venerdì , 17 novembre 2017
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I perché cinofili: perché i cani danno la zampa?

di VALERIA ROSSI – Perché i cani danno la zampa?
“Perché glielo insegnamo”, risponderà qualcuno. Ma non è dell’esercizietto più classico del mondo, che stiamo parlando… e comunque anche quello è così facile da insegnare solo perché i cani sanno “dare la zampa” spontaneamente.
Forse sarebbe meglio dire che “danno zampate”: quelle di Samba, specie nelle mattine estive, quando mi metto a scrivere in mutande, mi inducono ad ululare come un husky.
dalazampaQuello che è certo è che lo fanno per chiedere qualcosa: coccolami, portami fuori, ho fame…
A volte il movimento viene effettuato “a vuoto”, senza neppure toccarci (e magari lo facesse così anche Samba: invece lei non solo tocca, ma mi raspa proprio via la pelle), soltanto alzando la zampa e muovendola in su e in giù.

allattamento_sdraiataPerché i cani fanno così?
Perché questo è un retaggio del movimento infantile che consiste nel premere con la zampa sulle mammelle materne per far uscire il latte. I cuccioli lo fanno praticamente da subito, appena riescono a coordinare i movimenti delle zampine (a pochi giorni dalla nascita), ma la cosa diventa molto più evidente a partire da un mese e mezzo circa, quando la mamma non li allatta più da sdraiata, ma stando in piedi.
Allattamento_inpiediLa semplice suzione, in questa posizione, non basta più a far scendere latte nella quantità desiderata (che è aumentata rispetto alla nascita, perché i cuccioli sono cresciuti): quindi serve questo “massaggio” sulle mammelle, che alcuni cuccioli accennano appena mentre altri ci si impegnano come se stessero affrontando un sacco da boxe.
Spingere con la zampa produce una maggiore fuoriuscita di latte e soddisfa il desiderio del cucciolo (anzi, soddisfa un suo bisogno primario): per questo, quando desidera qualcosa, anche l’adulto “ricorda” che il movimento della zampa otteneva lo scopo e lo ripete come richiesta (di cibo, ma anche di attenzioni).

Allattamento_inpiedi2Spesso questo gesto viene frainteso: è stato inserito tra i segnali di calma, ma personalmente sono un po’ dubbiosa sul fatto che lo si possa considerare davvero tale (a meno che non lo si intenda come “chiedere pace” al soggetto con cui il cane sta interagendo) e soprattutto è ancora inteso da molti con il significato che gli diede (erroneamente) Konrad Lorenz, e cioè come un gesto di amicizia, paragonabile ala stretta di mano umana.
Questa interpretazione è proprio errata (lo ammise anche lo stesso Lorenz, dopo che il suo allievo Trumler gli spiegò qualcosa di più sui cani, che Lorenz conosceva solo superficialmente).
Il “dare la zampa” è sempre e solo una forma di richiesta.
insicuro_zampaAttenzione: il gesto di dare la zampa (ovvero di spingerla in avanti, toccando o meno colui con cui si sta interagendo) non va confuso con quello di sollevare una zampa e tenerla piegata all’indietro, che è invece segno di insicurezza, perplessità e a volte anche timore.
In questo caso il cane non ci sta chiedendo proprio nulla, se non forse di allontanarci dandogli così modo di smettere di aver paura di noi o, nella migliore delle ipotesi, di avere il tempo di capire chi siamo e cosa vogliamo.
Quindi: dare la zampa = richiesta (di qualsiasi tipo), quasi sempre accompagnata da uno stato d’animo allegro e collaborativo.
Sollevare la zampa=ritrosia, insicurezza e/o timore.
Ho letto da qualche parte (non ricordo dove) che sarebbe sbagliato insegnare a dare la zampa, perché così si insegnerebbe al cane a fare la questua. Ma il cane sa chiedere benissimo anche da solo!
Ricordiamo che la nostra idea di “addestramento”, nell’accezione spesso usata  di “rendere destro”, è una pia illusione: noi non possiamo insegnare al cane nulla che non sappia già fare spontaneamente.
Quando lo “addestriamo” gli insegnamo semplicemente a fare quello che sa, ma su nostra richiesta.
Quindi non c’è proprio nulla di male nell’insegnare comandi come “dai la zampa” o “batti il cinque”: non creano nessun comportamento scorretto.
Non servono neppure a nulla, d’accordo… ma sono simpatici e divertenti.
Quindi, perché no? Ogni tanto è anche lecito divertirsi e basta con i nostri amici!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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