giovedì , 23 novembre 2017
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Tecnica cinofila: impostazione della pista in UD

di VALERIA ROSSI – Dai risultati del sondaggio che abbiamo fatto qualche settimana fa è emersa una forte richiesta di articoli tecnici: proverò quindi a soddisfare i lettori interessati, anche se devo premettere che descrivere correttamente le tecniche di addestramento attraverso un testo e qualche foto è difficilissimo.
Soprattutto ci tengo a sottolineare che un “know how” di questo genere NON può prevedere tutte le variazioni che a volte si rendono necessarie per seguire le inclinazioni o correggere i difetti del singolo cane, perché i cani NON sono tutti uguali.
Ognuno ha le sue peculiarità che possono rendere necessarie piccole o grandi deviazioni dallo “schema tipo”, che quindi non può e non deve essere inteso come fisso ed immutabile.
Quella di sapersi adattare al singolo individuo è, a mio avviso, la dote principale che distingue un buon addestratore dal semplice “applicatore di metodi”: ma ovviamente non è possibile parlare in un articolo di tutti i possibili aggiustamenti, perché sono pressoché infiniti.
Quello che posso fare è parlarvi delle tecniche base, di “schemi-tipo”, appunto, che potranno funzionare con la maggior parte dei cani… ma non con tutti.
Altra premessa: le tecniche che descriverò sono quelle che utilizziamo al Debù, il campo su cui lavoro. Non sono le uniche esistenti, non sono “le migliori in assoluto” (anche se lo sono per noi), non riteniamo che chiunque ne usi di diverse sia un imbecille: semplicemente, noi ci troviamo bene con queste e riteniamo che si trovino bene anche i cani. Ma nessuno è obbligato ad usarle.

LA PISTA IN UD (Sez. A delle prove IPO)

lineagiallaCome si imposta la pista
Premessa fondamentale: per un cane seguire una pista è la cosa più facile del mondo.
In UD viene identificata dal naso del cane la differenza tra il terreno calpestato (quindi con fratture delle molecole dell’erba, della terra ecc.) e il terreno intonso: vista la capacità olfattiva del cane, è un po’ come se a noi chiedessero di seguire una linea gialla o rossa su un pavimento.
Che problema c’è?  Nessuno… anzi, uno solo, enorme: per seguire la linea gialla, dobbiamo volerlo fare. Se non ne abbiamo voglia, se non ce ne frega niente di seguirla, non lo faremo: non perché sia difficile farlo, ma perché non ci interessa farlo.
La verità è che quando un cane sbaglia una pista, o non parte in pista, nove volte su dieci è perché non gliene frega nulla di quella pista. Quindi la cosa in assoluto più importante è che riusciamo a dargli la giusta motivazione per partire in pista.
Noi usiamo il cibo, il che significa che il cane: a) deve avere fame; b) deve gradire il tipo di bocconcino che gli proponiamo. Se pensiamo di fare una pista con bocconcini di cuore bollito con un cane che non ama il cuore bollito (o, in generale, con un cane che ha la pancia piena) andremo incontro a notevoli difficoltà. Ovviamente, quando dico che il cane deve avere fame, non intendo sostenere che dobbiamo tenerlo a digiuno per giorni: basta che il pasto della sera prima della pista sia più leggero del solito (anche perché il cane mangerà proprio in pista la parte “mancante”).

quadratoL’approccio al lavoro di pista viene diviso in due parti: per quella che riguarda la ricerca vera e propria occorre un terreno idoneo (prato, terreno arato) non troppo calpestato (meglio ancora se non c’è passato proprio nessuno), mentre la parte che riguarda la segnalazione dell’oggetto si può svolgere anche sul campo di addestramento (e inizialmente anche a casa propria, volendo).
Per la parte di ricerca si inizia tracciando un quadrato di un metro circa di lato, che verrà calpestato accuratamente senza tralasciarne neppure un centimetro. Ci si può aiutare segnalando i quattro angoli con paletti o picchetti.
Importante: bisogna calpestare, non strisciare i piedi. Lo scopo è infatti quello di causare delle “fratture” nel terreno, perché sono quelle che vengono recepite dal naso del cane.

