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L’alimentazione influisce sul carattere?

di VALERIA ROSSI – Sembrerebbero essere tutte clamorose “cugginate”.
Tipo: “AHHHH! Gli hai dato la carne cruda, adesso ha assaggiato il sapore del sangue e diventerà un kanekiller!”  (non l’avete mai sentito dire? Scommetto di sì!).
E invece qualcosa di vero sembra esserci… però al contrario: in diversi casi, infatti, cani che mangiano cibo casalingo – comprensivo della famosa carne cruda! – sono diventati più tranquilli, meno agitati e perfino meno aggressivi rispetto a quando erano alimentati con crocchette industriali, specie se iperproteiche.
Dico subito che non sono a conoscenza di studi e prove scientifiche in merito (non dico che non ce ne siano, dico solo che non ne conosco): solo in un articolo pubblicato su Focus ho trovato una correlazione tra alimentazione e aggressività.
Però mi sento di affermare, solo in base ad esperienze vissute, che in alcuni casi il cambio di alimentazione produce risultati sorprendenti in  cani definiti “iperattivi” o aggressivi.
Perché non ne ho mai parlato prima?
A dire il vero ne avevo accennato in un articolo, parlando di un caso in particolare: però non ho mai scritto nulla di specifico proprio perché non dispongo del supporto della scienza ufficiale e quindi anche le mie affermazioni potrebbero suonare come “cugginate”.
Solo che… be’, l’ultimo caso che mi è capitato è stato così eclatante che non ho resistito alla tentazione di comunicarvelo.
Stiamo parlando di un cane  infinitamente casinaro, prima ceduto e poi ripreso dalla proprietaria dopo che il cane aveva seguito un periodo di rieducazione presso un professionista.
Per un paio di mesi, tutto bene: dopodiché il cane, evidentemente gestito di nuovo in modo un po’ troppo permissivo, ricomincia a far ammattire la sua umana.
Copincollo testualmente:

“Ha ricominciato ad essere agitato in passeggiata, ha ricominciato ad aggredire i passanti (tutti indistintamente, e senza motivo) anche dall’altra parte della strada, con cani o senza, giovani o anziani, bambini, chiunque sia.
Non ne capisco veramente il motivo.
Io lo guido come sempre, con fermezza, lui mi guarda tanto e dunque approva, è felice, scodinzola, ma le persone le punta prima che arrivino e poi immancabile figura di merda perché tira e abbaia contro di loro. Senza motivo, questo è il bello.
La mattina si sveglia anche alle 4, a volte, e comincia ad abbaiare: in casa non si può tenere perché è un terremoto. XXX (il professionista che ha rieducato il cane, NdR) dice “lascialo abbaiare”, ma io non posso: non vivo isolata, ho delle ville accanto…
Ero così felice quando l’ho ripreso, era cambiato: ora mi sto di nuovo demoralizzando e ho paura di ricadere nel baratro del cane aggressivo e schizofrenico”.
A questo punto le ho consigliato di provare a cambiare alimentazione: un po’ come ultima spiaggia, lo confesso, perché personalmente ritengo che questo cane abbia soprattutto seri problemi di gestione.
Dopo una decina di giorni, ricevo questo messaggio su FB:

“Siamo a lunedi, quindi a cinque giorni di sospensione delle crocchette e alimentazione unicamente casalinga (non la BARF perché per me era troppo complicata realizzarla: ho optato per la solita pasta stracotta/senza sale con un bel pugno di carne macinata lessata la sera, e riso soffiato con un “companatico” la mattina (wurstel, uovo, ricotta, mezza scatoletta, o tonno ecc.).
Ebbene, aggressività stradale ridotta del 90%. Il cane cammina di nuovo calmo, la gente la guarda e non se la fila (a meno che non passi uno sfrecciando in bicicletta, oppure col bastone…).
Ti avevo promesso di farti sapere, ed ecco l’esito. Anche questa esperienza magari può essere utile a qualcuno”.
Proprio quest’ultima frase mi ha convinto a scriverne, anche se probabilmente questo articolo mi attirerà qualche strale proprio per la mancanza di evidenze scientifiche.
Però questo non è stato l’unico cane nel quale il cambio di alimentazione ha prodotto drastici cambiamenti caratteriali… e mi sembrerebbe brutto non parlarne solo perché “non l’ha detto la scienza”.
Facciamo che “l’ho detto io perché l’ho verificato in una decina di casi”, e stop: non c’è nulla di scientifico, non sta su nessun Sacro Testo, però mi è sembrato giusto informarvi.
Voi fatene l’uso che preferite.

