venerdì , 24 novembre 2017
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Tecnica cinofila: la condotta formale (seconda parte)

di VALERIA ROSSI – Nella prima parte abbiamo visto come il cane (già ingaggiato e motivato, ovvero desideroso di lavorare con noi) possa imparare: a) a mantenere una posizione corretta al nostro fianco sinistro, con la spalla all’altezza del nostro ginocchio; b) a tenere la testa rivolta verso l’alto (memoria muscolare); c) a guardarci in faccia quando glielo chiediamo.
Fin qui non abbiamo ancora inserito nessun comando, ma semplicemente posto le basi per quella che sarà la condotta da gara. Adesso proseguiamo con gli step successivi, che sono i seguenti:

manidietro_fermaa) inserire il comando “Piede!” (o “fuss” se si preferisce il tedesco, o “au pied” in francese, comando usato soprattutto nelle discipline di ring: per il cane è la stessa identica cosa. Anche in questo caso, se preferite dirgli “passo”, oppure “elefante” o “cellulare”, i risultati saranno identici).
Inizialmente questo comando non serve per dire al cane “cammina al mio fianco in posizione corretta”, ma solo “assumi la posizione corretta al mio fianco sinistro, da fermo e da seduto“.
Questo perché la prima cosa che il cane deve imparare è la cosiddetta “posizione di base”, che è appunto questa: seduto al fianco del conduttore, con l’attenzione rivolta su di lui.
All’inizio, quindi, diremo “Piede!” al cane dopo averlo messo seduto al nostro fianco, aggiungendo il “”Guarda!” che il cane ha imparato nelle lezioni precedenti. Noi terremo le mani dietro la schiena e lo sguardo rivolto alla punta dei nostri piedi, stando anche leggermente piegati in avanti. Subito dopo partiremo mettendo avanti il piede sinistro, che sta dalla parte del cane: in questo modo il cane “sente” sulla spalla il movimento della nostra gamba e capisce che stiamo muovendoci.

manidietroprimopassoSiccome non aspetta altro (a star fermo il cane si annoia!), è quasi certo che ci seguirà (anche perché sa già fare qualche passo in posizione corretta). Facciamo uno o due passi al massimo, e subito premiamo: attenzione, il premio deve assolutamente arrivare dalla mano sinistra che scende dall’alto, esattamente come facevamo durante il luring. In questo modo otteniamo che il cane associ questo “nuovo” esercizio a quello che ha imparato in precedenza, e capisca che i bocconcini continuano ad arrivare anche se la nostra mano non è più sempre lì davanti al suo naso.

premioE’ importante che il movimento sia fluido e che il cane non capisca dove stanno in realtà i bocconcini (altrimenti li cercherebbe e abbandonerebbe la posizione corretta): lui deve pensare che possano arrivare esclusivamente dall’alto.
Nella foto a sinistra la mano è un po’ troppo avanzata: ma era l’unico modo per farvela vedere. In realtà deve scendere giù in linea con il corpo (e se l’avessi mossa correttamente, nella foto sarebbe rimasta nascosta: quindi fate voi un piccolo sforzo di immaginazione, grazie!).
Per alcune lezioni, dunque, cammineremo con le mani dietro la schiena, premiando ogni due-tre passi e guardandoci i piedi (ma controllando che il cane invece guardi noi).
Dopo qualche lezione, sentendo il comando “Piede!”, il cane saprà di dover partire dalla posizione di base e cominciare a camminare in condotta.

manoaltab) camminare con la mano in alto, contro la spalla
Ora che il cane sa da dove arriva il premio, possiamo far “ricomparire” la mano sinistra, che inizialmente verrà tenuta all’altezza della spalla e in seguito leggermente più abbassata, come si vede nella foto.   A questo punto possiamo anche cominciare a staccarci da muri o reti e controllare che il cane stia in posizione corretta (se sposta il posteriore, torneremo contro il muro: non dobbiamo avere fretta!).

condotta_finitac) camminare con il braccio sinistro staccato lateralmente, mentre il destro  si muoverà ritmicamente come in una normale camminata (evitiamo i “passi dell’oca”, please! Questo tipo di condotta troppo marziale non viene più utilizzato in gara, per fortuna…). Questa è la posizione “finale”, quella che si dovrà tenere in gara durante la condotta.