bocconciniIl quadrato così tracciato viene poi riempito di bocconcini: è importante usare, fin dall’inizio, bocconi adatti al lavoro di pista, e cioè qualcosa che non sia troppo “colorato” (tipo i wurstel: il cane li cerca a vista, perché sono rosa intenso e spiccano su qualsiasi terreno) e non eccessivamente odoroso.
Vanno molto bene il cuore o il fegato, bolliti o cotti al forno… purché piacciano al cane (vedi sopra).
Per illustrare questo articolo abbiamo usato invece dei pezzi di wurstel: l’abbiamo fatto perché fossero più visibili nelle foto, ma ricordate che non sono l’ideale per il lavoro vero.

wurstel
Una volta riempito il quadrato di bocconcini, se ne esce saltando fuori ad almeno mezzo metro di distanza, per non contaminare il terreno contiguo: dopodiché si porta in pista (o meglio, in questo primo “abbozzo” di pista) il cane.
Lo si accompagna dentro in luring, ovvero tenendogli sotto il naso un bocconcino che verrà poi posato a terra in mezzo agli altri, dando per la prima volta l’ordine “cerca!”.
Il cane non ha ancora idea di cosa significhi e non sa ancora cosa vogliamo da lui, ma non si farà certamente pregare per cominciare a raccogliere tutti i bocconcini che trova.
Quasi tutti i cani, anche alla primissima prova sul quadrato, mostrano di saper discernere tranquillamente il terreno calpestato da quello integro: infatti, se escono dal quadrato che abbiamo tracciato, ci tornano quasi immancabilmente dentro con la massima rapidità, perché hanno capito benissimo che solo dove ci sono fratture di terreno si trova il cibo.

cerca
Quando i bocconcini nel quadrato saranno stati trovati quasi tutti, ne faremo cadere ancora qualcuno dall’alto, senza farci vedere dal cane (quindi bisogna farli cadere quando lui è girato dall’altra parte). Questo lo invita a una maggiore accuratezza nella ricerca. Per tutta la durata dell’esercizio terremo il cane al guinzaglio più morbido possibile, cercando di non ostacolarlo.

cercasamba
gigi1Dopo una decina di quadrati, quando il cane avrà capito cosa significa “cerca”, si passerà alle prime “pistine”, inizialmente molto brevi (una decina di passi basta e avanza, per cominciare). Qualcuno fa precedere questo passo da un altro step nel quale, partendo da uno dei lati dei quadrato, si calpesta un triangolo il cui apice segnerà l’inizio della pista vera e propria.
Per tracciarle una pista bisogna fare passi cortissimi (mettendo proprio un piede davanti all’altro, con il tallone che va a cadere a pochi centimetri dalla punta dell’altro piede), “scavare” un po’ il terreno con la punta della scarpa e lasciar cadere i bocconcini nella fossetta che si è venuta a creare: nelle foto abbiamo usato un campo arato per rendere più comprensibile il meccanismo, ma si può lavorare anche sull’erba.
Una volta tracciata la pista, la si può lasciar “invecchiare” per una decina di minuti: dopodiché si porterà il cane al paletto di partenza.
E’ possibile (anche in gara) farlo sedere un paio di metri prima, per fargli capire meglio la situazione.
partenza1Ricordiamo che ai cani piace moltissimo usare il naso… e piace moltissimo mangiare! Quindi il cane, in partenza, sarà già pieno di felice aspettativa.
E’ bene tenerlo più calmo possibile, affinché non si scapicolli in pista perdendo così in precisione.
Appena il cane sarà calmo e rilassato gli daremo l’ordine “cerca” (che già ha imparato a conoscere) e lo lasceremo partire in pista: inizialmente il guinzaglio sarà tenuto piuttosto corto e noi staremo al fianco del cane, per aiutarlo a capire meglio cosa vogliamo.
Infatti lui vuole soltanto una cosa: raccogliere più bocconcini possibile, più in fretta possibile.
Invece noi vogliamo che la sua ricerca sia intensa e costante. In altre parole: non è gradito che il cane vada a trecento all’ora, ma si vuole che cerchi con molta attenzione e precisione.
In queste prime fasi è possibile lodare il cane, accarezzarlo e incoraggiarlo: in gara non si potrà più, ma finché il cane sta imparando (ripeto: NON a seguire la pista, cosa che sa fare benissimo da solo, ma a seguirla come desideriamo noi!) qualche gratificazione si può dare… anche se con un cane ben dotato è più facile che lo si debba trattenere, piuttosto che incoraggiare!

