lunedì , 20 novembre 2017
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Informazioni per “groupies” e affini

di VALERIA ROSSI – Ho lasciato passare qualche giorno dopo l’ennesimo “scanno” cinofilo (anzi, di cinofilo mi pare che ci sia stato ben poco) che ha seguito un mio articolo in cui non criticavo una persona, ma alcune sue dichiarazioni che trovavo quantomeno ad alto rischio, prima di fare le considerazioni che seguono.
Sono in parte “istruzioni per l’uso” di questo blog e in parte semplici informazioni: vi pregherei di leggerle, specie se siete fedelissimi ammiratori di qualche Guru cinofilo che magari ha una visione del cane diversa dalla mia.

cani-che-leggono-un-libroa) parlare di cinofilia, discutere di cinofilia, “fare” cinofilia significa occuparsi di cani a 360°.
Nel bene e nel male, sia per quanto riguarda i Grandi Temi che per le cazzatine, tirando in causa (se è il caso) il mega-guru come l’ultima delle sciuremarie.
Per questo motivo, il “fatti gli affari tuoi” che spesso mi sento propinare… proprio non regge.
Accetterò che mi si faccia questa obiezione il giorno in cui mi metterò a criticare l’aspetto fisico, il conto in banca o le preferenze sessuali di un educatore/allevatore/addestratore o quel che sia: ma finché critico ciò che dice/scrive/fa in tema di cani, pur essendo felice di ricevere qualsiasi risposta che preveda motivazioni diverse e idee diverse dalle mie, il “fatti gli affari tuoi” non lo accetto.
Perché la cinofilia “è” affar mio: è la mia passione ed è pure il mio lavoro;

tifodastadiob) tra “fare cinofilia” e “fare tifo da stadio” ce ne passa.
Ogni santa volta che mi permetto di criticare un’opinione o un qualsiasi avvenimento che coinvolga il Guru di turno, parte al 99% il tifo da stadio (con tanto di insulti, pernacchie, petardi e strombazzar di vuvuzela) e solo all’1% la discussione cinofila (ovvero quella motivata).
Trovo tutto questo molto, ma molto triste.
Le “groupies” che partono a testa bassa gridando alla Lesa Maestà del loro Guru, spesso senza neppure aver capito di cosa si stia davvero parlando, oltre ad essere francamente irritanti non portano alcun beneficio a nessunissima discussione.
In altre parole: criticare un’opinione, un metodo, una dichiarazione NON è sinonimo di “gettar fango”, e neppure di voler diffamare/odiare/essere invidiosi (un grande classico, che non manca mai)/voler vedere morto qualcuno.
In altre parole ancora (queste rivolte solo ad alcune groupies, che forse solo così le capiscono): a’ ffanaticheeeee! State un po’ più serene… e dateve ‘na calmata!
Perché una critica, o fosse anche uno sfottò, NON è una pallottola in fronte. E neppure un calcio nelle palle.
Chi li confonde con un attacco personale è assolutamente fuori strada: aggiungerei che è pure un po’ pirla, ma non lo dico perché altrimenti si offendono in millemila e parte un altro scanno.
Chi poi mi accusa, con l’indicione puntato, di “non aver mai letto il libro del Guru” e/o di “non aver mai seguito una lezione del Guru” e poi sostiene che io, in quanto addestratrice, sia automaticamente una fautrice di collari elettrici, strattonate e impiccagioni varie, ovviamente senza aver mai letto un mio libro e/o senza aver mai messo piede sul mio campo… ecco, quello è proprio pirla di brutto.
E se si offende, scusate, ma me ne infischio;

intoccabilic) per me non esiste alcun “intoccabile”
Se mio figlio fa una cazzata, dico che ha fatto una cazzata.
Se io dico/faccio una cazzata, lo ammetto (e direi che è anche già successo).
Figuriamoci se vado a provare timori reverenziali nei confronti di personaggi che magari, quando ho iniziato ad occuparmi di cinofilia, succhiavano ancora il latte materno.
Ma non è solo questione di età/esperienza: è proprio che non ci sono (e non ci dovrebbero mai essere) intoccabili, perché non esistono infallibili.
In nessun campo, ma ancora meno in questo, visto che del cane sappiamo ancora pochissimo e che in grandissima parte stiamo tirando tutti a indovinare.
Chi pensa che il suo Guru sia infallibile  – di chiunque si tratti, anche della sottoscritta (che gura non vorrebbe proprio mai essere, ma purtroppo a volte ci si ritrova) – è destinato a prendere grandi facciate nel muro.
Quindi fatemi, anzi fatevi un immenso favore: usate il vostro cervello, non quello degli altri.
Che anche se non beccate quello di “A.B. Normal”, rischiate comunque di affidarvi a quello di Wanna Marchi;

