc..

click4Concludo dicendo che sono consapevole delle posizioni diametralmente opposte che hanno molti educatori riguardo a questo strumento; per alcuni è “ma guarda che basta dire bravo” per altri è “senza clicker non si può lavorare con un cucciolo”.
Fatto sta che al campo si va solo due volte a settimana, tre quando riesco a fregare la macchina a mia mamma il sabato mattina lasciandola a piedi.
Però non è che posso farla lavorare a giorni alterni e il resto passeggiatine.
Io al campo il clicker non lo uso perché, se la mia educatrice mi vedesse, sicuramente mi farebbe una testa tanta urlandomi addosso di tutto e di più, e diventerei ai suoi occhi il ritratto del fallimento e della vergogna.
Ma dopotutto, io educatrice non sono…

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