pistagigi
jackpotIl lavoro procederà aumentando gradualmente le distanze (fino a 2-300 passi), diminuendo il numero di bocconcini e allontanandosi gradualmente dal cane, fino ad arrivare alla distanza di dieci metri prevista in gara.
Il cane potrà lavorare libero o al guinzaglione (in realtà sono davvero molto pochi quelli che lavorano liberi), indossando collare o pettorina: non vi mostro i vari passaggi perché tempi e modi vanno adattati al singolo cane, quindi non esiste una regola fissa.
Una cosa sola non dovrà MAI mancare, per nessuna ragione al mondo: il “jackpot” a fine pista, ovvero un bel mucchietto di bocconcini!
E gli oggetti? si chiederà qualcuno.
Su quelli si lavora a parte, come dicevo all’inizio, iniziando con la cosiddetta “focalizzazione”.
Ovvero, si mette il cane a terra di fronte ad un piattino di plastica o di metallo, nel quale faremo cadere bocconcini dall’alto… ma solo quando il cane fissa il piattino stesso, senza distrarsi, senza guardare altrove e soprattutto senza guardare noi.
Il comando è “guarda”, o “look” (io uso “look” perché il “guarda” lo uso in condotta, per farmi guardare in faccia: quindi l’esatto contrario di ciò che mi serve qui).

focus1
Ci si deve ritenere soddisfatti quando il cane rimane concentrato a fissare il piattino per una ventina di secondi, anche se non sta arrivando alcun bocconcino.
NOTA: in questa fase servono bocconcini secchi, che facciano rumore cadendo nel piattino. Le crocchette vanno benissimo.

focus2
A questo punto si inserirà nel piattino l’oggetto (io uso un pezzetto di cuoio) e il cane dovrà fissare quello, in attesa che dall’alto piovano i bocconcini.
In seguito si toglierà il piattino e si proseguirà con il solo oggetto: quando si arriverà al punto in cui il cane si mette a terra e fissa l’oggetto per una ventina di secondi si potrà “trasferire” l’oggetto in pista, unendo quindi le due lavorazioni in una sola.
NOTA: io chiedo al cane di segnalarmi l’oggetto. E’ possibile anche farlo riportare: in questo caso il lavoro sarà ovviamente diverso.

angoliNon è ancora finita, perché in pista andranno inseriti anche gli angoli: anche questo è un lavoro graduale che si può effettuare in modi diversi. C’è chi inizia con curve ampie e poi va a restringere fino ad arrivare all’angolo retto e chi invece inizia direttamente con l’angolo a 90°.
E’ proprio sugli angoli che il cane sbaglia più facilmente: però qui si entrerebbe nel “troppo” tecnico, che credo non interessi particolarmente chi intende approcciare il lavoro di pista (e sarebbe anche impossibile analizzare in un articolo tutte le possibili metodologie e tutte le possibili correzioni di errori, perché ancora una volta bisogna assolutamente adattarsi al singolo soggetto e non esiste una ricetta “buona per tutti”).
Per questo mi fermo qui, sperando di aver dato almeno una spiegazione abbastanza comprensibile del tipo di lavoro… che può apparire molto “pesante” e noioso (e in alcuni momenti lo è!), ma che è anche bellissimo per il cane, perché gli dà modo di sfruttare il suo senso principale.
E una pista ben fatta in gara, dopo mesi e mesi di impegno, è una soddisfazione davvero immensa anche per l’umano!

