venerdì , 17 novembre 2017
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Siamo “ANCORA” più in ballo (note di dog dance)

di FABIANA BUONCUORE – “Siamo in ballo e… balliamo“, avevo scritto la bellezza di nove mesi fa.
Fortunatamente, non essendo “La danza delle ore” molto adatta ad un rottweiler che fa Dog dance insieme ad una ragazza che “non è propriamente una modella anoressica” (come dichiara il maligno fidanzato), Valeria Rossi aveva alla fine scelto qualcosa di più adatto al nostro stile: un mix di colonne sonore dei più celebri film di Bud Spencer e Terence Hill.
Eravamo partite dai giochetti che Tonino già conosceva, ne avevamo inseriti di nuovi; imparare non è un problema per Tonino, per un pezzetto di wurstel è in grado di eseguire il salto mortale all’indietro. Dopodiché avevamo stilato una scaletta ed era nata la nostra coreografia.
Il più era fatto, no? Bastava perfezionare due o tre cose, ed ero convinta che in breve tempo avremmo potuto esibirci.
E invece siamo ancora qui, a tentare di far funzionare le cose.

PartenzaPartenza: Tonino al piede, io con il pad (quello del Debù Tonino lo sfonda, così ho dovuto usarne uno apposta per lui) ed il bastone nella mano destra, bocconcini nella sinistra.
Il fidanzatofigliodiValeria, gentilmente, mi aiuta sempre facendo il tecnico del suono (anche se sono convinta che più che per altruismo venga alle lezioni per percularmi).
Parte la musica, fischiettando il motivetto di “Lo chiamavano Trinità”; faccio il primo passo, mi cade il bastone. Lo raccolgo, ma intanto Tonino mi ruba i bombi dalla mano. Mi giro per rimproverarlo, mi cade il pad a terra, Tonino ci si catapulta sopra pensando di ottenere così un ulteriore premio.
“Da capo”, dice Valeria.
Parte la musica, riusciamo ad avanzare di qualche passo. Metto Tonino seduto, gli do il resta, avanzo, poggio il pad a terra, gli faccio un inchino per camuffare il gesto con cui gli do il “terra” a distanza. Tonino mi guarda con aria beata, la musica prosegue.

InchinoPer non perdere secondi preziosi, aggiungo il comando vocale. “Tuono, terra!”
Continua a fissarmi, ansimando felice con la lingua-padella che svolazza gocciolando bava. “Tuono! TERRA!”
Niente.
“TERRAAAA!!! Terra, porcacciadiquellamiseriacciazozzaaa! Ti ho detto terra, dannazione! Giù! Stai giù, tonto di un cane!!”
“Da capo”, dice Valeria.
Torno alla partenza, sconsolata. “Tonino, vieni, lo rifacciamo.”
Tonino si mette a terra.
Si ricomincia, inchino, Tonino un po’ titubante si mette finalmente a terra. Nel frattempo passa Davide Cardia di fianco alla recinzione. “Che belli! La musica vi si addice. Sembrate proprio Bud Spencer e… Bud Spencer.”
Sigh.
Con la ferma intenzione di smentirlo, chiamo Tonino per le due piroette in sincrono. Prima piroetta, tutto va bene, Tonino gira su se stesso come un vero ballerino, io contemporaneamente giro nel senso opposto. Sulla seconda piroetta, do il comando a Tonino, compio la mia piroetta, torno alla posizione di partenza, e Tonino non c’è più. Sta urinando qualche metro più in là, con espressione assorta.
Davide Cardia sghignazza e torna al proprio lavoro.
“Da capo”, dice Valeria, accendendosi una sigaretta.

SottoSulle note fischiettanti della nostra base, riusciamo finalmente a rifare tutto, e dopo le piroette tengo il bastone in orizzontale di fronte a me: Tonino vi appoggia le due zampe anteriori, completiamo la prima parte di coreografia. Ma non c’è tempo per pensare: parte la melodia di “Io sto con gli ippopotami” e Tonino deve camminare a ritmo con me in mezzo alle mie gambe, come se fosse un cavallino. Ce lo porto adescandolo con un bombo, dopo qualche passo lo premio per fargli capire che sta facendo giusto. E lui invece capisce che l’esercizio è finito, quindi si inchioda lì. Io non lo posso lasciare indietro per non rompere la figura, così infilo la mano carica di wurstel nella zona del cavallo dei pantaloni e grido: “guarda che bella cosa ho quiiii!”
I clienti del Debù che, nel campo accanto, si erano fermati un attimo per guardarmi, spalancano gli occhi, scandalizzati, per poi tornare rapidamente al proprio lavoro, scuotendo la testa.
“Da capo”, dice Valeria, mentre la sua palpebra destra si contrae leggermente.
Superiamo anche la passeggiata a cavallino, porgo il bastone a Tonino puntandolo per terra, lui ci appoggia prima la zampetta sinistra e poi la destra. Ottimo! Poso il bastone a terra, metto a terra anche Tonino.

