lunedì , 20 novembre 2017
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Due curiose campagne contro i canifici

di VALERIA ROSSI – Due curiose campagne, una brasiliana e una americana, per un unico messaggio: non comprate cuccioli in negozio. Diverso, però, l'”approccio” e diverse anche le alternative proposte.
Lo spot brasiliano si butta sul classico “Non comprare, adotta”, mentre quello americano, pur offrendo anch’esso l’adozione come prima alternativa a cui pensare, invita anche a scegliere un buon allevatore qualora si voglia un cucciolo di razza pura.
Ma come si arriva al messaggio? Le strade scelte per lanciarlo sono profondamente diverse.

video_brasilNel video brasiliano si vede un negozio di animali con tanti cuccioli esposti: quando la gente chiede il prezzo, gli viene risposto che sono gratis… ed è vero, lo sono, perché in realtà si tratta di cuccioli di un canile che sono stati messi in vetrina al posto dei cuccioli di razza.
Le reazioni del pubblico sono, a dir poco, allucinanti: “Ma dài? Ma davvero? Mi stai prendendo in giro? Ohhhh… ero già pronta a chiedere uno sconto!” e così via.
E si portano via ‘sti cuccioli di cui non sanno nulla, senza informarsi, senza neppure chiedere che razza di cane si stanno portando a casa.
Il messaggio “Non comprare, adotta” a questo punto stride parecchio, perché quello davvero corretto dovrebbe essere: “Se sei un tale idiota, non prenderti MAI un cane per nessuna ragione al mondo!
Cosa cambia tra un cucciolo comprato come se fosse un paio di scarpe (a dire il vero le scarpe almeno si provano…) e un cucciolo adottato come se fosse un paio di scarpe?
Non mi è piaciuta molto questa forma di promozione delle adozioni, perché manca la cosa più importante: la necessità di informarsi, di capire che cos’è un cane, di fare una scelta responsabile.
Se in Brasile i canili danno via i cuccioli con la stessa superficialità che si vede nel video, sinceramente non ci trovo una gran differenza con gli acquisti impulsivi e privi del minimo senso di responsabilità.

video_usaMolto più corretta (e fatta benissimo!) la campagna americana: un video promette la pronta consegna (in giornata!) di cuccioli che verranno recapitati nientemeno che da… un drone!
Al termine del video, con tanto di cuccioli che svolazzano per i cieli americani e musichetta dolce, c’è l’url del sito a cui rivolgersi per l’acquisto.
Purtroppo per lui,  il deficiente che clicca su una qualsiasi parte del sito viene rimandato ad un altro sito che gli urla subito in faccia: “UN CANE NON E’ UN OGGETTO!”… e poi gli spiega tutto ciò che davvero c’è da sapere sui “puppy mills” (quelli che noi chiamiamo canifici), sugli acquisti superficiali, sulla differenza tra cagnaro e allevatore. Anche in questo caso la prima opzione suggerita è quella di adottare, ma come dicevo sopra si parla anche della possibilità di scegliere un allevamento serio.
Dieci e lode, dunque, alla Humane Society of the United States, che ha prodotto la campagna con i droni, mentre quella brasiliana, per quanto lodevole nelle intenzioni, passa comunque un messaggio capace di creare confusione facendo un unico fascio di chiunque allevi, cagnaro o persona serissima che sia.
Certo, il Brasile probabilmente non è all’altezza degli States per quanto riguarda la cultura cinofila… però, visto che si prova a migliorare le cose, almeno sarebbe carino non far pensare alla gente che un cane si possa “prendere, impacchettare e portar via”… neppure se arriva dal canile!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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