Qui di seguito ho inserito il regolamento vigente per la sezione A (pista) dell’IPO1.  Quelli delle classi superiori, se siete interessati, potete trovarli sul sito dell’ENCI, ma vi anticipo qui le differenze sostanziali:
IPO 1: lunghezza 300 passi, 2 angoli, 2 oggetti, 20 minuti di invecchiamento, tempo max per l’esecuzione 15 minuti. La pista viene tracciata dal conduttore.
IPO 2: lunghezza 400 passi, 2 angoli, 2 oggetti, 30 minuti di invecchiamento, tempo max per l’esecuzione 15 minuti, la pista viene tracciata da un estraneo.
IPO 3: lunghezza 600 passi, 5 lati, 4 angoli 3 oggetti, invecchiamento 60 minuti, tempo max per l’esecuzione 20 minuti, pista tracciata da un estraneo.

Il regolamento (IPO1) SEZIONE “A” – LAVORO DI PISTA
Pista tracciata dal conduttore, lunga almeno 300 passi con 3 lati, con 2 angoli di circa 90° e 2 oggetti appartenenti al conduttore, invecchiata almeno 20 minuti.
Tempo a disposizione per il lavoro di pista: 15 minuti.
Tenuta di pista:…………………………………………79 punti
Oggetti…………………………………………(11+10) 21 punti
Totale………………………………………………….100 punti
REGOLE GENERALI
Il giudice o il direttore di pista, decide la forma della pista, in base alla conformazione e l’ubicazione del terreno. Le piste devono essere tracciate in maniera differente l’una dall’altra. Gli oggetti e gli angoli dovranno essere disposti,su ogni pista, a distanze irregolari. L’inizio della pista deve essere evidenziato,in modo chiaro,da un paletto di segnalazione piantato direttamente alla sinistra della partenza. L’ordine di partenza dei concorrenti viene estratto a sorte in presenza del giudice.
TERRENI IDONEI
Sono idonei per le piste tutti i terreni naturali, come: prato, arato o terreno boschivo. Sono da evitare le piste a vista. In tutte le classi della prova è possibile,essendo necessario adattarsi ai terreni disponibili, trovare terreni misti.
TRACCIAMENTO DELLA PISTA
É compito del giudice o eventualmente di un incaricato alle piste: Decidere riguardo alla conformazione delle piste. Dare disposizioni ai tracciatori. Sorvegliare il tracciamento. La singola pista va adattata al terreno a disposizione. Durante il tracciamento bisogna porre particolare attenzione,nel tenere un’andatura naturale. Non sono permessi aiuti come,per esempio, andature non naturali sui tratti rettilinei, in prossimità degli angoli o degli oggetti, da parte del tracciatore. Il tracciatore (=conduttore), prima di tracciare la pista, deve mostrare gli oggetti al giudice o al direttore di pista. Il tracciatore (=conduttore) deve sostare brevemente al paletto di inizio e quindi procedere a passo normale nella direzione indicatagli. I lati rettilinei della pista devono essere tracciati a passo normale, senza strisciare i piedi sul terreno, e senza interruzioni. La distanza, fra un tratto rettilineo e gli altri, deve essere di almeno 30 passi. Anche gli angoli, di circa 90°, devono essere tracciati con un’andatura normale, facendo attenzione che sia possibile per il cane un lavoro continuativo, dall’angolo al rettilineo successivo. Non vi devono essere interruzioni nella traccia. Durante il tracciamento della pista, il cane deve essere tenuto fuori vista.
DEPOSIZIONE DEGLI OGGETTI
Il primo oggetto deve essere disposto sulla pista dopo almeno 100 passi dalla partenza sul primo o secondo tratto,almeno 20 passi prima o 20 passi dopo l’angolo. Il secondo oggetto deve essere deposto alla fine della pista. Gli oggetti devono essere posti sulla pista senza variare l’andatura. Dopo aver deposto l’ultimo oggetto alla fine dell’ultimo lato, il conduttore deve continuare a camminare in linea retta ancora per alcuni passi.
GLI OGGETTI
