domenica , 19 novembre 2017
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Johnny Depp porta i suoi cani in Australia senza rispettare le leggi. E ‘ un caso mediatico

di VALERIA ROSSI – Vabbe’: figo, è figo. Famoso, è famoso. Miliardario, è miliardario.
Però, se fa una pirlata, forse non sarebbe il caso di farne un caso internazionale e di colorarla pure di foschissime tinte fasulle (come in: “L’Australia condanna a morte i cani di Johnny Depp“, titolo che si legge su uno sproposito di giornali).
L’Australia non ha condannato a morte proprio nessuno: ha solo imposto all’attore di rimandare rapidamente a casa i suoi due yorkshire, che si è portato dietro abusivamente a bordo del suo jet privato, perché altrimenti li sopprimono, come previsto dalle leggi locali, non avendo fatto la quarantena prevista.
Dove sta tutto ‘sto notizione?
Presumo che i cani, a questo punto, siano già stati rispediti in California e ciao, fine della storia.
Certo che Depp l’ha fatta proprio sporchissima: non solo ha introdotto i cani abusivamente, ma li ha pure portati a toelettare. E figuriamoci se il toelettatore australiano che si è visto arrivare il megadivo in negozio non attaccava i manifesti perfino a casa dei canguri.
“Ho tagliato il pelo ai cani di Johnny Depp!” ha sbandierato su FB. E le autorità locali si sono chieste: “Ma ‘sti cani da dove arrivano? L’hanno fatta la quarantena?”
No, non l’avevano fatta: forse perché i megadivi si sentono al di sopra della legge, forse semplicemente perché Depp non sapeva che dovevan0 farla.

depp2Leggerezza o pirlata che sia stata, adesso l’Australia se la tira a mille perché ha trattato Depp come un normale essere umano, senza fargli favori speciali (ma ci sarebbe mancato solo quello! Mica siamo in Italia!), mentre i media internazionali sparano titoloni alterni: chi cerca di dipingere l’Australia come un Paese di mostri assetati di sangue e chi la elogia perché è un Paese serio.
Già, perché adesso la serietà si misura in base alle leggi sui cani: però, quando in Italia le leggi sui cani vengono bellamente ignorate, quando i Comuni non costruiscono neppure i rifugi, quando i cani vengono maltrattati e ammazzati per davvero, nessuno scrive una riga.
Stiamo sereni: “nessun cane è stato ucciso durante le riprese di questo film” (né in quello che stanno girando i media di tutto il mondo su questa storia, né in quello che Depp era andato a girare in Australia, ovvero il millemilesimo sequel dei pirati dei Caraibi).
Semplicemente, l’attore “ha fatto il fu’bbetto” ed è stato beccato: ma il jet privato ce l’ha, basta invertire la rotta e riportare a casina gli yorkie, che si chiamano Pistol e Boo (anche se il vero pistol è stato il loro umano, e booo lo possiamo fare a lui) e nessun cagnolino innocente verrà mai soppresso.
Da questa storiella (forse montata ad arte per  fare un po’ di pubblicità aggiuntiva e gratuita al film) si può ricavare solo una morale: se pensate di partire per un Paese straniero, prima di mettervi in cani in macchina, in aereo o su qualsiasi altro mezzo di trasporto usiate (jet privato compreso, se ce l’avete), informatevi bene sulle leggi locali.
Tutto il resto è noia.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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