serotoninaSe volete vi dico anche com’è che mi è punta vaghezza di consigliare il cambio di alimentazione a certi soggetti iper-agitati e/o aggressivi: perché qui, invece, mi ci sono basata davvero, sui dati scientifici in mio possesso.
Tutto è partito dalla mia scarsa simpatia (eufemismo) verso gli psicofarmaci di cui si fa, a mio avviso, un uso eccessivo e a volte un vero e proprio abuso.
Ora, il principio attivo più comunemente utilizzato è la fluoxetina, che è un inibitore della ricaptazione della serotonina.
In parole molto povere: la serotonina è un neurotrasmettitore che ha la capacità di abbassare l’aggressività e genericamente di migliorare la serenità (viene detto anche “ormone del buonumore”), ma l’eccesso di serotonina ha effetti devastanti sull’organismo (si parla di “sindrome serotoninergica”) e per questo l’organismo (sia umano che animale) “ricattura” quella in eccesso e la neutralizza. Questa è la “ricaptazione”.
I farmaci che inibiscono la ricaptazione, ovviamente, fanno sì che il livello di serotonina rimanga abbastanza  elevato nei soggetti in cui si presume che sia troppo basso (mentre utilizzarli in soggetti che ce l’hanno a livelli normali potrebbe portare a un eccesso di serotonina e quindi alla sindrome di cui sopra).

alim_caratt1Mi sono chiesta se non fosse possibile aumentare la serotonina semplicemente cambiando l’alimentazione, visto che essa viene sintetizzata a partire dal triptofano, che è un amminoacido essenziale contenuto in alcuni alimenti (soprattutto carne di agnello, uova, alcuni frutti come la banana, pesce grasso – per esempio il salmone – che è ricco di acidi grassi essenziali come gli Omega3, anch’essi utili ad aumentare i livelli di serotonina e dopamina).
Ma è sufficiente mangiare quintalate di proteine, per aumentare la serotonina?
No, perché ingerendo troppe proteine si aumenta anche il livello di altri amminoacidi (soprattutto tirosina e leucina) che in realtà sono competitori della serotonina, utilizzando gli stessi “carrier”(trasportatori) per attraversare la barriera emato-encefalica.
Ma allora, come si può fare?
Bisogna assumere anche carboidrati, perché questi stimolano la produzione di insulina (nel pancreas), che rimuove molti dei competitori del triptofano (e rimuoverebbe anche lui, solo che lui si protegge legandosi all’albumina).
Un altro coadiuvante alimentare nel trattamento dell’aggressività sono le proteine del latte (caseina), che possono essere aggiunte alla dieta, sempre che il cane non sia intollerante (molti cani lo sono, così come molti umani): queste proteine stimolano i recettori oppiacei del cervello, quindi in un certo senso agiscono come la marijuana, solo che sono legali!
Personalmente non sono molto entusiasta neppure di un eccesso di caseina (proprio perché non farei fumare una canna al mio cane)… però, se si resta nei limiti del buon senso e non si esagera con le dosi, anche la caseina può dare una mano a “calmare” i bollenti spiriti.

alim_caratt4Mettendo insieme carne o pesce (in quantità moderate), uova, pasta e una piccola dose di latticini, cosa otteniamo?
La buona, vecchia pappa casalinga, un tempo l’unica che si utilizzava per il cane (solitamente piuttosto male, alimentandolo con scarti della tavola umana…), poi quasi completamente soppiantata dalla comodità delle crocchette ed oggi molto rivalutata per un insieme di motivi che non hanno nulla a che vedere con iperattività e/o aggressività… ma che, stando all’evidenza dei fatti, almeno per quella che è la mia esperienza, possono influire positivamente anche su questi problemi, del tutto o in parte.
Ad aumentare il livello di serotonina contribuiscono anche l’esercizio fisico (la celeberrima frase “un cane stanco è un cane felice” ha quindi una base scientifica!), la luce solare (gli studi sulla correlazione tra sole e livello di serotonina nell’uomo sono ancora in corso, ma a me vengono subito in mente certi microcani psicotici che non sono mai usciti di casa in vita loro. Ovviamente non può essere “soltanto” la luce solare a causare loro problemi comportamentali, ma chissà che non dia il suo piccolo contributo!) e i massaggi (e qui penso, per esempio, al T-touch).

alim_caratt2Aggiungo, per correttezza, che in alcuni casi (due, per quanto riguarda la mia esperienza personale) cambiare dieta e aumentare l’esercizio fisico NON ha portato alcun risultato apprezzabile: d’altronde sarebbe troppo bello – o forse troppo comodo! – che bastassero questi piccoli accorgimenti.
Devo dire, però, che in questi due casi i problemi gestionali erano talmente gravi (il primo era un cane “bambinizzato” all’estremo, la cui proprietaria si è addirittura offesa quando le ho proposto di dare al suo “amore peloso” alcune semplici regole, mentre il secondo era un cane dell’Est, deprivato e malaticcio, oltre che mal gestito) che sarebbe servito più un viaggio a Lourdes che un intervento terapeutico.
In compenso i problemi del cane di cui abbiamo parlato sopra, e che a quanto pare si sono risolti al 90% “solo” con il cambio di alimentazione (in tutti gli altri casi non è bastato questo, ma è stato affiancato da un programma di lavoro), mi spinge a suggerire di provare a passare al casalingo, qualora abbiate un cane con lo stesso tipo di problemi.
Probabilmente non sarà sufficiente e bisognerà lavorare anche su altri fattori, ma una cosa è certa: danni non ne potrete fare, specie se concordate la dieta casalinga con il vostro veterinario. Quindi, se non funziona, pazienza: non sarà successo niente di grave.
Se invece funzionasse…  sarebbe un bel risultato ottenuto nel modo più “tranquillo” e meno invasivo possibile.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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