Possono essere utilizzati solo oggetti ben impregnati (almeno 30 minuti) di odore del tracciatore (=conduttore). Sulla stessa pista devono essere utilizzati oggetti di materiali differenti (come pelle, stoffa, legno). La dimensione degli oggetti è circa 10 cm di lunghezza, 2-3 cm di larghezza e 0,5-1 cm di spessore. Il loro colore non può differenziarsi in modo rilevante da quello del terreno.
Nelle manifestazioni più rilevanti, gli oggetti devono essere contrassegnati con un numero, che corrisponde a quello della pista. Durante il lavoro di pista del cane, il giudice, il tracciatore e le altre persone che li accompagnano, non si devono trovare nella zona dove il team (conduttore e cane) ha diritto di lavorare.
SEGNALI VERBALI
a) segnale verbale ammesso per: “la ricerca” Il segnale verbale per “la ricerca” è consentito alla partenza, dopo il 1°oggetto,o dopo una falsa segnalazione.
ESECUZIONE E VALUTAZIONE DEL LAVORO DI PISTA
b) Esecuzione: Il conduttore prepara il cane per il lavoro di pista. Il cane può lavorare libero o con un guinzaglione di 10 m. Il guinzaglione può passare sul dorso, lateralmente, tra gli arti anteriori, o tra gli arti anteriori e posteriori del cane. Può essere agganciato direttamente al collare (non a strangolo), oppure al gancio di una pettorina (ammesse sono le pettorine normali e il Bottger senza cinghie aggiuntive).
Alla chiamata del giudice, il conduttore effettua la presentazione con il cane in posizione di base, dichiarando se il cane segnala o raccoglie gli oggetti. Prima della partenza, durante la messa in pista e durante tutto il lavoro di pista, è vietata ogni forma di coercizione. Il guinzaglione deve essere lungo almeno 10 metri. Il giudice ha facoltà di controllare il guinzaglione, il collare, la pettorina,esclusivamente prima dell’inizio del lavoro del cane. Non sono permessi i guinzagli estensibili.
LA ”MESSA IN PISTA”
Su indicazione del giudice, il cane deve essere condotto lentamente e con calma al punto di partenza e messo in pista. E’ consentito far sedere brevemente il cane prima (circa 2 metri) di arrivare al punto di partenza. La messa in pista (anche la rimessa dopo gli oggetti) si svolge in stretta prossimità del cane, il conduttore deve avere, con il guinzaglione, una certa libertà di movimento. Alla partenza il cane deve raccogliere l’emanazione a naso basso, con intensità e calma. Il cane deve raccogliere l’emanazione senza aiuti del conduttore (escluso il segnale verbale per ”la ricerca”). La qualità della partenza non dipende dal tempo; il giudice ha modo di valutare se l’emanazione è stata raccolta correttamente, dal comportamento del cane nella prima parte del primo lato della pista.
Dopo il fallimento di tre tentativi di messa in pista nel punto di partenza, l’esercizio va interrotto.
Il cane deve seguire poi l’andamento della traccia, in modo intenso, con il naso basso ed un’andatura costante. Il conduttore segue il cane ad una distanza di 10 m, all’estremità del guinzaglione. Una distanza di 10m deve essere mantenuta anche nel caso il cane esegua la pista senza guinzaglione.
È ammesso che il guinzaglione non sia in tensione, a condizione che il conduttore lo tenga in mano.
Non deve però esserci un sensibile accorciamento della distanza fra conduttore e cane. Non comporta penalizzazione,il fatto che il guinzaglione possa toccare terra.
LAVORO DI RICERCA
Il cane deve seguire l’andamento della traccia in modo intenso e con tenacia, ad un’andatura più costante possibile (dipendente dalla conformazione del terreno,e dal grado di difficoltà). Il conduttore non è obbligato a restare sulla traccia mentre segue il cane. La velocità dell’andatura non è rilevante ai fini della valutazione, a condizione che la pista sia seguita a velocità costante e in maniera convincente. ANGOLI
Il cane deve lavorare con sicurezza agli angoli. Non costituisce errore un accertamento, se il cane resta sulla traccia. È un errore girare sul posto agli angoli. Dopo l’ angolo, il cane deve mantenere la stessa andatura. Agli angoli il conduttore deve possibilmente trovarsi alla distanza regolamentare dal cane. SEGNALAZIONE O RACCOLTA DELL’OGGETTO