Finito?
MAGARI! Fin qui abbiamo ottenuto soltanto che il cane sappia camminare correttamente in linea retta… ma esistono anche le curve, il dietro-front e i cambi di andatura (passo normale, lento, di corsa).
Le diverse andature in realtà non richiedono addestramenti particolari: basta provarle finché il cane le memorizzi perfettamente e non si discosti dalla posizione corretta.
Le curve sono un altro discorso… perché quella a destra è facile: il cane deve semplicemente accelerare un pochino il passo per restare in posizione, e non ha alcun problema a farlo.
Invece, nella curva a sinistra (e anche nel dietro-front) si gira “contro” il cane e si rischia che lui rimanga indietro per non farsi “investire”… oppure che allarghi o stringa per cercare di mantenere il passo.
Quello che deve fare, in realtà, è girare su se stesso, facendo un paio di passi “sul posto”: in questo modo non perde la posizione né il ritmo (specialmente durante i cambi di andatura)… ma non è cosa che lui possa capire spontaneamente.
Quindi bisogna costruirla, e lo si fa utilizzando il pad.

padjanezd) girare sul pad.
Il lavoro sul pad può iniziare col cucciolo piccolissimo:  si comincia invitando il cane (in luring) a salirci, lavorando in shaping: inizialmente si marca appena il cucciolo l’ha toccato anche solo con una zampa (il comando è proprio: “Tocca!”), poi si marca e si premia quando ce le mette tutte e due.

padhiltonE’ un giochetto che ai cuccioli piace un sacco, tant’è che dopo aver imparato li vedrete mettere le zampe su qualsiasi cosa rialzata che incontrino, guardandovi poi speranzosi in attesa del premio.
Una volta ottenuto che il cane tocchi e che mantenga la posizione (qui useremo il marker “bene”), cominceremo a chiedergli di girare su se stesso tenendo le zampe sul pad: anche qui si lavora in shaping, premiando all’inizio anche il minimo spostamento del posteriore e poi richiedendo che il cane faccia il giro completo, ottenendo il premio solo quando verrà a toccare le nostre gambe col corpo.
Questo esercizio gli insegna proprio a compiere la curva a sinistra senza errori, “marciando sul posto” per il tempo che noi impieghiamo a svoltare.
 seq_curvasin
Si può usare la mano sinistra oppure la destra per invitare il cane a girare: dipende dalla facilità con cui riesce a farlo. Sarebbe ottimale usare sempre la sinistra per mantenere nel cane la convinzione che i premi arrivino sempre da lì, ma ancora una volta la conformazione fisica del cane può rendere difficile la rotazione del collo. In questo caso lo si può agevolare utilizzando – almeno inizialmente – la mano destra: il cane dovrà ruotare di meno il collo e di più il torace. Una volta che il cane avrà capito bene l’esercizio si tornerà ad usare la mano sinistra.

pad_seq
Ci sono altri esercizi da fare per perfezionare la condotta: per esempio, si può ricercare il “guarda” in diverse posizioni, con distrazioni, muovendo le mani che tengono il bocconcino e ottenendo che il cane non segua i nostri movimenti, ma continui a fissarci negli occhi.

guardasottoAltri esercizi variano a seconda delle discipline: per esempio ai cani da mondioring, che devono imparare a camminare anche sotto le gambe del conduttore (e poi del figurante), si insegnerà a guardarci anche da questa posizione.
Poi dovremo ottenere che il cane mantenga la posizione corretta quando noi camminiamo all’indietro, o quando ci spostiamo lateralmente.
Il “back” (ovvero l’insegnamento dei passi indietro), prevede l’uso del guinzaglio, che cominceremo ad inserire nel lavoro proprio a questo punto: così il cane si abituerà a fare le stesse identiche cose che ha fatto finora anche con un cordino che gli penzola dal collo (solo questo dev’essere, per lui, il guinzaglio, che infatti non andrà MAI in tensione).
Man mano che si procede con il lavoro si inseriranno le distrazioni e si andranno a “limare” tutte le piccole o grandi imperfezioni: sostanzialmente, però, il lavoro è quello che abbiamo descritto. Le rifiniture sono impossibili da descrivere in un articolo, anche perché variano molto da cane a cane e vanno adeguate alle diverse situazioni.
Come ho detto all’inizio della prima puntata, per insegnare una condotta veramente impeccabile occorre circa un anno: le lezioni devono essere sempre brevi, affinché il cane non si stufi (questo per lui non è l’esercizio più divertente del mondo!) e sempre molto gratificanti, ma man mano che si procede si ricercherà sempre una maggior precisione.

Il risultato di tanto lavoro… mi piacerebbe farvelo vedere con il mio cane, ma ancora siamo un po’ lontanucci dalla perfezione! Quindi preferisco mostrarvi un soggetto impegnato in IPO3, che esegue un’ottima condotta:

Pensate che sia un “soldatino”, un cane “robotizzato”?
A me sembra un cane felice di lavorare insieme al suo conduttore. Ed è sempre e solo questo il primissimo risultato che si deve ottenere.
Certo, la condotta da gara non è “naturale”: è un esercizio sportivo e come tale deve seguire delle regole. Però ci si deve arrivare con calma, pazienza e facendo sempre divertire il cane. Non è indispensabile che si utilizzi il metodo che vi ho descritto (ce ne sono altri che funzionano altrettanto bene): ma è indispensabile che il cane sia felice. Che lavorare con noi, per lui, sia il top; che non veda l’ora di entrare in campo e pigoli di gioia quando ci avviciniamo ad esso.
Ottenere esercizi di buon livello senza alcuna violenza, in complicità, allegria e cooperazione, a mio avviso è il vero significato della parola “addestramento”.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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