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Disavventure evitabili

Riceviamo e pubblichiamo… perché condividiamo in pieno:

Ho un cane da tre anni, prima quasi non sapevo dell’esistenza dei cani, e mi si è aperto un mondo stupendo, che ho imparato a conoscere e a capire.
Vi scrivo per raccontarvi la mia disavventura di Pasquetta.
Ero al parco, stavo facendo il mio allenamento di corsa del lunedì. Una fortissima botta al fianco, all’improvviso, e cado a tuffo in avanti, “volando”, come mi ha detto il tizio che mi ha raccolta da terra in lacrime e sanguinante. Era un cane, una specie di spinone taglia grossa, che correva festoso verso chissà che cosa, lanciato a tutta velocità, che non mi ha schivato. E che io non ho visto, perché probabilmente veniva laterale ma dalle mie spalle.
Sangue, spavento, shock.
La signora padrona del cane, mortificata, mi aiuta a pulirmi il viso, mi porta il ghiaccio, mi offre un caffè, mentre il tizio che mi ha raccolto da terra chiama l’ambulanza.
Nel frattempo mi riprendo, ho il naso gonfio e graffiato e quelli dell’ambulanza mi dicono che devono assolutamente portarmi a fare le lastre. La signora mi lascia tutti i suoi recapiti, quasi in lacrime. Mi specifica che il cane non è assicurato. E quando mai (ah, se non si fosse capito non eravamo in un’area cani, ma in una zona asfaltata con giostre, bimbi, e grandissimo passaggio di bici, risciò e addirittura gente coi rollerblade.)
Ringraziando il Cielo, dopo una mattinata in ospedale capisco che ho il naso fratturato sì, ma la frattura è composta, non mi devo operare. Riesco anche a raggiungere per il rotto della cuffia gli amici al ristorante, così almeno un pezzettino di Pasquetta come doveva essere me lo godo.
La signora la sento la sera, e disponibile e gentile (e mortificata) come era stata la mattina mi assicura che mi pagherà le spese mediche (ci mancherebbe).
Io ora sto bene, ma poteva andare peggio: se ci fossero stati vetri per terra? Se avessi avuto gli occhiali? Se avessi sbattuto i denti o la testa? E se al mio posto ci fosse stato un bambino?
Mi interessa che le persone si rendano conto della RESPONSABILITÀ che comporta avere un cane. Di quello che può voler dire agire a cuor leggero, senza curarsi delle conseguenze. Non conta che un cane sia buono, educato, anche santo: se l’umano che sta all’altro capo del guinzaglio non è presente, col corpo o con la capoccia, questo matrimonio non s’ha da fare.
Non accetto i “può capitare”: è capitato, non doveva capitare, e se hai un cane e sai che può capitare, devi fare qualcosa per fare in modo che non capiti.
A me alla fine è andata bene e la controparte si è presa le sue responsabilità. Ma il fastidio maggiore, in questa vicenda, io l’ho provato come padrona (o proprietaria, o amica umana) di cane.
Non capisco perché il mio sia assicurato, e perché io eviti di andare nei parchi fuori dalle aree cani il sabato e i festivi visto che è pieno di ciclisti, runner e bambini, e perché mi sforzi sempre di comportarmi in modo da non recare danno o fastidio al resto del mondo, quando il resto del mondo non fa assolutamente niente.
Basterebbe solo un pochino più di cura, di attenzione. Di voglia di convivere bene tutti.
Ma meno male che non sono tutti uguali, e meno male che ci siete voi: è proprio quando succedono queste cose che si capisce l’importanza di quello che divulgate. Vorrei ringraziarvi per il vostro lavoro di incessante diffusione di cultura cinofila: mi sono decisa a scrivervi proprio oggi, mentre leggevo l’articolo sull’area cani e i suoi regolamenti, e mi rasserenavo, perché so che la gente dotata di buon senso c’è, ed è tanta.

La signora Maria… che però, in questo caso, non è stata proprio una Sciuramaria: anzi!

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