RuotaArriva uno dei punti più spettacolari. Mentre lui resta a terra, io devo fare la ruota sopra la sua schiena, poggiando le mani a terra, accanto ai suoi fianchi.
Parto per fare la ruota, all’improvviso compare di fronte a me un gruppo di San Bernardo che ballano il can-can tutti insieme. L’immagine sfuma, e mi ritrovo coricata per terra. Tonino bruca l’erba soddisfatto qualche metro più in là.
“Cos’è successo?”
“Tuono ti ha dato una testata”, mi informa il fidanzato.
“Da capo”, dice Valeria, alzando gli occhi al cielo. Poi sospira e si accende un’altra sigaretta.
Finalmente la ruota riesce (forse Tonino comincia ad essere troppo stanco per fare movimenti superflui) ed è il momento della zampetta sul ginocchio: come sul bastone, deve darmi prima la sinistra e poi la destra, mentre io gli porgo prima il ginocchio destro e poi il sinistro.

SssampettaSinistra, fatto. “Bravo! L’altra.” Sinistra. “No, l’altra!” Sinistra. Sinistra. Sinistra. Destra. “Brav…” Tutte e due. Sul ginocchio. Sulla pancia. Graffi ovunque, Tonino in pura estasi.
Steso un velo pietoso, ci dirigiamo trotterellando entrambi verso il pad. Tonino ci mette sopra gli anteriori, compie un giro intorno al pad, poi sta fermo ed io gli corro in circolo intorno, senza che lui si muova. Perfetta esecuzione. Parte finale di “io sto con gli ippopotami”, deve farmi lo slalom tra le gambe (già, proprio quello che nel precedente racconto avevo escluso perché credevo infattibile: alla fine ce lo abbiamo messo lo stesso).
Tonino passa sotto la prima volta, abbassandosi leggermente.
Passa la seconda volta, si abbassa di meno e mi spintona un po’, ma resisto stoicamente e non perdo l’equilibrio. Il terzo passaggio, però, è troppa fatica per lui: avanza tronandomi dentro a un ginocchio e provocandomi una distorsione, rotolo per terra ululando. Tonino si mette seduto di fronte a me, con l’aria da “e allora? La musica va avanti! Dai, che mi rovini la coreografia!!”
Mi alzo con un grugnito, lo guardo storto e mi accingo ad imprecare, ma Valeria guarda storto ME, dunque porgo a Tuono il bocconcino. “BGRRRRavo, Tuono”.

RotolaParte la terza ed ultima parte di coreografia: “Altrimenti ci arrabbiamo”.
Marcia al passo, condotta frontale sia avanti che indietro, Tonino a terra: devo superarlo facendo due capriole, andata e ritorno. E una, via. E du… dududududuuuuuuuuuSBADABAM, perché l’erba in quel punto è umida, per cui anziché rialzarmi con un movimento elegante scivolo e rotolo tre metri più in là.
Il fidanzato scoppia a ridere senza ritegno, Valeria si limita a un “da capo”, corredato da un facepalm.
Finalmente riesco a superare anche la parte delle capriole, do a Tonino il “resta”, vado oltre, tendo una gamba davanti a me e lo richiamo; “salta!”
Tonino arriva di gran carriera, alza le zampe anteriori di venti centimetri e bon, per lui ha fatto abbastanza per superare l’ostacolo.

SaltoTravolge la mia gamba (la stessa che mi ha sfondato poco prima), passa oltre con aria fiera e soddisfatta, ed arriva il momento dell’esercizio più difficile, perché è quello che sta ancora imparando: la camminata all’indietro con Tonino che poggia le zampette anteriori sui miei piedi senza sollevarle.
Solo che Tonino pesa più di mezzo quintale. Dopo vari tentativi in cui mi mette le zampe addosso a caso, finalmente si posiziona. Faccio il primo passo, e sento uno dei suoi unghioni bucarmi la scarpa. Secondo passo, e sento un alluce scricchiolare. Terzo passo, comincio ad intravedere la costellazione Canis Maior. Metto il cagnolino a terra, lo faccio rotolare in fretta e furia rendendomi conto di essere in ritardo sulla base musicale, lo metto seduto ed eseguiamo il gran finale: di nuovo le due zampe sul bastone (recuperato tatticamente mentre il morbidino era a terra), e “bacino” finale (una slinguazzata indecorosamente bavosa su tutta la lunghezza della mia faccia), sull’ultima nota.
“Basta. Va bene così per oggi”, sentenzia Valeria.
Raccatto l’attrezzatura trascinandomi per il campo zoppicando e ci dirigiamo tutti verso l’uscita parlando di cosa ancora sia ancora da sistemare nella coreografia, mentre io mi massaggio i lividi.
Arrivati alla porta, ci rendiamo conto che Tonino non c’è.
Nel panico, mi guardo intorno preoccupata, e lo ritrovo nel punto esatto in cui l’ho lasciato a fine coreografia, seduto, lo sguardo un po’ contrariato, ed il fumetto sopra la testa che dice: “Beh? Già finito?”

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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