polemicad) sono polemica, ce l’ho sempre con tutti, attacco sempre tutti?
Mah.
Che sia polemica è sicuramente vero (“nessuno siam perfetti, ciascuno abbiamo i suoi difetti“, come cantava Mingardi):  che ce l’abbia con tutti, però, no.
Io ce l’ho solo con chi fa/scrive/dichiara cose che a mio avviso vanno contro la sicurezza e/o il benessere dei cani.
Magari posso sbagliare (il “non esistono infallibili” vale anche per me, mi sembra chiaro): ma se non altro, sono in buona fede.
Non parlo mai pro/contro qualcosa perché vendo pettorine o mangime o quel che sia. E vi assicuro che non sono neppure in cerca di “like”, come qualcuno immancabilmente insinua… facendomi venire i brividi, perché evidentemente, per queste persone, i “like” contano davvero qualcosa nella loro vita (altrimenti non capisco come potrebbe venirgli in mente che siano importanti per qualcun altro). E se è così, stanno messi proprio male.
La cosa è molto più semplice: se io penso che qualcuno/qualcosa (magari soltanto in quella occasione, senza che questo significhi che la persona in oggetto sia una merda globale o un totale incompetente) faccia danno alla cinofilia, o anche solo a un singolo cane,  lo dico e lo scrivo.
A differenza di altri lo dico e lo scrivo mettendoci la faccia, su un blog pubblico (e non su gruppuscoli teoricamente segreti, anche se poi segreti non sono mai) e lasciando libertà di replica a tutti… e questo è quanto.
Questo è il mio modo di gestire il mio blog (perché, approfitto per dirlo, questo NON è un giornale: non è stato volutamente registrato come testata giornalistica – nonostante lo fosse stato nella sua versione cartacea, chiusa nel 2006 – proprio per rendere più “leggera” e meno vincolata la trattazione degli argomenti: quindi, gentilmente, non scassate le palle con il “giornalisticamente scorretto”, perché siete – a dir poco – fuori tema).
Se non vi piace, non ve lo ordina certo il dottore di leggermi.

rana-scorpionePOSTILLONA: se sono tanto (o troppo) polemica, i motivi sono principalmente due.
Il primo è che probabilmente “è la mia natura”, come disse lo scorpione alla rana (peraltro suicidandosi); ma il secondo è che ultimamente, in cinofilia, non mi piace quasi più niente.
Non mi piacciono i buonisti disneyani, ma neppure gli strattonatori coatti che non vogliono dare neanche un’occhiatina a quanto c’è di nuovo e di diverso; non mi piacciono gli animalisti fanatici, ma neppure quelli che vivono per la coppetta o per il CAC; non mi piace chi “produce” per lucro (“allevare” sarebbe una parola grossa) e non mi piace neppure chi alleva bene, ma si sente in dovere di sputtanare tutti gli altri ritenendoli “esseri inferiori”.
Non mi piacciono le Wanne Marchi ma non mi piacciono neppure i Soloni, i “sotuttoioesoloio”, gli “o con me o contro di me” (e con i cani, chi ci sta?).
Non mi piace il modo in cui diversi enti, gruppi e affini gestiscono la cinofilia (e qui ci metto anche tutto il mondo protezionistico/animalista, intendendo la parola “cinofilia” non solo come “cinofilia ufficiale”, ma nel suo senso letterale di amore per il cane), ignorando troppo spesso il benessere dei cani per badare soltanto al proprio tornaconto, economico o politico o “di immagine” che sia.

keep-calm-and-non-te-la-tirareSono io l’unica perfetta? Ma va là.
Di cazzate ne dico e ne faccio a raffica pure io. Però, almeno, se me ne accorgo e se posso cerco di rimediare.
Me la tiro fuori misura, penso di avere la verità in tasca?
Ma anche no.
Non sono io, quella lì. Io sono solo una che sta in cinofilia da quarantepuzza anni, e che per questo ha visto/sentito/letto/conosciuto di tutto e di più (spesso sbattendoci il muso contro).
Forse per questo oggi vedo tutto ciò che sta andando allo sfacelo, anziché fare quei grandi passi avanti che una nuova visione più rispettosa del cane avrebbe potuto produrre… e quando lo vedo, non riesco a stare zitta (“E’ la mia natura” 2, la vendetta. Anzi, “la polemica”).
Ovviamente, essendo una delle poche persone che parla pubblicamente di ciò che mi disturba, o che mi fa letteralmente schifo, la figura della rompicoglioni professionista la faccio solo io: se parlassero pubblicamente anche gli altri millemila altrettanto schifati (e non intendo “parlare sul gruppo segreto di FB, nascondendosi magari pure dietro a un nick e bannando chiunque la pensi in modo diverso”…), forse io sembrerei un po’ meno rompicoglioni, ma soprattutto qualcosa potrebbe cambiare.
Forse anche no: ma io son nata ottimista e ci spero sempre.
Così come spero sempre, criticando ciò che mi sembra ingiusto verso i cani, di far riflettere qualcuno e di stimolare una discussione costruttiva.
Il fatto che spesso stimoli invece il tifo da stadio mi fa davvero dispiacere, ma non so come rimediare: certo, potrei evitare i temi “scottanti”, ma allora non servirebbe a un tubo neanche il mio sforzo di far riflettere.
Non servirebbe questo blog, che diventerebbe uguale a mille altri: mentre io credo che la cinofilia non possa essere solo “parliamo della razza X” (e parliamone sempre e solo benissimo, altrimenti arrivano pure le groupies della razza!), o “vi spiego come si fa il terra” (che poi, solo per iscritto, è pure un casino spiegarlo).
Cinofilia è tutto ciò che riguarda i cani, quindi io parlo di tutto ciò che riguarda i cani: anche degli argomenti scomodi.
Se qualcuno ha soluzioni alternative, me le comunichi: prometto che ne farò tesoro.
Per tutto il resto… Mastercard forse non c’è, ma ci sono millemila altri siti/blog/riviste in cui si parla solo di cagnolini tantocccarini e tantobbuoni con i bambini, a cui mandare tanti cuoricini.
Se polemiche e discussioni vi turbano, probabilmente lì vi troverete più a vostro agio.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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