Non appena il cane trova un oggetto, deve immediatamente raccoglierlo o segnalarlo in modo convincente, senza l’aiuto del conduttore. Qualora raccolga l’oggetto, il cane può rimanere in piedi, sedersi o portarlo dal conduttore, il quale deve attendere fermo. Viene considerato un errore avanzare con l’oggetto in bocca o raccogliere l’oggetto dalla posizione di “terra”. La segnalazione dell’oggetto può essere compiuta nella posizione fermo in piedi, seduto o a terra (l’alternanza è consentita). La posizione di segnalazione leggermente storta non costituisce errore. Costituisce invece errore una posizione di segnalazione laterale rispetto all’oggetto o sensibilmente rivolta verso il conduttore. Oggetti segnalati con forte aiuto del conduttore, vengono considerati persi; ciò accade se, per esempio, il cane non si ferma all’oggetto ed il conduttore, con il guinzaglio o con un segnale verbale, gli impedisce di continuare la ricerca. Non appena il cane ha segnalato o raccolto un oggetto, il conduttore depone il guinzaglione e raggiunge il suo cane. Sollevando il braccio con l’oggetto in mano, il conduttore indica che il cane ha ritrovato l’oggetto. Raccogliere e segnalare non è consentito. Il procedere sulla traccia con l’oggetto in bocca o la posizione di “terra” con l’oggetto in bocca costituiscono errore. Se il cane riporta, il conduttore non può andargli incontro. Quando il conduttore va dal cane, a farsi consegnare l’oggetto raccolto o a raccogliere quello segnalato, deve posizionarsi lateralmente al cane. Il cane deve restare fermo e tranquillo nella posizione che ha assunto per segnalare o raccogliere, fino a quando il conduttore, non lo rimetterà in pista, partendo da quella posizione.
L’USCITA DI PISTA
Se il cane si allontana dalla traccia e il conduttore lo trattiene, il giudice indicherà al conduttore di seguire il cane. Il conduttore ha l’obbligo di seguire l’indicazione del giudice. Il lavoro di pista deve essere interrotto,se il cane si allontana dalla pista,di una distanza superiore alla lunghezza di un guinzaglione (di più di 10 metri se cerca libero) o se il conduttore, dopo l’indicazione del giudice, non ha seguito il suo cane.
GRATIFICAZIONI
E’ consentito lodare occasionalmente il cane durante il lavoro di pista (il segnale “cerca” non è considerato una gratificazione), soltanto nella classe 1. E’ invece consentito lodare brevemente il cane agli oggetti, ciò può avvenire prima o dopo aver mostrato l’oggetto al giudice.
PRESENTAZIONE FINALE
Alla fine del lavoro di pista, il conduttore deve mostrare gli oggetti ritrovati al giudice. Non è consentito fare giocare il cane o premiarlo con il cibo,dopo la fine della pista,prima della presentazione finale al giudice e della dichiarazione dei punti assegnati. La presentazione finale deve essere fatta nella posizione base.
VALUTAZIONE
La valutazione della sezione A inizia dal momento della “messa in pista”. Dal cane, ci si aspetta un lavoro di pista intenso e tenace, ed un grado di addestramento adeguato. Il conduttore,deve essere in grado di immedesimarsi nel cane e condividere il compito svolto con lui. Deve saper interpretare le reazioni del proprio cane, concentrarsi sul lavoro e non farsi distrarre da ciò che gli succede intorno. Il giudice non deve guardare solo il cane ed il conduttore, deve bensì considerare anche la natura del terreno, le condizioni atmosferiche,i possibili disturbi ed il fattore tempo. Deve basare la sua valutazione su tutti gli elementi (tenendo conto del loro grado di importanza) a sua disposizione.
Comportamento durante la ricerca (per esempio,la velocità dell’andatura sui tratti rettilinei, prima o dopo gli angoli, prima o dopo gli oggetti ecc).
