martedì , 21 novembre 2017
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Otto ore fuori casa e un cane? Io ce l’ho fatta!

di DEBORAH CERVI – Ho letto l’articolo “Sto fuori casa otto ore al giorno: posso prendere un cane?” e vorrei raccontare la mia esperienza con un Zuma, un dogo argentino femmina di un anno e mezzo, per dare qualche spunto a chi non sa come fare.

doga2Ho preso Zuma a due mesi e per il primo anno di vita eravamo sempre insieme; per mia sfortuna/fortuna non ho lavorato per un anno, così mi sono dedicata a lei.
Sempre insieme. Al lago, a fare passeggiate (prima non mi spostavo mai a piedi, ero pigrissima, invece adesso sono sempre in cammino!), in città, da Ikea, all’outlet (un po’ per uno… al fiume per lei, a fare shopping per me)… dico solo che entravo in camerino con lei e man mano che cresceva usciva dalla tenda del camerino arrivando ad avere la testa fuori e il corpo all’interno, quindi non poteva darmi grandi consigli
Ma il tempo per lo shopping era molto meno rispetto a quello dedicato al suo divertimento. Da quando entra un cane nella tua vita, certi sacrifici vanno fatti: e con piacere, devo dire, perché il tempo con lei mi “dava” molto di più di quello passato da sola a provare magliette!
Questa favola idilliaca è durate più o meno un anno, nel senso che cinque mesi fa, finalmente, ho trovato un lavoro che amo tantissimo, ma prevede un tempo pieno.
Resto fuori casa otto ore: o meglio… mi sono organizzata così.
Al mattino esco di casa dandole un dentastik o una carota (si, la Zuma è stata abituata a mangiare verdure fin da piccola), un qualcosa che può farla felice, dando a te la sicurezza che non succeda nulla, come invece potrebbe accadere con ossa dure.

doga3Lei rimane sempre in casa quando non ci siamo ed ha una cuccia bellissima direi, visto che è il mio divano! Predisposto con tanto di piumino “raccogli pelo” e plaid…quando torno è sempre bollente quell’angolo di divano, quindi vuol dire che lo usa alla grande!
Al lavoro mi hanno concesso un’ora in più di pausa pranzo, così ho due ore di tempo e posso tornare a casa.
Torno a casa, mangio in 15-20 minuti tranquillamente, nel frattempo lei sta in giardino ad esplorare, dare la caccia agli uccellini e ai gatti oppure anche solo sulla sua brandina al sole, e poi per circa 30-40 minuti usciamo insieme per una bella passeggiata!
Quando rientriamo lei entra in casa, guarda il tavolo della cucina, da dove sbucherà “miracolosamente” un’altra carotina, aspetta che gliela dia io (non prende nulla dal tavolo senza il  mio permesso… su questo punto ci ho lavorato parecchio, prima spariva anche il gorgonzola… vecchi tempi, per fortuna!) e poi va trotterellando nella sua cuccia a mangiarsela mentre io la saluto ed esco di nuovo per le successive quattro ore di lavoro.
Non gratta la porta (non ci sono segni), non ulula né abbaia (i vicini mi dicono “ma il cane dove lo lasci quando vai via? Non si sente mai!”) e credo che stia pazientemente ad aspettarmi.

doga1All’inizio chiudevo tutte le porte e la lasciavo nell’atrio con la cuccia, poi a poco a poco le ho dato fiducia ed ora l’unica porta che chiudo è la camera da letto, per evitare i peli sul letto, perché so che ci andrebbe sicuramente!
Credo che mi aspetti pazientemente e talvolta rientro e non è subito lì dietro alla porta, ma arriva flemmaticamente sbadigliando (sul divano direi che ci dorme bene!) e poi ovviamente… ancora una bella passeggiata!!
La mia vita con lei è migliorata e il sacrificio di farmi la strada quattro volte… sono circa 60 km ma non mi pesa più, perché sono più rilassata anche al lavoro pensando che lei, è vero, sta da sola otto ore, ma spezzandole la giornata e stando insieme magari lo sopporta di più.
Certo, non sarà il massimo: il massimo era prima quando stava con me 24h su 24: ma il sabato e la domenica sono praticamente dedicati a lei e durante la settimana ho trovato questo escamotage.
Tra l’altro potrò anche portarla in ufficio… ma prima devo farle conoscere Tamira, il pastore tedesco che già c’è, e vedere se la convivenza possa o meno essere fattibile.

In ufficio
Zuma in ufficio: un’impiegata modello!

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