Livello di preparazione del cane (per esempio agitazione alla partenza, atteggiamento sottomesso, comportamenti di evitamento, ecc).
Aiuti non consentiti
Difficoltà nel lavoro, dovute a: – condizioni del terreno (vegetazione sabbia,cambi di terreno, letame) – condizioni del vento – selvaggina – condizioni atmosferiche (caldo, freddo, pioggia, neve) – variazioni dell’emanazione.
La valutazione deve essere fatta tenendo conto di tutti questi elementi. dopo che il conduttore si è presentato per il lavoro di pista, il giudice si deve posizionare, e seguire il concorrente in modo tale da poter seguire attentamente tutto lo svolgimento del lavoro,gli eventuali aiuti del conduttore e in modo da poter sentire eventuali aiuti verbali.
La distanza dal concorrente deve comunque essere tale, da non disturbare il cane nel suo lavoro e da non risultare incalzante per il conduttore; il giudice deve tuttavia essere partecipe a tutto il lavoro di ricerca. Il giudice deve poter valutare con che grado di passione e sicurezza o di insicurezza e superficialità il cane affronta il suo lavoro.
La velocità con cui il lavoro di pista viene svolto non è rilevante ai fini della valutazione, a condizione che la pista sia seguita con intensità, a velocità costante e in maniera convincente e che il cane mostri un atteggiamento positivo verso la ricerca.
Non costituisce errore un accertamento, se il cane resta sulla traccia.
Vengono penalizzati: frequenti deviazioni, naso alto, evacuare, girare sul posto agli angolo, continui incoraggiamenti, aiuti con il guinzaglione o aiuti verbali sulla traccia o in prossimità dell’oggetto, mancata raccolta/segnalazione dell’oggetto e falsa segnalazione (fino a 4 punti per ogni errore). Deviazioni forti, lavoro privo di intensità, lavoro irruento e disordinato, cacciare topi ecc. portano a detrazioni fino ad 8 punti.
Il lavoro di pista deve essere interrotto se il cane si allontana dalla traccia di una distanza superiore alla lunghezza di un guinzaglione.
Se il cane si allontana dalla traccia e il conduttore lo trattiene, il giudice indica al conduttore di seguire il cane. In caso di mancato rispetto dell’indicazione del giudice, il lavoro di pista viene interrotto.
Se la pista non viene completata entro il tempo prestabilito (per la classe 1 e 2: 15 minuti dal momento in cui il cane è stato messo sulla traccia, per la classe 3: 20 minuti), il giudice interrompe l’esercizio.
Deve essere comunque valutato il lavoro svolto prima dell’interruzione dell’esercizio.
Raccogliere e segnalare gli oggetti su di una stessa pista è considerato errore.
Viene data una valutazione solo per gli oggetti individuati nel modo annunciato dal conduttore.
La falsa segnalazione di un oggetto rientra nella valutazione del lato corrispondente.
Se il cane effettua una falsa segnalazione (per es. senza oggetto,o un oggetto non lasciato dal tracciatore) verranno detratti 2 punti. Per oggetti non segnalati o non raccolti non vengono assegnati punti.
Se il cane non trova nessuno degli oggetti lasciati dal tracciatore, il lavoro della sezione A dovrà essere qualificato al massimo “sufficiente”, è da tener presente che il cane non può in questo caso mostrare mai l’esercizio di “rimessa in pista dopo l’oggetto”.
Se durante il lavoro di pista il cane avvista della selvaggina in fuga e si fa trascinare dalla sua pulsione predatoria, il conduttore può cercare di fermarlo mettendolo in obbedienza con il segnale per “il terra”, dopodiché, su indicazione del giudice, il lavoro va ripreso.
Se ciò non dovesse essere possibile, il concorrente verrà squalificato con la motivazione: “Squalifica per disobbedienza”.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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